Fonte: www.adfsalute.it

In occasione del 40esimo dell’istituzione del Servizio sanitario nazionale, gli imprenditori della distribuzione farmaceutica, oltre a esprimersi positivamente sulle sue linee generali, hanno qualcosa da dire. L’assistenza sanitaria universale è stata indubbiamente un elemento di progresso civile che va salvaguardato, fermando l’erosione denunciata da parecchi segnali e voci sempre più allarmate. Recente la voce di Andrea Mandelli, presidente della Fofi, il quale raccomanda di riorganizzare l’assistenza riducendo il ricorso all’ospedale e “a cure di secondo livello intrinsecamente più costose” e lancia l’allarme sul fenomeno della rinuncia alle cure in costante crescita, in parallelo alla crescita della spesa privata, per chi può affrontarla. I farmaci dispensati dal Ssn a tutti i cittadini, con al massimo un modesto ticket, sono stati il fattore decisivo della centralità della farmacia come presidio sanitario del territorio, fondata sulla completezza e sulla tempestività di consegna dei farmaci consentita dalla nostra attività di distribuzione, che ha ridotto su valori minimi il magazzino della farmacia. La logistica del distributore intermedio si colloca infatti ai massimi livelli di efficienza e qualità, con un alto grado di automazione degli impianti, idonea a consentire tempi

brevissimi di evasione dell’ordine della farmacia. Il leadtime medio tra ordine e consegna è di sole 3 ore, il che consente alle farmacie di rispondere con immediatezzaalle richieste dei pazienti/clienti pur avendo ottimizzatogli stock. Ciò richiede sistemi di elaborazione e trasmissione dati che si collegano ogni sera alla banca dati del Ministero, sistemi di sicurezza e di allarmeantifurto e antirapina all’interno e all’esterno dei locali, collegamenti telematici per la vigilanza notturna e festiva. Sulla nostra categoria gravano peraltro obblighi di servizio pubblico derivanti da una regolamentazione europea che non si accontenta di dettare norme, ma aggiunge alle norme anche dettagliate linee guida per cui ogni gesto dei nostri diecimila dipendenti dentro le nostre strutture logistiche (non chiamiamoli magazzini, perché non sono semplici magazzini!) e dei nostri settemila driver-trasportatori deve conformarsi a standard prestabiliti che presto diventeranno ancora più stringenti. Ogni distributore intermedio detiene un numero assai elevato di prodotti che arriva a toccare i 100.000, tra cui oltre 9.000 diverse confezioni di farmaci erogati dal nostro Ssn, e raggiunge le farmacie clienti anche quattro volte al giorno e qui, diciamolo, c’è spesso un eccesso nel servizio che non fa bene nemmeno al farmacista costretto a ripetere più volte al giorno le operazioni di entrata merce con i connessi controlli, sottraendo tempo alla sua missione di ascolto e di consiglio ai cittadini. Senza la nostra efficienza ci sarebbe un caos insostenibile, e l’immagine qui sopra rende bene l’idea. È noto che il nostro servizio, così sintetizzato, non viene remunerato per legge in misura tale da dare un attivo di bilancio, mentre si dovrebbero coprire almeno le spese per l’erogazione e lo svolgimento di un servizio di pubblico interesse. Le copriva fino al 2010 quando il margine del grossista fu tagliato dal 6,65 per cento al 3 per cento, un taglio di oltre il 50 per cento, senza nessun confronto nella storia dei tagli alla spesa pubblica. E se a risentire delle nostre difficoltà a quadrare i bilanci aziendali dovesse essere il cittadino che entra in farmacia, non si dica che, in questi otto anni, non avevamo rilanciato per l’ennesima volta l’allarme in tempo.