di Redazione SoFarmaMorra | 22 Luglio 2026 | Mondo Farmacia
fonte: www.farma7.it
L’estate è sinonimo di viaggi, vacanze, attività all’aria aperta, eventi e occasioni di socialità. Tuttavia, proprio queste abitudini, unite alle temperature più elevate e ai cambiamenti ambientali, possono aumentare l’esposizione a diverse malattie infettive.
È in questo contesto che il farmacista può svolgere un ruolo strategico di educazione sanitaria, fornendo consigli pratici e personalizzati ai cittadini prima della partenza e durante tutto il periodo estivo
Queste le raccomandazioni offerte dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), per ridurre in modo significativo i rischi per la salute associati alla stagione estiva.
Tra i temi più attuali vi sono sicuramente le malattie trasmesse dalle zanzare. Dengue, chikungunya e virus del Nilo occidentale rappresentano una preoccupazione crescente anche in Europa. Se dengue e chikungunya restano prevalentemente legate ai viaggi internazionali, in alcune aree europee si stanno registrando sempre più frequentemente casi di trasmissione locale, favorita dalla diffusione delle specie di zanzare vettori. Il virus del Nilo occidentale, invece, è già presente in diversi Paesi europei.
Dal banco della farmacia è possibile richiamare l’attenzione sull’importanza dell’utilizzo corretto dei repellenti, dell’impiego di zanzariere e dell’adozione di comportamenti che limitino la proliferazione degli insetti, come l’eliminazione dei ristagni d’acqua in giardini e terrazzi. Per chi viaggia, è inoltre utile verificare in anticipo eventuali raccomandazioni sanitarie relative alla destinazione scelta.
Non meno importante è il rischio legato alle zecche, particolarmente attive durante la bella stagione. Escursioni, passeggiate nei boschi e attività outdoor possono aumentare l’esposizione a questi parassiti, responsabili della trasmissione della malattia di Lyme e dell’encefalite da zecca (Tbe). Anche in questo caso il farmacista può promuovere misure preventive semplici, ma efficaci: indossare abiti adeguati durante le escursioni, utilizzare prodotti repellenti e controllare accuratamente la pelle al rientro dalle attività all’aperto, prestando particolare attenzione ai bambini e agli animali domestici. Nelle aree a rischio può inoltre essere opportuno informare i cittadini sulla disponibilità della vaccinazione contro la Tbe.
L’estate coincide spesso anche con una maggiore socialità e con nuove relazioni. Per questo l’Ecdc richiama l’attenzione sulla salute sessuale, alla luce dei dati che mostrano un aumento record delle infezioni sessualmente trasmesse in Europa. Il farmacista può contribuire a diffondere una corretta cultura della prevenzione, ricordando l’importanza dell’uso del preservativo e invitando a effettuare controlli o test in caso di rapporti non protetti o di possibili esposizioni al rischio. Un aspetto da non sottovalutare è che molte di queste infezioni possono essere asintomatiche, favorendo una trasmissione inconsapevole e aumentando il rischio di complicanze.
Un altro fronte sul quale la consulenza del farmacista risulta preziosa è la sicurezza alimentare. Picnic, barbecue, sagre e viaggi possono favorire episodi di tossinfezione alimentare, soprattutto quando il caldo compromette la corretta conservazione degli alimenti. Un rischio spesso sottovalutato, anche perché i cibi contaminati possono mantenere un aspetto, un odore e un sapore apparentemente normali. Tra le regole fondamentali da ricordare ai cittadini figurano il lavaggio accurato delle mani, la corretta cottura degli alimenti, il lavaggio di frutta e verdura, la separazione tra cibi crudi e cotti e il rispetto della catena del freddo. Piccoli accorgimenti che possono prevenire numerose infezioni gastrointestinali.
Particolare attenzione merita inoltre il batterio Vibrio, che trova condizioni favorevoli nelle acque marine durante i periodi più caldi. Sebbene le infezioni siano ancora relativamente rare in Europa, il contagio può verificarsi attraverso l’esposizione di ferite aperte all’acqua di mare o mediante il consumo di molluschi e crostacei crudi o poco cotti. Il consiglio è semplice: proteggere eventuali lesioni cutanee durante la balneazione e consumare prodotti ittici adeguatamente cotti. Informazioni che il farmacista può facilmente integrare nella propria attività quotidiana di counselling.
Infine, l’Ecdc sottolinea l’importanza della vaccinazione come parte integrante della preparazione al viaggio. Prima della partenza è opportuno verificare che adulti e bambini siano in regola con il calendario vaccinale e valutare, insieme ai professionisti sanitari, eventuali vaccinazioni aggiuntive richieste o consigliate in base alla destinazione. Alcuni vaccini necessitano infatti di più dosi o di un certo intervallo di tempo prima di garantire una protezione efficace.
Il messaggio finale è chiaro: la maggior parte dei rischi sanitari legati all’estate può essere prevenuta attraverso comportamenti consapevoli e semplici misure di protezione. In questo percorso la farmacia territoriale rappresenta un punto di riferimento privilegiato, capace di trasformare ogni richiesta di consiglio in un’occasione di educazione sanitaria, contribuendo concretamente a rendere le vacanze più serene e sicure per tutti.
di Redazione SoFarmaMorra | 22 Luglio 2026 | Mondo Farmacia
fonte: www.farmacista33.it
Dalle indicazioni riportate sulle confezioni alla catena del freddo, fino alla custodia degli stupefacenti e alla gestione dei prodotti scaduti: le principali regole che il farmacista deve rispettare e i rischi sanzionatori in caso di inosservanza.
