Bpco: quali argomenti sono richiesti dai pazienti

Bpco: quali argomenti sono richiesti dai pazienti

fonte: www.farma7.it

Avete pazienti con problemi di Bpco? I risultati di un sondaggio promosso da Federasma e Allergie Odv aiutano a capire quali siano le priorità più sentite dagli ammalati e, quindi, d’individuare gli ambiti in cui maggiormente intervenire.

La Bpco è una patologia che colpisce oltre 3,5 milioni di italiani e, nonostante questi numeri, rimane ancora una malattia sotto diagnosticata, spesso ignorata fino a quando non si manifesta con sintomi gravi. Ricevere una diagnosi tardiva si riflette, quindi, sulla qualità di vita dei pazienti, che vedono limitati in modo importante i semplici gesti della quotidianità.
Al sondaggio -promosso attraverso la pagina dedicata alla patologia “BpcoSocial”- hanno aderito 123 pazienti attraverso domande a risposta multipla. Tra gli argomenti che vorrebbero venissero trattati in modo prioritario ci sono: le terapie (73,2%), i consigli pratici per affrontare la quotidianità (60,2%) e indicazione sugli esercizi fisici (43,9%). Oltre il 55%, inoltre, si è dichiarato disposto a condividere per proprie esperienze personali per trovare un confronto con chi condivide le stesse problematiche.

“Questi risultati sono fondamentali per orientare il nostro impegno nel rispondere efficacemente ai bisogni dei nostri pazienti” ha dichiarato Mario Picozza, presidente di Federasma e Allergie ODV. “L’input diretto da parte dei pazienti ci aiuta a focalizzare le nostre risorse là dove sono più necessarie, assicurando che ogni paziente si senta supportato e informato”. Proprio grazie a queste indicazioni gli operatori sanitari -medici, farmacisti e infermieri- possono migliorare le loro iniziative a supporto, garantendo che le esigenze dei pazienti con Bpco siano sempre al centro delle loro attività. “I social per i pazienti più anziani e comunque vitali a livello digitale -precisa Mario Picozza- rappresentano un canale efficace per interagire e trovare informazioni sui temi della salute”. Proprio per questo si consiglia di visitare la pagina Facebook “BPCOSocial”.

Deblistering dei Farmaci: Un Nuovo Orizzonte per le Farmacie Italiane

Deblistering dei Farmaci: Un Nuovo Orizzonte per le Farmacie Italiane

fonte: www.farmaciavincente.it

di Luca Sartoretto Verna

Il 2 luglio scorso, il Consiglio della Regione Liguria ha approvato il deblistering dei farmaci, segnando un passo significativo verso il confezionamento personalizzato dei medicinali. Questa innovazione rappresenta un’opportunità strategica per le farmacie italiane, aprendo la strada a un servizio che potrebbe diventare un modello replicabile in tutto il paese.

Il Deblistering in Italia: Un Cambiamento in Corso
Liguria: Un Passo Avanti nella Regolamentazione
In Liguria, alcune farmacie già praticano il deblistering, ma l’assenza di una normativa uniforme ne ha limitato la diffusione. Con la creazione di un tavolo di lavoro, la regione intende definire linee guida chiare per regolamentare questa pratica, garantendo sicurezza e qualità del servizio.

Umbria: Sperimentazione e Incentivi
La Regione Umbria ha introdotto il deblistering come parte del programma “Farmacia dei Servizi”. Questo servizio è destinato a pazienti con patologie croniche, come ipertensione, BPCO e diabete, che necessitano di più farmaci prescritti. I farmacisti, con il consenso del paziente, possono personalizzare il dosaggio e riconfezionare i medicinali in blister settimanali. La normativa umbra prevede locali adeguati alle Norme di Buona Preparazione per garantire tracciabilità e sicurezza. Uno degli aspetti più innovativi è la remunerazione: le farmacie ricevono un compenso di 13 euro per ogni confezionamento personalizzato settimanale, un incentivo che potrebbe favorire l’espansione della pratica in altre regioni.

