Amoxicillina, le indicazioni terapeutiche nelle infezioni batteriche

Amoxicillina, le indicazioni terapeutiche nelle infezioni batteriche

fonte: www.farmacista33.it

L'amoxicillina è un antibiotico che trova indicazione d'uso in diverse infezioni acute e croniche delle vie respiratorie, otorinolaringoiatriche e stomatologiche; dell'apparato urogenitale, enteriche e delle vie biliari; dermatologiche e dei tessuti molli; di interesse chirurgico e nell'eradicazione dell'Helicobacter pylori. Lo ricorda una nota di Sifo e Sifap che in risposta alla carenza di questo antibiotico, molto prescritto in ambito pediatrico a causa del picco di infezioni da Streptococco fuori stagione, con infezioni che tornano anche due o tre volte sullo stesso bambino, hanno realizzato e pubblicato l'Istruzione Operativa per l'allestimento di Amoxicillina sospensione orale.

Allestimento di sospensioni per uso orale a base di amoxicillina
"Ancora una volta le nostre società scientifiche intervengono tempestivamente in un periodo in cui le terapie vivono un momento di difficoltà - sottolinea Arturo Cavaliere, presidente Sifo. - Crediamo sia essenziale continuare ad assicurare insieme alle Agenzie e alle Istituzioni, questo tipo di interventi a supporto di tutto il SSN e dei colleghi, perché i cittadini non devono mai avere la sensazione di essere lasciati soli con le loro problematiche di salute".

"L'urgenza di una istruzione specifica sull'Amoxicillina è stata da noi colta in quanto la carenza di un medicinale indispensabili in alcune patologie pediatriche mette le famiglie in difficoltà - aggiunge Paola Minghetti, presidente SIFAP. I farmacisti sono pronti a preparare i medicinali prescritti dal medico e le nostre società scientifiche possono aiutarli in modo da avere preparati di buona qualità e uniformi su tutto il territorio nazionale".
L'Istruzione operativa - redatta da Sifap e Area Scientifico-culturale Galenica Sifo -riguarda l'allestimento di sospensioni per uso orale a base di amoxicillina, da allestire in caso di carenza del medicinale di origine industriale. L'allestimento del preparato deve avvenire presso il laboratorio della farmacia, nel rispetto delle Norme di Buona Preparazione-NBP.

Le indicazioni terapeutiche dell'amoxicillina
Il documento precisa "che la molecola è attiva su numerosi microorganismi Gram-positivi e Gram-negativi intervenendo efficacemente su infezioni acute e croniche delle vie respiratorie, infezioni otorinolaringoiatriche e stomatologiche; infezioni dell'apparato urogenitale, infezioni enteriche e delle vie biliari; infezioni dermatologiche e dei tessuti molli; infezioni di interesse chirurgico. La amoxicillina è poi indicata nell'eradicazione dell'Helicobacter pylori".

Nelle Istruzioni, il gruppo di lavoro SIFO e SIFAP indica l'esatta composizione e formulazione del prodotto, il metodo di preparazione nel caso di utilizzo di materia prima di grado farmaceutico, ed in alternativa l'allestimento a partire dalle compresse. Vengono poi indicati i dispositivi e le attrezzature necessarie all'operazione di allestimento al fine di evitare contaminazioni ed i controlli da realizzare sul prodotto finito per garantire la massima sicurezza dei pazienti (verifica della correttezza delle procedure eseguite, controllo dell'aspetto, del pH, del confezionamento, della corretta compilazione dell'etichetta, della ridispersibilità delle fasi), oltre a precisare la tempistica di stabilità del preparato (massimo 14 giorni tra 2-8°C). Ora il documento è a disposizione di tutte le farmacie ospedaliere sul territorio e di tutto il Ssn. Vale la pena ricordare che spesso nel recente passato le Istruzioni Sifo-Sifap sono diventate riferimento nazionale e regionale in ambiti di intervento particolarmente urgenti e salvavita.

Le 10 migliori strategie di merchandising in farmacia

Le 10 migliori strategie di merchandising in farmacia

di Luca Sartoretto Verna

Fonte: www.farmaciavincente.it

Vuoi attirare l’attenzione dei clienti, migliorare l’esperienza d’acquisto e stimolare le vendite?

