

aggiornamento tecnico 15 maggio 2026
Aggiornamento 15-05-26
FARMACO
1) LISTA DI TRASPARENZA DEI MEDICINALI EQUIVALENTI
In data odierna, AIFA pubblica la nuova lista di trasparenza dei medicinali
inseriti nell'elenco dei farmaci equivalenti (Legge 178/2002) e i relativi
prezzi di riferimento.
Non sono incluse nuove tipologie di riferimento.
2) MODIFICA PREZZI DI RIMBORSO
L'aggiornamento odierno reca modifiche ai prezzi di rimborso delle Regioni:
- Abruzzo, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia,
Umbria, in vigore dal 16 maggio 2026; - Veneto, in vigore dal 17 maggio 2026;
- Lombardia, Sicilia, in vigore dal 18 maggio 2026;
- Liguria, in vigore dal 19 maggio 2026;
- Campania, in vigore dal 20 maggio 2026.
3) MODIFICHE STAMPATI
Consegna foglio illustrativo dal 13/6/2026:
ANTUNES (036908)
ASTIAN (036371)
AZITROMICINA KRKA (042798)
BORTEZOMIB DR. REDDY'S (046042)
BOSUTINIB DR. REDDY'S (051018)
GLEXAR (036990)
NEODUPLAMOX (026141)
SIMVASTATINA ALTER (037367)
SUGAMMADEX DR. REDDY'S (049608)
TELMISARTAN PENSA (042866)
VORICONAZOLO HAMELN (050792011)
Il foglio illustrativo sarà reso disponibile dal Titolare AIC secondo le
tempistiche previste dalle vigenti disposizioni normative.
2) LOTTI AGGIORNATI
I primi lotti aggiornati delle seguenti confezioni sono:
046468017 COLECALCIFEROLO ABC - 260170 scadenza 3/2028
051757021 HYMPAVZI - RC4563 scadenza 30/4/2028
038381543 RETACRIT - RF3575 scadenza 29/2/2028
038381760 RETACRIT - NY9950 scadenza 30/6/2028
035628419 VFEND - RH9967 scadenza 30/9/2028
042549016 XALKORI - RA9319 scadenza 31/10/2029
PARAFARMACO
CLINICALFARMA SRL. CESSATA PRODUZIONE
Clinicalfarma Srl comunica che i prodotti
COLLAGEN PLATINUM non sono più in produzione.
Farmadati Italia srl. Tutti i diritti riservati
Paracetamolo e adolescenti: i consigli dell’Aifa
fonte: www.farmacista33.it
Il paracetamolo è uno dei farmaci più utilizzati in Italia per il trattamento del dolore e della febbre e, se assunto correttamente, presenta un profilo di sicurezza ben consolidato. Proprio questa percezione di “farmaco sicuro”, tuttavia, può rappresentare un elemento di rischio, soprattutto tra i più giovani. È su questo punto che si concentra il recente richiamo dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che invita a mantenere alta l’attenzione sull’uso appropriato del paracetamolo, con particolare riferimento agli adolescenti.
L’iniziativa nasce dall’analisi congiunta dei dati nazionali di farmacovigilanza, inclusi quelli della Rete nazionale di farmacovigilanza e del Centro Antiveleni di Pavia. Le informazioni raccolte evidenziano un numero significativo di casi di sovradosaggio intenzionale di paracetamolo nella popolazione adolescenziale, un fenomeno che, pur non mostrando un aumento nel tempo né legami con comportamenti imitativi o “sfide social”, rappresenta comunque un rischio clinico rilevante.
Secondo Aifa, nella maggior parte dei casi il sovradosaggio tra i giovani non è riconducibile a una reale intenzionalità autolesiva strutturata, ma piuttosto a gesti impulsivi o dimostrativi, associati a una sottovalutazione dei potenziali effetti tossici del farmaco
La convinzione che il paracetamolo sia privo di conseguenze gravi può portare ad assunzioni in quantità superiori a quelle raccomandate, con esiti che, nei casi più severi, possono essere anche irreversibili.