Conservazione medicinali in farmacia: obblighi, controlli e responsabilità del farmacista
Il recente richiamo del Ministero della Salute alle misure di sicurezza per la gestione degli stupefacenti, diffuso dopo il furto di fentanyl avvenuto all'Ospedale Israelitico di Roma, ha riportato l’attenzione sugli obblighi di custodia, conservazione e controllo dei medicinali. Le regole più stringenti previste per le sostanze stupefacenti si inseriscono in un quadro più ampio, che impone alle farmacie di conservare tutti i medicinali in condizioni idonee a mantenerne qualità, sicurezza ed efficacia, di controllare le giacenze e di separare tempestivamente i prodotti scaduti o non più dispensabili. Il mancato rispetto di questi obblighi può avere conseguenze amministrative, deontologiche e, nei casi più gravi, penali.
Le condizioni indicate per ciascun medicinale
Le modalità di conservazione vengono definite nell’ambito dell’autorizzazione all’immissione in commercio (Aic), sulla base degli studi di stabilità condotti sul principio attivo e sul prodotto finito. Il farmacista è quindi tenuto a rispettare le indicazioni riportate sull’imballaggio, nel foglio illustrativo e nel Riassunto delle caratteristiche del prodotto (Rcp).
L’etichettatura riporta, quando previste, le specifiche precauzioni di conservazione, come l’obbligo di mantenere il prodotto entro determinati limiti di temperatura, di non congelarlo oppure di conservarlo in frigorifero (d.lgs. 219/2006). Le formulazioni utilizzate derivano dalle indicazioni europee recepite in Italia con la circolare del Ministero della Sanità n. 2 del 13/01/2000 e con il decreto direttoriale 28/06/2001.
Quando il medicinale non richiede condizioni particolari, l’assenza di una temperatura specifica in etichetta non esonera comunque la farmacia dall’assicurare una conservazione appropriata. Devono essere evitati, per quanto possibile, gli sbalzi termici, l’esposizione diretta alla luce, l’umidità e le altre condizioni che potrebbero accelerare i processi di degradazione.
Catena del freddo e controllo delle temperature
Particolare attenzione richiedono i medicinali termolabili, generalmente da conservare tra 2 e 8 °C, per i quali deve essere garantita la continuità della catena del freddo. La farmacia deve disporre di frigoriferi e apparecchiature idonee e organizzare controlli che permettano di verificare il rispetto delle temperature previste.
Il monitoraggio deve consentire anche di individuare eventuali escursioni termiche e di valutarne le conseguenze prima che il prodotto sia dispensato. In presenza di anomalie, il medicinale deve essere separato dalle confezioni utilizzabili fino alla verifica della sua conformità, evitando che possa essere consegnato al paziente prima degli opportuni accertamenti.
La corretta conservazione riguarda inoltre l’organizzazione degli spazi, la rotazione delle scorte e il controllo periodico delle scadenze. I medicinali non più vendibili devono essere rimossi dagli scaffali e collocati in un’area separata, chiaramente identificata e non accessibile durante le normali operazioni di dispensazione.
Stupefacenti, obblighi rafforzati di custodia e registrazione
Per i medicinali stupefacenti si aggiungono obblighi specifici di custodia, registrazione e controllo, disciplinati dal Testo unico in materia di stupefacenti (Dpr 309/1990). Le sostanze soggette alle disposizioni più stringenti devono essere custodite in modo da impedirne l’accesso alle persone non autorizzate e da ridurre il rischio di sottrazioni.
Nelle recenti indicazioni ministeriali è stato richiamato l’utilizzo di armadi chiusi a chiave, insieme alla necessità di individuare un responsabile per la gestione delle giacenze e delle chiavi. È stata inoltre ribadita l’importanza della corrispondenza tra le quantità materialmente presenti e quelle riportate nel registro di entrata e uscita, nel quale i movimenti devono essere annotati in ordine cronologico e senza lacune. Il registro e la documentazione collegata rappresentano elementi sottoposti a verifica durante i controlli delle autorità competenti.
Il recente intervento del Ministero ha indicato anche la registrazione delle movimentazioni entro 48 ore e controlli puntuali delle giacenze. In caso di furto o smarrimento delle sostanze o dei documenti obbligatori, devono essere attivate le procedure di denuncia e comunicazione previste dalla disciplina sugli stupefacenti.
Farmaci scaduti e procedure di smaltimento
I medicinali scaduti devono essere separati da quelli in corso di validità e resi chiaramente non dispensabili. Lo smaltimento deve essere affidato a imprese autorizzate o al gestore del servizio pubblico, nel rispetto della normativa sui rifiuti sanitari (Dpr. 254/2003; d.lgs. 152/2006).
Per gli stupefacenti soggetti all’obbligo di registrazione è prevista una procedura specifica. Prima del conferimento all’impresa incaricata, l’Azienda sanitaria locale (Asl) deve constatare i prodotti scaduti, redigere il relativo verbale e sigillarli in un contenitore affidato al farmacista. Il documento di presa in carico consente lo scarico dal registro, mentre la distruzione è accompagnata dalla verbalizzazione prevista (nota del Ministero della Salute del 24 maggio 2011). In attesa dell’intervento della Asl, è opportuno inviare tempestivamente una richiesta formale di verbalizzazione, conservandone la documentazione.