Lombardia: Un Modello di Sperimentazione Volontaria
Dal 2022, la Lombardia ha avviato una sperimentazione su base volontaria, permettendo ai farmacisti di riconfezionare i medicinali acquistati in blister personalizzati. Le farmacie ricevono il compenso direttamente dai cittadini e notificano l’attività all’Ats, utilizzando spazi conformi a quelli di un laboratorio galenico.

Il Deblistering nel Mondo: Esperienze Internazionali
Svizzera: Un Modello di Vendita Sfusa
In Svizzera, le farmacie vendono farmaci sfusi, un’iniziativa adottata dall’Ufficio Federale per l’Approvvigionamento Economico per contrastare la carenza di medicinali. Il farmacista fornisce solo la quantità necessaria, conservando il resto per future dispensazioni. Questa pratica è remunerata con un compenso di 5 franchi per operazione.

Regno Unito e Germania: Focus sull’Aderenza Terapeutica
Nel Regno Unito e in Germania, il deblistering è ampiamente utilizzato per migliorare l’aderenza terapeutica nei pazienti anziani o con patologie croniche. Le farmacie preparano blister settimanali personalizzati, riducendo il rischio di errori di somministrazione.
Stati Uniti: Un Sistema Consolidato nelle Strutture Sanitarie
Negli USA, il deblistering è praticato nelle farmacie ospedaliere dal 1960 con il sistema di distribuzione di dosi unitarie (UDD). Questo metodo migliora la tracciabilità e riduce gli errori di somministrazione. Alcune farmacie comunitarie stanno iniziando ad adottare modelli simili.

Australia: Innovazione e Automazione
In Australia, farmacie comunitarie e ospedaliere utilizzano macchine automatiche per il deblistering, ottimizzando il processo e riducendo i costi operativi.

Vantaggi e Sfide del Deblistering
Benefici per Farmacie e Pazienti
Aderenza Terapeutica: Le dosi personalizzate aiutano i pazienti a seguire correttamente le prescrizioni mediche.

Efficienza Operativa: Migliore gestione dell’inventario e riduzione degli sprechi.

Sicurezza: La tracciabilità dei farmaci riduce il rischio di errori di somministrazione.

Sfide da Affrontare
Costi Iniziali: L’implementazione di sistemi avanzati per il deblistering richiede investimenti in macchinari e software.

Regolamentazione e Controllo: È necessario un sistema efficace di monitoraggio per garantire la sicurezza e la conformità normativa.

Il Futuro del Deblistering in Italia
Con il crescente interesse di regioni come Liguria, Umbria e Lombardia, il deblistering potrebbe presto diffondersi a livello nazionale. L’iniziativa umbra, con il suo innovativo sistema di remunerazione, potrebbe fungere da catalizzatore per una più ampia adozione della pratica. Le esperienze internazionali dimostrano che il deblistering può trasformare significativamente il ruolo delle farmacie, migliorando la qualità del servizio e la sicurezza per i pazienti.

Se implementato su scala nazionale, il deblistering potrebbe rivoluzionare il settore farmaceutico italiano, rendendo le farmacie ancora più centrali nella gestione della terapia e nell’ottimizzazione dell’uso dei medicinali.

Educare i cittadini al corretto smaltimento dei farmaci

Educare i cittadini al corretto smaltimento dei farmaci

fonte: www.farmacianews.it

È ormai noto quanto la salute umana sia strettamente interconnessa a quella animale e a quella dell’ambiente. Proprio in quest’ottica ‘One Health’, appare di cruciale importanza sensibilizzare i cittadini verso una corretta raccolta e smaltimento dei farmaci, in particolare degli antibiotici, attraverso il conferimento degli stessi negli appositi contenitori posti all’esterno delle farmacie.

A questo riguardo, il ruolo del farmacista è fondamentale anche per incoraggiare il contrasto alla diffusione delle resistenze antimicrobiche che ad oggi rappresentano una minaccia globale; si tratta inoltre di un ‘compito’ connaturato “nella responsabilità di impresa della farmacia”, come più volte sottolineato da Federfarma.

