Fonte: www.federfarma.it

Rappresentano la nuova frontiera europea dell’e-commerce farmaceutico, l’ultimo grido in fatto di “customer service” quando il customer (cioè il cliente) è un manager indaffarato che non ha tempo di fare file o un assistito di compagnia sanitaria che viene rimborsato a piè di lista, dopo aver inviato ricetta e scontrino. Stiamo parlando dei sempre più frequenti “accoppiamenti” tra siti di servizi medici a distanza (consulti via telefono o videochat, visite e ovviamente prescrizioni) e le cosiddette farmacie online, che in Paesi come Olanda, Germania e Gran Bretagna possono vendere a distanza anche farmaci con obbligo di ricetta. Che sia un mercato in crescente espansione lo testimonia la sentenza con cui la Corte di giustizia Ue ha cancellato, nel novembre scorso, i divieti tedeschi a praticare sconti sui farmaci etici: all’origine della causa la farmacia olandese DocMorris, che in abbinamento a un sito inglese di servizi medici prescriveva e vendeva etici scontati agli assistiti tedeschi.

Non c’è dubbio che l’accoppiata “medico virtuale+farmacia virtuale” rappresenti un servizio allettante per una certa fetta di pubblico. Le notizie che però rimbalzano dall’Inghilterra, dove attualmente risultano autorizzati un’ottantina di siti medici e più di 500 farmacie online, invitano a osservare il fenomeno con scetticismo e diffidenza. Nei giorni scorsi, infatti, la Care quality commission, la commissione indipendente che monitora la qualità dei servizi erogati dai fornitori del Nhs, ha pubblicato i risultati di un’indagine condotta su 43 società inglesi che forniscono via web servizi di medicina di base; i dati, riporta la commissione in una nota, rivelano frequenti approssimazioni e superficialità nei comportamenti degli operatori, compresi medici e farmacisti. In parecchi casi, per esempio, la richiesta di consulto da parte dell’assistito è stata trattata sbrigativamente con il solo scopo di giungere alla prescrizione di un farmaco, da passare alla farmacia online apparentata. «Una prescrizione che viene conclusa senza una preliminare analisi dei bisogni del paziente e di ciò che realmente gli serve» ricorda la Cqc «mette a serio rischio la salute del paziente».

Che queste irregolarità non siano assolutamente isolate lo conferma il documento congiunto sottoscritto dalla stessa Cqc, dal General medical council (l’Ordine britannico dei medici), dal General pharmaceutical council (Ordine dei farmacisti) e dalla Mhra (Medicines and healthcare products regulatory agency, l’equivalente inglese dell’Aifa): i professionisti della salute che lavorano per questi provider online, è la raccomandazione principale dei quattri firmatari, devono garantire al paziente un’assistenza sicura ed efficace, nel rispetto delle linee guida professionali. «Sappiamo che questi siti web di servizi sanitari rappresentano una modalità di accesso a cure, consulenze e farmaci conveniente per molte persone» ha commentato Steve Field, capo ispettore per la medicina generale della Commissione «ma alcuni servizi comportano anche rischi per i pazienti. E a noi preoccupa particolarmente che questi rischi non siano sempre presentati o gestiti adeguatamente quando viene acquistato un farmaco su internet».

Sempre pochi giorni fa, verifiche della Cqc hanno portato alla chiusura di un sito di servizi medici online e di una farmacia web, entrambe regolarmente autorizzate. Nel primo caso la società, MD Direct, collegata alla farmacia www.assetchemist.co.uk, ha interrotto volontariamente i propri servizi dopo la pubblicazione di un rapporto della Commissione che evidenziava l’assenza di preparazione e competenza nel personale, in alcuni casi destinato all’assistenza remota ai pazienti benché privo di formazione clinica adeguata. La farmacia online sanzionata con la sospensione, invece, è finita sotto la lente della Cqc per le ripetute vendite di antibiotici effettuate su prescrizione di medici reclutati dal sito web Treated.com. Le ricette, riferisce la relazione, non rispettano le best practice cliniche nazionali e internazionali, come conferma il caso di un paziente affetto da infezione delle vie urinarie cui sono state prescritte quattro scatole di antibiotico da sette giorni ciascuna.

Alla luce di tali casi, la Commissione ha annunciato un programma di ispezioni nelle società che propongono servizi medici a distanza ad alto tasso di rischio. Dal canto suo il direttore esecutivo del General pharmaceutical council, Duncan Rudkin, ha avvertito che le farmacie online collegate a queste società verranno sottoposte a ulteriori controlli: «Verificheremo se rispondono agli standard» ha specificato «e se forniscono ai pazienti le dovute informazioni sui rischi che accompagna la prescrizione e l’acquisto di farmaci online».