SOP e OTC: nel 2025 volumi a –1,5%, mercato sopra i livelli pre-Covid. E il 2026 come è iniziato?

SOP e OTC: nel 2025 volumi a –1,5%, mercato sopra i livelli pre-Covid. E il 2026 come è iniziato?

fonte: www.pharmaretail.it

SOP e OTC: nel 2025 volumi a –1,5%, mercato sopra i livelli pre-Covid. E il 2026 come è iniziato?
Il mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione ha chiuso il 2025 con quasi 292 milioni di confezioni dispensate, in calo dell’1,5% rispetto al 2024, e una spesa complessiva pari a 3,2 miliardi di euro, in crescita del 2,8%. I dati provengono dalle elaborazioni di Assosalute–Federchimica su dati New Line Ricerche di Mercato e descrivono un andamento in continuità con il biennio precedente.

Dopo le oscillazioni degli anni pandemici, il mercato si mantiene su livelli superiori a quelli pre-Covid. Secondo Assosalute, il SARS-CoV-2, ormai endemico, continua a contribuire a una incidenza medio-alta delle sindromi respiratorie, insieme agli altri virus stagionali.

Stagionalità e incidenza dei disturbi guidano il mercato
Nel confronto con il 2024, il 2025 presenta una diversa distribuzione temporale della stagione influenzale. Il picco massimo di incidenza si è collocato nella 51ª settimana, anticipando quello della stagione precedente. La crescita e la successiva riduzione dei casi si sono sviluppate più rapidamente, con un maggiore ricorso ai farmaci da banco a inizio e fine anno e una contrazione dei consumi nel resto dei mesi.

Le dinamiche hanno inciso in modo particolare sui farmaci per l’apparato respiratorio, che rappresentano la prima area terapeutica del mercato. La categoria ha registrato flessioni a doppia cifra da maggio a settembre, fino a -18% ad agosto, a fronte di una minore circolazione dei virus responsabili delle sindromi da raffreddamento anche fuori stagione.

«Il 2025 conferma, ancora una volta, come l’andamento di breve periodo del comparto dei farmaci da banco sia strettamente legato a fattori esterni, quali la stagionalità e la maggiore o minore incidenza di disturbi comuni oltre che alla capacità delle aziende di continuare a innovare la gamma di offerta presente sul mercato per rispondere ai bisogni dei cittadini», commenta Michele Albero, Presidente di Federchimica Assosalute. «Certamente, su lungo periodo il settore soffre della mancanza di un allargamento dell’offerta in linea con alcuni dei principali Paesi europei: dal 2010, i volumi fanno osservare una erosione media annua del –1,7% mentre i fatturati mostrano un aumento medio annuale modesto e pari al +1,6%».

OTC in calo a volumi, SOP stabili. Farmacia primo canale
Nel dettaglio delle categorie, nel 2025 emergono differenze. Gli OTC chiudono l’anno con una contrazione dei volumi pari al -2,2%, mentre i SOP risultano sostanzialmente stabili (+0,2%). Anche sul fronte dei valori la crescita appare più contenuta per gli OTC (+2,1%), a fronte di un incremento più marcato per i SOP (+4,8%).

Le dinamiche distributive restano nel complesso stabili. La farmacia fisica concentra la quota prevalente delle vendite, con 254 milioni di confezioni dispensate (-1,6%), pari al 90,7% dei volumi e al 92,0% dei valori. Parafarmacie e corner della grande distribuzione registrano una contrazione delle confezioni, mentre l’e-commerce, pur in crescita (+7,7% a volumi e +13,4% a valori), mantiene un peso ancora contenuto sul mercato complessivo.

