Violenza o stalking, nuovo cartello informativo su numero 1522: obbligatorio esporlo entro 13 agosto

Violenza o stalking, nuovo cartello informativo su numero 1522: obbligatorio esporlo entro 13 agosto

fonte: www.farmacista33.it

E' stato introdotto un nuovo modello di cartellonistica sul numero verde 1522 per il sostegno alle vittime di violenza e stalking che andrà obbligatoriamente esposto anche nelle farmacie entro il 13 agosto prossimo.
Violenza o stalking, nuovo cartello informativo su numero 1522: obbligatorio esporlo entro 13 agosto
In seguito ad alcuni interventi normativi è stato introdotto un nuovo modello di cartellonistica sul numero verde 1522 per il sostegno alle vittime di violenza e stalking che andrà obbligatoriamente esposto anche nelle farmacie entro il 13 agosto prossimo.

Il nuovo cartello, definito dal DPCM 11 aprile 2024, che modifica il DPCM del 30 ottobre 2020, deve riportare la dicitura: “Sei vittima di violenza o stalking? Non sei sola. Chiama il 1522 Numero antiviolenza e stalking”. Il cartello è disponibile in diverse lingue: inglese, spagnolo, francese, tedesco, arabo, cinese, russo, portoghese, rumeno e bengali. È obbligatorio esporre il cartello entro 60 giorni dall'entrata in vigore del decreto, ovvero entro il 13 agosto 2024.
Il modello grafico del cartello è allegato al decreto ed è scaricabile gratuitamente dai siti istituzionali del Governo (www.governo.it), del Dipartimento per le pari opportunità (www.pariopportunita.gov.it), del Ministero dell'interno (www.interno.gov.it) e del Ministero dell'economia e delle finanze (www.mef.gov.it).

Oltre agli uffici delle pubbliche amministrazioni, il cartello dovrà essere esposto anche nelle farmacie entro il 13 agosto prossimo. Questo obbligo, introdotto dalla legge di bilancio 2020, mira a garantire un accesso più facile e immediato al numero verde 1522 per chi necessita di supporto contro la violenza e lo stalking.

Federfarma sottolinea che nonostante non siano previste sanzioni per la mancata esposizione, l'importanza sociale dell'iniziativa e il ruolo fondamentale delle farmacie come punti di riferimento per la comunità rendono fortemente consigliata l'affissione del cartello in modo ben visibile.

Servizi in farmacia, il nuovo Ddl ne promuove l’erogazione

Servizi in farmacia, il nuovo Ddl ne promuove l’erogazione

fonte: www.farma7.it

Nel disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri, di cui abbiamo parlato ieri qui, il Governo introduce non soltanto le misure ritenute utili a ridurre le liste d’attesa e al rispetto dei Lea, ma anche una serie di provvedimenti per rendere il Ssn più vicino ai bisogni della popolazione.

Tra i 15 articoli del disegno di legge il n. 10 riporta le “Disposizioni per promuovere l’erogazione dei servizi in farmacia”, riconoscendo così il suo ruolo di “centro sociosanitario polifunzionale a servizio della comunità e punto di raccordo tra ospedale e territorio e front-office del Servizio sanitario nazionale”. Qui di seguito riportiamo l’analisi effettuata da “Quotidiano Sanità”.
Il comma 1 interviene sull’articolo 1, comma 2 del predetto decreto legislativo, ampliando la gamma dei servizi assicurati dalla rete delle farmacie territoriali. Ciò si spiega alla luce dell’esigenza di adeguare il dato normativo alle diverse realtà già esistenti in via sperimentale e alle misure stabilite dai protocolli d’intesa sottoscritti durante la fase pandemica, derivante dalla diffusione del Sars-Cov-2, al fine di semplificare l’acceso del cittadino a una serie di servizi in ambito sanitario.