Ecco alcune strategie di merchandising che potresti considerare di implementare nella tua farmacia:

1- Ambiente di vendita
Crea un ambiente di vendita pulito, ordinato e accogliente che incoraggi i clienti a soffermarsi e esplorare l’offerta di prodotti

2- Organizzazione per categorie
Raggruppa i prodotti correlati insieme in base alla categoria o all’uso previsto. Ciò rende più facile per i clienti trovare ciò che stanno cercando e scoprire prodotti simili

3- Disposizione degli scaffali
Posiziona i prodotti più venduti e di alto valore a livello degli occhi dei clienti, in modo che siano facilmente visibili e accessibili. I prodotti meno popolari o a rotazione più lenta possono essere posizionati sugli scaffali superiori o inferiori

4- Esposizioni accattivanti
Crea esposizioni visivamente accattivanti e ben organizzate che mettano in evidenza nuovi prodotti, offerte speciali o prodotti stagionali. Utilizza segnaletica chiara e informativa per attirare l’attenzione dei clienti

5- Promozioni e sconti
Offri promozioni e sconti su prodotti selezionati per stimolare le vendite e incoraggiare i clienti a provare nuovi prodotti. Assicurati di comunicare chiaramente le offerte ai clienti attraverso la segnaletica e il personale di vendita

6- Educazione del cliente
Fornisci informazioni sui prodotti e sul loro utilizzo attraverso materiali educativi, come brochure, poster o video. Ciò può aiutare i clienti a prendere decisioni informate e a sentirsi più a proprio agio nell’acquisto di prodotti farmaceutici

7- Cross-merchandising
Posiziona prodotti complementari vicino l’uno all’altro per incoraggiare gli acquisti correlati. Ad esempio, potresti posizionare i prodotti per la cura della pelle accanto ai prodotti per la protezione solare o gli integratori alimentari vicino ai prodotti dietetici

8- Rotazione dei prodotti
Aggiorna regolarmente le esposizioni e l’assortimento di prodotti per mantenere l’interesse dei clienti e garantire che gli scaffali siano sempre riforniti con prodotti freschi e attuali

9- Personalizzazione
Offri servizi personalizzati, come consulenze farmaceutiche o programmi di fidelizzazione, per coinvolgere i clienti e incoraggiarli a tornare.

10- Formazione del personale
Assicurati che il personale sia ben formato sui prodotti e in grado di offrire assistenza e consulenza ai clienti

Monitorare regolarmente l’efficacia delle tue strategie di merchandising e adattarle in base ai feedback dei clienti e ai dati di vendita può aiutarti a massimizzare il successo della tua farmacia.

Telemedicina. Scontrino, Iva e detraibilità: indicazioni per la corretta gestione fiscale in farmacia

Telemedicina. Scontrino, Iva e detraibilità: indicazioni per la corretta gestione fiscale in farmacia

fonte: www.farmacista33.it

In farmacia sempre più farmacisti intendono offrire prestazioni di telemedicina in futuro l'esigenza è anche quella di indicazioni in merito alla gestione, anche fiscale
Le prestazioni di telemedicina hanno visto una spinta in modo particolare durante la pandemia, ma nell'ultimo anno, secondo dati recenti, l'utilizzo da parte dei medici è calato significativamente. In farmacia, la situazione si presenta in crescita, con sempre più professionisti che intendono offrire il servizio in futuro, e da parte delle farmacie l'esigenza è anche quella di indicazioni in merito alla gestione, anche fiscale, della prestazione.

