di Redazione SoFarmaMorra | 10 Settembre 2024 | Mondo Farmacia
fonte: www.farmacista33.it
Nel corso del 2023, il 42% degli italiani che hanno usufruito di almeno una prestazione sanitaria ha fatto ricorso ai servizi in farmacia - tra cui prenotazioni esami, Ecg e holter pressorio. Nel complesso, il livello di soddisfazione rispetto alle prestazioni ricevute è elevato
Farmacia dei servizi deloitte renotazioni esami, Ecg e holter pressorio
Nel corso del 2023, il 42% degli italiani che hanno usufruito di almeno una prestazione sanitaria ha fatto ricorso ai servizi in farmacia - tra cui prenotazioni esami, Ecg e holter pressorio. Rispetto all’anno precedente, si registra un calo di 10 punti percentuali, anche in connessione con l’evoluzione della pandemia – il ricorso alle prestazioni legate al Covid, infatti, ha registrato una diminuzione del 12%. Nel complesso, il livello di soddisfazione rispetto alle prestazioni ricevute è elevato. Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla quarta edizione dell’Outlook Salute Italia di Deloitte, che indaga alcuni aspetti della sanità.
Indagine Deloitte: la farmacia si consolida nell’offerta di prestazioni sanitarie
La rilevazione ha coinvolto 3800 adulti, con interviste condotte a febbraio 2024, e ha preso in considerazione, in un capitolo dedicato, anche le prestazioni in farmacia. A emergere, in particolare, è che due italiani su cinque dichiarano di aver fruito di almeno una prestazione aggiuntiva presso una farmacia. Le regioni del Sud, si legge nel report, presentano un maggiore ricorso a questi servizi (48%), mentre nel Centro la domanda è più contenuta (38%) e con una contrazione più elevata rispetto al 2022 (-13%). Tale calo, che è generalizzato, risente di un ricorso minore alle prestazioni più direttamente legate alla fase acuta della pandemia che ha visto un ruolo particolarmente attivo della farmacia, quali per esempio l’esecuzione di test antigenici rapidi, con una diminuzione del 12% rispetto all’anno scorso. Ma soprattutto per chi ha patologie croniche o la necessità di prestazioni sanitarie continuative la farmacia è un presidio di riferimento e tra le attività richieste ci sono Ecg, holter cardiaco e pressorio (con il 22% contro il 16% di chi non soffre di patologie croniche), il supporto per prestazioni del Ssn, come prenotazioni esami, accesso ai referti (il 30% contro il 26%).
In generale, il livello di soddisfazione complessivo per i servizi in farmacia rimane alto (87%), con il 25% molto soddisfatto e il 62% soddisfatto. Soddisfazione che tende a crescere con l’età: è del 71% nella fascia dei 18-24 anni di età e del 96% per gli over 65.
Resta bassa la quota di chi fa uso di servizi in telemedicina
Una novità della quarta edizione, a ogni modo, è il focus su telemedicina e fascicolo sanitario elettronico. In linea con il dato dello scorso anno, sono circa 8 su 10 gli italiani che sanno in cosa consista la telemedicina, sia pure con una conoscenza ancora poco approfondita, ma la quota di chi vi ricorre resta esigua: il 17% di coloro che hanno fruito di prestazioni sanitarie dichiara di aver fatto ricorso a tali servizi almeno una volta nell’ultimo anno o che un suo familiare ne ha fruito. Nello specifico, tra i servizi più richiesti c’è l’assistenza a distanza da parte di infermieri e fisioterapisti. Interessanti i principali motivi indicati per il mancato accesso al servizio: a essere additata è soprattutto l’assenza di proposte/ indicazioni da parte di strutture e professionisti (66%) e la preferenza verso una relazione più diretta con il proprio medico (26%). La predisposizione a usare in futuro questi servizi riguarda il 23% dei rispondenti, con una quota significativa - il 50% - che non si ritiene in grado di esprimersi al riguardo.
