RICHIAMO VOLONTARIO NIDINA NESTLE’
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Aggiornamento 09/12/25
FARMACO
1) MODIFICA STAMPATI
Consegna foglio illustrativo dal 05/01/2025:
AMASCI (042120)
AMLODIPINA VALSARTAN KRKA (044288)
AMOXICILLINA ACIDO CLAVULANICO KRKA (043207)
CIPROFLOXACINA KRKA (037695)
DECUSTER (044102)
DEXFENIA (047893)
DUTASTERIDE ARISTO (045117)
ELTROMBOPAG MEDAC (052074)
EQUASYM (041889)
ETASON (042821)
LEVOREACT OFTALMICO (027699)
NICORETTE (025747)
OSSIGENO VIVISOL (039058)
ROSUVASTATINA ABC FARMACEUTICI (047746)
SERTRALINA KRKA (036858)
SUMATRIPTAN KLARIA (051463)
Il foglio illustrativo sarà reso disponibile dal Titolare AIC secondo le
tempistiche previste dalle vigenti disposizioni normative.
2) RIDUZIONE VALIDITA' TIROSINT
Sono oggetto di recall i lotti n. E06479, E06481, E06688 e E06689 delle
seguenti confezioni:
034368100 TIROSINTOS 30FL 1ML 100MCG/ML 034368074 TIROSINTOS 30FL 1ML 25MCG/ML
034368086 TIROSINTOS 30FL 1ML 50MCG/ML 034368098 TIROSINTOS 30FL 1ML 75MCG/ML
3) LOTTI AGGIORNATI
I primi lotti aggiornati delle seguenti confezioni sono:
034430355 NEORECORMON - 30071352 scadenza 6/2027
027776018 PRASTEROL - 4054A scadenza 9/2026
027776032 PRASTEROL - 5010A scadenza 2/2027
PARAFARMACO E DISPOSITIVI MEDICI
A) CESSATA PRODUZIONE
Le rispettive Aziende Produttrici comunicano che i seguenti articoli non sono
più in produzione:
933494965 PICFARMALIFEREAL C FLU COMPLEX 20 COMPRESSE EFFERVESCENTI
986879726 RAUSCH TONIFICANTE PER CUOIO CAPELLUTO LUCENTEZZA ARGENTEA ALLA SALVIA 200 ML
986879474 RAUSCH SHAMPOO LUCENT. ARGENTEA ALLA SALVIA 40 ML
931034944 STERAMINA PRONTO USO CASA SPRAY FLACONE 750 ML
947452280 ANDROBIO PLUS 90 COMPRESSE
Farmadati Italia srl. Tutti i diritti riservati
fonte: www.farmacianews.it
Il dibattito sull'uso sconsiderato dei farmaci agonisti del GLP-1 per fini estetici rischia di oscurarne il reale valore terapeutico. Per ristabilire il giusto equilibrio tra allarme mediatico e realtà scientifica, abbiamo affrontato il tema con il Professor Arrigo F.G. Cicero, Direttore della Scuola di Specializzazione in Scienze dell’Alimentazione dell'Università di Bologna.
Elena D'Alessandri5 dicembre 2025
L’introduzione degli agonisti del GLP-1, come la Semaglutide, ha segnato un punto di svolta nel trattamento dell’obesità e del diabete di tipo 2, grazie alla loro straordinaria efficacia nel controllo metabolico e nella perdita di peso. Tuttavia, la loro recente visibilità mediatica, alimentata dall’uso non autorizzato per fini puramente estetici da parte di figure pubbliche e dello showbiz, ha generato una crisi, prima di approvvigionamento e poi di percezione.
Dopo l’invito alla calma della professoressa Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia, per inquadrare correttamente la questione, ci siamo rivolti al professor Arrigo Cicero, direttore della Scuola di Specializzazione in Scienze dell’Alimentazione presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna.
Cicero, infatti, è autore di un recente commento sul tema pubblicato sul New England Journal of Medicine per approfondire non solo il reale meccanismo d’azione e il valore clinico di questi farmaci, ma anche i rischi sanitari derivanti dal loro utilizzo non supervisionato, le implicazioni di governance legate alla rimborsabilità AIFA e i dati emergenti dalla ricerca scientifica su nuovi trial clinici.
