fonte: www.farmacista33.it
Il paracetamolo è uno dei farmaci più utilizzati in Italia per il trattamento del dolore e della febbre e, se assunto correttamente, presenta un profilo di sicurezza ben consolidato. Proprio questa percezione di “farmaco sicuro”, tuttavia, può rappresentare un elemento di rischio, soprattutto tra i più giovani. È su questo punto che si concentra il recente richiamo dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che invita a mantenere alta l’attenzione sull’uso appropriato del paracetamolo, con particolare riferimento agli adolescenti.
L’iniziativa nasce dall’analisi congiunta dei dati nazionali di farmacovigilanza, inclusi quelli della Rete nazionale di farmacovigilanza e del Centro Antiveleni di Pavia. Le informazioni raccolte evidenziano un numero significativo di casi di sovradosaggio intenzionale di paracetamolo nella popolazione adolescenziale, un fenomeno che, pur non mostrando un aumento nel tempo né legami con comportamenti imitativi o “sfide social”, rappresenta comunque un rischio clinico rilevante.
Secondo Aifa, nella maggior parte dei casi il sovradosaggio tra i giovani non è riconducibile a una reale intenzionalità autolesiva strutturata, ma piuttosto a gesti impulsivi o dimostrativi, associati a una sottovalutazione dei potenziali effetti tossici del farmaco
La convinzione che il paracetamolo sia privo di conseguenze gravi può portare ad assunzioni in quantità superiori a quelle raccomandate, con esiti che, nei casi più severi, possono essere anche irreversibili.
Il principale organo bersaglio del sovradosaggio è infatti il fegato. L’assunzione di dosi eccessive può determinare epatotossicità grave, richiedendo un intervento medico tempestivo anche in assenza di sintomi immediati. Da qui l’importanza d’intercettare precocemente i comportamenti a rischio e di promuovere una corretta informazione sull’uso dei medicinali. Nel suo richiamo l’Aifa ribadisce alcune raccomandazioni fondamentali: attenersi scrupolosamente alle dosi indicate nel foglio illustrativo o dal medico; rispettare gli intervalli tra le somministrazioni; evitare l’assunzione contemporanea di più prodotti contenenti paracetamolo o di altre sostanze potenzialmente epatotossiche; rivolgersi immediatamente ai servizi di emergenza o ai Centri Antiveleni in caso di sospetto sovradosaggio.
In questo contesto, il ruolo del farmacista si conferma centrale. La dispensazione consapevole, il counseling mirato e l’attenzione ai segnali di un possibile uso improprio possono contribuire in modo significativo alla prevenzione. Informare adolescenti e famiglie sui rischi reali legati all’assunzione scorretta del paracetamolo significa non solo tutelare la sicurezza dei pazienti, ma rafforzare quella cultura del farmaco responsabile che resta uno dei pilastri della sanità pubblica.