In particolare, la modifica di cui alla lettera a) consente la possibilità per le farmacie di dispensare per conto delle strutture sanitarie, nell’ambito del servizio di assistenza domiciliare integrata, non soltanto i farmaci di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a) del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito con modificazioni dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, ma anche i dispositivi medici necessari al trattamento dei pazienti.

La modifica di cui alla lettera b) rimuove i vincoli che consentivano di eseguire in farmacia le prestazioni analitiche di prima istanza soltanto se rientranti nell’ambito dell’autocontrollo. Ciò consentirebbe di ottenere in farmacia risultati analitici di prima istanza, spesso dirimenti nelle diagnosi mediche, soprattutto in favore di quei cittadini che non hanno la possibilità di spostarsi fino al centro più vicino. Tale intervento risulta indispensabile per assicurare un servizio sanitario di prossimità in ottica Pnrr.

La modifica di cui alla lettera c) porta a compimento il coinvolgimento delle farmacie e dei farmacisti nella rete di prevenzione vaccinale, già sperimentato durante l’emergenza sanitaria, prevedendo la somministrazione di vaccini previsti nel Piano nazionale Prevenzione vaccinale, anche nei confronti dei soggetti di età non inferiore ai dodici anni.

Ciò si realizza anche sulla base di alcune esperienze regionali, come quella della Regione Lombardia che prevede la possibilità di somministrare il vaccino antinfluenzale per i soggetti di età superiore ai sei anni o delle Marche, dove è in atto la sperimentazione della vaccinazione Herpes Zoster. Si prevedono, altresì, le modalità organizzative, strutturali e logistiche funzionali ad assicurare le migliori tutele igienico-sanitarie e di tutela della riservatezza nei confronti dell’utenza.

Con la modifica di cui alla lettera d) si introduce la lettera e-quinquies) e la lettera e-sexies). La proposta mira ad inserire un altro servizio in farmacia, sulla base dell’esperienza della Regione Emilia-Romagna, consentendo al farmacista di effettuare i test per la rilevazione dell’infezione batterica, nonché per la rilevazione della proteina C-reattiva (Pcr) nel sangue per valutare il decorso e l’entità di un processo infiammatorio o per determinare l’efficacia di una scelta terapeutica. Inoltre, la determinazione della Pcr può essere utile per una migliore appropriatezza prescrittiva degli antibiotici, riducendo così l’uso non appropriato di antibiotici senza correre il rischio di non trattare, se opportuno, i pazienti che hanno delle esacerbazioni acute della broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco).

Si prevede, altresì, che le farmacie possano erogare i servizi di telemedicina, fermo restando il rispetto dei requisiti funzionali e dei livelli di servizio indicati nelle linee guida. Tale servizio era peraltro già previsto nell’Accordo Stato-Regioni del 17 ottobre 2019 sulle “Linee di indirizzo per la sperimentazione dei nuovi servizi nella farmacia di Comunità”.

I commi 2, 3, 4 e 5 introducono disposizioni specifiche in materia di organizzazione delle farmacie che intendono offrire servizi sanitari diversi dalla dispensazione dei farmaci o di altri prodotti. In particolare, il comma 2 consente a tali farmacie di utilizzare locali separati da quelli ove è ubicata la sede farmaceutica. La disposizione prevede, inoltre, che in detti locali è vietato il ritiro delle prescrizioni mediche e qualsiasi dispensazione o vendita di farmaci o di altri prodotti.

Il comma 3 prevede che l’erogazione dei servizi sanitari in detti locali è soggetta all’autorizzazione da parte dell’amministrazione sanitaria territorialmente competente, che ne accerta i requisiti di idoneità igienico-sanitaria, verifica l’ubicazione dei locali stessi nell’ambito della sede farmaceutica di pertinenza prevista in pianta organica e accerta che essi siano situati a una distanza non inferiore a duecento metri dalle altre farmacie e dai locali ove sono svolti i servizi sanitari di pertinenza di altre farmacie. La distanza è misurata per la via pedonale più breve tra soglia e soglia.