Il valore clinico e il meccanismo d’azione
Il professor Cicero ha definito gli agonisti recettoriali di GLP-1 come «farmaci estremamente rivoluzionari nel loro settore in quanto hanno consentito una svolta nella gestione del paziente con obesità. Benchè il loro profilo di sicurezza sia globalmente molto elevato, lo stesso deve essere conosciuto perché ci sono potenziali rischi connessi alla loro assunzione».
Arrigo Cicero, direttore della Scuola di Specializzazione in Scienze dell’Alimentazione presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna
Questi farmaci, ha continuato, agiscono «sull’attivazione di recettori che si trovano a vari livelli del nostro organismo. Inizialmente si pensava che la collocazione fosse principalmente cerebrale e che quindi l’effetto di questi farmaci fosse concentrato sulla modulazione dei centri della fame a livello di sistema nervoso centrale, mentre nel tempo si è capito che sono distribuiti anche (e non solo) a livello dell’apparato digerente. Il meccanismo di azione centrale è legato alla regolazione della percezione del senso di fame, tanto è vero che alcuni effetti collaterali comunemente descritti non sono altro che una magnificazione dell’effetto del medicinale stesso. La riduzione del senso di fame indotto da questi farmaci è infatti centrale ma anche secondario al rallentamento dello svuotamento gastrico e di quello intestinale, che possono contribuire ad indurre nausea e stipsi. Ma questi effetti, entro certi limiti, non sono altro che gli effetti del farmaco dovuti alla sua intrinseca efficacia».
Farmaci efficaci ma non miracolosi: l’importanza di una informazione corretta
Si tratta quindi di farmaci estremamente efficaci. Tuttavia, come ha sottolineato Cicero, «la loro efficacia nei trial clinici è magnificata dal fatto che i pazienti arruolati sono sempre seguiti non solo farmacologicamente ma anche da un punto di vista dietetico-comportamentale. Ne consegue che la possibilità di ridurre il peso corporeo anche del 20-25% in un anno è concreta laddove il paziente si attenga anche ad uno stile di vita prescritto. Non sono dunque miracolosi, ed è essenziale che tutti i professionisti sanitari siano in grado di trasmettere in modo chiaro questo tipo di informazione».
I rischi dell’uso improprio e della “rincorsa al calo di peso rapido”
Sebbene il profilo di sicurezza sia molto alto, l’uso sconsiderato moltiplica i potenziali pericoli. Il professor Cicero ha circoscritto i rischi più gravi legati alla malagestione: «i pochi effetti collaterali che possono essere rilevanti sono un aumento del rischio di litiasi biliare, di colecistite e l’aumento di rischio di pancreatite».
Questi eventi, sebbene rari, sono spesso innescati dal desiderio di accelerare i risultati. L’esperto ha spiegato il nesso causale: «Le pancreatiti derivano fondamentalmente dal fatto che si vuole accelerare molto sulla rapida perdita di peso accelerando l’aumento delle dosi. Se uno rispetta i tempi di adattamento del corpo, e quindi un calo ponderale più lento, si raggiungono solo vantaggi, in genere più duraturi nel tempo, rispetto ad una perdita di peso repentina che, se non associata ad una rieducazione comportamentale, rischia di produrre una ripresa del peso molto rapida all’interruzione del trattamento».
L’uso improprio può esporre i soggetti non diabetici anche al rischio di ipoglicemie, seppure raramente. Di recente, invece, sono stati studiati i presunti effetti negativi a carico del cuore.
La crisi di governance e il nodo della rimborsabilità AIFA
Il nodo cruciale che alimenta l’uso improprio è la disparità di accesso e rimborso in Italia. Cicero ha precisato che questi farmaci sono rimborsati da AIFA solo in seconda linea per i pazienti affetti da diabete, lasciando per ora scoperti i pazienti con obesità ma non diabetici che devono acquistarli a proprie spese.
Questa politica crea delle distorsioni per cui alcuni pazienti con obesità cercano di accelerare la perdita di peso puntando subito al dosaggio più alto anche per ragioni squisitamente economiche.
Occorre altresì ricordare che «l’uso sconsiderato di questi farmaci ha determinato un problema di carenza di scorte e quindi una indisponibilità per pazienti che realmente ne necessitavano. Questa è stata una importante criticità, in buona parte rientrata. Per il momento il prezzo rappresenta ancora un deterrente anche se i benefici percepiti dal paziente che assume questi medicinali in maniera corretta sono tali per cui spesso in maniera inattesa il reddito non rappresenta la variabile determinante nella scelta di assunzione».
