Farmacisti Millenials, ecco come usano la tecnologia dalla pharmaceutical care all’aderenza

Fonte: www.farmacista33.it

Farmacisti Millenials, ecco come usano la tecnologia dalla pharmaceutical care all’aderenza La generazione dei Millenials (o genezione Y) è fatta di giovani nati tra gli anni ’80 e il 2000, sempre connessi via web, sempre più social e cresciuti con lo smartphone in mano. Tra questi ci sono anche farmacisti che oggi sono professionisti e anche titolari di farmacia. Quale sia la visione del farmacista millenials rispetto all’utilizzo di web, social, App, nella farmacia e come dovrà essere una farmacia integrata con le nuove tecnologie, lo abbiamo chiesto ai giovani farmacisti. A rispondere, a pieno titolo in quanto punto di riferimento su queste tematiche per la Federazione è la vicepresidente di Fenagifar Carolina Carosio.

«Web e Social hanno un potenziale enorme» spiega, «soprattutto per la grande diffusione che questi strumenti godono tra i cittadini, non solo giovani. E, in effetti, la categoria è piuttosto attiva, in particolare su Facebook, ma, soffermandosi sulle modalità con cui le farmacie vi si affacciano, quello che emerge è una comunicazione per lo più orientata all’ambito commerciale, alla promozione di un’offerta o di una giornata, mentre è ancora poco diffuso l’aspetto, che consideriamo fondamentale, di educazione sanitaria al cittadino. Si può trovare, e anzi è diffusa, la condivisione di articoli, dalla stampa generalista o anche dalle testate di settore, su tematiche importanti, come per esempio i vaccini, ma credo che sia fondamentale che la farmacia sfrutti appieno le potenzialità di web e social per portare avanti una comunicazione certificata, attendibile e univoca, attorno a tematiche più strettamente di ambito sanitario e sul corretto utilizzo del farmaco. Questo sarebbe un passaggio importante, perché va nella direzione della professionalizzazione, che è l’unica arma che abbiamo per distinguerci, anche rispetto ad altri competitor». (altro…)

Linfa Laboratori: scopri la campagna con le fashion & beauty blogger

Gentile Dottore/Dottoressa,

siamo lieti di condividere con lei il successo della campagna marketing con i prodotti Linfa Laboratori, realizzata con le fashion blogger del web.

L’obiettivo della campagna è stato quello di creare contenuti editoriali e social esaltando le caratteristiche dei prodotti con una chiara call to action all’acquisto degli stessi presso le Farmacie del network

Le presentiamo alcuni dei risultati raggiunti:

– 24.100 likes;

– 107 condivisioni;

– 592 commenti

Per scoprire tutti i numeri La invitiamo a cliccare sul link che segue.

Contatti il suo referente commerciale per una presentazione delle attività e dei servizi del network Farmacie Linfa.

I risultati della campagna

Cosa non fare per assecondare il cambiamento

fornte: www.farmaciavincente.it
di Paolo Piovesan

In questo nostro nuovo incontro proviamo a elencare dieci specifiche che credo dovremmo assolutamente migliorare per ottenere maggior competitività nel nuovo scenario di mercato della farmacia.

1.Essere arretrati, sotto il profilo della preparazione manageriale, rispetto alle organizzazioni dei concorrenti esterni e delle nuove proprietà di farmacia.

Che cosa aggiungere, ancora, a tal proposito?

Ormai da qualche anno sei bombardato da messaggi che ti stimolano a essere più imprenditore.

Fino a poco tempo fa lo dovevi fare solo per assecondare le nuove richieste del cliente o per fronteggiare l’azione di altri colleghi più intraprendenti di te, oggi invece ti ritrovi che nel tuo stesso scenario si inseriscono e agiscono nuovi professionisti del fare impresa, molto più preparati e organizzati.

2. Essere poco propensi al confronto e alle collaborazioni determinando una sorta di isolamento poco costruttivo.

E’ importante saper valutare sia come noi ci vediamo all’interno della nostra categoria, sia come invece siamo percepiti dall’esterno. (altro…)

L’apparenza non inganna

fonte: www.pharmaretail.it

All’interno di ogni Farmacia si intrecciano molte relazioni anche non verbali tra gli esperti della salute e i clienti, che devono veicolare fiducia e professionalità, condizione iniziale necessaria. Da qui la domanda: quanto è importante che l’apparenza non inganni?

Questo il tema del primo appuntamento con Cristiano Gatto che invita al dialgo i lettori.

La comunicazione non verbale in Farmacia

Le prime forme di comunicazione quando un cliente entra in un ambiente, che sia trafelato, stanco, in apprensione, oppure con le idee chiare, un prodotto preciso in testa o un problema che deve risolvere in breve tempo, sono l’ambiente e le persone.
Quel buongiorno e un sorriso, di buona educazione, sono l’inizio di un discorso costellato da immagini. (altro…)

Alimentazione, ruolo e servizi del farmacista “counselor”

Alimentazione, ruolo e servizi del farmacista “counselor”

fonte: www.pharmaretail.it

I cambiamenti demografici e degli stili di vita hanno modificato il comportamento e le abitudini nutrizionali del consumatore causando un aumento di patologie croniche legate all’alimentazione. Il farmacista è la figura che quotidiamente può suggerire il corretto stile di vita e contribuire al miglioramento di molte di queste situazioni quando sono ancora in fase emergente, dal diabete alle malattie cardiovascolari, alle patologie del tratto gastrointestinale ai disordini alimentari.

Che cosa può fare il farmacista per dare un contributo efficace e distintivo al cliente-paziente?

Ho rivolto questa domanda alla dottoressa Federica Oreglia, titolare de La Mia Farmacia di Verona, che da anni nella sua farmacia si occupa in modo professionale della gestione delle problematiche di alimentazione e che, presa dall’entusiasmo, ha deciso di conseguire una seconda laurea in Scienze dell’Alimentazione.

Secondo la dottoressa «Sicuramente il farmacista può fare qualcosa di più di suggerire le cinque porzioni di frutta e verdura al giorno e di bere tanta acqua. Tuttavia ritengo che dovremmo sempre avere ben presente i limiti dell’ambito in cui sviluppare il nostro consiglio, che a mio parere, è quello di far emergere il problema, indirizzare verso il cambiamento, sostenere la motivazione alle nuove abitudini ma non certo quello di preparare diete preconfezionate o addentrarci nell’uso di software con prescrizioni personalizzate. La parola d’ordine dovrebbe rimanere “specializzazione”». (altro…)