Fonte: www.federfarma.it
Era un semplice elenco di prezzi e onorari, ora è un diagramma a griglia che definisce costi e spettanze della farmacia mettendo nel dovuto risalto la dimensione professionale della preparazione galenica. E’ il salto di qualità impresso alla Tariffa nazionale dei medicinali dal decreto firmato venerdì scorso dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Un provvedimento che aggiorna a quasi 25 anni di distanza la prima – e finora unica – edizione del tariffario.
Il decreto deve ancora superare il vaglio della Corte dei conti e quindi approdare in Gazzetta ufficiale, intanto però Federfarma ne ha anticipato ieri i passaggi principali in una circolare diramata agli iscritti. E la novità di maggiore interesse (perché riguarda l’intera platea dei titolari o quasi) arriva dalla riorganizzazione dei cosiddetti diritti addizionali: la dispensazione di un farmaco con o senza obbligo di ricetta nelle ore notturne, a battenti chiusi o a chiamata, comporta un’addizionale di 7,50 euro, che salgono a 10 per le farmacie rurali sussidiate; la dispensazione nel turno di giorno, sempre a battenti chiusi o a chiamata, vale invece un diritto aggiuntivo di 4 euro, ma soltanto per le sussidiate perché tutte le altre farmacie sono escluse.
La novità più consistente, invece, riguarda come noto la riorganizzazione delle tariffe per le preparazioni galeniche. In questo caso, il cuore dell’aggiornamento è rappresentato dai due allegati – A, contenente la tabella dei prezzi delle sostanze, e B, con la tabella dei costi di preparazione – che accompagnano il decreto. Per determinare il prezzo di vendita, in sostanza, il farmacista dovrà considerare il prezzo di acquisto delle sostanze (allegato A), i costi della preparazione (allegato B) incrementati del 40%, l’eventuale supplemento di 2,50 euro per preparazioni pericolose, stupefacenti o doping e infine il costo del recipiente.
I prezzi delle sostanze (allegato A) sono stati determinati dal tavolo tecnico del Ministero sulla base degli attuali prezzi di mercato. Se la sostanza non è in elenco, il prezzo (al netto dell’iva) è quello al quale ha acquistato il farmacista, che dovrà conservarne prova documentale.
I costi di preparazione (allegato B) sono stati invece definiti sulla base dell’effettivo costo del lavoro del farmacista preparatore, prendendo in considerazione non solo il Ccnl ma anche tutti gli oneri che concretamente gravano sul lavoro (previdenziali, assistenziali, accantonamenti eccetera). Sono stati messi in conto anche il tempo necessario all’allestimento della preparazione, i materiali di consumo, gli oneri connessi al rispetto e alla tutela della sicurezza dei lavoratori per i dispositivi di protezione individuale, il tempo e i costi per la sanificazione dell’ambiente/attrezzatura, la distruzione delle sostanze eccetera.
Come specifica l’articolo 7 del decreto, inoltre, i costi di preparazione vanno incrementati del 40% per coprire il lavoro condotto dal farmacista prima e dopo l’allestimento, allo scopo di valutare ed esaminare la preparazione galenica. Si tratta di un importante passo avanti, perché per la prima volta la Tariffa nazionale riconosce e retribuisce atti professionali che finora non erano minimamente valorizzati. In più, poi, è previsto un supplemento di 2,50 euro per le preparazioni contenenti particolari sostanze (quelle pericolose riportate nella Tabella 3 della Farmacopea ufficiale o classificate nel Global Harmonized System con codice univoco H, stupefacenti, doping). Qualora la formulazione comprenda sostanze appartenenti a più di una categoria (pericolose, doping o stupefacenti) il supplemento spetta una sola volta per ciascuna di queste. Dalla Tariffa, infine, sono esclusi espressamente i multipli, per i quali è prevista l’indicazione del numero di lotto sulle relative etichette.