In ogni caso, il ruolo educativo e di filtro dello specialista è essenziale per garantire che l’accesso sia prioritario per chi ha una reale indicazione clinica, distinguendo la terapia cronica da una soluzione estetica temporanea.
Le nuove frontiere della ricerca e le sfumature di genere
In un recente commento pubblicato sul NEJM di cui il professor Cicero è coautore, è stata evidenziata una curiosa disparità di genere negli studi su questi farmaci per cui le donne risultano sovra-rappresentate nei trial sull’obesità, mentre gli uomini in quelli sul diabete.
Trattandosi di farmaci molto studiati con un numero elevatissimo di trial, questa disparità non sembra inficiare sulla sicurezza complessiva per gli eventi avversi comuni: «in un’ottica di valutazione globale degli effetti anche su macro-sottogruppi si fa più fatica a settorializzare, anche rispetto ad analisi su fasce d’età, mentre sugli eventi rari potrebbe esserci un gap dovuto allo sbilanciamento anche se lo stesso da un punto di vista fisiopatologico non dovrebbe determinare grandi differenze.
In un setting controllato, ha aggiunto Cicero, «gli eventi avversi sono bassissimi, quelli che vediamo sul territorio sono in genere imputabili a malagestione. È più interessante capire il meccanismo alla base della differenza di arruolamento in assenza di una ragione reale. Potrebbe trattarsi di un problema di natura culturale o determinato da un maggiore timore negli uomini legato al diabete e quindi una maggior facilità per gli stessi nel farsi arruolare su studi sperimentali di settore mentre per le donne il fattore estetico potrebbe portare ad un loro più facile coinvolgimento in studi sull’obesità».
Infine, la ricerca sta attualmente studiando tante indicazioni diverse per questi farmaci con risultati promettenti a partire dalla perdita di peso – miglioramento delle patologie respiratorie croniche, piuttosto che della funzionalità renale. L’unica “nota dolente” sinora rilevata è il mancato impatto positivo sul declino cognitivo, probabilmente imputabile al fatto che gli studi finora condotti hanno arruolato soggetti in una fase già conclamata e non reversibile di patologia.
fonte: www.farmacianews.it
Tra soluzioni anti-caduta, forfora e capelli devitalizzati: qual è il ruolo del farmacista?
Gabriella Daporto dicembre 2025
Per molti, i capelli hanno un’importanza pari a quella della pelle e ne rispecchiano anche il carattere. Per questo, occorre individuare le varie anomalie che li colpiscono e trovare soluzioni adeguate al trattamento.
Spesso la capigliatura è stressata da shampoo troppo aggressivi, da lavaggi frequenti, dallo styling e dal colore, ma anche il cuoio capelluto può presentare problematiche fastidiose come la forfora, la seborrea e le dermatiti. Infine, si manifestano drammatici diradamenti quando le radici vanno incontro a variazioni dell’hair cycle clock, causando la caduta prematura.
È importante che il farmacista, quando si trova a dover consigliare un trattamento tricologico al proprio cliente, innanzitutto sappia effettuare un approfondito check up.
Una volta individuato il problema e le relative cause, occorre consigliare un trattamento nutri-cosmetico completo ed efficace.
Caduta
In caso di caduta, si parte innanzitutto con prodotti in fiale, lozione o mousse che agiscono inibendo la 5 alfa reduttasi (responsabile della sintesi del diidrotestosterone) o la lisilidrossilasi (responsabile della fibrosi della guaina connettivale che riveste la radice). Si riduce così l’azione degli ormoni androgeni sul follicolo, si previene l’atrofia del bulbo e si contrasta l’infiammazione.
In pratica, la fase di anagen si allunga frenando la caduta e facilitando la ricrescita. I principi attivi sono molecole o complessi brevettati, nati dalla ricerca scientifica dell’industria della cosmesi (ad esempio Aminexil e Biogenina), ma anche Serenoa Repens, Ajuga Reptans e altri ingredienti botanici. Fondamentale importanza hanno le vitamine, i sali minerali (ferro, zinco, rame e selenio) e gli aminoacidi, in particolare la cistina che presenta una elevata concentrazione di zolfo ed è la struttura portante della cheratina.
In casi severi, l’approccio farmacologico alla cura dell’alopecia androgenica è legato al Minoxidil, alla concentrazione del 2 – 5% in soluzione alcoolica.