Una centralità che emerge in particolare nell’area dei farmaci legati ai bisogni acuti, come osserva Elena Folpini, Managing Director di New Line Ricerche di Mercato, che anticipa i dati delle prime settimane del 2026: «La farmacia fisica si conferma il luogo di elezione quando i cittadini esprimono un bisogno di salute urgente. Un ruolo che si riflette in modo evidente nell’andamento delle vendite dell’area SOP e OTC, per sua natura legata ai bisogni acuti. Tra i periodi in cui c’è stato un maggior ricorso ai farmaci da banco nel 2025 troviamo la 51esima settimana, in concomitanza con il picco, a cui è seguito un rapido ridimensionamento della spinta stagionale dell’influenza. Come conseguenza attesa, le vendite di SOP e OTC (-3,2%) nelle 6 settimane dal 4 gennaio al 8 febbraio si sono ridimensionate proporzionalmente. Ne hanno sofferto in particolare, sempre relativamente al segmento SOP e OTC, il mercato degli antipiretici (-7,4%), dei prodotti per la tosse (-14,8%) e per la gola (-12%), mentre fanno l’eccezione i decongestionanti nasali in crescita sostenuta (+13,4%), ad indicare anche una forte correlazione con le specifiche sintomatologie annuali».

Vittime di violenza: i segni, la comunicazione empatica e le frasi da non dire. Indicazioni pratiche per i farmacisti

Vittime di violenza: i segni, la comunicazione empatica e le frasi da non dire. Indicazioni pratiche per i farmacisti

fonte: www.farmacista33.it

Gli psicologi hanno recentemente condiviso alcune linee guida per la prevenzione della violenza di genere e la gestione delle vittime. Angela Margiotta, farmacista e presidente dell’associazione Farmaciste Insieme, in un’intervista a Farmacista33 ha messo in luce come i farmacisti possono riconoscere e supportare le vittime di violenza domestica

di Simona Zazzetta
Vittime di violenza: i segni, la comunicazione empatica e le frasi da non dire. Indicazioni pratiche per i farmacisti
Le linee di azione per contrastare la violenza di genere si articolano in prevenzione, contrasto e recupero. Si previene costruendo una cultura non violenta e individuando precocemente i segnali di maltrattamento. Il contrasto si attua supportando le vittime e accompagnandole in un percorso di uscita dalla violenza. Infine, si promuove il sostegno psicologico delle vittime. Il tutto richiede un approccio integrato e collaborativo tra istituzioni e professionisti. Queste sono le recenti linee guida promosse dal Consiglio nazionale degli psicologi e in questa ipotetica squadra i farmacisti possono fare la loro parte, forti della prossimità che spesso hanno con le vittime. Ne è convinta Angela Margiotta, farmacista e presidente dell’associazione Farmaciste Insieme, che in un’intervista a Farmacista33 ha messo in luce come i farmacisti possono riconoscere e supportare le vittime di violenza domestica.

Nuove linee guida degli psicologi: le quattro linee di azione
Secondo gli psicologi le linee di azione ritenute necessarie si concentrano su quattro ambiti principali. La prevenzione è fondamentale per costruire una cultura non violenta verso le donne, attraverso l’individuazione precoce dei maltrattamenti nei conflitti familiari e la formazione al riconoscimento delle forme di violenza iniziali, compresa la violenza assistita. È essenziale anche contrastare la violenza imminente o iniziale, attraverso il riconoscimento dei potenziali autori di stalking, la valutazione dei fattori di rischio e l’adozione di azioni mirate per la presa di coscienza e il cambiamento.

Il contrasto alla violenza agita richiede la valutazione del rischio esistente, interventi come accertamenti sanitari, l’attivazione del Codice Rosa, l’accompagnamento della vittima per uscire dalla situazione di violenza domestica, la protezione della vittima e dei minori coinvolti, e l’applicazione di misure di limitazione nei confronti dell’autore della violenza. Inoltre, è cruciale il recupero, il sostegno e l’inclusione della vittima, con l’obiettivo di prevenire la vittimizzazione secondaria, sostenendola psicologicamente e favorendo l’acquisizione dell’autonomia. Queste azioni si basano su una visione integrata e coordinata, che richiede la collaborazione tra istituzioni, servizi pubblici e professionisti per affrontare in modo efficace il fenomeno della violenza domestica e di genere.

