fonte: www.pharmaretail.it

Farmacie sempre più attive sui servizi, le novità
I servizi in farmacia sono sempre più diffusi nelle diverse realtà e i cittadini sembrano apprezzare le diverse possibilità messe a disposizione. Tra le novità in questo settore, l’attivazione nelle farmacie del Veneto di tutti servizi previsti dal documento Stato-Regioni e la Regione, il successo dello screening del tumore al colon-retto in Liguria e la possibilità per le farmacie dell’Emilia-Romagna di utilizzare locali esterni.

In Emilia-Romagna possibile usare locali esterni
Sono nove le attività erogate dalle farmacie del Veneto e finanziate dall’accordo nazionale: riconciliazione terapia farmacologica; monitoraggio aderenza; screening diabete; Fascicolo sanitario elettronico (Fse); telemedicina; screening colon retto; vaccinazione anti Covid; vaccinazione antinfluenzale; formazione. Le farmacie venete si confermano così parte integrante del Sistema sanitario regionale: un ruolo riconosciuto dalla Regione del Veneto che, attraverso la Deliberazione di Giunta n. 97 del 12 febbraio 2024, sta valutando quali servizi rendere strutturali, come già avvenuto per lo screening del colon retto, in un’ottica di “convenzionamento” delle farmacie nell’ambito del Ssr.

Sul fronte dello screening del colon retto, nel 2022 hanno aderito 1.280 farmacie venete, raccogliendo 932.319 campioni e coprendo il 56% della popolazione nel target 50-69 anni. Dal 2023 la Regione ha deciso di continuare il progetto dello screening (estendendolo alla popolazione dai 70 ai 74 anni), finanziandolo di tasca propria – senza utilizzare più i fondi statali – e rendendolo così un’attività strutturale e continuativa delle farmacie. Sul fronte della telemedicina (servizio attivato solo in televisita nell’Ulss 7 Pedemontana), dal monitoraggio del progetto tra primo settembre 2022 e 24 maggio 2023 hanno aderito 69 farmacie che hanno fin qui effettuato 3.171 televisite. Sono solo alcuni numeri della sperimentazione della Farmacia dei servizi nel Veneto, che «confermano il ruolo centrale delle farmacie che, grazie alla loro capillarità sul territorio e al rapporto di fiducia instaurato coi pazienti, rappresentano il primo punto di riferimento per i cittadini», sottolinea Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto, associazione che rappresenta quasi 1.200 farmacie. «In Veneto questo modello sta dando risultati concreti. La recente Delibera della Giunta regionale rappresenta un’ulteriore e fondamentale tappa del percorso verso un’integrazione strutturata e strutturale della rete delle farmacie all’interno del Sistema sanitario regionale, utile anche ai fini di un futuro “convenzionamento” dei servizi che, sottraendoli all’estemporaneità che finora li ha determinati, possa renderne continuativa l’erogazione da parte delle farmacie».

In Liguria sono stati oltre 6.500 i kit per la prevenzione del tumore del colon-retto ritirati nelle farmacie, tra metà dicembre e metà febbraio, o presso gli sportelli Asl. Un numero triplo rispetto a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Di pari passo è aumentato anche il numero di campioni riconsegnati. A fronte delle oltre 11.800 lettere di invito ad aderire allo screening per il tumore del colon-retto, dunque, più del 55% degli interessati ha ritirato il kit nell’ambito della campagna di prevenzione Prenoto Prevengo e oltre il 49% ha effettivamente aderito, riconsegnando il campione per le analisi. Lo scorso anno, invece, entrambe queste percentuali si assestavano sul 20%.

Infine, la Regione Emilia-Romagna ha definito i requisiti generali, procedurali, organizzativi, strutturali, igienico sanitari e tecnologici che una farmacia deve avere per svolgere attività sanitarie, diverse dalla dispensazione di medicinali: vale a dire prestazioni previste nella Farmacia dei servizi dal Dlgs 153/2009, sia nei locali della farmacia sia in locali esterni a essa.

In particolare, la delibera stabilisce come gestire i locali esterni per l’erogazione di servizi. Per quanto riguarda «le farmacie di nuova apertura, quelle che si trasferiscono in locali nuovi e quelle che annettono locali distaccati», esse sono tenute a dichiarare, rispettivamente nell’istanza di apertura ed esercizio dell’attività, di trasferimento dei locali e di utilizzo di locali distaccati – di possedere i requisiti, previsti dal Dlgs 153/2009, «in relazione alle prestazioni di farmacia dei servizi che intendono svolgere». Mentre le farmacie già aperte e che offrono già servizi sanitari previsti nella Farmacia dei servizi hanno 90 giorni dall’entrata in vigore della delibera per comunicare «quali servizi vengono offerti nella farmacia, attestando il rispetto dei requisiti o, eventualmente, quali requisiti non sono rispettati. In quest’ultimo caso entro i 3 anni dall’approvazione del presente atto le farmacie devono adeguarsi e darne comunicazione al Comune». La Giunta ha ritenuto opportuno esplicitare anche che «i medesimi locali possono essere destinati in tempi diversi, mediante appropriata organizzazione dell’attività, a prestazioni diverse tra quelle proprie della farmacia dei servizi», sempre nel rispetto dei requisiti oggetto della norma. I locali distaccati, inoltre, «possono essere utilizzati anche da parte di altre farmacie, previa stesura di una procedura operativa condivisa e la stipula di un apposito contratto. I locali condivisi sono ubicati all’interno della sede farmaceutica della farmacia che ne ha ottenuto apposita autorizzazione di utilizzo».