Il comma 4 dispone che, al fine di consentire ai cittadini un’immediata identificazione dei servizi sanitari offerti in detti locali, i soggetti titolari di farmacia appongono presso di essi, oltre alla croce verde identificativa della farmacia, un’insegna riportante la denominazione “Farmacia dei servizi” e forniscono idonea informazione sulla esatta identificazione dei soggetti titolari di farmacia che offrono i servizi.

Da ultimo -allo scopo di favorire l’aggregazione professionale e implementare l’offerta dei servizi a tutela della salute del cittadino- la proposta normativa prevede al comma 5 che due o più farmacie, di proprietà di soggetti differenti, possono esercitare in comune i servizi sanitari previa stipula del contratto di rete. L’autorizzazione all’utilizzo dei locali da parte delle farmacie che hanno stipulato il contratto di rete è rilasciata al rappresentante di rete.

In relazione al comma 6, si segnala che l’attuale previsione dell’articolo 34 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, consente di acquisire il complesso dei dati individuali, in forma anonima, di consumo dei seguenti medicinali:

medicinali soggetti a prescrizione medica (non su ricetta Ssn);
medicinali soggetti a prescrizione medica speciale (fuori dal ricettario Ssn);
medicinali non soggetti a prescrizione medica, comprendenti i medicinali da banco o di automedicazione;
restanti medicinali non soggetti a prescrizione medica
parafarmaci registrati come dispositivi medici;
farmaci comunque dispensati dalle farmacie nelle forme della distribuzione per conto (Dpc).

Dottor Google”? In Italia è sempre più amato

Dottor Google”? In Italia è sempre più amato

fonte: www.pharmaretail.it

“Dottor Google”? In Italia è sempre più amato
Internet è “l’oracolo per gli italiani” quando si cercano informazioni sulla salute. È il titolo dell’articolo con cui l’agenzia di stampa Adn Kronos riporta i dati emersi dalla survey Nomisma presentata in occasione dell’evento ‘About Health. Dati, norme e strategie di web marketing per il settore salute’ organizzato a Bologna con la collaborazione dello Studio Legale Delli Ponti e della web agency Noetica.

Secondo i dati della ricerca, il 42% degli italiani si rivolge a siti web specializzati e il 38% a Google; il medico di base viene coinvolto dal 56% degli italiani che vogliono saperne di più su aspetti sanitari.

E per individuare la struttura sanitaria a cui rivolgersi gli italiani si affidano ancora a Google (47%), anche se il passaparola rimane il principale canale di informazione (55%). Dall’indagine emerge anche che, negli ultimi anni, “Google è diventato per gli italiani uno strumento irrinunciabile” e “un touch point utilizzato principalmente nella ricerca di risposte rapide e chiare riguardo disturbi o sintomi (52% degli italiani), di strutture, prestazioni o servizi di interesse (44%), nonché di informazioni e chiarimenti in tema di prevenzione (32%). Tra i contenuti più apprezzati tra gli utenti online figurano le interviste agli specialisti (58%) e gli articoli di approfondimento pubblicati su blog e siti specializzati (53%)”.

Nella scelta della struttura a cui rivolgersi: “le esperienze altrui giocano un ruolo significativo e ciò si nota anche dal numero di italiani che considerano fondamentali le recensioni lasciate da altri clienti (69%)”. Tra i fattori che più influenzano la decisione: la presenza di agevolazioni economiche (88%), come convenzioni con aziende, enti o associazioni; la possibilità di consultare i referti online (76%) e di prenotare visite online sul sito della struttura (73%); la presenza di un servizio di assistenza clienti rapido e soddisfacente (73%).