Rinuncia alle prestazioni sanitarie e ruolo della farmacia
Durante l'emergenza sanitaria, "la quota di persone che hanno dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie ritenute necessarie", emerge dal Rapporto civico sulla salute 2023 di Cittadinanzattiva presentato ieri, "era quasi raddoppiata, passando dal 6,3% nel 2019 al 9,6% nel 2020, sino all'l'11,1% nel 2021". Le stime più recenti relative al 2022 "attesterebbero un recupero", ma i dati del periodo "mostrano però alcune peculiarità: nel confronto tra il 2022 e gli anni pregressi della pandemia, emerge un'inequivocabile barriera all'accesso costituita dalle lunghe liste di attesa, che nel 2022 diventa il motivo più frequente (il 4,2% della popolazione), a fronte di una riduzione della quota di chi rinuncia per motivi economici (era 4,9% nel 2019 e scende al 3,2% nel 2022). Altro aspetto che potrebbe evidenziare una maggiore difficoltaÌ di accesso alle cure è che per soddisfare il bisogno di prestazioni sanitarie è stato necessario un maggior ricorso all'"out of pocket" o a spese sanitarie garantite da copertura assicurativa". In questo contesto, tende ad assumere ancora più importanza la spinta alla telemedicina, che trova un inquadramento anche nel Pnrr, "cosiÌ come dimostrato dalla componente 1 della missione 6 assistenza territoriale e telemedicina che pone come obiettivo la presa in carico della cronicità. Obiettivo di questa trasformazione digitale sarà fornire ai pazienti, anche a distanza, un servizio più accessibile, riducendo le liste di attesa e diminuendo i costi dovuti alle ospedalizzazioni".
Dal rapporto, va detto, emerge anche un altro elemento: "nell'ultimo anno, l'utilizzo della Telemedicina da parte dei medici è calato significativamente, seppure ci si assesti su percentuali di utilizzo raddoppiate rispetto a quelle pre-pandemia. La riduzione nei livelli di utilizzo dei vari servizi di Telemedicina va colto come segnale di esigenza di un'innovazione più strutturale, un passaggio a un modello nel quale questa non rappresenti più una soluzione di emergenza, ma un'opportunità per migliorare il sistema di cura".

Cresce propensione verso la farmacia
Sulla base della survey riportata da Cittadinanzattiva (fonte Osservatorio SanitaÌ Digitale del Politecnico di Milano) emerge che "l'interesse verso i servizi di Telemedicina rimane elevato da parte dei diversi attori: oltre la metaÌ dei medici e degli infermieri e circa l'80% dei pazienti (cronici o con problemi di lunga durata) vorrebbero utilizzarli in futuro". In questo contesto, anche i servizi di telemedicina in farmacia hanno visto uno sviluppo e vale la pena ricordare la recente indagine Ipsos sul percepito relativo al ruolo di farmacista e farmacie che ha messo in luce una sempre maggiore disponibilità dei farmacisti a prendere in considerazione queste prestazioni: per il 52% si tratta di un servizio già presente tra quelli attivi, con Ecg, holter cardiaco, holter pressorio, e il 19% del campione lo vorrebbe offrire in futuro.
Come ricordato da Federfarma, "le Linee di indirizzo nazionali sulla telemedicina, pubblicate dal Ministero della Salute, richiamano la farmacia come possibile player" anche per l'accessibilità ed equità del servizio. In una recente comunicazione, viene rilevato per altro come la farmacia in questo ambito abbia "l'opportunità di compiere un ulteriore passo", grazie alle interlocuzioni in corso con le istituzioni, nella direzione di "un inserimento della farmacia nei progetti di telemedicina in corso di attivazione sul territorio grazie ai fondi stanziati dal PNRR".

La gestione in farmacia: aspetti fiscali e detraibilità
Da parte dei farmacisti vengono segnalati dubbi su alcuni aspetti gestionali del servizio. In una circolare di ieri, Federfarma ricapitola alcune indicazioni di cui tenere conto, in particolare in relazione alla gestione fiscale del servizio. Un primo punto riguarda la detraibilità: "la spesa sostenuta dall'utente per la prestazione, qualora sia certificata mediante documento commerciale parlante, vale a dire contenente la specificazione della natura, qualità e quantità dei servizi prestati ed il codice fiscale del destinatario, potrà essere detratta dall'imposta in sede di dichiarazione dei redditi. A tale proposito, così come per i test e tamponi, la spesa resta detraibile anche se regolata attraverso i contanti". Per quanto riguarda l'Iva, "alla luce della vigente normativa in materia e della prassi dell'Amministrazione finanziaria, nell'ambito delle Analisi di I^ istanza, i Servizi di Telemedicina (Holter pressorio, Holter cardiaco, Spirometria, ECG), rientrano tra le prestazioni di supporto all'utilizzo di dispositivi strumentali per i servizi di secondo livello e, quindi, appare soddisfatto il duplice requisito oggettivo e soggettivo posto dall'Agenzia, con la conseguente applicabilità dell'esenzione IVA".