Le conseguenze in caso di irregolarità
La detenzione di medicinali scaduti, guasti o imperfetti può comportare sanzioni amministrative quando, per la quantità limitata, le modalità di conservazione e la consistenza complessiva delle scorte, possa essere concretamente esclusa la destinazione al commercio (art. 123 del TULS, modificato dalla legge 11 gennaio 2018, n. 3).
Quando, invece, il medicinale guasto o imperfetto risulta detenuto per il commercio, posto in commercio o somministrato, può trovare applicazione l’art. 443 del Codice penale, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa. La responsabilità penale deve essere valutata sulla base delle condizioni concrete del prodotto e delle modalità con cui è detenuto.
Alle conseguenze amministrative e penali può aggiungersi il profilo disciplinare: la violazione delle norme che regolano l’esercizio professionale e il servizio farmaceutico può determinare l’avvio di un procedimento deontologico (Codice deontologico del farmacista, art. 37). La corretta conservazione non è quindi soltanto un requisito organizzativo, ma un obbligo professionale diretto a tutelare la sicurezza dei medicinali e la salute dei pazienti.
di Redazione SoFarmaMorra | 22 Luglio 2026 | Mondo Farmacia
fonte: www.farmacianews.it
Il valore dei numeri nasce dalla capacità umana di interpretarli: in farmacia servono analisi, ascolto dei clienti e uso delle cosiddette 5P per ridurre errori, anticipare il mercato e creare valore tramite servizi, esperienza e conoscenza
“Senza dati, sei solo un individuo con un’opinione”. Questa frase, attribuita a W. Edwards Deming, un esperto americano di management e qualità, fa chiarezza sulla conoscenza, sulla comprensione e sulla capacità di lettura dei numeri nella propria attività professionale, imprenditoriale e comunicativa.
Acquistare dati e farli elaborare da un modello di AI potrebbe non essere sufficiente. Se è vero che i numeri “parlano da soli”, perché molte esperienze di importanti aziende sono fallite o scomparse? Mancata “percezione dei segnali” dei mercati, mancata comprensione delle tendenze, repentine mutazioni di scenari, mancata valorizzazione delle competenze interne ed esterne all’azienda: queste sono le principali sentenze di insuccesso, analizzate nei differenti articoli anche economici.
Durante una partita a scacchi
“…le maggiori conoscenze del giocatore esperto sono il risultato, non la causa, della sua bravura, che invece deriva dalla sua capacità di organizzare fruttuosamente l’informazione che ha accumulato in molte e molte ore di gioco” (1). Le valutazioni di mercato e le conseguenti scelte nascono dalla capacità di saper organizzare i dati.
Il “sentito dire”, la “sensazione di” e la “percezione di” provengono dai segnali della clientela. Il tutto va assemblato e convalidato, rendendo solido il dato. “Abbiamo fatto sempre così ed è andata bene, perché dobbiamo cambiare?” è spesso la giustificazione dietro a un insuccesso.
Concentrarsi unicamente sui dati di vendita può essere limitante nel garantire la solidità dell’impresa. I “tesoretti nascosti” vanno percepiti, individuati, catturati, raccolti e custoditi. Sono beni patrimoniali identificativi dell’azienda e del suo valore.
Le analisi di mercato, la localizzazione dell’azienda, la brand equity come valore intangibile del “marchio farmacia” sono alla base della percezione delle persone, dei collaboratori, della clientela fedele e di quella potenziale. Questi elementi contribuiscono a sprigionare valori che dimostrano la potenza del dato.
Avere la “logica di mercato” vuol dire “ricostruire” dove siamo arrivati, ma anche “anticipare” la mossa concorrenziale, come fa il giocatore di scacchi davanti a una partita già iniziata.
La domanda individuale
Il soggetto, sia esso paziente, consumatore o cliente, per scegliere un prodotto e/o un servizio e stabilire come utilizzarlo (aderenza terapeutica ad esempio), ha fatto un viaggio che si basa su tre caratteristiche di ricerca: qualità, valore, prezzo.
Quest’ultimo parametro non si limita alla “pura transazione economica”. Il valore assegnato al tempo ha un prezzo. “Quanto tempo ci vorrà per guarire, quanto per tenere sotto controllo la mia patologia? Che prezzo sono disposto a pagare per ottenere questi risultati?”. Sono queste le domande concrete che ogni paziente si pone nella scelta “intangibile” di un prodotto salutistico.
Come fa lo scacchista, le storie dei singoli individui si ricostruiscono dal percorso di viaggio (journey) che il singolo individuo ha affrontato. Si effettua la media delle esperienze e si propone la soluzione, che può essere utile per quel target di persone. A seguire, si otterrà la valutazione: la risposta di accettazione o di rifiuto.
Il peso delle 5 P del marketing
La “soluzione” proposta al singolo cliente si basa sul controllo di gestione delle cosiddette “5 P”. Sono le leve di marketing: persone, prezzo, posto, promozione e personalizzazione. Ogni leva deve essere valutata come un singolo investimento.