Tra i temi indagati dalla ricerca, c’è anche la sensibilità dei nostri connazionali sul tema della sicurezza dei dati sanitari. “L’83% degli italiani – emerge – ritiene importante il rispetto della privacy e della sicurezza dei propri dati sanitari, e ben l’81% considera fondamentale ricevere informazioni chiare sulle modalità di trattamento degli stessi. Trattamenti non corretti e violazioni influiscono sul rapporto di fiducia tra pazienti e strutture sanitarie, con quasi 3 italiani su 10 che non tornerebbero in strutture che hanno subìto una violazione di dati”.

Cambiamenti climatici: per gli italiani sono responsabili di problemi di salute

Cambiamenti climatici: per gli italiani sono responsabili di problemi di salute

Fonte: www.pharmaretail.it

Inquinamento, produzione ed esposizione prolungata ai pollini, innalzamento delle temperature, alluvioni e condizioni meteorologiche estreme sono conseguenze del cambiamento climatico che stanno influenzando la salute umana e gli italiani ne sono consapevoli.

Secondo una ricerca di Human Highway per Assosalute (Associazione farmaci di automedicazione), presentata all’evento “Cambiamenti Climatici: quali gli effetti sulla salute?”, il 78,5% degli italiani dichiara di aver sentito parlare (in diversi contesti: TV, radio, giornali, on line, al bar, tra amici) e/o di essersi interrogato sulla relazione tra salute e cambiamento climatico e degli effetti che gli agenti atmosferici possono avere sul benessere delle persone.

Sintomi in crescita negli ultimi anni
Secondo i dati dell’indagine, quasi 1 italiano su 2 (47%) è convinto che, allo stato attuale, il cambiamento climatico abbia già delle gravi conseguenze sulla salute di tutti, non solo dei soggetti vulnerabili: a essere più in allarme, le donne (84,2% vs il 64,4% degli uomini).

L’esposizione e, di conseguenza, la conoscenza del tema, aumenta con l’età: è relativamente più bassa tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni (68,6%) e molto alta tra gli over 65 (84%). Tuttavia, a essere più preoccupati del fatto che il cambiamento climatico possa avere gravi conseguenze per la salute di tutti sono non solo gli over 65 (53,5%), ma proprio i giovanissimi (50,7%), mentre il problema è meno sentito dai 45-54enni (39,6%).

L’84,2% degli italiani riconosce nelle conseguenze dei cambiamenti climatici le cause dei piccoli disturbi, in particolare: stanchezza diffusa (comune al 46,9% del campione e soprattutto tra le donne (52,9% contro il 40,9% di uomini), malesseri muscolo-scheletrici dovuti agli sbalzi termici (33,2%), sintomi influenzali fuori stagione (30%), e allergie prolungate (29,1%). Se la popolazione più anziana è maggiormente affetta da disturbi muscolo-scheletrici dovuti agli sbalzi termici, i giovani sono invece più suscettibili a influenze e allergie fuori stagione. Si tratta di sintomi molto comuni e in crescita negli ultimi anni: il 75% delle persone con stanchezza diffusa riporta un peggioramento rispetto al passato, mentre il 60% osserva un aumento dei malesseri legati agli sbalzi termici, alle influenze fuori stagione e alla disidratazione causata dal caldo improvviso.

«Sono molte le trasformazioni a cui si sta assistendo e che portano ad avere conseguenze sulla salute: la fioritura delle piante, ad esempio, o la stagionalità dei pollini, con conseguenze sul calendario delle allergie, o, ancora, su quella delle epidemie», ha spiegato Claudio Cricelli (nella foto), presidente emerito di Simg (Società italiana di medicina generale e delle cure primarie). «Negli ultimi mesi e anni abbiamo osservato picchi di malattie respiratorie acute, particolarmente evidenti in aprile, come avvenuto quest’anno, e con sintomi che persistono per un periodo più prolungato (2-3 settimane). Tutto ciò ci fa riflettere sull’esistenza di una correlazione tra il clima e l’andamento delle epidemie, un tema su cui la ricerca scientifica sta già cominciando a fornire alcune risposte ma su cui è necessario approfondire».

