Fonte: www.federfarma.it
Potrebbero scattare sanzioni fino a 30 euro per professionisti ed esercenti che si rifiutano di accettare un pagamento in moneta elettronica, ossia bancomat o carta di credito. E’ l’ipotesi alla quale starebbe lavorando il Governo secondo un articolo pubblicato ieri da Il Sole-24 Ore: l’idea, in sostanza, è quella di allargare il campo di applicazione dell’articolo 693 del Codice penale, che punisce (con una sanzione amministrativa fino a 30 euro) «chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale». L’estensione, da tradurre in pratica con una piccola modifica al decreto legislativo che il Consiglio dei ministri ha approvato la settimana scorsa per recepire il regolamento europeo sulle commissioni interbancarie, risparmierebbe una spiacevole fatica al ministero delle Finanze e a quello dello Sviluppo economico.
La Legge di stabilità 2016, infatti, affidava ai due dicasteri il compito di definire le sanzioni a carico di commercianti e professionisti che rifiutano pagamenti in moneta elettronica, un’incombenza sempre meno gradita man mano che ci si avvicina alle elezioni.
Confcommercio, dal canto suo, rimane refrattaria a qualsiasi provvedimento punitivo nei confronti delle imprese. «Risulta incomprensibile che si vogliano multare gli esercenti che non accettano le carte di credito e di debito» ha commentato ieri Carlo Sangalli. Intanto, il Sole-24 Ore ricorda i numeri della “contraddizione” italiana: in un confronto a quattro con Germania, Francia e Spagna siamo il Paese con il più alto numero di Pos attivi (2.210 contro 1.129, 1.480 e 1.385 rispettivamente) e con la media più bassa di operazioni per terminale (1.208 contro 3.805, 6.177 e 2.145).