Il potere del dato è di permettere al manager di valutare come “sbagliare meno”. Il più grande investimento che si effettua in farmacia è l’ottimizzazione del tempo del farmacista speso nel proprio lavoro. Questo patrimonio non può che essere valorizzato e valutato in base al piano di attività che si sceglie. L’informazione scientifica, piuttosto che la pura promozione, prevedono differenti livelli di investimento nelle 5P.
Le analisi di mercato, sia quanti che qualitative, “peseranno” sull’efficacia o meno dei piani. Immaginiamo alcune domande preventive da porre a un panel di clientela selezionata, con l’obiettivo di ridurre i rischi delle “visioni aziendali” e degli investimenti:
è il prodotto che si adatta ai bisogni del paziente oppure viceversa?
il prezzo è un elemento “percepito” come importante e fondamentale tale da richiedere una “sensitivity analisys”?
è il posto fisico e digitale (omnicanalità) che fa la differenza?
è la comunicazione bidimensionale l’elemento di successo?
è il “locker di dispensazione dei prodotti” – vedi il recente modello Amazon USA – dove il paziente trova all’uscita del medico un chiosco disponibile ad erogare la dispensazione del prodotto, senza fila in farmacia? Potrebbe fare la differenza. O meglio: potrebbe avvenire anche in Italia (2)?
è il messaggio comunicativo che necessita di una forte personalizzazione e tempo da dedicare al cliente?
Dopo la scelta e la messa in operatività del progetto, è dall’analisi finale del dato che il manager può comprendere gli errori e gli imprevisti commessi. Le analisi critiche su errori e imprevisti sono operazioni valutative sull’operato svolto dal farmacista. Valutazioni di performance che vanno effettuate allo scopo di poter far nascere nuove proposte e soluzioni. Il farmacista “antifragile”, con poche domande è in grado di valutare cosa migliorare:
Cosa vogliono i nostri clienti/pazienti? Siamo certi di aver compreso o abbiamo dubbi?
La gestione delle scorte dei prodotti commerciali si può avvicinare a quella del farmaco etico?
L’IA può essere utile nella profilazione e segmentazione della clientela e nell’analisi di efficienza del magazzino? Oppure l’AI fa talmente paura che è meglio non considerarla?
Su quest’ultimo punto, è bene precisare che il potere del dato rimane nella capacità di elaborazione della conoscenza umana, che può avere aiuto dalla macchina ma difficilmente quest’ultima potrà sostituirla.
Mix-match nella creazione del valore
Il valore nasce da una “partita di abbinamento e mescolanza” tra due giocatori. Il gioco si svolge tra differenziazione della posizione competitiva per il farmacista e rilevanza per il cliente. In mezzo, c’è il corrispondente valore del prezzo. I punti salienti:
“Una comodity”: un farmaco equivalente, ad esempio, è percepito generalmente dal cliente come irrilevante in termini di differenza di efficacia contro il brand (competitività indifferenziata e prezzo basso).
“Vendere un bene”: esempio, uno spray per la gola contro delle caramelle. L’esigenza del cliente è di assegnare valore al concetto di “utilità generata”. La farmacia vede la posizione competitiva nel valore economico, relazionale e strategico. La logica di costo e prezzo diviene irrilevante.
“Il valore di un servizio”: prevenzione contro diagnosi medica. È il dato clinico ed esperienziale che produce impatto sull’esigenza di salute del paziente. Per la farmacia, la prevenzione ha valore di competitività strategico-economica.
“Inscenare esperienza”. L’esempio del Teach&Back (2) per migliorare la comprensione del paziente verso la terapia in 99’ è un modello di “vitalità della farmacia che non viene vissuta più come un negozio commerciale, ma come spazio di salute dove il paziente può trovare rifugio per comprendere meglio le sue patologie. La scena tenderà a presentare risultati netti come, ad esempio, significativa differenza nei ricoveri per complicanze in particolare nei pazienti diabetici (4).
Lo scorso anno si è valutato un incremento del 10% delle entrate di clientela nelle farmacie indipendenti (5). La perdita sullo scontrino medio, quantizzata in 0.77€ in meno verso l’anno precedente, dimostrerebbe tuttavia che non sia stata “colta questa opportunità”. Sicuramente tutte le spiegazioni saranno razionali, ma il modello del “Farmacista antifragile” dovrebbe farne tesoro. Un esempio concreto potrebbe essere quello di valutare una nuova visone dell’analisi del budget e del ROI, anche con l’aiuto dell’AI.
Allocazione dinamica
L’AI comprende il maggiore accesso della clientela come potenzialità di mercato. Spostare il budget delle 5P verso attività più performanti, migliorando l’efficienza e riducendo gli sprechi. Potrebbe essere la modalità di adattarsi in tempo reale agli andamenti del mercato.
Roi come return on intelligence
L’AI nel caso analizzato potrebbe dimostrare che il vero ritorno di un’azienda non è solo economico ma anche emotivo e cognitivo. Spostando l’attenzione da quanto si guadagna a «quanto abbiamo capito e migliorato il nostro impatto» nell’investimento, vuol dire aver creato un “marketing attento all’ascolto”. In conclusione, potrebbe questo modello essere la modalità applicativa per avere “certezze e non opinioni” dando correttamente potere al dato?
di Redazione SoFarmaMorra | 26 Giugno 2026 | Mondo Farmacia
fonte: www.pharmaretail.it
Nei sei principali mercati europei la categoria Sun Care vale oggi circa 1,6 miliardi di euro, con vendite in crescita dell’11,6% anno su anno: è uno dei segnali che emergono dall’analisi Circana su come sta cambiando il rapporto dei consumatori con la protezione solare. Non più solo un acquisto legato alle vacanze, ma una componente sempre più stabile delle routine quotidiane di skincare, spinta dalla consapevolezza crescente sui danni dell’esposizione ai raggi UV, dalle raccomandazioni dei dermatologi e dall’influenza dei social media.