Come sono cambiate le aspettative del cliente della farmacia? L’indagine Doxa Pharma

Come sono cambiate le aspettative del cliente della farmacia? L’indagine Doxa Pharma

La farmacia ha saputo rispondere in modo capillare e tempestivo ai bisogni e alle aspettative delle persone anche durante i periodi più difficili della pandemia. Si tratta di un patrimonio di fiducia che ora va mantenuto e consolidato. Come? Che cosa si aspettano gli italiani dalla farmacia nel post Covid?
La ricerca Doxa Pharma “Barometro della farmacia 2023. Il cliente della farmacia, relazione attuale e aspettative future” presentata a Cosmofarma Exhibition 2023, ha indagato il percepito ma anche i nuovi bisogni delle persone nella relazione con la farmacia.

La ricerca è stata svolta su un campione di 2000 persone e condotta nel mese di aprile 2023, quindi in un periodo molto recente.
Meno fedeltà alla farmacia più vicina
Gadi Schoenheit, vicepresidente di Doxa Pharma, nel presentare l’indagine, ha sottolineato una prima evidenza centrale che è emersa: «se nelle ricerche precedenti la maggior parte delle persone affermavano di recarsi sempre nella stessa farmacia, ora il 61% ha risposto “ho una farmacia di riferimento ma se è necessario mi reco anche in altre farmacie”. È un dato che mette in luce una novità importante: non tutte le farmacie sono uguali per il cliente che oggi dunque sceglie la propria farmacia anche in base a elementi di differenziazione che contraddistinguono una farmacia piuttosto che un’altra».

Aggiunge Schoenheit: «E se cortesia e assortimento sono elementi che i clienti si aspetta di trovare in farmacia, cresce il numero delle persone che sceglie una farmacia per la professionalità del personale. Il 70% dei rispondenti, infatti, ha dichiarato di scegliere la propria farmacia sulla base di “competenza e affidabilità”».
Quali sono i servizi che le persone cercano in farmacia?
Oltre il 50% delle persone che hanno partecipato all’indagine, ha risposto che c’è stato un cambiamento nel ruolo della farmacia a partire dall’emergenza, dunque almeno un italiano su due. Ma quali cambiamenti? Più disponibilità, più efficienza, più servizi. Le persone hanno dunque scoperto, come sottolinea Schoenheit “un mondo nuovo in farmacia”. Ma se parte di questo mondo nuovo è già in essere, quali sono le aspettative future? Quali sono i servizi che i clienti vorrebbero trovare in farmacia ora?
Servizi di check up, test e screening per la prevenzione o per il monitoraggio dell’aderenza terapeutica: il 23% vorrebbe vaccinarsi in farmacia; il 26% desidererebbe usufruire di servizi di check up, il 35% di test e screening, il 34% di servizi infermieristici, il 31% cerca un supporto nell’aderenza terapeutica, dati che puntualizza Schoenheit “non erano così rilevanti solo pochi anni fa”.
Ma il cliente cerca anche servizi di assistenza domiciliare integrata, ovvero un patient journey sempre più semplificato dalla diagnosi, al check up, all’aderenza terapia. E se più del 40% risponde che la propria farmacia si relaziona col proprio medico di famiglia, questa relazione è molto meno sviluppata col medico specialista.
«Dalla ricerca emerge nettamente che le aspettative dei pazienti su una farmacia come “terminale intelligente e integrato sul territorio” sono alte, c’è quindi da lavorare in questa direzione» afferma Schoenheit.
Tra gli altri servizi che le persone cercano in farmacia il 41% vorrebbe disporre di un locker per ritirare i farmaci o i prodotti acquistati, il 29% gradirebbe il servizio a domicilio, il 29% aspirerebbe a trovare totem (ad esempio per differenziare le code in base al servizio).
Infine, conclude Schoenheit, un punto su cui l’industria, più che la farmacia, è chiamata a lavorare: «in base alla ricerca solo il 30% dei rispondenti ricorda l’azienda dell’ultimo prodotto acquistato in farmacia, le aziende sono poco ricordate».