La vendita complementare è sicuramente lo shampoo + il balsamo che non possono arrestare la caduta, ma, in caso di alopecia, il fusto viene compromesso dalla miniaturizzazione. Occorre quindi utilizzare uno shampoo delicato e specifico e un balsamo per favorire la pettinabilità.
Se c’è forfora
In caso di forfora, seborrea, cuoio capelluto irritato si consiglia uno shampoo per capelli grassi, antiforfora e uno shampoo d’alternanza lenitivo + il balsamo. Lo shampoo seboregolatore risponde all’esigenza di riequilibrare la produzione di sebo senza seccare eccessivamente il cuoio capelluto; quello anti-forfora contrasta la proliferazione della Malassezia ed elimina la forfora presente sul cuoio capelluto grazie ad agenti esfolianti, astringenti e regolarizzanti quali l’acido salicilico, Ortica, Rosmarino, Salvia, Menta, argilla e alghe marine.
Se invece il problema del cliente è legato solo al fusto e i capelli si presentano devitalizzati, spenti, secchi, senza volume si consiglia uno shampoo rinforzante + un balsamo e maschera ristrutturanti che contengano attivi in grado di penetrare in profondità. La maschera ha una funzione curativa, dona ai capelli forza e luminosità e non bisogna applicarla insieme al balsamo, infatti, quest’ultimo, aiutando a chiudere le cuticole, impedirebbe alla maschera di penetrare bene nel capello.
Durante la posa della maschera si consiglia di avvolgere i capelli in una pellicola trasparente, per fare in modo che il calore faciliti la penetrazione dei principi attivi. La posa deve essere di almeno 10 minuti; non usare la maschera quotidianamente perché potrebbe appesantire i capelli.
L’integrazione
Nel protocollo tricologico non deve mai mancare un integratore alimentare. Si consiglia quando i capelli cadono o risultano deboli e fragili a causa di cambiamenti fisiologici o squilibri ormonali. Molteplici sono i componenti dei prodotti presenti sul mercato: antiossidanti (licopene, thè verde, semi d’uva, resveratrolo, flavonoidi, Goji, cardo mariano), vitamine (B, E, C, biotina), minerali (zinco, rame, ferro, silicio, selenio), aminoacidi solforati (cisteina, metionina, cistina, arginina, taurina), aminoacidi essenziali (omega 3, 6, 9, olio di pesce, olio di semi di Ribes nero, di lino, di Enotera, ornitina), collagene, ac. ialuronico, Reishi, Serenoa Repens, Ajuga Reptans, Galeopsis.
Gli integratori anticaduta da consigliare alla donna in menopausa sono formulati a base di isoflavoni e fitosteroli da Soia fermentata che inibiscono l’attività del DHT occupandone il recettore e svolgendo attività estrogenica.
Per combattere la forfora si consigliano i probiotici. Come per tutti gli integratori, è necessaria l’assunzione almeno per 3 mesi. Importante è quindi, per il farmacista, rivalutare il comparto tricologico impegnandosi nel check up, nel consiglio e nella vendita abbinata per assicurare i migliori risultati al cliente/paziente e favorire lo scontrino lungo.
Si possono presentare i seguenti sei casi problematici:
alopecia androgenetica uomo
alopecia androgenetica donna in menopausa
telogen effluvium lieve(stagionale), acuto e cronico
forfora, seborrea, irritazioni del cuoio capelluto
capelli devitalizzati, spenti, secchi
pediculosi
fonte: www.pharmaretail.it
Regali di Natale in farmacia: abbiamo chiesto consiglio a tre pharmainfluencer
È appena passato il Black Friday, appuntamento di scontistica prenatalizia importato dagli Usa e ormai entrato anche nelle abitudini del nostro Paese. L’impatto sul mercato della farmacia quest’anno è stato relativo, anche se ha portato un po’ di boost all’area commerciale.
Adesso il prossimo appuntamento è quello di Natale. Se fino a qualche tempo fa la farmacia non era considerata il luogo più adatto in cui trovare idee regalo, da qualche anno grazie alle proposte delle aziende e la tendenza a fare regali ‘utili’, il Natale può essere l’occasione per proporre a chi entra in farmacia soluzioni con prezzi contenuti e di valore. PharmaRetail ha chiesto a tre Pharmainfluencer come sfruttare questa occasione di vendita.