«La domanda di prodotti con SPF sta diventando meno dipendente dal sole e dalle condizioni meteo, e più strettamente legata ad abitudini di skincare preventiva, alla cultura del benessere e alla consapevolezza degli effetti cumulativi dell’esposizione quotidiana ai raggi UV, anche durante i mesi più freddi o nuvolosi», ha dichiarato Larissa Jensen, SVP Global Beauty Industry Advisor di Circana. Una trasformazione che PharmaRetail ha già esplorato nell’intervista a Roberto Isolda, Responsabile Centro Studi di Cosmetica Italia, sulla fotoprotezione oltre il concetto di SPF.
Dall’estate alla prevenzione quotidiana
Nei sei principali mercati europei monitorati da Circana – Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito – la categoria Sun Care nel retail vale oggi circa 1,6 miliardi di euro, con vendite in crescita dell’11,6% anno su anno nelle 52 settimane terminate il 29 marzo 2026. Le unità vendute sono aumentate dell’8% nell’intera area.
Il Regno Unito registra una performance superiore alla media EU6, con vendite in crescita del 16,3% a valore e dell’11,5% a unità. I prodotti con forte identità di brand hanno contribuito al 69% della crescita totale a unità nel Regno Unito e al 92% in Spagna, a conferma della domanda per marche di protezione solare affidabili e riconoscibili.
Il prestige spinge il solare viso
La spinta non riguarda soltanto il mass market. Nei cinque principali mercati europei considerati per il beauty prestige – Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Spagna – i prodotti prestige “In-Sun” con SPF sono cresciuti del 20% a valore nel primo trimestre del 2026, periodo che di norma non coincide con il picco stagionale della categoria.
Nel mercato beauty prestige europeo, la protezione solare ha generato 239,7 milioni di euro di vendite nei 12 mesi terminati a marzo 2026, in aumento del 17% anno su anno, con oltre 10,2 milioni di unità vendute. I solari viso risultano uno dei segmenti più dinamici, con vendite in crescita del 26% a valore.
Premiumizzazione, e-commerce, nuovi mercati
Al di fuori dell’Europa, l’analisi Circana restituisce segnali diversi, ma orientati nella stessa direzione. In Australia, le vendite di prodotti per la protezione solare sono cresciute di quasi il 60% nelle ultime quattro estati, passando da 64,4 milioni di dollari australiani nell’estate 2022 a 102,7 milioni nell’estate 2026. Le vendite a volume, nello stesso periodo, sono aumentate del 18%, mentre il prezzo medio per unità è salito del 35%, da circa 11 a oltre 15 dollari australiani. Il dato riflette uno spostamento verso prodotti a prezzo più elevato e formati più piccoli, insieme a una dinamica di premiumizzazione della categoria.
Negli Stati Uniti, il valore complessivo della categoria Sun Care ha raggiunto 2,7 miliardi di dollari nei 12 mesi terminati a marzo 2026, con una crescita del 6% anno su anno. I brand SPF di fascia media, definiti “masstige”, hanno sovraperformato i tradizionali prodotti mass market, con un aumento del 23% e vendite pari a 323 milioni di dollari. Anche la protezione solare prestige si mantiene solida, con 774,9 milioni di dollari di vendite e una crescita dell’11% anno su anno. Parallelamente al crescente interesse dei consumatori per gli ingredienti, la crescita della protezione solare a base minerale sta superando in modo significativo quella dei filtri chimici.
In America Latina, nel retail prestige, la protezione solare ha generato 76 milioni di dollari nei 12 mesi terminati a marzo 2026, pari al 9% delle vendite totali di skincare e in crescita dell’11% anno su anno. La categoria resta però ancora fortemente stagionale: quasi la metà delle vendite, il 47%, si concentra nei mesi estivi. L’e-commerce rimane il canale principale, con quasi tre quarti delle vendite, e cresce cinque volte più rapidamente rispetto al retail fisico. In Brasile, le vendite online rappresentano il 63% delle vendite SPF prestige e crescono tre volte più velocemente rispetto ai negozi fisici. Sempre in Brasile, nel retail prestige, le vendite di protezione solare hanno raggiunto 10 milioni di dollari, con un aumento del 12% anno su anno.
In Cina, la categoria Sun Care prestige ha generato 287 milioni di dollari di vendite e-commerce nel 2025, pari al 3% del mercato skincare prestige complessivo. Pur con una quota ancora contenuta, il suncare è risultato il segmento prestige skincare a più rapida crescita, con vendite in aumento del 32% anno su anno.
Dermatologi, social, K-Beauty
A sostenere questa evoluzione concorrono più fattori: le raccomandazioni dei dermatologi, le campagne di salute pubblica, la diffusione delle skincare routine e il ruolo dei social media, in particolare TikTok e Instagram. Anche la crescita dei brand K-Beauty e dei prodotti skincare ibridi contribuisce ad accelerare l’innovazione nella categoria, soprattutto nei prodotti viso con SPF.