Le diverse campagne promosse per la sostenibilità ambientale
Per favorire la sostenibilità ambientale, diverse sono state le campagne promosse dalle farmacie, come ad esempio, ‘Recupera e Respira’, che ha consentito di raccogliere, nella Regione Friuli-Venezia-Giulia, il 25% degli inalatori usati in un anno.

L’accordo siglato tra AMA e Federfarma Roma
In quest’ottica si inserisce l’accordo siglato lo scorso 27 gennaio tra l’Azienda Municipale Ambiente di Roma Capitale – AMA Roma e Federfarma Roma.

Il Protocollo, sottoscritto per la durata di un anno e rinnovabile, prevede la progressiva integrazione e, ovvero, la sostituzione dei contenitori obsoleti e la promozione di azioni mirate di sensibilizzazione sul corretto conferimento dei farmaci. In tal senso, è prevista la diffusione di materiale informativo, l’organizzazione di eventi e la promozione di campagne social.

Si tratta di un accordo «importante perché l’abbandono dei farmaci scaduti rappresenta un serio pericolo per la comunità oltre che un danno all’ambiente», ha dichiarato Andrea Cicconetti, Presidente di Federfarma Roma.

Farmacisti, nei team multidisciplinari per migliorare l’assistenza al paziente

Farmacisti, nei team multidisciplinari per migliorare l’assistenza al paziente

fonte: www.farmacista33.it

Figura chiave e indispensabile nel contribuire al miglioramento dell’assistenza al paziente. Un valore aggiunto all’approccio, sinergico di cooperazione e collaborazione fra specialisti con con un importante azione di continuità anche sul territorio


I farmacisti sono una figura chiave e indispensabile nel contribuire al miglioramento dell’assistenza al paziente, con evidenze in termini di outcome clinici, aderenza terapeutica, ottimizzazione del lavoro, gestionale e organizzativo.

Sono solo alcune delle credenzialità ed expertise del farmacista che ne rendono cruciale l’inclusione nei team multidisciplinari. Un valore aggiunto all’approccio, sinergico di cooperazione e collaborazione, fra specialisti con diverso background. Lo sottolinea un recente lavoro su PharmacyTimes.

Le evidenze
I farmacisti migliorano la sicurezza dei farmaci eseguendo la riconciliazione, la somministrazione accurata e il monitoraggio terapeutico dei farmaci, riducendo gli errori e gli effetti avversi. Ottimizzano l’efficacia terapeutica sulla base di raccomandazioni e monitoraggio evidence-based, assicurando che gli obiettivi di trattamento siano raggiunti.

I farmacisti espandono l’accesso ai farmaci coordinando l’approvvigionamento, tutelandone l’assicurazione e indirizzando i pazienti ai programmi di assistenza. Riducono i costi sanitari prevenendo la cascata prescrittiva, ovvero ottimizzando l’uso di farmaci e promuovendo pratiche convenienti.

In funzione di tutte queste competenze, abilità e potenzialità, l’integrazione, efficace ed efficiente, dei farmacisti nei contesti sanitari è fondamentale: richiede pertanto una governance e una leadership forti, una formazione adeguata e opportuna, una comunicazione chiara e un’allocazione delle risorse per massimizzare il loro contributo ai team multidisciplinari. Sono i principali (s)punti dell’analisi condotta sul ruolo e il posizionamento dei farmacisti nella relazione, approccio e gestione del paziente all’interno di team multidisciplinari dedicati.

Un gioco e una interrelazione di squadra
È ormai indiscusso da evidenze cliniche e di letteratura che l’assistenza sanitaria, più efficace e performante, si struttura con un approccio collaborativo, in cui team multidisciplinari lavorano insieme, ciascuno secondo esperienza e competenza per risponde ai bisogni di centralità del paziente, favorendo migliori risultati e outcome per i pazienti.

Specie nel contesto storico attuale in cui la complessità delle malattie, la cronicità legata all’invecchiamento della popolazione sono un “must” che deve guidare le politiche decisionali e gestionali, anche in relazione a costi e alla sostenibilità del sistema. Gli stessi sistemi sanitari stanno riconoscendo il ruolo fondamentale dei farmacisti nei team multidisciplinari, anche in contesti meno specializzati.