Il principale organo bersaglio del sovradosaggio è infatti il fegato. L’assunzione di dosi eccessive può determinare epatotossicità grave, richiedendo un intervento medico tempestivo anche in assenza di sintomi immediati. Da qui l’importanza d’intercettare precocemente i comportamenti a rischio e di promuovere una corretta informazione sull’uso dei medicinali. Nel suo richiamo l’Aifa ribadisce alcune raccomandazioni fondamentali: attenersi scrupolosamente alle dosi indicate nel foglio illustrativo o dal medico; rispettare gli intervalli tra le somministrazioni; evitare l’assunzione contemporanea di più prodotti contenenti paracetamolo o di altre sostanze potenzialmente epatotossiche; rivolgersi immediatamente ai servizi di emergenza o ai Centri Antiveleni in caso di sospetto sovradosaggio.
In questo contesto, il ruolo del farmacista si conferma centrale. La dispensazione consapevole, il counseling mirato e l’attenzione ai segnali di un possibile uso improprio possono contribuire in modo significativo alla prevenzione. Informare adolescenti e famiglie sui rischi reali legati all’assunzione scorretta del paracetamolo significa non solo tutelare la sicurezza dei pazienti, ma rafforzare quella cultura del farmaco responsabile che resta uno dei pilastri della sanità pubblica.
Uniformare l’incarnato: il consiglio al banco delle BB, CC e DD cream
fonte: www.farmacianews.it
Questi prodotti rispondono a esigenze diverse: idratazione e naturalezza, correzione delle discromie o trattamento delle pelli mature. Il professionista del banco può suggerirle in base al tipo di pelle, ricordando che non sostituiscono una skincare completa.
Uscire di casa con la consapevolezza che i pori dilatati, le piccole rughe, le discromie, sono quasi impercettibili e il viso si mostri in tutta la sua naturalezza: è quello che ci si aspetta quando si utilizza una BB, CC o DD cream. Ma il farmacista quando e a chi può consigliare uno di questi prodotti anziché l’altro?
Le BlemishBalmCream nascono con l’idea che dopo il lavaggio del viso non occorra utilizzare alcun altro prodotto se non appunto, la BB cream che funge da idratante, protezione solare, primer, fondotinta. Le BB cream, infatti, vantano un fattore di protezione solare di almeno 30, possiedono componenti che vantano azione antietà come peptidi e antiantiossidanti come vitamina A e C. Non mancano componenti come la liquirizia e l’arbutina che aiutano a uniformare il colorito della pelle; contengono componenti in grado di riflettere la luce e dare uniformità all’incarnato, ma anche idratanti come l’acido ialuronico.
Sono sicuramente prodotti pratici anche se nonostante i continui miglioramenti formulativi, la loro texture non riesce a essere sempre del tutto leggera e piacevole come può risultare quella di una crema idratante colorata, come pure l’idratazione fornita, in inverno soprattutto, per le pelli più mature non è ottimale. Di solito sono formulate in tono chiaro o medio, quindi consigliare a clienti molto diverse fra loro, potendo scegliere fra sole due nuance non assicura di trovare il colore perfetto per il proprio incarnato. La loro applicazione, tuttavia, può risultare più agevole e fornire alla pelle un aspetto più naturale rispetto a quello che si ottiene mettendo un fondotinta.
Se è vero che solitamente garantiscono una buona idratazione superficiale soprattutto per le pelli più giovani, è bene tenere presente che non sono adatte per le pelli a tendenza acneica poiché è vero che contengono una protezione solare, ma non elementi specifici per l’acne. CC cream è l’acronimo per ColourCorrectingCream: sono formulate con ingredienti tali da rendere più uniforme l’incarnato, andando a correggere i difetti di iperpigmentazione o le piccole discromie; gli ingredienti usati per la loro produzione sono in grado di ridurre il rossore e promuovere la luminosità.