Ascolto e fiducia primo passo per aiutare le vittime: le frasi da non dire
È in questo contesto che le farmacie territoriali stanno emergendo come un presidio di riferimento, anche in questo ambito, grazie alla vicinanza con le comunità e al rapporto di fiducia che i farmacisti instaurano con i cittadini.

“Come associazione Farmaciste Insieme, – ricorda Margiotta – portiamo avanti da oltre 15 il Progetto Mimosa che si concretizza nella presenza di locandine informative in numerose farmacie italiane. Questi materiali, contenenti informazioni utili e numeri di aiuto come il 1522, sono spesso un primo segnale di attenzione per le donne che subiscono violenza. Quest’anno lo presenteremo in una nuova chiave, e dal 2025 inizieremo un progetto nelle scuole, un’iniziativa itinerante in tutta Italia per sensibilizzare i giovani perché purtroppo, la violenza è presente anche tra i ragazzi: atteggiamenti come controllare il cellulare o impostare la localizzazione sono forme di controllo che non devono essere normalizzate.

Il primo passo per aiutare le vittime è instaurare un rapporto di fiducia. “La vittima deve sentirsi ascoltata, accolta e mai giudicata,” sottolinea Margiotta. Il farmacista può creare un ambiente sicuro, dove la donna si senta libera di parlare, magari in un angolo riservato della farmacia in cui garantire la privacy. È fondamentale, spiega la farmacista, “evitare frasi come “Lo potevo immaginare” o “Cerchi di combattere”, che rischiano di chiudere ogni possibilità di dialogo. L’ascolto empatico e non giudicante, unito a un sorriso rassicurante, è invece essenziale per favorire l’apertura”.

La formazione su questi temi sottolinea la farmacista “non è solo fondamentale ma indispensabile perché non è importante solo quello che diciamo, ma soprattutto quello che non dobbiamo dire mai. Perché, quando diciamo cose inappropriate le donne si chiudono e abbiamo perso un’opportunità, di dare il nostro valore aggiunto, di metterle in contatto”. Su questo fronte “abbiamo fatto un corso di formazione con Fondazione Cannavo dove proprio dove sono stati formati 10.000 farmacisti, dove tra i relatori c’era il dottor De Gioia, il magistrato che è un consigliere presso la prima sezione penale della Corte di Appello di Roma ed è un consulente giuridico della commissione di inchiesta di femminicidio. Inoltre, con la dottoressa Simonetta Mulinaro, portiamo avanti il progetto “Il farmacista informato sui fatti” che e fa formazione presso le farmacie”.

Segnali da riconoscere e comportamenti da adottare: i campanelli d’allarme
Lividi frequenti, comportamenti esitanti o atteggiamenti di paura possono essere campanelli d’allarme: “I segnali possono essere tanti. Il Progetto Mimosa porta in tutte le farmacie italiane una locandina dedicata e uno dei segnali, ad esempio, è vedere donne che la guardano con attenzione. La osservano più volte, altre volte la fotografano. È capitato che alcune donne poi rivelatesi vittime di violenza avessero fotografato la locandina”.

Un altro segnale “è la presenza di lividi. Se questi sono frequenti, possiamo è evidente che c’è un problema, un momento di difficoltà. Cerchiamo di instaurare un dialogo, con queste donne, anche se alcune donne abbassano lo sguardo. Sono comportamenti che possono indicare una situazione di disagio”.

Il farmacista deve intervenire con discrezione, offrendo informazioni sui centri di supporto e, se necessario, coinvolgendo le reti territoriali di psicologi e altri professionisti sanitari: “Fare rete tra operatori sanitari è fondamentale. Spesso veniamo chiamati dai centri antiviolenza del territorio dove rinviamo le vittime tramite il numero 1522”.