FSE: gap di conoscenza e uso tra Nord e Sud Italia. Serve più formazione
Quanto al rapporto con il FSE, resta stabile la percentuale di chi dichiara di conoscerlo (tre su quattro, 74%), anche se rimane un gap di conoscenza tra Regioni del nord e sud + isole. In linea con l’anno precedente, il 44% dichiara di aver utilizzato lo strumento almeno una volta. Un maggior ricorso lo si rileva nelle regioni del nord - soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna, e FVG -, nella fascia tra i 35 e 44 anni, e nelle famiglie con reddito più alto. Si ricorre al Fse soprattutto per visualizzare referti, certificati, ricette e altri documenti (85%), per prenotare visite mediche o altre prestazioni 50%, consultare esenzioni, modificare il medico o altri servizi 32%. Chi dichiara di aver registrato autonomamente informazioni, per esempio tramite il taccuino personale, è l’11%. Risulta comunque elevato il livello di soddisfazione tra gli utilizzatori, con il 34% molto soddisfatto e il 56% abbastanza. A dichiararsi per nulla soddisfatto è l’1%.
Tra gli altri aspetti analizzati, c’è, infine, il nodo liste d’attesa che secondo il 40% degli intervistati (+5% rispetto all’anno precedente) pesa sulla rinuncia alle cure. Il quadro generale mostra come la rinuncia alle cure abbia colpito tutte le fasce di reddito, con effetto maggiore su quelle economicamente più deboli: nel 2021 i motivi di tipo economico pesavano per il 52%, nel 2022 per il 61%, e quest’anno per il 69%. Un dato interessante riguarda poi l’aumento del ricorso a vaccinazioni (+40%), campagne di screening oncologico (+23%) e check-up completi (+24%).
di Redazione SoFarmaMorra | 10 Settembre 2024 | Mondo Farmacia
fonte: www.farmaciavincente.it
di Luca Sartoretto Verna
La gestione del personale è una delle sfide più importanti per qualsiasi titolare di farmacia indipendente. Il successo non risiede solo nella qualità dei prodotti o dei servizi offerti, ma anche in come si trattano i propri dipendenti. È l’atmosfera sul luogo di lavoro, insieme a una buona leadership, che può fare la differenza tra una farmacia di successo e una in difficoltà.
In questo articolo, vi proponiamo alcuni principi chiave, ispirati alle best practice di gestione aziendale, adattati specificamente per il contesto delle farmacie indipendenti italiane. Vi offriamo alcune indicazioni per costruire un team coeso, motivato e orientato al successo.
Gestione del personale in farmacia
RISOLVERE I PROBLEMI, NON PARLARNE
In una farmacia, il tempo è prezioso. Affrontare i problemi in modo rapido e proattivo è essenziale. Invece di soffermarsi sui problemi, incoraggiate il vostro team a concentrarsi sulle soluzioni. Questo atteggiamento risolutivo non solo migliora l’efficienza operativa, ma aumenta anche la fiducia del team nella propria capacità di gestire le sfide.
CONVINCERE, NON IMPORRE
Un buon leader non impone il proprio volere, ma convince il team ad abbracciare nuove idee e metodi. La vostra capacità di ispirare i collaboratori a fare il loro meglio sarà fondamentale per il successo della vostra farmacia. Create un ambiente di lavoro in cui ogni membro del team si senta parte di qualcosa di più grande e sia motivato a dare il massimo.
CAPIRE LE CAUSE DEGLI ERRORI, NON CERCARE COLPEVOLI
Quando si verificano errori, è facile cadere nella trappola di cercare un colpevole. Tuttavia la vera crescita avviene quando si cerca di capire il motivo che ha portato all’errore. In questo modo, è possibile correggere i processi interni e prevenire future ricadute, trasformando gli errori in opportunità di apprendimento.
