Fonte: www.farmacista33.it

Terapia del dolore, Racca: da anni farmacie in prima linea accanto ai pazienti «Dai dati dell’Osservatorio per il monitoraggio della Terapia del dolore e Cure palliative della Fondazione Gigi Ghirotti, presentati oggi a Roma, emerge che nonostante i molti progressi compiuti con la legge 38/2010, esiste la necessità di continuare nell’opera di diffusione della lotta al dolore inutile». È con queste parole che la presidente di Federfarma, Annarosa Racca, ha commentato lo scenario fotografato dall’Osservatorio. «È confortante – ha aggiunto – il dato secondo cui è alta la percentuale delle persone consapevoli che i farmaci oppiacei sono utilizzabili per curare numerosi tipi di dolore acuto e cronico. Va però ulteriormente ridotta, fino ad azzerarla con una informazione precisa e capillare, la percentuale di coloro che ancora oggi credono che questi farmaci siano utili solo per persone in fin di vita».

Ma Racca, poi, rassicura sul fatto che quanto a informazione sul tema, le farmacie sono attive da tanti anni, «perché viviamo quotidianamente a contatto con i malati e le loro famiglie e la comunicazione sanitaria è nelle nostre corde. Sappiamo quanto sia rassicurante ricevere una informazione corretta, fornita da un professionista con parole facilmente comprensibili. In vari sondaggi i cittadini confermano che il farmacista è un professionista sanitario molto incline a comunicare. Federfarma, che a suo tempo ha partecipato alla stesura della legge 38/2010, continuerà a collaborare con la Fondazione Ghirotti nella lotta contro il dolore inutile e per promuovere la consapevolezza su questi temi», ha concluso. Secondo i dati dell’Osservatorio “volontario” per il monitoraggio delle cure palliative e terapia del dolore della Fondazione nazionale Gigi Ghirotti Onlus, oltre 6 pazienti su 10, quindi la maggior parte (58%) di quelli affetti da dolore acuto o cronico, non sono a conoscenza del fatto che dal 2010 in Italia esiste una legge per garantire l’accesso alla terapia del dolore e alle cure palliative; 7 su 10 poi non sanno che la legge obbliga le strutture sanitarie a misurare il dolore ed annotarlo in cartella clinica, insieme alla terapia prescritta e ai risultati ottenuti con quella terapia. In Italia sono circa 340mila le persone affette da varie patologie con dolore acuto o cronico. Esaminando i risultati, il 45% non conosce i farmaci oppiacei, ma il 43% li ritiene utili per curare i molti tipi di dolore acuto o cronico. A chi ha parlato del dolore con il proprio medico di famiglia (il 64%), nel 65% dei casi il medico ha prescritto farmaci o trattamenti e, in quest’ultimo caso, nel 65% dei casi non ha prescritto una visita specialistica in un Centro di terapia del dolore. Le persone che hanno avuto modo di essere prese in carico dai centri di terapia del dolore e dagli hospice ne sottolineano la dote di qualità umana e professionale. Tra chi ha avuto la necessità di accedere a un centro o ambulatorio di terapia del dolore (18% come paziente, 3% come familiare), l’80% si dice abbastanza o molto soddisfatto dell’assistenza ricevuta e nel 74% dei casi consiglierebbe quell’ambulatorio di terapia del dolore. Tra chi ha avuto, invece, la necessità di accedere ai servizi della rete di cure palliative (14%), il 69% si dice abbastanza o molto soddisfatto dell’assistenza domiciliare ricevuta e il 78% abbastanza o molto soddisfatto dell’assistenza residenziale. E a definire la Legge 38, «una grande legge di civiltà del nostro Paese, un esempio a livello europeo e mondiale», è stato anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che nel suo intervento ha ribadito come sia ora necessario «rendere più omogenei i trattamenti su tutto il territorio nazionale e far sì che non si ripetano più casi di malati oncologici che finiscono per essere ricoverati al pronto soccorso, come è accaduto per esempio nel Lazio».