In caso di piccoli disturbi correlati ai cambiamenti climatici, gli italiani si rivolgono al medico (45,2%) e fanno ricorso ai farmaci di automedicazione (25,1%), a cui si tende ad affidarsi all’aumentare dell’età, soprattutto tra i 45-54enni. Il 20,9% si affida al consiglio del farmacista. Solo l’11,7% cerca informazioni su sintomi e rimedi on line, comportamento molto diffuso tra gli under 24, mentre una quota simile (11,9%) non fa nulla, aspettando che il sintomo passi da sé.

Per quanto riguarda la prevenzione dei piccoli disturbi legati ad agenti atmosferici e stagionali anomali la ricerca evidenzia quanto gli italiani diano importanza agli stili di vita. Infatti, il primo comportamento attivato da quasi 1 italiano su 2 (49,1%) è quello più immediato, ovvero intervenire su alimentazione e idratazione, mangiando e bevendo correttamente. Altri comportamenti, come evitare ambienti affollati/inquinati, fughe nella natura e intervenire sul sonno, hanno un peso sostanzialmente simile e sono attuati in 1 caso su 5.

La pratica di sport e attività fisica per prevenire i piccoli disturbi è più diffusa tra gli uomini (37,2% vs. 26,2% tra le donne) mentre per le donne è (ancora) più comune intervenire su alimentazione e idratazione ma anche su altri aspetti come abbigliamento, sonno, evitare ambienti affollati/inquinati.​

L’innalzamento delle temperature è ormai un fenomeno incontestabile, e Cricelli ha rimarcato la necessità di prenderne consapevolezza e di prepararsi ad affrontare stagioni più lunghe di caldo in modo adeguato, tenendo conto delle diverse esigenze legate all’età e al proprio quadro clinico di partenza, in vista dell’estate.

Le strategie per la ricerca di personale in farmacia

Le strategie per la ricerca di personale in farmacia

fonte: www.farmacianews.it

Avere le idee chiare, definire a monte le mansioni e il ruolo che il farmacista dovrà ricoprire, fare una stima delle ore di lavoro e della disponibilità richiesta, la remunerazione. Profilare accuratamente anche la farmacia: punti di forza, ambiente di lavoro, offerte, compresi eventuali premi e benefit per il professionista.

Sono le “credenziali” da cui partire per la stesura di un annuncio di ricerca di nuovo personale da introdurre nel team della farmacia. Se ne è parlato a Cosmofarma nel corso dell’evento: “Selezione e gestione del personale in farmacia”.
Profilo e annuncio
Farmacista che serve al banco, specialista in dermocosmesi o che lavori in laboratorio; disponibilità di servizio, vicinanza dal luogo della farmacia. Definire il ruolo, senior o junior, a seconda che si abbia necessità di formare una risorsa o se la si cerchi con esperienza.

«Così come il farmacista presta attenzione alla selezione di una risorsa profilata, altrettanto il farmacista non trascura di informarsi sulla farmacia cui si propone. Pertanto è importante – spiega Sara Tramannoni, farmacista e formatrice – che nell’annuncio, sfruttando anche i canali social, venga ben identificata la farmacia, i punti di forza che la contraddistinguono ad esempio l’ambiente di lavoro, il team, la relazione con la clientela o l’assortimento degli scaffali nelle varie categorie di prodotti, la formazione, l’offerta declinata nelle sue diverse voci: la tipologia di livello, l’orario di lavoro, le mansioni richieste, quali assistenza e consulenza alla clientela, gestione dei servizi presenti in farmacia, cura dell’allestimento, sviluppo di strategie di marketing, back o front office, responsabile di reparto, e così via.