DEFINIRE CHIARAMENTE I RUOLI
Un team di successo è un team in cui tutti i membri comprendono chiaramente i propri ruoli. Definire ruoli e responsabilità permette non solo di evitare sovrapposizioni, ma anche di ridurre il rischio di errori e di aiutare ogni collaboratore a concentrarsi su ciò che sa fare meglio.
FESTEGGIARE I TENTATIVI, ANCORA QUELLI IMPERFETTI
Incoraggiate il vostro staff a provare nuove cose senza paura di fallire. Inoltre, celebrando anche i tentativi che non raggiungono il successo pieno, create un ambiente positivo di lavoro dove l’innovazione e il miglioramento continuo sono all’ordine del giorno.
SIATE CHIARI NELLE VOSTRE RISPOSTE
Chiarezza in un ambiente di lavoro come una farmacia, dove molte cose avvengono in contemporanea. Tutto il lavoro deve essere svolto senza ambiguità. Risposte elusive tipo “Sì, però” possono creare confusione e incertezza. Ciò avviene se non si riesce a comprendere cosa sia meglio.
RICONOSCERE IL MERITO
Non sottovalutate l’importanza di un semplice “bravo”. Riconoscere il lavoro ben fatto, sia dai nuovi collaboratori che dai più esperti, è fondamentale per mantenere alta la motivazione. Un ambiente in cui il merito è riconosciuto è un ambiente in cui ognuno vuol dare il massimo.
PUSH OUTSIDE THE COMFORT ZONE
Ogni tanto, bisogna spingere i collaboratori fuori dalla loro zona di comfort. Nuove sfide e responsabilità li aiuteranno a crescere professionalmente e a sviluppare nuove competenze che potrebbero rivelarsi molto utili alla vostra farmacia.
CHIEDERE “PERCHÉ”
Comunicazione è la chiave per risolvere molti conflitti interni. Chiedete spesso “perché” ai vostri collaboratori, per comprendere meglio le loro motivazioni e preoccupazioni. Questo non solo aiuterà a risolvere i conflitti, ma porterà anche a un ambiente di lavoro più aperto e trasparente.
IMPARA DALLA SCONFITTA
Non tutti i giorni saranno vincenti, e va bene così. Quando le cose non vanno come previsto, invece di scoraggiarsi, è importante analizzare ciò che è andato storto e capire come migliorare. Festeggiate i successi, ma usate le sconfitte come un momento di riflessione e crescita.
Gestire una farmacia indipendente è un compito complesso che richiede non solo competenze tecniche ma anche una forte leadership. Applicando questi principi, potrai creare un ambiente di lavoro positivo e produttivo dove ogni membro del team si sente valorizzato e motivato a dare il massimo. Ricorda che una farmacia di successo è il risultato di una squadra unita e ben gestita.
di Redazione SoFarmaMorra | 31 Luglio 2024 | Mondo Farmacia
fonte: www.farma7.it
Sono state pubblicate dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) le nuove linee guida per implementare, all’interno dei sistemi sanitari dei singoli Paesi, efficaci interventi di automedicazione, come dispositivi di diagnosi e di monitoraggio tramite strumenti digitali, per permettere alle persone di testare e gestire le malattie, prevenirle o ottenere maggiori informazioni sanitarie. Si punta molto sul fornire alle persone informazioni accurate e accessibili sulle opzioni di auto-cura e vengono anche definiti i ruoli degli operatori sanitari nel supportare l’uso e consigliare le persone sull’automedicazione, inclusi i farmacisti.
«Con miliardi di persone che non hanno accesso ai servizi sanitari essenziali e una carenza globale di operatori sanitari e assistenziali» ha spiegato Pascale Allotey, direttrice della Salute sessuale e riproduttiva e della ricerca e del Programma per la riproduzione umana presso l’Oms «gli interventi di auto-cura hanno il potenziale per affrontare sfide significative legate all’equità, ampliando al contempo l’accesso all’assistenza sanitaria».