Intervenire sulla violenza è parte integrante della prevenzione
Un aspetto meno noto, ma fondamentale, è il legame tra violenza di genere e le ricadute sulla salute fisica e mentale. “Uno studio recente, – spiega Margiotta – hanno evidenziato che le donne vittime di violenza registrano un abbassamento della proteina BDNF, con conseguenze a lungo termine sulla salute psichiatrica e neurologica”.

La Brain-Derived Neurotrophic Factor è una proteina che svolge un ruolo cruciale nello sviluppo, nella sopravvivenza e nella plasticità delle cellule nervose nel cervello. Numerosi studi hanno evidenziato che le persone affette da depressione presentano livelli significativamente più bassi di BDNF, soprattutto in aree chiave del cervello come l’ippocampo e la corteccia prefrontale, che sono cruciali per la regolazione dell’umore, della memoria e dell’apprendimento. Lo studio citato dalla farmacista, condotto dall’Università di Padova, in collaborazione con della Johns Hopkins di Baltimora, ha dimostrato che la violenza reiterata porta a una riduzione significativa di BDNF in una zona del cervello. Un’evidenza che pone basi scientifiche del perché molte vittime di violenza domestica sviluppano, nel tempo, patologie neurologiche e psichiatriche gravi. In tale senso, conclude Margiotta “la farmacia, si conferma un presidio sanitario, in cui si può fare prevenzione a moltissimi livelli”.

Direttore di farmacia, compiti e responsabilità tra dispensazione, organizzazione e vigilanza sull’attività professionale

Direttore di farmacia, compiti e responsabilità tra dispensazione, organizzazione e vigilanza sull’attività professionale

fonte: www.farmacista33.it

Dal corretto esercizio della farmacia alla vigilanza su sicurezza e qualità, fino alla posizione di garanzia: un documento dell’Ordine di Bari-Bat chiarisce funzioni e responsabilità del direttore di farmacia sul piano professionale, organizzativo e giuridico


Direttore di farmacia, compiti e responsabilità tra dispensazione, organizzazione e vigilanza sull’attività professionale
Il direttore di farmacia, oltre a essere garante di legalità, sicurezza e qualità dell’attività professionale, risponde del corretto funzionamento dell’esercizio e ricopre una posizione di responsabilità nell’area professionale e sanitaria che non si esaurisce nella supervisione ma implica un ruolo attivo di vigilanza e prevenzione. A delineare il profilo di questa figura all’interno della farmacia è un documento dell’Ordine dei farmacisti di Bari-Bat pensato come “strumento di orientamento utile a rafforzare la consapevolezza delle responsabilità connesse all’incarico”.

Responsabilità professionali e sanitarie
Sul piano professionale e sanitario il direttore è responsabile della corretta dispensazione dei medicinali e deve garantire il rispetto delle prescrizioni mediche, il controllo delle ricette e la gestione delle sostituzioni ed equivalenze, vigilando sui farmaci soggetti a prescrizione limitativa, sugli stupefacenti e sui medicinali ospedalieri o in distribuzione per conto. In questo ambito il documento chiarisce che il direttore deve “garantire che ogni atto professionale sia svolto con diligenza, prudenza e perizia” e vigilare affinché anche i collaboratori operino nel rispetto delle regole professionali. Rientra tra i suoi compiti anche la vigilanza su qualità e sicurezza dei medicinali, con l’obbligo di assicurare corretta conservazione, integrità delle confezioni e rispetto delle condizioni di temperatura, organizzando e controllando le procedure di ritiro e richiamo, le segnalazioni di reazioni avverse e la gestione dei reclami sanitari. Il documento richiama espressamente il dovere di “prevenire situazioni di rischio per il cittadino”, “intervenire tempestivamente in presenza di criticità” e promuovere una cultura della sicurezza e della qualità.