L’annuncio, oltre a queste specifiche deve includere anche le modalità di contatto, dalle più tradizionali (mail) alle più moderne (whatsapp). I sociali sono, infatti, un canale consultato, anche per ricerche professionali, soprattutto da giovani farmacisti e di nuova generazione. Ciò impone che si curi anche l’immagine “digital” della farmacia. Particolare attenzione va riservata nell’annuncio alla descrizione degli elementi di forza della propria farmacia, affinché il professionista sia spinto a scegliere la “nostra” farmacia rispetto ad un’altra».

Requisiti di base richiesti
Dovranno contenere nella descrizione sia le hard skills, quindi le capacità di utilizzo di software e gestionali, sia le soft skills, di peso maggiore per la farmacia, ovvero l’insieme di abilità che riguardano l’intelligenza emotiva, la capacità di relazione con colleghi e clientela, le “doti” di problem solving e/o di lavorare per obiettivi.

Per scrivere l’annuncio è possibile avvalersi della tecnologia ad esempio servendosi di ChatGPT che propone una serie di possibili ipotesi di testo in funzione degli input che gli vengono dati, come ad esempio “farmacista specializzato” intendendo cioè che si sta cercando un professionista con una formazione di maggiore livello, come il possesso di un Master.

«Con ChatCGT – prosegue la farmacista – è importante dettagliare quanto più possibile le qualità della risorsa e una volta redatto l’annuncio, questo va pubblicato su specifiche piattaforme, tra le migliori: i classici canali di LinkedIn e i social, dove può essere di maggiore efficacia un video piuttosto che un annuncio scritto, o piattaforme dedicate al settore tra cui Farmalavoro, Federfarma.it, il sito dell’Ordine dei farmacisti, ma anche le bacheche universitarie». Alcune piattaforme consentono poi anche di ricondividere l’annuncio.

Pre-colloquio e colloquio
Il candidato prescelto dalla selezione dei curricula pervenuti, va messo a proprio agio fin dal momento dell’accoglienza: occorre evitare l’interferenza di fattori distraenti, pertanto il colloquio va condotto in un ambiente che consenta di fare e di porre domande mirate. In questo contesto potrebbe essere utile preparare un elenco di domande che permette di indagare hard e soft skills, le competenze, le aspettative e così via.

«Durante il colloquio – precisa la dottoressa Tramannoni – è importante ascoltare, imparare, indagare sulle competenze in termine di prodotti e servizi ad esempio. Un elevato profilo produce valore, con la raccomandazione di comunicare l’esito del colloquio positivo o negativo, quindi la motivazione richiamando il candidato».

È bene condurre i colloqui con “l’umore giusto”, prendere appunti per evitare che qualche aspetto possa sfuggire o non essere più ricordato, ascoltare ciò che il candidato dice e poi sottoporre a verifica, indagare infine il percorso formativo, attuale e precedente.

«Fare attenzione a non commettere tipici errori durante il colloquio – sottolinea la dottoressa – come l’effetto sandwich, evitando che la persona ricordi solo l’inizio e la fine dell’incontri, l’effetto di salienza, valutando cioè solo persone che hanno sempre le stesse caratteristiche e l’effetto alone, facendo in modo che una caratteristica del profilo influenzi tutto il resto o la valutazione».

Ancora, durante il colloquio usare un tono di voce attrattivo, fare domande aperte, non creare barriere, non contraddire ma correggere, chiedere piuttosto che interrogare, suggerire piuttosto che imporre, semplificare laddove possibile. Fare domande di approfondimento sull’esperienza professionale, dal percorso di studi, agli obiettivi del post-laurea, indagare il ruolo che il candidato ha in farmacia e quello che amerebbe ricoprire, quali ritiene siano i propri punti di forza e quelli migliorabili.

Lasciare, infine, spazio infine alle domande del candidato, dandogli anche dei motivi di incentivazione, ad esempio parlando di valori e volumi, quali il numero di clienti per collaboratore, il valore dello scontrino, il valore commerciale.