Al tatto e alla stesura sulla pelle risultano più piacevoli di una BB cream e assicurano una buona correzione del colore. Al pari delle BB cream, la scelta di colore è ridotta, ma meglio delle BB cream si prestano anche a essere un’ottima base per l’applicazione del fondotinta. La presenza dell’arbutina, che si estrae dalle foglie di alcune piante come l’uva ursina, il mirtillo o il mirtillo rosso, è comune: non sensibilizzando la pelle al sole, permette l’uso delle CC cream d’estate come d’inverno.
L’arbutina, inoltre, vanta proprietà depigmentanti sulle macchie scure, ma avendo anche proprietà antiossidanti è efficace anche nei confronti dei radicali liberi che si liberano a causa dell’azione svolta dai raggi ultravioletti, per esempio, ed ecco perchè può ridurre la formazione di macchie a causa dell’esposizione solare. La sola presenza dell’arbutina, tuttavia, non garantisce protezione solare. Sono più coprenti di una BB cream e si adattano anche alle esigenze di una pelle acneica, pur senza avere la coprenza di un fondotinta.
Le DailyDefenceCream o Disguise and DiminishCream DD cream, sono pensate per la pelle matura contengono ingredienti dall’azione antiossidante e nutriente come burro di karité, estratto di mirto, ibisco e vitamina E, sono provviste di un fattore di protezione solare. Anche in questo caso la coprenza del prodotto è medio bassa, a fronte però di una buona uniformità del colore dell’incarnato e di un’applicazione molto semplice e di una texture gradevole.
«Accanto a tutti questi effetti promessi bisognerebbe però soffermarsi su come un prodotto del genere possa realmente agire. Ben vengano attivi per la protezione degli effetti nocivi delle radiazioni solari, gli idratanti di superficie e gli ingredienti per il soft focus ma, se pensiamo ad azioni antiage più importanti, che comportano il raggiungimento di distretti cutanei più profondi, allora il problema si complica – riflette Paola Perugini, PhD Dipartimento di Scienze del Farmaco, Università degli Studi di Pavia -. Gli ingredienti contenuti nel prodotto, infatti, dovrebbero, in modo intelligente, sapere se devono penetrare o no negli strati della cute per agire, ovviamente senza trascinarsi dietro gli ingredienti specificatamente utilizzati per un’attività di superficie. Detto questo, forse il ritorno della routine cosmetica composta da almeno due prodotti potrebbe risolvere diversi problemi di sicurezza d’uso, garantendo magari maggiormente l’efficacia vantata».
Self-Care, strumenti digitali e counselling del farmacista per gestire i disturbi minori
fonte: www.farmacista33.it
La farmacia è sempre più centrale nella self-care: dalla gestione dei disturbi minori alla prevenzione, fino al counselling e al triage. Focus della Fip su test diagnostici, AI, digital health, remunerazione dei servizi e trasformazione della farmacia verso un modello orientato alla consulenza e alla presa in carico.
Il farmacista può assumere un ruolo ancora più centrale nella self-care: dalla gestione dei disturbi minori alla prevenzione, fino al counselling e al triage. Diagnostica, strumenti digitali e intelligenza artificiale possono sostenere questa evoluzione, ma servono anche nuovi modelli di remunerazione, formazione e integrazione nei sistemi sanitari. È il quadro delineato dalla International Pharmaceutical Federation (Fip) nel documento “FIP Self-care Summit 2026: Key insights to advancing the future of self-care through pharmacy”, che raccoglie le conclusioni del summit internazionale dedicato al futuro della self-care attraverso la farmacia.
Disturbi minori e prevenzione: cittadini sempre più autonomi
Infezioni respiratorie, febbre e dolore negli adulti e nei bambini, oltre ai disturbi gastrointestinali sono tra i principali disturbi gestiti in farmacia e la gestione dei common ailments è una delle aree in cui il farmacista può ampliare il proprio contributo clinico grazie ad accessibilità, rapidità di accesso e rapporto di fiducia con il cittadino.
