ASL SALERNO- PROROGA AVVIO DPC

Fonte: Farmadati Italia srl

Piacenza, 10/05/2017
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Oggetto: ASL Salerno – Proroga avvio DPC

Il protocollo di intesa, relativo alla DPC nella Provincia di Salerno, sarà valido a partire da lunedì 5 giugno 2017.

L’elemento “AB = FARMACO DI CUI ABBATTERE LE SCORTE PER PASSAGGIO IMMINENTE IN DPC” della Tabella Particolare (tipo tabella n. 29 dell’archivio filtabel), attivo nell’archivio RA del filnt, identifica i medicinali potenzialmente oggetto di Distribuzione per conto della ASL di Salerno, di cui monitorare le scorte.

In BDF 2.0 l’elemento “AB” della tabella TS034 TIPOLOGIE DI PARTICOLARITA’ è attivo nella Tabella TR008 PARTICOLARITA’ – DATI PER ASL, con campo FDI_9ARG CODICE REGIONE = 15 e FDI_9AAS CODICE ASL = 37.

Bollini “fallati”, doppia ispezione dei Nas al Poligrafico dello Stato

Bollini “fallati”, doppia ispezione dei Nas al Poligrafico dello Stato

Fonte: www.federfarma.it

Sale di un altro gradino e arriva fin dentro l’Istituto Poligrafico-Zecca dello Stato l’indagine sui bollini “fallati” avviata nei mesi scorsi dalla procura di Salerno. Merito di due differenti ispezioni dei Nas, condotte tra il 5 e l’8 maggio nelle sedi del Poligrafico di Roma e Foggia per verificare qualità e caratteristiche della produzione. Sotto la lente, in particolare, sarebbero finiti i bollini freschi di stampa, che i militari avrebbero confrontato con quelli presenti sulle confezioni sequestrate ad aprile ad alcuni titolari di farmacia e distributori del salernitano, avellinese e beneventano. (altro…)

Studi di settore: attenzione a come leggere i dati del Mef

Studi di settore: attenzione a come leggere i dati del Mef

Fonte: www.federfarma.it

I dati delle Finanze che collocano le farmacie ai piani alti nella classifica dei redditi d’impresa vanno letti con cautela e senza raffronti inappropriati. E’ l’avvertenza con cui Federfarma commenta le statistiche del Mef sugli studi di settore 2016, relativi alle dichiarazioni di società e professionisti dell’anno precedente: con un reddito medio di 116mila euro, le farmacie si piazzano nella graduatoria del Mef al secondo posto dietro agli studi notarili, che hanno denunciato redditi pari a 244mila euro; seguono, staccati di alcuni gradini, gli studi medici (quasi 83mila euro), gli odontoiatri (51mila euro) e i laboratori di analisi (48mila euro). Podio assicurato anche nella classifica dei ricavi: con una media 2015 di poco inferiore a 1,2 milioni di euro, la farmacia si colloca stabilmente al terzo posto, lascia indietro tutte le attività del comparto sanitario e si fa sorpassare soltanto dai grossisti di alimentari e carburanti. (altro…)

Cosmesi in farmacia: un potenziale ancora inespresso

Cosmesi in farmacia: un potenziale ancora inespresso

Fonte: www.pharmaretail.it

Cosmetica Italia ha proposto a Cosmofarma la ricerca condotta da Focus Management – azienda di consulenza che lavora a supporto delle esigenze strategiche, di marketing, organizzative e commerciali delle imprese – sul cambiamento del consumatore in farmacia nella categoria dermocosmesi evidenziando le potenzialità del comparto anche alla luce dei dati tratti dallo scenario complessivo del mercato, fornito da New Line Ricerche di Mercato. A presentare la Prof. Erika Mallarini.

Customer journey
Nel settore la chiamiamo dermocosmesi, ma il 69% dei clienti della farmacia non sanno cosa voglia dire il termine dermocosmesi. Se nel mondo della cosmesi retailer e produttori devono confrontarsi con un customer journey che cambia, nel mondo della dermocosmesi la sfida è più complessa: cambia l’esperienza di acquisto di un soggetto con il quale sembrerebbe non esserci tanta conoscenza reciproca, visto che questi non riconosce nemmeno il settore e aziende e farmacie perseverano in strategie di posizionamento che non sembrano cogliere attese e comportamenti del consumatore. (altro…)

La dispensazione di farmaci oncologici, da difficoltà a opportunità

La dispensazione di farmaci oncologici, da difficoltà a opportunità

Fonte: www.pharmaretail.it

Dalla legge sulla riclassificazione dei farmaci ospedalieri (cosiddetta “Legge ex-Osp 2”), i farmacisti territoriali, man mano che si succedevano le delibere regionali in ottemperanza alla normativa nazionale, si sono trovati a dover gestire, con non poche difficoltà, anche farmaci destinati a pazienti oncologici su cui non avevano esperienza. Secondo uno studio recentemente pubblicato sul Canadian Pharmacists Journal (CPJ) i farmacisti territoriali dovrebbero rivestire un ruolo più importante nella presa in carico dei pazienti oncologici soggetti a terapie farmacologiche. In questo articolo ripercorriamo l’evoluzione della situazione italiana su questo fronte per concludere con le proposte avanzate dai farmacisti canadesi.

I problemi iniziali con le Legge ex OSP 2
Una delle prime esperienze è stata condotta dalla Regione Piemonte (DGR 26 6900 del dicembre 2013). La delibera era stata emanata anche per caratteri organizzativi e di economia sanitaria, come aveva spiegato Mario Giaccone, consigliere regionale e membro della IV Commissione Sanità. «L’esplosione della spesa ospedaliera e l’invecchiamento della popolazione impongono e imporranno sempre più di spostare la cura delle patologie croniche dall’ospedale al territorio. Anche alcune patologie oncologiche, trattabili con terapie orali, sono gestibili per alcuni aspetti fuori dall’ospedale. In linea con questo indirizzo, la Regione Piemonte ha previsto che per una serie di medicinali – in precedenza distribuiti soltanto dall’ospedale – gli assistiti potranno rivolgersi anche alle farmacie territoriali di comunità» Pur essendo ciò un fatto positivo per il malato, vi era la consapevolezza della necessità di preparare i professionisti del territorio ad affrontare le tematiche di valutazione dell’efficacia e della tossicità del farmaco antineoplastico, al fine di ridurre i rischi per i malati e ottimizzare il risultato dei trattamenti. (altro…)