Sul territorio
Il farmacista ha un ruolo chiave anche al di fuori dell’ambito ospedaliero. Ad esempio, nel passaggio dall’ospedale al territorio o a una struttura riabilitativa, può essere una guida per il paziente e caregiver nel direzionare verso la corretta assunzione del farmaco, quindi limitando/evitando errori di somministrazione dei farmaci.

Come parte integrante del team di assistenza multidisciplinare, possono infatti dedicarsi a aspetti di riconciliazione farmaceutica e creare un elenco accurato dei medicinali assunti dal paziente, così come monitorare medicinali che hanno una finestra terapeutica ristretta, a vantaggio della riduzione del rischio anche di eventi avversi.

Non ultimo possono contribuire, in affiancamento al clinico, ad azioni di deprescribing per farmaci non più necessari per il paziente, quindi evitando tossicità inutili, finalizzando meglio gli obiettivi terapeutici.

Tutor e counsellor per il paziente
L’educazione al paziente continua a rappresentare una mission prioritaria e principale del farmacista che ha il compito di aiutare il paziente a capire come e per quali finalità assumere una terapia specifica, promovendo l’importanza dell’aderenza. Un. lavoro che può e deve essere svolto dal letto del paziente al territorio.

Fonte: Cao DX. Collaborative health care: The essential role of pharmacists in multidisciplinary teams. PharmacyTimes. https://www.pharmacytimes.com/view/collaborative-health-care-the-essential-role-of-pharmacists-in-multidisciplinary-teams

Il farmacista oggi e domani: come l’AI, gli smart glasses e la telemedicina cambieranno il ruolo in Farmacia

Il farmacista oggi e domani: come l’AI, gli smart glasses e la telemedicina cambieranno il ruolo in Farmacia

fonte: www.farmaciavincente.it

Oggi, il farmacista fa ben più che dispensare farmaci: è il primo professionista della salute con cui il paziente interagisce fuori dall’ospedale, un punto di riferimento fondamentale per consulenze e consigli. Ma come sarà tra dieci anni? Con l’avvento di Intelligenza Artificiale, dispositivi wearable e un contesto sempre più “pharmacy clinic”, assisteremo a un’evoluzione così profonda da trasformare la farmacia in un vero hub di prevenzione, telemedicina e consulenza iper-personalizzata.

Ecco una panoramica “prima e dopo” che vi aiuterà a capire se siete pronti a raccogliere la sfida o rischiate di restare indietro.

  1. GESTIONE DELLE INFORMAZIONI CLINICHE

OGGI

Si consultano software gestionali e banche dati per fornire consigli su farmaci, interazioni e corretto utilizzo.
Le informazioni richieste dal paziente provengono spesso da fonti online, talvolta poco affidabili, che il farmacista deve confermare o smentire.
TRA 10 ANNI

Intelligenza Artificiale: i sistemi gestionali, arricchiti da algoritmi di AI, saranno in grado di analizzare i dati clinici del paziente in tempo reale (compresi quelli forniti da wearables come smart watch o anelli intelligenti) e restituire consigli precisi, ottimizzando l’aderenza terapeutica.
Smart Glasses: inquadrando un prodotto o un paziente, forniranno in sovrimpressione informazioni su dosaggi personalizzati, effetti collaterali, interazioni e perfino piani di prevenzione integrata.

  1. RELAZIONE CON IL PAZIENTE (E TELECONSULTO)

OGGI

La consulenza si limita spesso al “consiglio al banco”, che risponde al bisogno immediato.
Il paziente è “più informato” grazie a internet, ma la relazione si interrompe quando esce dalla farmacia.
TRA 10 ANNI

Telemedicina e Teleconsulto: le farmacie diventeranno veri e propri poli di assistenza (Pharmacy Clinic) dove il paziente potrà connettersi direttamente con specialisti in remoto, effettuare check-up avanzati grazie a dispositivi medicali integrati e avere referti immediati.
Sarà possibile prenotare visite e consulenze via app o attraverso chioschi digitali in farmacia, con medici e chatbot specializzati che supportano diagnosi e terapie.
La relazione continua: i dati raccolti dai wearable del paziente (pressione, frequenza cardiaca, livelli di ossigeno, etc.) saranno monitorati costantemente, fornendo un quadro aggiornato della sua salute.