Come si legge nel documento, “le persone stanno adottando un approccio sempre più proattivo nella gestione e nell’ottimizzazione della propria salute”, con un passaggio “dalla cura alla prevenzione”, “dal paziente al consumatore consapevole” e “dai prodotti agli ecosistemi”.
Dal summit della Fip emerge che per andare in questa direzione i farmacisti ricorrono sempre più a e-learning, contenuti digitali e strumenti di AI per aggiornarsi e supportare il counselling.
Self-care, wearable, telefarmacia: farmacia del futuro è digitale
La crescita dell’autocura, secondo la Fip è connessa anche allo sviluppo di tecnologie emergenti: wearable, health app, strumenti di auto-monitoraggio, telefarmacia, point-of-care testing, medical device, fino ai “digital twins” cioè la rappresentazione virtuale del paziente hanno stanno trasformando l’autogestione della salute da parte dei cittadini.
Secondo la Fip, infatti, “il futuro della farmacia è sempre più digitale” e il farmacista avrà un ruolo crescente nell’health literacy intesa come capacità di comprendere e utilizzare le informazioni sanitarie da parte del paziente e nell’engagement del paziente stesso, nonché nell’utilizzo delle tecnologie a supporto dei percorsi di salute.
La federazione richiama però anche la necessità di mantenere un approccio centrato sulla persona: “La self-care dovrebbe essere erogata in modo centrato sulla persona, supportato dalla tecnologia e adeguato al contesto”. Il documento sottolinea inoltre che AI e strumenti digitali potranno supportare i professionisti nell’educazione sanitaria, nel monitoraggio e nell’accesso ai servizi, ma richiederanno nuove competenze e investimenti nella formazione.
Tra i focus del summit anche gli approcci clinici e le soluzioni tecnologiche applicate alla gestione dei disturbi minori, con particolare attenzione a test diagnostici in farmacia, triage, prescrizione del farmacista, symptom checker e sistemi di supporto decisionale basati sull’AI.
Sul fronte AI, la Fip evidenzia il potenziale di strumenti come l’assistente virtuale basato su intelligenza artificiale e gli strumenti di supporto alle decisioni, ma sottolinea che “la tecnologia non può sostituire il giudizio professionale, il supporto all’health literacy o le relazioni di fiducia che i pazienti attribuiscono al farmacista”.
Criticità e sfide per la trasformazione della farmacia
Secondo quanto emerso dal summit, i principali ostacoli allo sviluppo dei servizi riguardano normativa, costi, spazi, accesso ai dispositivi, formazione e assenza di remunerazione, con un gap esistente in molti Paesi tra possibilità di effettuare test diagnostici e possibilità di prescrivere o avviare il trattamento.
La Fip richiama anche il tema della responsabilità professionale e della necessità di protocolli standardizzati.
“L’ampliamento delle competenze prescrittive deve essere supportato da un quadro chiaro di prassi professionale, tutele legali, standard di competenza, accountability e riconoscimento pubblico”, si legge nel report.
Dalla farmacia product-based a un modello consultation-based
Il summit ha dedicato ampio spazio anche alla sostenibilità economica e organizzativa dei servizi di self-care in farmacia. Tra le priorità individuate figurano remunerazione, integrazione con i sistemi sanitari, accesso ai fascicoli elettronici, interoperabilità, protocolli condivisi, formazione e raccolta dati.
La Fip sostiene la necessità di superare un modello centrato esclusivamente sul prodotto per evolvere verso una farmacia orientata alla consulenza e ai servizi professionali. Nel report si sottolinea, infatti, la necessità di “trasformare la pratica professionale della farmacia in un modello assistenziale basato sulla consulenza, supportato da cartelle condivise, evidenze di health economics, percorsi strutturati di servizio e sistemi collaborativi di governance”.
Tra le priorità finali indicate dal summit figura anche la produzione di evidenze economiche e cliniche. Per la Fip, infatti, sarà proprio la capacità di documentare outcome e valore generato dai servizi a favorire l’evoluzione della farmacia come punto di accesso alle cure e presidio di primary care.