Responsabilità gestionali e organizzative
Sul piano gestionale il direttore organizza il lavoro dei farmacisti e dei collaboratori, assegna mansioni coerenti con titoli e competenze e garantisce la presenza del farmacista in servizio, la copertura dei turni e il rispetto delle norme su sostituzioni e ferie. È responsabile di eventuali carenze di vigilanza sul personale e deve “impedire l’esercizio abusivo o improprio della professione” e “assicurare adeguata formazione e aggiornamento”. Alla funzione organizzativa si affianca la responsabilità sull’erogazione dei servizi sanitari svolti in farmacia, per i quali deve verificare procedure, protocolli e requisiti organizzativi, strutturali e tecnologici, organizzando i servizi in modo sicuro e seguendo le linee guida disponibili. Il documento evidenzia l’obbligo di “prevenire prassi pericolose” e di garantire standard adeguati di qualità assistenziale, con responsabilità in caso di servizi non autorizzati, carenze nei requisiti o eventi avversi legati a cattiva organizzazione.

Responsabilità logistiche, amministrative e normative
Nell’ambito tecnico e logistico il direttore garantisce il corretto approvvigionamento dei medicinali, la tracciabilità, la rotazione delle scorte e lo smaltimento dei resi e dei prodotti scaduti, controllando fornitori e documentazione. Il documento richiama le responsabilità connesse alla “detenzione di farmaci irregolari”, alla “vendita di farmaci scaduti” e all’“acquisto da canali illeciti”. Particolare rilievo assume la gestione degli stupefacenti e delle sostanze controllate, che comporta l’obbligo di regolare tenuta dei registri, custodia in locali idonei e controllo delle operazioni di carico e scarico, con un “profilo penale particolarmente rilevante” in caso di omissioni contabili, smarrimenti o detenzione illecita.

Il direttore garantisce il rispetto degli obblighi normativi che regolano l’esercizio della farmacia, tra cui orari di apertura, turni e obblighi verso il Servizio sanitario nazionale, ed è responsabile dei rapporti con le autorità competenti. Sovrintende a ispezioni, verbali e adempimenti autorizzativi e può essere chiamato a rispondere in caso di “esercizio in violazione delle autorizzazioni”, “irregolarità amministrative gravi” e conseguenti provvedimenti sanzionatori.

Profili di responsabilità giuridica e posizione di garanzia
La responsabilità penale del direttore è personale e si configura solo in presenza di una sua colpa, quando l’evento sia conseguenza di carenze di vigilanza, difetti organizzativi, scelta di personale non idoneo o omissione di obblighi giuridici e deontologici. In tali casi il documento precisa che la responsabilità deriva da “propria condotta omissiva o organizzativa”. Sul piano civile il direttore può rispondere verso il paziente per danno da errore professionale, da prodotto mal conservato o da informazione inadeguata e verso il titolare o l’ente gestore per danni patrimoniali o sanzioni derivanti da negligenza, con obbligo di copertura assicurativa. Sul piano deontologico è tenuto a tutelare la salute del cittadino, garantire indipendenza professionale, evitare conflitti di interesse e vigilare sulla correttezza dei collaboratori. In questo quadro il documento attribuisce al direttore una vera e propria “posizione di garanzia”, chiarendo che “non può limitarsi a delegare” ma deve organizzare, dirigere, vigilare e prevenire, rispondendo di omissioni, carenze organizzative, mancata formazione o tolleranza di prassi pericolose, quale garante “dell’assetto complessivo di sicurezza, correttezza e qualità dell’organizzazione professionale della farmacia”.

Occhio agli scontrini: meno ingressi, meno prodotti venduti

Occhio agli scontrini: meno ingressi, meno prodotti venduti

fonte: www.farma7.it

Prosegue l’erosione degli ingressi in farmacia, che nei primi dieci mesi del 2025 registrano una perdita dell’1,1% rispetto all’anno precedente, fermandosi a una media di 174 scontrini battuti al giorno per farmacia. Questo dato negativo sulla riduzione delle visite s’accompagna anche alla contrazione dei pezzi per scontrino: 2,5 prodotti venduti, vale a dire 0,9% in meno, sempre rispetto ai primi dieci mesi del 2024. Consola però almeno un altro dato: cresce del 2,6% il valore dello scontrino medio, che arriva a 29,17 euro, segnando un incremento che, però, è frutto soltanto dell’inflazione, “che nel corso dell’anno ha soffiato sui prezzi”.

