Fonte: www.federfarma.it
Un nuovo modello di farmacia. E’ quello che è emerso con il lockdown e che vede i farmacisti in prima linea nella lotta e nella prevenzione del Covid-19. “La parola d’ordine è stata ed è: innovazione”, ha spiegato Michele Pellegrini Calace nel corso della presentazione del rapporto “Riportare la sanità al centro.
Dall’emergenza sanitaria all’auspicata rivoluzione della governance del SSN” condotto dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e presentato ieri durante il webinar a cui hanno preso parte accademici, esperti e rappresentanti delle istituzioni, della politica e del mondo produttivo. Lo studio – curato dal presidente dell’istituto Stefano da Empoli e dal direttore dell’area Innovazione Eleonora Mazzoni – pone l’accento sulla necessità di potenziare l’assistenza territoriale integrata per giungere a un’efficace riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale e della governance farmaceutica.
“Già prima della pandemia – precisa Pellegrini Calace – avevamo iniziato un processo di rinnovamento della farmacia, ma dopo il lockdown siamo riusciti a mettere in campo una maggiore prova di efficienza e adattabilità. Durante i mesi più neri, le farmacie sono rimaste sempre aperte, non hanno ridotto gli orari, hanno fornito consulenza telefonica, hanno fatto lotta contro le fake news, consegne a domicilio di medicinali e persino di ossigeno, riaperto i laboratori galenici per produrre il gel per la sanificazione delle mani, reperito on line le mascherine e aumentato i servizi on line. Ma soprattutto, abbiamo raggiunto la dematerializzazione totale della ricetta e una dispensazione per conto che non ha nulla da invidiare rispetto alla diretta. Anzi, azzera le disuguaglianze”.
Ma la pandemia è costata anche molto cara alla categoria. “Abbiamo avuto più di mille contagiati e 17 colleghi hanno perso la vita”, ricorda Pellegrini Calace. “Ora, però, dobbiamo guardare avanti – aggiunge – e implementare i nostri servizi. Le farmacie possono lavorare con campagne di informazione, test diagnostici e screening, telemedicina, campagne vaccinali. Avremo necessità di creare micro team sui territori. La farmacia, insomma, rimarrà sempre a disposizione con la propria rete sul territorio”.