L’aggiornamento della guida, pubblicata 5 anni fa, sottolinea la necessità di fornire alle persone informazioni accurate e accessibili sulle opzioni di auto-cura e il ruolo degli operatori sanitari nel supportarne l’uso. In pratica, delinea i modi in cui diverse parti della forza lavoro sanitaria possono supportare e consigliare le persone sull’auto-cura, inclusi farmacisti, medici di famiglia e operatori sanitari della comunità, nonché assistenti.
La guida è destinata a tutti coloro che prendono decisioni o forniscono consulenza sulla fornitura e la promozione di interventi di automedicazione: decisori politici, legislatori, enti regolatori, operatori sanitari e assistenziali. Da quando la linea guida è stata pubblicata, l’interesse per gli interventi di self-care è cresciuto enormemente e a oggi 50 Paesi hanno adottato misure per adattare la linea guida e introdurre o modificare le politiche di supporto.
di Redazione SoFarmaMorra | 31 Luglio 2024 | Mondo Farmacia
fonte: www.farmacista33.it
È stata sottoscritta la convenzione tra l’ordine dei farmacisti della provincia di Perugia e l’università di Camerino per il tirocinio pratico valutativo da svolgere nelle farmacie di Perugia
di Redazione Farmacista33
farmacisti laurea abilitante tirocinio pratico valutativo
Gli studenti della facoltà di farmacia e CTF dell’Università di Camerino potranno svolgere il tirocinio pratico valutativo, previsto per il nuovo corso di laurea, anche presso le farmacie della provincia di Perugia. Questa possibilità, che rientra tra le novità introdotte dall’istituzione dalla laurea abilitante, si apre grazie la sottoscrizione della convenzione attuativa del Protocollo relativo al tirocinio pratico valutativo da parte del Magnifico Rettore dell'Università di Camerino, Graziano Leoni e dal Presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Perugia, Filiberto Orlacchio
“Nel pieno rispetto del protocollo nazionale tra Fofi (Federazione Ordini Farmacisti Italiani) e Crui (conferenza dei Rettori delle Università Italiane) – spiega il presidente Filiberto Orlacchio – la convenzione specifica e integra gli ambiti dei contenuti minimi ineludibili relativi alle attività tecnico-professionali e pratico-operative del Tirocinio Pratico Valutativo e definisce le modalità di attivazione, di svolgimento e di valutazione. L’accordo inoltre rappresenta anche un’occasione per gettare le basi per una proficua collaborazione tra Università di Camerino e Ordine di Perugia, grazie alla reciproca disponibilità dimostrata nel mettersi a disposizione per l’organizzazione di corsi di formazione e/o seminari rivolti a farmacisti e studenti”.
Farmacia Didattica dell'Università
Il Rettore Leoni ha riferito che l’Università di Camerino dispone anche di una Farmacia Didattica che è stata realizzata grazie al contributo della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi).
Nella farmacia “didattica” gli studenti possono seguire tutte le fasi del processo di dispensazione del farmaco, ma anche apprendere le basi per offrire ai pazienti consulenze per la fornitura di farmaci da banco, consigli sull'aderenza ai piani terapeutici e tutto quanto un farmacista realizza nella propria pratica professionale al contatto con gli utenti.
di Redazione SoFarmaMorra | 31 Luglio 2024 | Mondo Farmacia
fonte: www.farma7.it
Il Piano nazionale cronicità sbarca in Stato-Regioni con modifiche “ritenute necessarie per migliorare l’assistenza ai malati cronici, aggiornare le iniziative messe in campo, rendere più efficaci i servizi sanitari e indirizzare la gestione della cronicità verso un sistema che realizzi una progressiva transizione in un modello di rete che valorizzi sia il ruolo specialistico, sia tutti gli attori della assistenza primaria”.