  1. SPAZI E SERVIZI: LA PHARMACY CLINIC

OGGI

La farmacia è strutturata principalmente per l’esposizione dei prodotti e il consiglio farmaceutico. Gli spazi dedicati a servizi (come misurazione pressione o piccoli test) sono limitati.
Il cross-selling ruota attorno a integratori, dispositivi medici e prodotti da banco.
TRA 10 ANNI

Pharmacy Clinic: gli ambienti si trasformeranno in spazi polifunzionali dove i clienti/pazienti potranno effettuare analisi, screening di prevenzione, piccoli check-up clinici e visite specialistiche in teleconsulto.
In farmacia si troveranno medical devices di ultima generazione per esami rapidi e affidabili (ECG, spirometria, misurazione parametri vitali avanzati), con referti rilasciati da team medici in remoto.
L’esperienza sarà “phygital”: fisica e digitale insieme, con device connessi che rilevano dati, li trasmettono a medici e chatbot, e restituiscono consulenze e piani di cura personalizzati.

  1. FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO

OGGI

Si seguono corsi ECM, webinar o si legge qualche rivista specializzata.
L’aggiornamento è legato a momenti formativi specifici e spesso non è integrato nel lavoro quotidiano.
TRA 10 ANNI

La formazione sarà on demand: piattaforme digitali, integrate con AI e dispositivi smart, segnaleranno le ultime novità in tempo reale.
Nei momenti in cui si esegue un teleconsulto, i sistemi potranno suggerire linee guida aggiornate e best practice, integrando così la formazione continua nell’operatività quotidiana del farmacista.

  1. PREVENZIONE E LONGEVITÀ: IL NUOVO PARADIGMA

OGGI

Si parla di “stare bene” e prevenire, ma l’attenzione è ancora focalizzata sulla cura di patologie già manifestate.
Il farmacista offre consigli su integratori e abitudini sane, ma il monitoraggio è spesso discontinuo.
TRA 10 ANNI

Il vero focus sarà “longevità e prevenzione”: il farmacista diventerà un vero e proprio “personal trainer della salute”, guidando il cliente non solo nella cura, ma soprattutto nel mantenimento di uno stato di benessere continuo.
L’AI integrata con i dati rilevati da wearable devices (smart watch, anelli, smartphone) consentirà di tracciare parametri vitali su base costante, generando piani di prevenzione e consigli personalizzati su alimentazione, attività fisica e integrazione nutrizionale.
L’obiettivo: aiutare i pazienti a raggiungere un livello di benessere prolungato, in cui la “farmacia” è la prima linea di supporto per uno stile di vita longevo, agile e in equilibrio.

  1. ESPERIENZA CLIENTE E DIFFERENZIAZIONE

OGGI

L’esperienza cliente si basa su un rapporto di fiducia e immediatezza: “vado dal mio farmacista di fiducia”.
La fidelizzazione si conquista con la disponibilità al consiglio e un assortimento di qualità.
TRA 10 ANNI

SPAZI COMODI E CONNESSI: i pazienti entreranno in un ambiente “smart”, confortevole e iper-digitalizzato, dove potranno gestire test, visite, consulenze con un semplice tocco.
COMMUNITY DI CURA: il farmacista coordinerà un intero ecosistema di professionisti (medici, nutrizionisti, fisioterapisti) in locale e in remoto. Questa “rete ibrida” aumenterà l’aderenza terapeutica e la percezione di qualità.
POSIZIONAMENTO DI ALTO LIVELLO: la farmacia “intelligente” diventerà un punto di riferimento sul territorio per ogni esigenza legata alla salute e al benessere.