Fascicolo sanitario elettronico: scadenze e operatività da sapere

Fascicolo sanitario elettronico: scadenze e operatività da sapere

fonte: www.farmacista33.it

E' in corso la campagna del Ministero della Salute per sensibilizzare gli assistiti a cui, secondo le indicazioni del Garante della Privacy, è richiesto un passaggio, da compiere entro fine giugno, per chi intendesse opporsi al caricamento dei propri dati sanitari antecedenti il maggio 2020. Ecco cosa c'è da sapere
Fascicolo sanitario elettronico. Inserimento dati, opposizione a pregresso, consenso a consultazione: scadenze e operatività da sapere
Il Fascicolo Sanitario Elettronico fa parte del percorso di potenziamento della sanità digitale, anche grazie ai fondi del Pnrr, per consentire la costruzione di un punto unico di condivisione e aggregazione dei documenti sanitari e socio-sanitari relativi ai cittadini. Sul tema è partita la campagna del Ministero della Salute per sensibilizzare e agli assistiti, secondo le indicazioni del Garante della Privacy, è richiesto un passaggio, da compiere entro fine giugno, per chi intendesse opporsi al caricamento dei propri dati sanitari antecedenti il maggio 2020. Sul punto, non mancano dubbi da parte dei pazienti che si rivolgono anche ai farmacisti per avere informazioni. Ecco quali sono i passaggi per i cittadini.

FSE: alimentazione dei dati automatica e opposizione al pregresso: i passaggi
L’idea alla base del Fascicolo sanitario elettronico è quello di portare tale strumento a essere un punto di accesso ai servizi sanitari del paziente, in modo da facilitare i processi di cura e presa in carico, semplificare la gestione da parte del cittadino, e consentire la consultazione e il popolamento dei dati sanitari in tutto il territorio nazionale e non solo nella regione di residenza dell’assistito. All’interno del percorso di potenziamento di tale strumento, per incrementare l’alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico, come chiarito dal Ministero, il caricamento dei dati avviene in maniera automatica, con conseguente eliminazione del "consenso all'alimentazione” previsto dalla normativa precedente. Ma per i dati e i documenti sanitari generati da eventi clinici antecedenti al 19 maggio 2020 l’assistito può esercitare il diritto di opporsi all'alimentazione del FSE tramite il servizio on line “FSE - Opposizione al pregresso”. Tale opzione va effettuata attraverso il portale Sistema Tessera Sanitaria all’indirizzo www.sistemats.it ed è stata resa disponibile dal 22 aprile fino al 30 giugno 2024. Il mancato accesso al servizio on line "FSE - Opposizione al pregresso" o l’accesso al servizio senza registrare la propria opposizione comporterà il caricamento automatico dei propri dati e i documenti sanitari disponibili e antecedenti al 19 maggio 2020.
Operativamente, per esprimere il diniego, l’assistito deve accede al servizio on line “FSE-Opposizione al pregresso” mediante strumenti di identità digitale – SPID; CIE; CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Qualora l’assistito non disponga di tali strumenti di identità digitale, può comunque esercitare il diritto all’opposizione accedendo alla funzione on line presente nell’area libera del Sistema TS con Tessera sanitaria oppure codice STP (Straniero Temporaneamente Presente). È necessario indicare il codice fiscale, il numero della tessera sanitaria e la data di scadenza ed è possibile esprimere l’opposizione anche per mezzo di un intermediario.