Farmacia luogo dei regali per prendersi cura
Leyla Bicer, su instagram la_bicer (140mila follower), ha recentemente pubblicato un Reel con dieci idee regalo che si possono trovare in farmacia: dalla crema mani, alla saponetta profumata, dal mascara al cofanetto con creme viso. La scelta parte da pochi euro fino a 15 euro, e chiude affermando “liberi di fare regali dove volete, ma non dite che in farmacia ci sono solo cose brutte”. È vero che «spesso la farmacia viene vista solo come il posto dove vai quando stai male. In realtà, soprattutto a Natale, può diventare il luogo dei “regali che si prendono cura”, diversi dai soliti oggetti comprati di corsa all’ultimo minuto» ha spiegato Vincenza Angelucci, alias lafarmacistamamma (52800 follower) a PharmaRetail. «Per sfruttare bene questo periodo, secondo me servono due cose: far vedere e far capire. Far vedere, cioè creare angoli ben riconoscibili con cofanetti e idee regalo, magari suddivisi per fasce di prezzo (“idee regalo sotto i 20 €”) e per persona» continua Angelucci. Qualche esempio: «regalo per la mamma stanca che ha bisogno di un momento spa a casa; regalo per la neo-mamma con prodotti delicati per pelle e capelli nel post parto; regalo per la mamma pratica che ama cose utili ma belle (creme mani, stick labbra, trattamenti viso semplici ma efficaci)». Invece, «far capire significa raccontare in modo semplice che non stai vendendo solo una crema, ma un gesto di cura: un kit per la skincare che aiuta una mamma a ritagliarsi 10 minuti per sé la sera, un cofanetto corpo che diventa la sua “spa in bagno” dopo che i bambini dormono. Se colleghi il prodotto alla vita reale delle persone, la farmacia smette di essere un posto “triste” e diventa un alleato di benessere».
Natale, occasione ideale per valorizzare il reparto cosmetico
Il Natale, ci spiega Jonathan Granatieri, (@farmacista di TikTok su TikTok con 119mila follower e Instagram dove conta 120mila follower e @Farmacista di Fiducia Facebook, con 98.600 follower) «è un momento strategico anche per le farmacie, anche se spesso non vengono percepite come un luogo dove acquistare regali. In realtà, negli ultimi anni i clienti cercano sempre di più prodotti utili, di qualità, facilmente reperibili e la farmacia è uno dei posti più affidabili per questo. Il periodo natalizio è l’occasione ideale per valorizzare il reparto cosmetico e dermocosmetico, proponendo idee regalo che uniscano cura della persona e sicurezza del consiglio professionale». Per quanto riguarda «le tante proposte delle aziende, la scelta dovrebbe partire dall’identità della singola farmacia: conoscere il proprio pubblico e capire quali brand sono già riconosciuti e apprezzati dai clienti aiuta a creare coerenza» sottolinea Granatieri. «È importante puntare su linee che garantiscano efficacia, tollerabilità e un buon rapporto qualità-prezzo, ma anche packaging curati e kit già pronti che facilitano la scelta last-minute».
La cura e la salute sempre al centro
La farmacia può diventare luogo di acquisti natalizi, ma «a mio parere deve restare centrata su quello che è il suo essere comunque un consulente di salute, pur senza rinnegare l’aspetto commerciale» spiega a PharmaRetail Giacomo Pisano, @il_socialmente_farmacista (334mila follower). «Per cui anche a Natale, secondo me, bisogna mettere al centro contenuti che siano comunque facilmente identificabili dalle persone per la risoluzione di un problema. Quindi fare proposte commerciali di idea regalo che sia però in grado di risolvere un problema legato alla salute o al benessere» spiega Pisano. Per esempio «nella cosmesi, prendiamo il problema della pelle secca: si possono fare proposte con brand che offrono prodotti specifici che lo risolvano con proposte anche esteticamente attraenti». Certamente, «a Natale si vogliono regalare cosmetici che abbiano sensorialità e che siano anche belli: allora si possono proporre detergenti corpo profumati, ma che rispettino la pelle, quindi uniscano la piacevolezza cosmetica alla salute della pelle». L’errore che non deve fare il farmacista, secondo Pisano, è quello di far prevalere «l’aspetto scontistico, su cui puntano molto sia la grande distribuzione, sia le grandi catene, ma l’aspetto di cura e di salute deve essere sempre al centro».