PERCHÉ AGIRE ADESSO
I pazienti (o meglio, i consumatori della salute) saranno sempre più informati, connessi e desiderosi di servizi avanzati e personalizzati. Se non coglierete l’opportunità di integrare tecnologie come Intelligenza Artificiale, telemedicina, wearable devices e Smart Glasses, rischierete di venire superati da una concorrenza sempre più agguerrita e innovativa.

Al contrario, chi saprà investire e formarsi in questa direzione diventerà:

Punto di Riferimento: un hub di salute capace di erogare servizi un tempo prerogativa di ospedali o centri medici.
Coach del Benessere: non solo cura, ma soprattutto prevenzione, consiglio proattivo e longevità.
Innovatore del Mercato: pioniere di un modello di farmacia che saprà anticipare i trend e le esigenze del futuro.
La rivoluzione è già in atto: la farmacia sta evolvendo in una Pharmacy Clinic connessa, tecnologica e centrata su un concetto di salute a 360 gradi. Investire oggi in queste soluzioni significa prepararsi a un futuro in cui la parola d’ordine non sarà solo “curare”, ma “prevenire per vivere meglio, più a lungo e in salute”.

E voi, siete pronti a diventare il “personal trainer” della salute dei vostri pazienti

Liberare il tempo del farmacista: il Channel & Retail Lab del SDA Bocconi propone l’assistente di farmacia

Liberare il tempo del farmacista: il Channel & Retail Lab del SDA Bocconi propone l’assistente di farmacia

fonte: www.pharmaretail.it

Liberare il tempo del farmacista: il Channel & Retail Lab del SDA Bocconi propone l’assistente di farmacia
Da mesi il tema dell’assistente farmacista è al centro di polemiche nel settore e molte ne ha suscitate sui social, ancora prima di essere presentata, la ricerca “La figura dell’assistente farmacia” condotta dal Channel & Retail Lab del SDA Bocconi, in collaborazione con Digital Solutions, Haleon, PHOENIX Pharma Italia, New Line Ricerche di Mercato, Teva Pharmaceuticals. Nonostante Erika Mallarini, docente SDA Bocconi e autrice della ricerca, avesse chiarito fin da subito che lo studio si riferiva a figure di back office e non a una professione sanitaria a supporto o in sostituzione del farmacista.

La ricerca è stata infine presentata il 27 gennaio in SDA Bocconi ed è stata seguita da una tavola rotonda a cui hanno partecipato Marco Cossolo, presidente di Federfarma e Stefano del Missier, Direttore Generale AMF Spa.

Perché liberare il tempo del farmacista è essenziale
Dopo i saluti di Sandro Castaldo, direttore del Channel & Retail Lab, è intervenuta Erika Mallarini (nella foto) che ha spiegato le motivazioni alla base dello studio: «Con i partner dell’area Health del Channel & Retail Lab, New Line, Teva e altri attori del settore, stavamo affrontando tematiche cruciali per il presente e il futuro della farmacia. Siamo partiti dal concetto di consulenza perché il valore aggiunto, indipendentemente dal tipo di farmacia, risiede nella capacità di rispondere alle esigenze dei clienti. Le aziende hanno bisogno che il farmacista fornisca consulenze efficaci per spiegare i prodotti. Il nostro punto di partenza non è stato quindi discutere della figura dell’assistente di farmacia: a questo tema siamo arrivati in seguito. L’obiettivo iniziale era capire come liberare tempo al farmacista per consentirgli di concentrarsi sulla consulenza e sui servizi. Il ruolo della farmacia sta cambiando, introducendo nuove proposte di servizi. La “farmacia dei servizi” non è una novità, ma non deve essere vista come un’aggiunta: è una parte integrante del modello attuale, che richiede un’organizzazione differente. La variabile “tempo” è stata quindi al centro delle nostre riflessioni. Il farmacista è un professionista altamente formato, ma persistono una serie di criticità che impediscono di raggiungere risultati ottimali nei rapporti con l’industria, la distribuzione e naturalmente i pazienti».