Il consenso alla consultazione: cos’è e come si esprime
In generale, ricorda il Ministero, per quanto la consultazione del FSE, i professionisti sanitari che prendono in cura un assistito − sia nell'ambito del SSN, sia al di fuori − possono accedere ai dati e ai documenti presenti solo se l'assistito ha preventivamente espresso il proprio consenso alla consultazione. Tale consenso può essere espresso online, accedendo al FSE personale, o secondo le modalità messe a disposizione da ciascuna Regione. Il consenso può sempre essere manifestato o revocato, direttamente dall’assistito. Per i minorenni il consenso alla consultazione è espresso da chi esercita la responsabilità genitoriale o dal rappresentante legale, previa identificazione dello stesso. Il mancato consenso alla consultazione del FSE non comporta conseguenze nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, ma non permette ai professionisti sanitari che prendono in cura un assistito di acquisire le informazioni ivi contenute. In mancanza del consenso, solo l'assistito e il medico che li ha prodotti possono visualizzare i documenti contenuti nel FSE. L'assistito ha comunque il diritto di non rendere visibili sul FSE i dati e documenti relativi a una prestazione che ha ricevuto (si tratta del cosiddetto "diritto all'oscuramento"). Se questo diritto è esercitato, tali dati saranno visibili solo all’assistito e al medico che li ha prodotti. In qualsiasi momento, tuttavia, l’assistito ha la possibilità di renderli nuovamente visibili a tutti gli operatori sanitari che accedono al fascicolo. In ogni caso, alcuni dati e documenti sono inseriti sin dall’inizio automaticamente nel FSE in modalità oscurata, e quindi visibili solo all’assistito e al medico che li ha prodotti (per esempio, documenti relativi ad atti di violenza sessuale, all’infezioni da HIV, all’uso di sostanze stupefacenti, psicotrope e alcool, a prestazioni erogate alle donne che si sottopongono a interventi di interruzione volontaria della gravidanza o che decidono di partorire in anonimato e ai servizi offerti dai consultori familiari. Anche in questo caso l’oscuramento dei dati può essere revocato in ogni momento.

FSE 2.0: potenziamento dello strumento e documenti sanitari disponibili
Ma quali sono, anche in prospettiva, i contenuti del FSE? Come si ricorderà, è stato il decreto del Ministero della Salute, Mef e Innovazione tecnologica del 7 settembre 2023 (G.U. Serie Generale del 24 ottobre 2023) a mettere le basi per il potenziamento del Fse, individuandone i contenuti e definendo i limiti di responsabilità e i compiti dei soggetti che concorrono alla sua implementazione, le garanzie e le misure di sicurezza da adottare nel trattamento dei dati personali, le modalità e i livelli diversificati di accesso. In particolare, per quanto riguarda l’elenco di documenti, si prevede: dati identificativi e amministrativi dell'assistito (esenzioni per reddito e patologia, contatti, delegati); referti; verbali pronto soccorso; lettere di dimissione; profilo sanitario sintetico; prescrizioni specialistiche e farmaceutiche; cartelle cliniche; erogazione farmaci a carico SSN e non a carico SSN; vaccinazioni; erogazione di prestazioni di assistenza specialistica; taccuino personale dell'assistito; dati delle tessere per i portatori di impianto; lettera di invito per screening.
Un elemento di rilievo del percorso di potenziamento è costituito dal profilo sanitario sintetico, vale a dire “il documento socio-sanitario informatico redatto e aggiornato dal MMG/PLS che riassume la storia clinica dell’assistito e la sua situazione corrente conosciuta”. La finalità di tale documento è quella di “favorire la continuità di cura, permettendo un rapido inquadramento dell’assistito al momento del contatto con i servizi sanitari, fermo restando il rispetto del diritto di oscuramento esercitato dall’assistito”. Mentre per quanto riguarda il “taccuino personale questa è una sezione riservata del FSE all’interno della quale esclusivamente l’assistito, o un suo delegato, può inserire, modificare ed eliminare dati, anche generati dai dispositivi medici e/o wearable, e documenti personali relativi ai propri percorsi di cura, oltre a informazioni integrative inserite direttamente dal cittadino. Tali dati e documenti inseriti sono informazioni non certificate e devono essere distinguibili da quelle inserite dai soggetti” che hanno in cura il cittadino.