Il testo, elaborato dal ministero della Salute, è stato inviato per l’esame e l’approvazione in sede di Conferenza Stato Regioni e le modifiche effettuate coinvolgono anche la farmacia. Si parte dal presupposto che i pazienti, essendo generalmente anziani o molto anziani, sono spesso persone o coppie sole, con difficoltà nella gestione di piani terapeutici domiciliari e criticità, specie se versano in precarie condizioni socio-economiche. La presa in carico e la gestione delle malattie croniche assorbe infatti circa l’80% dei costi sanitari e, di conseguenza, la problematica della valutazione dei costi connessi è sempre più rilevante.
In quest’ottica per le farmacie è previsto un coinvolgimento ancora maggiore, per rispondere ai bisogni di salute e di cura del paziente cronico nella comunità di riferimento con interventi di educazione, prevenzione e promozione della salute, di counseling alla persona malata o potenzialmente a rischio e anche al caregiver, secondo protocolli condivisi con i medici, i pediatri e gli specialisti, secondo quanto previsto dalla Legge 69/2009 e definito nel Decreto legislativo 153/2009, poi modificato dalla Legge 178/2020.
Alle farmacie viene poi chiesto di sviluppare, validare e implementare sistemi sinergici di collaborazione con altri professionisti sanitari, per una tempestiva ed efficiente presa in carico da parte delle farmacie dei pazienti affetti da patologie croniche sulla base della complessità clinica e del bisogno di salute. L’obiettivo è assicurare una corretta assunzione della terapia medica prescritta e una efficace aderenza ai trattamenti a lungo termine, anche al fine di potenziare le attività di farmacovigilanza. Infine, si vorrebbero maggiormente coinvolte le farmacie anche nel percorso di accesso personalizzato ai farmaci per i trattamenti a lungo termine, mediante interventi di educazione, prevenzione e promozione della salute.
Quali i risultati attesi? Un incremento di progettualità, per esempio con il dossier farmaceutico, a cura della farmacia che effettua la dispensazione del farmaco al paziente, ma anche un aumento, per il farmacista, dei progetti di formazione sulla cronicità con un suo maggior coinvolgimento, con il fine di renderlo protagonista nell’educazione e informazione del paziente/caregiver in merito alla patologia cronica di cui soffre e alla sua corretta gestione. Allo stesso modo si vorrebbe questo professionista sanitario più presente nei processi di educazione sanitaria per la prevenzione delle malattie croniche e, soprattutto, nei programmi di presa in carico dei pazienti cronici attraverso servizi fondamentali per il supporto alla cura, all’aderenza terapeutica e alla prevenzione (e qui un ruolo fondamentale lo giocheranno, in particolare, le farmacie rurali). Infine, si chiede alla farmacia di potenziare al contempo i servizi sanitari sul territorio e a domicilio del paziente cronico, con una sua presa in carico più ampia, anche con il coinvolgimento di familiari e caregiver;
Unica pecca del Piano nazionale cronicità: non sono previsti finanziamenti. Nel documento si spiega, infatti che, all’attuazione dell’accordo, “si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque sia, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.
di Redazione SoFarmaMorra | 23 Luglio 2024 | Mondo Farmacia
fonte: www.farmacista33.it
Batteri, miceti e parassiti sono tra i maggiori responsabili delle infezioni che colpiscono grandi e piccini nel periodo estivo. La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) ha stilato un vademecum per la gestione di ognuna di queste problematiche.
salute dei bambini consigli su micosi, intossicazioni alimentari, allergie
Infezioni cutanee batteriche, micosi, gastroenteriti, intossicazioni alimentari e le allergie alle punture di insetto sono fastidiosi disturbi, più frequenti durante l’estate, e possono comportare rischi importanti quando colpiscono i bambini. Per questo la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) ha stilato un vademecum per la gestione di ognuna di queste problematiche. “Batteri, miceti e parassiti sono tra i maggiori responsabili delle infezioni che colpiscono grandi e piccini nel periodo estivo” commenta Susanna Esposito, direttrice della Clinica Pediatrica dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e presidente della Sipps Emilia-Romagna.