Farmacisti oltre il bancone, indagine Ca’ Foscari: le sfide degli imprenditori della farmacia del futuro

Farmacisti oltre il bancone, indagine Ca’ Foscari: le sfide degli imprenditori della farmacia del futuro

fonte: www.farmacista33.it
La farmacia e il farmacista del futuro devono saper cogliere la rivoluzione tecnologica della telemedicina e della digital healthcare, guardarsi con un occhio esterno confrontandosi con altri imprenditori e avere il coraggio di riconoscere e risolvere i punti deboli che si trovano. Questi sono i concetti chiave contenuti nella ricerca presentata da Farmacieunite, Consorzio Farmarca insieme ad Università Ca' Foscari di Venezia, Strategy Innovation Srl e Labomar al convegno nazionale "La Farmacia: quale futuro? Il business tra informazione e tradizione" che si è svolto a Treviso.
Adeguarsi alle novità trasformandole in opportunità
Il progetto di ricerca, spiega la nota, ha richiesto oltre 6 mesi di lavoro nelle farmacie, il monitoraggio di 9 tendenze socioculturali, 120 ore di osservazione etnografica sul campo da parte di un team di 12 esperti di biologia, farmacologia, immunologia, marketing e comunicazione e psicologi ambientali. Il risultato è un dossier di oltre 500 pagine che analizza lo stato attuale e poi proietta la farmacia nel futuro identificando quali saranno i cambiamenti che verranno e, soprattutto, come adeguarsi alle novità trasformandole in opportunità sia per titolari di farmacia che per l'utenza. In particolare, Farmacieunite e Farmarca hanno scelto di rivolgersi ad una università che non ha un corso di laurea in farmacia proprio per recepire un punto di vista esterno, critico, non autoreferenziale.

Tre i punti principali messi in evidenza da Gian Paolo Lazzer di Strategy Innovation, che ha realizzata l'indagine: «Primo punto è una certezza, la farmacia del futuro deve cogliere la rivoluzione tecnologica che ci porterà alla telemedicina ed alla digital healthcare. Questo non significa pensare alle apparecchiature o a cosa comprare per adeguarsi a questo, bensì acquisire nozioni o competenze per arrivare a questo». «Il secondo punto è fondamentale abbiamo rilevato che non viene fatto invece il farmacista deve uscire dal bancone e trovare del tempo per guardare dall'esterno la propria attività, per rinnovarsi e confrontarsi anche con imprenditori di altri settori perché possono dare importanti spunti. Il farmacista è l'imprenditore della propria attività, deve avere il tempo per farlo e non può restare solo dietro al banco. Terzo punto ogni farmacia ha uno o più punti deboli, sono convinto che ciascuno di voi sappia qual è, ebbene dovete fare un po' di autocritica ed avere il coraggio di migliorarli o risolverli».
Uscire dalla comfort zone per evolvere
«Abbiamo la fortuna di essere considerati dei professionisti presenti e apprezzati sul territorio - ha spiegato Livio Patelli - ma emerge anche che la nostra professione deve necessariamente incontrare un cambiamento che arriverà presto, dovremo confrontarci con un mondo in continua evoluzione sempre rimanendo vicini al paziente, ma la ricerca dice anche che dovremo metterci in discussione cambiando le nostre regole e sicurezze, uscire insomma dalla nostra comfort zone». Carlo Bagnoli, professore di innovazione strategica all'Università Ca' Foscari, ha sottolineato come un'azienda sia destinata al declino ed alla chiusura qualora non attui il processo di innovazione parallelo al trascorrere del tempo.
L'esempio, invece, di chi ha saputo andare oltre all'attività svolta dietro un banco di farmacia è quello di Walter Bertin, fondatore e presidente di Labomar, azienda di produzione di dispositivi medici e integratori. Bertin ha spiegato che l'innovazione delle attività deve passare attraverso la creazione di un ambiente idonei per chi ci sta all'interno, sia il personale «che deve arrivare alla mattina felice e deve sentisti proprio agio» ma anche per l'utente «che quando entra in farmacia deve sentirsi un po' come a casa propria»

