Fonte: www.federfarma.it

Il governo britannico dovrebbe valutare la possibilità che ai medici di famiglia sia consentito praticare all’interno delle farmacie del territorio, in particolare quelle gestite dalle catene di maggiori dimensioni. La proposta arriva dall’Appg (All-party pharmacy group), una sorta di think tank della farmacia finanziato dalla Royal pharmaceutical society (l’ordine dei farmacisti britannico), dalla National pharmacy association e dal Psnc (il comitato che negozia per conto delle farmacie i rinnovi contrattuali con il servizio sanitario). L’idea è emersa nel corso di un’indagine lanciata dall’Appg per misurare i benefici derivanti dall’inserimento di un farmacista clinico nelle medicine di gruppo dei generalisti inglesi. Per quanto manchino valutazioni sistematiche sugli esiti delle esperienze già in corso, osserva l’Appg, c’è comunque «una significativa evidenza anedottica» sui vantaggi che derivano da una stretta sinergia tra le due figure.

In particolare, sottolineano all’Appg, la farmacia del territorio che opera in prossimità di una medicina di gruppo viene fortemente agevolata nella presa in carico dei pazienti che soffrono di patologie croniche. Nello stesso tempo, le esperienze pilota hanno dimostrato che il supporto del farmacista aiuta il medico a lavorare in modo più efficiente e offrire più servizi.

L’integrazione tra le due figure comporta però anche alcune sfide. I sistemi di remunerazione con cui il Nhs paga le die figure professionali, per esempio, generano alcuni ostacoli, né aiutano i preconcetti con cui molti generalisti valutano capacità e contributo dei farmacisti. Saranno necessari conoscenza e dialogo reciproci avverte l’Appg, che in una memoria di lavoro elenca i quattro punti chiave da affrontare per mettere in sinergia medico di famiglia e farmacista del territorio: incoraggiare la condivisione dei dati sanitari del paziente, per agevolare il lavoro in team; condurre studi sistematici sulle esperienze già avviate a livello locale; allargare il numero di farmacisti autorizzati a prescrivere farmaci; infine, come già detto, istituzionalizzare non solo la presenza del farmacista clinico nelle medicine di gruppo della mg, ma anche la presenza dei medici di famiglia nelle farmacie del territorio, quanto meno in quelle appartenenti a grandi catene. (AS)