Questi numeri arrivano dall’analisi degli ingressi in farmacia che New Line Ricerche di Mercato ha portato alla terza edizione di Scanner Orizzonti, il forum della farmacia organizzato a Milano da Pharmacy Scanner. Il calo, ha spiegato Viki Nellas, R&D lead di New Line, è generalizzato e riguarda tanto gli ingressi che hanno come driver l’etico (-0,6% nei primi dieci mesi del 2025), quanto quelli guidati da acquisti dell’area commerciale (-1,3%).

Indubbio, dice infine l’analisi di New Line, l’effetto drenante che l’e-commerce ha esercitato nel 2025 sugli ingressi nelle farmacie fisiche. «Le politiche di prezzo praticate dall’online sui prodotti utilizzati in modo più continuativo» è la valutazione di Viki Nellas «inducono il consumatore a fare scorta per risparmiare». Lo conferma un raffronto su base regionale tra il valore dello scontrino medio delle farmacie digitali e quello delle farmacie fisiche: a una maggiore penetrazione dell’e-commerce, corrisponde una differenza più marcata tra l’uno e l’altro. Ed ecco allora un altro dato su cui è opportuno meditare.

Integratori in testa alle ricerche online: la salute batte la tecnologia

Integratori in testa alle ricerche online: la salute batte la tecnologia

fonte: www.pharmaretail.it

Nei primi cinque mesi del 2025 avevamo assistito a un vero e proprio boom di ricerche online di integratori e vitamine, un fenomeno di cui avevamo parlato in questo articolo.

L’indagine annuale di Trovaprezzi, principale comparatore di prezzi in Italia, sull’e-commerce 2025 in Italia mostra adesso che si tratta di un trend che, nel corso dell’anno, non si è affatto arrestato.

Integratori e Vitamine si conferma, infatti, la categoria più cercata con 28,5 milioni di ricerche, in forte crescita (+17,5%) rispetto al 2024. Un segnale evidente che il benessere non è più episodico, ma una voce strutturale nel carrello digitale degli italiani. Soprattutto se letto insieme a un altro elemento: nel 2025 la salute continua a intercettare più attenzione della tecnologia, storicamente al vertice delle ricerche online.

Accanto agli integratori crescono in modo marcato anche i prodotti per la salute, farmaci da banco e l’intero universo della cura della persona (viso e corpo), che intercettano un bisogno continuo, quotidiano e trasversale alle fasce d’età. Interessante anche la tenuta di categorie come i prodotti per i capelli e il pet food, con oltre 3 milioni di ricerche.

Un consumatore digitale più senior (ma sempre mobile)
Il mobile resta il punto di accesso dominante allo shopping online, con oltre 180 milioni di ricerche, contro circa 58 milioni da desktop, in calo rispetto al 2024, e una quota residuale da tablet. La ricerca online è ormai un gesto abituale, integrato nella quotidianità.

Il profilo del consumatore, però, sta cambiando. Le fasce 35-54 anni continuano a trainare il mercato, ma nel 2025 a sorprendere è la crescita degli over 65, che superano per volume di ricerche i più giovani tra i 18 e i 24 anni (24 milioni contro 22 milioni). Un dato che racconta una familiarità con gli strumenti digitali ormai acquisita anche tra le generazioni senior.

Dal punto di vista geografico, la Lombardia si conferma il principale motore dell’e-commerce italiano, concentrando il 31% delle ricerche complessive. Seguono Lazio e Campania, mentre Emilia-Romagna, Veneto, Puglia e Sicilia mostrano una diffusione sempre più omogenea della comparazione online. Anche le regioni con volumi più contenuti partecipano in modo attivo, segno di un mercato ormai capillare.