Perché fa bene svegliarsi presto

Perché fa bene svegliarsi presto

fonte: Pensa Pharma

Sono diversi gli studi che affermano che svegliarsi presto faccia bene a mente e corpo ma, quanti riescono ad essere più attivi la mattina presto?
I disturbi del sonno sono molti e possono, non solo compromettere il riposo, ma anche posticipare l’orario della sveglia, impedendo quindi di alzarsi presto.
Abbiamo già parlato di come affrontare i disturbi del sonno in questo articolo e ricordate che stati di stress, ansia possono impedire di riposare bene; in questi casi noi di Pensavital vi consigliamo sempre di rivolgervi al vostro medico curante.
Dunque, se avete un sonno costante, sapete come essere più attivi la mattina appena svegli?

Perché fa bene svegliarsi presto
Svegliarsi presto fa bene al corpo e alla mente; è una buona abitudine che si può far propria a qualsiasi età e in qualsiasi condizione. È un vero toccasana perché permette di attivare l’organismo, di ritagliarsi delle ore solo per se stessi prima di andare al lavoro o a scuola.
Pensate al tempo che potremmo dedicare a preparare la colazione o uscire per fare una passeggiata, a leggere, a prenderci cura del nostro corpo con una skin routine o una serie di esercizi da fare comodamente a casa propria…
Il ciclo del sonno è qualcosa di molto personale, che varia da persona a persona e che permette al nostro corpo di ricaricare le energie nelle modalità migliori per ognuno di noi. Eppure possiamo intervenire per modificare le nostre abitudini di veglia e sonno: basterà anticipare di volta in volta l’ora in cui si va a dormire e l’ora in cui ci si sveglia, mantenendo sempre un minimo indispensabile di ore di sonno.

Come essere più attivi la mattina
Abbiamo raccolto 6 consigli per essere più attivi la mattina, per alzarsi ed avere la sensazione di essere pronti ad affrontare la giornata con entusiasmo e vitalità.
Idratarsi
La prima cosa che vi consigliamo di fare è idratarsi appena svegli. Sappiamo tutti che si devono bere almeno 2 litri di acqua al giorno, ma non tutti vi diranno di bere appena svegli.
Che sia acqua, tè caldo o una tisana, è bene idratarsi per attivare il metabolismo, l’intestino e recuperare i Sali Minerali persi durante la notte.
Fare esercizio fisico
Avete letto il nostro articolo sugli orari migliori in cui fare esercizio fisico? Ebbene, fare sport la mattina presto potrebbe essere un buon modo per svegliarsi: lo sport infatti scatena le endorfine, sostanze chimiche che aumentano il benessere riducendo lo stress.
Sì alla luce
Molti non riescono a dormire se la propria stanza non è completamente al buio, ebbene lasciare che sia la luce del sole a svegliarvi lentamente è un buon modo per attivarsi velocemente.
La luce del sole, infatti, è uno di quegli elementi che, secondo gli esperti, fa sì che il nostro corpo smetta di produrre melatonina (l’ormone del sonno).

Sentire la musica
Quanto è bella la musica? E se vi dicessimo che è un rimedio facile, piacevole e velocissimo per sentirsi subito vivaci?
Ascoltare la musica appena sveglia aiuta a limitare ed eliminare lo stress, a favorire la concentrazione e la produttività.

Che sia classica, rock o pop non ha importanza: basta che vi piaccia!

Pianificare la giornata la sera prima

Infine, pianificate la vostra giornata la sera prima di andare a dormire. Questo è un trucco che permette di far aumentare la voglia di svegliarsi presto in modo da portare a termine tutte le attività che ci siamo prefissati.

Noi di Pensavital vi suggeriamo di pianificare tutto, anche di avere un’idea di cosa vorreste cucinare per pranzo e cena, o per colazione; in questo modo vi sveglierete con un obiettivo preciso.