«Sebbene la stagionalità continui a influenzare la domanda, le evidenze indicano sempre più chiaramente che l’SPF sta diventando una componente permanente delle routine quotidiane di skincare dei consumatori, piuttosto che un acquisto reattivo legato all’estate», ha concluso Jensen.
di Redazione SoFarmaMorra | 26 Giugno 2026 | Mondo Farmacia
fonte: www.farmacista33.it
Le ondate di calore possono incidere sia sulla stabilità dei medicinali sia sulla sicurezza di alcune terapie. Dalle raccomandazioni Aifa ai consigli dei farmacisti, ecco quali farmaci richiedono particolare attenzione, come conservarli correttamente e quali comportamenti consigliare ai pazienti.
Antipertensivi, diuretici, antidepressivi, antiepilettici e beta-bloccanti sono solo alcune delle classi di farmaci che richiedono particolare attenzione durante le ondate di calore e i periodi di temperature elevate persistenti. Caldo, umidità ed esposizione ai raggi solari possono infatti alterare l'integrità e l'efficacia di alcuni medicinali, mentre determinate terapie possono aumentare il rischio di disidratazione, ipotensione, alterazioni della termoregolazione o altri effetti indesiderati. Negli anni, in occasione di questi fenomeni climatici estremi, l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha diffuso indicazioni e raccomandazioni per l'uso sicuro dei medicinali, cui si affiancano i consigli diffusi in questi giorni da Federfarma Verona, che invita i pazienti a prestare particolare attenzione alla gestione dei farmaci durante l'estate e, soprattutto, a non modificare autonomamente le terapie.
Antipertensivi, diuretici e farmaci cardiovascolari: rischio disidratazione, ipotensione e capogiri
Tra i farmaci che meritano particolare attenzione durante l'estate figurano quelli utilizzati per il controllo della pressione arteriosa e delle patologie cardiovascolari.
Gli antipertensivi e i diuretici possono favorire disidratazione e riduzione della pressione arteriosa; tra gli effetti indesiderati dei diuretici rientra anche l'iponatriemia, che può aggravarsi in presenza di un'eccessiva assunzione di liquidi.
Gli antiadrenergici e i beta-bloccanti possono invece ridurre la capacità dell'organismo di disperdere il calore attraverso la cute, mentre i vasodilatatori, compresi nitrati e calcio-antagonisti, possono accentuare l'ipotensione nei soggetti più vulnerabili.
Durante i mesi estivi il caldo provoca già di per sé vasodilatazione e perdita di liquidi attraverso la sudorazione. Quando questi effetti si sommano a quelli della terapia farmacologica possono comparire spossatezza marcata, vertigini e anche episodi di svenimento, soprattutto quando ci si alza rapidamente dalla posizione seduta o sdraiata.
Per questo è consigliabile controllare con maggiore frequenza la pressione arteriosa e mantenere una corretta idratazione, senza sospendere o ridurre autonomamente i farmaci. In presenza di valori pressori molto bassi o di sintomi persistenti è necessario rivolgersi al medico curante, che valuterà l'eventuale adeguamento della terapia.
Psicofarmaci, antistaminici e anticolinergici: più difficile disperdere il calore
Diversi farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale o sul sistema colinergico possono richiedere particolari precauzioni durante le ondate di calore. Gli anticolinergici possono interferire con la termoregolazione, ostacolare la sudorazione e ridurre lo stato di vigilanza. Gli antipsicotici possono diminuire la pressione arteriosa, interferire con i meccanismi di termoregolazione e ridurre la capacità del paziente di adottare comportamenti protettivi nei confronti del caldo. Gli antidepressivi possono ridurre la sudorazione e interferire con la termoregolazione centrale.
Anche gli antistaminici possono ridurre la sudorazione e abbassare la pressione arteriosa, mentre gli antiparkinsoniani possono favorire vertigini e stato confusionale oltre a ridurre la sudorazione. Gli ansiolitici e i rilassanti muscolari possono provocare vertigini, diminuire la gittata cardiaca, influenzare il raffreddamento dell'organismo attraverso la vasodilatazione e aggravare alcuni sintomi respiratori.
Tra i medicinali da considerare rientrano anche quelli utilizzati nel trattamento di nausea e vomito, disturbi gastrointestinali e incontinenza urinaria, che possono determinare squilibri idro-elettrolitici, e gli antiepilettici, che possono aumentare lo stato confusionale e ridurre la vigilanza. In questi casi è opportuno limitare l'attività fisica e l'esposizione all'aperto nelle ore più calde della giornata, bere regolarmente anche quando non si avverte lo stimolo della sete e favorire il raffreddamento del corpo, ad esempio bagnando frequentemente polsi, collo e viso.
Antibiotici, Fans e altri farmaci sensibili al sole o al calore
Durante l'estate occorre prestare attenzione anche ai farmaci fotosensibilizzanti. Alcuni antibiotici ad ampio spettro, come i fluorochinoloni, e alcuni antinfiammatori non steroidei, come il ketoprofene, possono reagire ai raggi ultravioletti provocando reazioni cutanee che vanno da eritemi intensi fino a ustioni e macchie della pelle difficili da eliminare.