Raccomandazioni per affrontare le malattie estive più comuni
I consigli e le raccomandazioni della Sipps per affrontare le malattie estive più comuni del bambino:
impetigine è un'infezione batterica molto contagiosa che colpisce soprattutto i bambini. Gli agenti eziologici principali sono lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A e, più raramente, lo Stafilococco aureo. Questa infezione causa vescicole-bolle che si risolvono in 4-8 giorni. Nelle forme più lievi e superficiali è sufficiente un trattamento locale con antisettici per ammorbidire e rimuovere le squame crostose, insieme all'uso di antibiotici topici da applicare 2-3 volte al giorno per almeno una settimana dopo la scomparsa delle lesioni. Il trattamento antibiotico orale è necessario quando le lesioni sono più estese o profonde, oppure se il bambino è immunodepresso. In questi casi, il farmaco più indicato è l'amoxicillina con acido clavulanico, sempre sotto prescrizione del pediatra.
micosi cutanea delle dita di piedi e mani è un'infezione fungina causata da Trichophyton rubrum e Trichophyton interdigitalis. Questa infezione è piuttosto contagiosa, favorita dal contatto diretto, frequentazione di luoghi pubblici e scarso rispetto di buone norme igieniche. Le micosi si manifestano con chiazze eritemato-squamose, localizzate soprattutto sotto la pianta dei piedi, il palmo delle mani e a livello interdigitale, spesso pruriginose e molto fastidiose. Il trattamento è locale, con creme anti-micotiche da applicare 2 volte al giorno per almeno 14 giorni. La terapia sistemica va riservata ai casi resistenti alla terapia locale, con lesioni estese o plurifocali o coinvolgimento dei peli, poiché il follicolo pilifero non è raggiungibile dai farmaci topici. È fondamentale prevenire tali infezioni utilizzando ciabattine in gomma a bordo piscina, nella doccia e nello spogliatoio e tenendo teli, asciugamani e spazzole ad uso personale.
- Gastroenteriti e intossicazioni alimentari:
gastroenterite di origine infettiva è causata da virus come Rotavirus, Norovirus e Adenovirus, e batteri come Escherichia coli, Salmonella, Shigella e Campylobacter. Questi patogeni sono spesso acquisiti durante viaggi internazionali in Paesi endemici e rappresentano una causa significativa di possibile disidratazione. È essenziale compensare un'eventuale perdita di liquidi con reidratazione orale, evitando bibite ad alto contenuto di zucchero come i succhi di frutta confezionati, che potrebbero aggravare la diarrea.
è raccomandabile non smettere di mangiare, preferendo pasti leggeri, piccoli e frazionati (ad esempio 6 pasti al giorno). In generale, quando si viaggia in zone con scarse condizioni igieniche, è importante bere solo acqua in bottiglia, non consumare verdure crude e frutta non sbucciata, evitare il ghiaccio e consumare carne ben cotta. Evitare cibi potenzialmente contaminati come molluschi e mitili crudi, non condividere tovaglioli, bicchieri, posate e stoviglie, e lavare sempre bene le mani con acqua e sapone o un disinfettante a base di clorexidina dopo essere stati alla toilette e prima di mangiare o manipolare cibo.
Tra le cause di tossinfezione alimentare, le salmonellosi sono tra le più comuni. Le Salmonelle non tifoidee sono presenti tutto l'anno e si trasmettono principalmente attraverso prodotti di origine animale come uova o pollame, e occasionalmente altri cibi come frutta, verdura, cereali e acqua contaminati. Le tossinfezioni da Staphylococcus aureus, invece, si manifestano entro 24-48 ore dall'assunzione di un alimento contaminato con diarrea, vomito, dolori addominali e raramente febbre.