«I dati del 2025 descrivono un consumatore meno influenzabile dalle mode e più attento al valore reale delle scelte», commenta Dario Rigamonti, CEO di Trovaprezzi. «Il podio delle categorie resta in continuità con il 2024, ma cambiano in modo significativo i volumi e le motivazioni d’acquisto. La crescita strutturale della salute e una maggiore prudenza verso la tecnologia indicano un passaggio chiaro: la comparazione evolve da semplice leva di risparmio a strumento per decisioni più informate e coerenti con i propri bisogni».

Le 5 leve per creare passaparola oggi in farmacia

Le 5 leve per creare passaparola oggi in farmacia

fonte: www.farmaciavincente.it

Il passaparola in farmacia non è mai stato un gesto spontaneo o un regalo della buona sorte. È sempre il risultato di una regia consapevole, di un’intenzione strategica e di una cultura interna che trasforma ogni interazione in un’opportunità concreta. Nelle farmacie di oggi, dove la concorrenza è ovunque e i clienti-pazienti arrivano già sovraccarichi di stimoli, il passaparola nasce solo quando il servizio supera il semplice soddisfare un bisogno e diventa un’esperienza che merita di essere raccontata.

Creare passaparola non è questione di iniziative isolate: è un metodo. E questo metodo si fonda su cinque leve strategiche.

  1. L’esperienza: la prima leva del passaparola in farmacia
    L’esperienza del cliente-paziente è la base più potente per generare passaparola. Il modo in cui le persone vengono accolte, ascoltate e guidate ha un impatto emotivo superiore a qualunque messaggio pubblicitario.

Quando qualcuno percepisce che la farmacia lo prende davvero in carico, ricorda la sua storia clinica e si muove per offrirgli una soluzione su misura, il racconto nasce spontaneamente.
Il servizio diventa conversazione.

  1. La differenza percepita: ciò che sorprende si racconta
    La maggior parte delle farmacie appare simile. E quando tutto sembra uguale, nulla si distingue.

Il passaparola si sviluppa quando le persone vivono qualcosa che non si aspettavano:

un consiglio più accurato

un controllo in più

un’attenzione che va oltre il minimo necessario

Ciò che sorprende, si racconta. Ciò che rassicura, si ricorda.
E la differenziazione reale diventa il motore del passaparola positivo.

  1. La coerenza: il valore che si ripete crea reputazione
    Il passaparola non nasce da un singolo momento di entusiasmo, ma da una sequenza costante di comportamenti professionali. La farmacia che vuole essere raccontata deve essere prevedibile nel modo più virtuoso possibile:
    sempre presente, sempre competente, sempre attenta.

La ripetizione del valore è ciò che costruisce una reputazione solida, e una reputazione solida alimenta il passaparola naturale.

  1. La guida: la farmacia come punto di riferimento culturale
    Il passaparola oggi si amplifica quando la farmacia non si limita a offrire prodotti e servizi, ma si assume il ruolo di riferimento culturale per la salute. Ogni contenuto informativo, ogni consulenza, ogni evento diventa un pretesto per portare le persone a parlare della farmacia come luogo che illumina, che orienta, che semplifica la loro vita. La farmacia diventa un punto di attrazione, non un semplice luogo di transito.
  2. Il coraggio: l’atto che rende il passaparola inevitabile
    Infine, il passaparola richiede coraggio. Coraggio di scegliere una direzione chiara, di alzare gli standard, di investire in formazione e in design, di costruire un’identità visibile e memorabile. I clienti-pazienti non parlano delle farmacie “ok”: parlano di quelle che li fanno sentire protetti, ascoltati, compresi. Parlano di quelle che non si accontentano.

Creare passaparola oggi in farmacia significa avere una visione. Significa decidere che la farmacia non è soltanto un esercizio commerciale, ma un presidio di benessere che lavora ogni giorno per lasciare un’impronta nella vita delle persone. Quando questa scelta diventa reale, il passaparola non è più un obiettivo: diventa una naturale conseguenza.

Di Luca Sartoretto Verna