Durante il trattamento, e nei due o tre giorni successivi alla sua conclusione, è consigliabile evitare l'esposizione diretta al sole e le lampade abbronzanti, utilizzando una protezione solare ad alta protezione anche per le normali attività quotidiane all'aperto.
Accanto ai farmaci fotosensibilizzanti esistono medicinali particolarmente sensibili alle alte temperature, nei quali il problema principale non è rappresentato dagli effetti sul paziente, ma dal possibile deterioramento del prodotto. Tra questi rientrano antibiotici, farmaci adrenergici, insulina, analgesici, sedativi, antiepilettici e anticoagulanti. Anche i farmaci per la tiroide, i contraccettivi e altri medicinali contenenti ormoni sono particolarmente sensibili alle variazioni termiche e richiedono particolare attenzione durante la conservazione.
Conservazione dei farmaci: il caldo comprome efficacia e sicurezza
Le modalità di conservazione indicate nel foglio illustrativo devono essere sempre rispettate. Quando non sono previste indicazioni particolari, i medicinali vanno conservati in un luogo fresco e asciutto, generalmente a una temperatura inferiore a 25 °C.
Esporre un farmaco per poche ore o uno o due giorni a temperature superiori ai 25 °C non ne compromette necessariamente la qualità, ma un'esposizione prolungata può ridurne significativamente la validità. Se il foglio illustrativo riporta una temperatura specifica di conservazione, il mancato rispetto delle indicazioni può compromettere l'efficacia del medicinale e, in alcuni casi, renderlo potenzialmente dannoso.
È altrettanto importante evitare di conservare i farmaci in bagno o in cucina, ambienti caratterizzati da elevata umidità e da continui sbalzi di temperatura. Il luogo ideale è un ambiente fresco, asciutto e lontano da fonti di calore.
Durante viaggi e spostamenti è consigliabile utilizzare un contenitore termico e non lasciare mai i medicinali in auto sotto il sole, neppure per periodi limitati. L'insulina rappresenta un caso particolare e deve essere mantenuta alle temperature indicate, ricorrendo, se necessario, a contenitori refrigerati. Al contrario, non tutti i medicinali devono essere conservati in frigorifero: è sempre necessario attenersi alle indicazioni riportate nel foglio illustrativo.
Per i farmaci utilizzati attraverso aperture ripetute della confezione può essere utile annotare la data della prima apertura, rispettando il periodo di validità indicato dal produttore. È inoltre opportuno conservare sempre il medicinale nel contenitore originale, progettato per proteggerlo dalla luce, dall'aria e dagli sbalzi termici.
Quando sospettare che un farmaco sia stato alterato dal caldo
Le alte temperature possono modificare le caratteristiche del medicinale. Un cambiamento di colore, odore, sapore o consistenza, la presenza di particelle solide in sospensione o sul fondo del flacone oppure la separazione dei componenti di una crema possono essere segnali di un possibile deterioramento.Tuttavia, l'assenza di alterazioni visibili non garantisce che il farmaco sia integro. Alcuni medicinali possono infatti perdere efficacia pur mantenendo un aspetto apparentemente normale.
"Se si nota una qualsiasi alterazione del farmaco, come colore, sapore, consistenza, presenza di particelle solide in sospensione o sul fondo, ci si deve allertare e portare la confezione in farmacia per un attento controllo, tenendo comunque conto che i medicinali possono essere deteriorati anche senza presentare alcuna manifestazione esteriore", spiega Gianmarco Padovani, vicepresidente di Federfarma Verona.
Il farmacista come riferimento per la gestione sicura della terapia
Oltre a verificare l'aderenza terapeutica, il farmacista rappresenta un punto di riferimento per fornire indicazioni sulla corretta conservazione e sul trasporto dei medicinali.
"Se possibile è meglio preferire l'assunzione di quelle solide (pastiglie e capsule) rispetto alle liquide (gocce e spray) che sono in genere più sensibili alle alte temperature. Anche per i viaggi, e con qualsiasi mezzo, è bene chiedere consiglio al farmacista sul corretto trasporto perché alcuni farmaci come quelli per la tiroide, i contraccettivi e altri medicinali che contengono ormoni sono molto sensibili alle variazioni termiche. In città è bene non lasciare mai i farmaci in auto sotto il sole tropicale di questi giorni, se non per brevissimi lassi di tempo. Un consiglio pratico è di riporli nella borsa termica anche per il solo tragitto farmacia-casa", sottolinea Padovani.
Il vicepresidente di Federfarma Verona richiama infine l'attenzione su uno degli errori più frequenti durante l'estate: modificare autonomamente la terapia antipertensiva. "I casi più frequenti riguardano la terapia ipertensiva perché con l'aumentare del caldo è possibile che la pressione sanguigna cali e quindi molti pazienti decidono di 'aggiustare' la terapia da soli. Si tratta di una prassi pericolosa per la salute perché solo il medico può variare posologia e farmaci. Mai, inoltre, affidarsi alla Rete o seguire la vox populi perché ciò che giova a un soggetto può essere deleterio per un altro, anche nell'ambito della stessa famiglia".
di Redazione SoFarmaMorra | 26 Giugno 2026 | Mondo Farmacia
fonte: www.farmacista33.it
Il 90% degli italiani porta con sé almeno un farmaco di automedicazione quando parte per le vacanze e quasi uno su tre (30%) adatta il contenuto del proprio kit in base alla destinazione e alle caratteristiche del viaggio. Tra le donne la percentuale sale al 92%. Sono i dati emersi dalla survey Assosalute-Human Highway presentata in occasione di un incontro dedicato alla gestione dei più comuni disturbi estivi, che mette in evidenza anche il ruolo del farmacista nella preparazione del kit di automedicazione e nella corretta gestione dei medicinali durante il periodo delle ferie.