- Allergie da punture di insetto:
le punture di insetti come api e vespe possono causare reazioni che variano da una semplice eruzione cutanea a uno shock anafilattico, sebbene raro, che può mettere il soggetto in pericolo di vita. Anche le punture di zanzare devono essere considerate e prevenute attraverso norme igienico-comportamentali: evitare l'uscita nelle ore del tramonto, utilizzare indumenti che coprano braccia e gambe, e proteggersi con zanzariere e repellenti da applicare sulla pelle o da utilizzare negli ambienti.
La maggior parte delle reazioni alle punture di insetto si manifesta con arrossamento, gonfiore nella zona della puntura, fastidio o dolore che si risolvono entro 5-10 giorni, febbre e malessere temporanei. In questi casi, è sufficiente applicare una pomata a base di antistaminici e, in caso di febbre o dolore, utilizzare un antipiretico come paracetamolo o ibuprofene.
I casi gravi, quelli con anafilassi, si presentano più comunemente dopo punture di api e vespe e richiedono un intervento terapeutico tempestivo con somministrazione di adrenalina, ossigeno e fluidi per via endovenosa, oltre a esami di laboratorio per confermare la sensibilizzazione al veleno dell'insetto.
- Reazioni da contatto con punture di meduse e tracine:
la Pelagia noctiluca è una medusa velenosa diffusa nel Mediterraneo. Il contatto causa dolore bruciante seguito da prurito intenso, con formazione di una zona eritematosa ed edematosa sulla pelle. Dopo una puntura di medusa, è necessario disinfettare con acqua di mare e bicarbonato, quindi applicare un gel a base di cloruro d'alluminio.
le tracine sono pesci che si trovano sotto la sabbia, vicino alla riva. Le punture di tracina provocano un dolore intenso che può durare diverse ore, con la zona di inoculazione del veleno arrossata e gonfia. Per le punture di tracina, mettere subito il piede sotto la sabbia calda o tamponare con acqua bollente, poiché il calore lenisce il dolore delle tossine velenose. È importante non utilizzare ammoniaca, limone, aceto, alcol, non strofinare o grattare la zona colpita per evitare la diffusione delle tossine, non usare pinzette per rimuovere frammenti di tentacoli e non disinfettare con acqua dolce, troppo fredda o ghiaccio.
- Colpi di sole e colpi di calore:
il colpo di sole è causato dall'esposizione diretta ai raggi solari e provoca un aumento della temperatura corporea oltre i 38 gradi, spesso associato a scottature. Il colpo di calore si manifesta quando la temperatura esterna è molto alta e una persona non riesce a disperdere il calore. Spesso, il colpo di calore si sovrappone al colpo di sole. I bambini, specialmente i più piccoli, sono i più a rischio.
Per evitare colpi di sole e di calore è fondamentale evitare l'esposizione prolungata al sole nelle ore più calde e proteggere adeguatamente il capo. I sintomi includono febbre, cefalea, nausea, irritabilità, confusione mentale e, nei casi più gravi, perdita di coscienza e collasso cardio-circolatorio.
“Uno stile di vita sano e l'ascolto dei consigli degli esperti - sottolinea il presidente della Sipps, Giuseppe Di Mauro - è utile per prevenire la maggior parte delle situazioni a rischio. Laddove la prevenzione fallisse, l'adesione alle indicazioni e alla terapia prescritta dagli specialisti permette una gestione ottimale di ogni caso”.
‘È bene ricordare che il pediatra è sempre la figura a cui fare riferimento- conclude Piercarlo Salari, pediatra e divulgatore medico-scientifico a Milano- anche perché, conoscendo la storia clinica di ogni suo assistito, è in grado di offrire consigli accurati e soprattutto personalizzati per quanto riguarda sia le precauzioni sia, in caso di viaggi con destinazioni particolari, eventuali vaccinazioni o strategie di profilassi’.