Kit di automedicazione, quali farmaci non dovrebbero mancare
Secondo gli esperti, non esiste un kit di automedicazione valido per tutti: il contenuto dovrebbe essere adattato alla destinazione, alla durata del soggiorno, alle attività previste e alle caratteristiche dei viaggiatori. Per una famiglia con bambini diretta al mare, ad esempio, le esigenze possono essere diverse rispetto a quelle di una coppia in viaggio avventura, di chi visita una città d'arte o di chi si reca in una destinazione esotica. Particolare attenzione va inoltre riservata alle persone anziane e a chi segue terapie continuative, verificando di avere una scorta sufficiente dei medicinali abitualmente utilizzati per tutta la durata della vacanza.
Tra i farmaci che possono trovare posto nel kit figurano prodotti per il trattamento dei più comuni disturbi estivi. Per affrontare scottature ed eritemi possono essere utili creme emollienti e idratanti per la pelle arrossata, oltre ad antisettici e antinfiammatori per uso topico.
Sul fronte dei disturbi gastrointestinali, frequenti durante le vacanze a causa dei cambiamenti nelle abitudini alimentari e negli orari dei pasti, il comunicato segnala medicinali per acidità e bruciore di stomaco, procinetici contro le difficoltà digestive, farmaci per la stitichezza occasionale, prodotti contro il gonfiore addominale e medicinali per la diarrea occasionale. In via preventiva, soprattutto in caso di viaggi o cambiamenti alimentari importanti, possono essere utili anche prodotti a base di lattobacilli e lieviti per favorire il benessere intestinale.
Per le attività all'aria aperta, che aumentano il rischio di punture di insetti, irritazioni cutanee e piccole ferite, possono essere inseriti nel kit repellenti per insetti, creme lenitive, antistaminici topici, disinfettanti, cerotti e materiale per la medicazione. Chi è già in trattamento per una micosi dovrebbe inoltre ricordarsi di portare con sé i medicinali antimicotici e proseguire la terapia per tutto il periodo indicato.
In valigia è inoltre consigliabile prevedere antinfiammatori e antipiretici, utili in caso di rialzo febbrile, mal di testa o mal di gola che possono comparire anche a seguito di sbalzi di temperatura, come quelli dovuti all'aria condizionata durante i viaggi o alle visite nelle grandi città durante le giornate più calde.
Per chi soffre di problemi circolatori o affronta lunghi spostamenti in auto, treno o aereo, possono infine essere utili medicinali ad azione capillaro-protettrice, indicati per alleviare il senso di pesantezza e il gonfiore agli arti inferiori favorito dal caldo e dalla prolungata permanenza in posizione seduta.
Il farmacista supporta la scelta e la verifica dei medicinali
Prima della partenza è consigliabile controllare le date di scadenza dei farmaci che si intende portare con sé e verificare che siano stati conservati correttamente. In questa fase il farmacista può rappresentare un supporto nella personalizzazione del kit di automedicazione, aiutando il cittadino a individuare i medicinali più adatti in base alla destinazione, alla durata del soggiorno, alle attività previste e alle specifiche esigenze di salute del viaggiatore.
Il farmacista può inoltre contribuire a evitare acquisti inutili o duplicazioni di prodotti già presenti in casa, fornendo indicazioni pratiche sul corretto impiego dei farmaci di automedicazione e sui casi in cui è invece opportuno rivolgersi al medico. Un ruolo particolarmente utile per le persone anziane, per chi segue terapie continuative e per le famiglie con bambini, che devono prestare maggiore attenzione alla disponibilità dei medicinali necessari per tutta la durata della vacanza.
"Il momento della partenza è spesso frenetico e può capitare di preparare i medicinali da portare con sé all'ultimo minuto, senza verificare davvero cosa si sta portando. Il consiglio è invece di considerare il passaggio in farmacia come parte della preparazione al viaggio: un'occasione per fare ordine, controllare ciò che si ha già in casa, evitare prodotti non necessari e ricevere indicazioni pratiche su quando usare un farmaco di automedicazione e quando, invece, è opportuno rivolgersi a un medico. Anche questo significa partire in modo più consapevole", ha dichiarato Carolina Carosio, farmacista territoriale.
Conservazione dei farmaci: attenzione a caldo e viaggi in aereo
Assosalute richiama infine l'attenzione sulla corretta conservazione dei medicinali durante il viaggio. Temperature elevate, esposizione diretta al sole e umidità possono alterare alcuni farmaci e comprometterne l'efficacia. Per questo è raccomandato leggere sempre il foglio illustrativo e rispettare le indicazioni di conservazione riportate. In assenza di specifiche istruzioni, è opportuno evitare l'esposizione prolungata a fonti di calore, non lasciare i medicinali in auto sotto il sole e proteggerli dall'umidità. In caso di viaggio aereo, il kit di automedicazione dovrebbe essere trasportato nel bagaglio a mano per evitare l'esposizione alle basse temperature della stiva.