La centralità della consulenza
Mallarini ha sottolineato come la competenza del personale sia il primo elemento che spinge i clienti a scegliere una farmacia, superando anche la prossimità: «Oltre il 60% degli intervistati ha dichiarato di chiedere consiglio al farmacista, e subito dopo le caratteristiche del prodotto, il consiglio del farmacista emerge come determinante nella scelta».

Un focus è stato dedicato anche al farmaco equivalente: oltre l’80% dei farmacisti lo consiglia abitualmente, e i pazienti lo accettano principalmente perché convinti che il suggerimento del farmacista sia sinonimo di sicurezza. Tuttavia, il tempo a disposizione per la consulenza si è drasticamente ridotto: «Prima del Covid, i pazienti trascorrevano in media 7 minuti al banco; oggi il tempo si è più che dimezzato, riducendosi a circa 3 minuti. Questo limite incide direttamente sulle potenzialità del consiglio: il 92% dei clienti acquista solo ciò che ha pianificato».

Differenze generazionali e organizzazione del lavoro
La ricerca ha anche indagato le aspettative delle generazioni di farmacisti, evidenziando profonde differenze tra Gen Y e Z. La Generazione Y individua come principali criticità le scarse opportunità di carriera e la percezione che il lavoro in farmacia sia poco coerente con il percorso di studi, poiché troppo tempo è dedicato ad attività non legate alla consulenza. Tuttavia, aspetti come la stabilità, il contatto con il pubblico e la possibilità di specializzazione – ad esempio in dermocosmesi – sono considerati punti di forza. La Generazione Z, invece, lamenta una sensazione di isolamento e cerca maggiore collaborazione, trovando spesso più attrattive le reti strutturate.

«Dopo aver indagato la percezione della professione nelle diverse generazioni, abbiamo analizzato i servizi» ha detto Mallarini: «E abbiamo inoltre identificato quali attività possono essere standardizzate, digitalizzate o automatizzate, con l’obiettivo di ottimizzare il tempo e rendere i processi più fluidi, identificandone diverse come la gestione degli ordini e delle scorte, la documentazione amministrativa, l’aggiornamento di applicazioni per l’home delivery, il controllo dei prodotti scaduti e l’archiviazione delle fatture. Si tratta di attività time-consuming che, grazie alla tecnologia, l’uso dell’intelligenza artificiale e del supporto di figure di assistenza in farmacia possono essere standardizzate».

Tre figure per ottimizzare il lavoro del farmacista
In Germania e Svizzera esistono figure di assistente farmacista con percorsi formativi regolamentati, ma non sono quelle su cui la ricerca si è focalizzata, anche perché lo scenario italiano è completamente diverso dal punto di vista normativo, ma anche della sostenibilità economica. Sono state invece identificate tre figure di back office che possono contribuire a liberare tempo al farmacista e valorizzare le sue competenze professionali, mitigando anche il nodo cruciale della disaffezione alla professione: l’Assistente Esecutivo, l’Assistente Operativo, l’Assistente di punto di vendita: «Tre perché le farmacie sono molto diverse fra di loro, in base a tipologia e collocazione» ha chiarito Mallarini.

Assistente Esecutivo: laureato triennale o con esperienza gestionale, si occuperebbe di attività come supporto amministrativo al titolare, preparazione di relazioni, aggiornamento dei sistemi e gestione del personale
Assistente Amministrativo: con diploma come requisito minimo, potrebbe gestire le attività di segreteria, apparecchiature d’ufficio, fornitori e documentazione contabile
Assistente di Punto Vendita: anche qui il diploma è sufficiente; questa figura si occuperebbe di prenotazioni, gestione scorte, controllo prodotti scaduti e altre attività operative
Fare rete come risposta alla disaffezione
Nella tavola rotonda che è seguita alla presentazione della ricerca hanno dialogato Marco Cossolo e Stefano del Missier, Marco Cossolo (nella foto) ha sottolineato: «Figure di supporto al farmacista, come il magazziniere, sono sempre esistite. In una farmacia in continua evoluzione e con l’espansione dei servizi, il contributo di personale dedicato alla gestione delle attività burocratiche e amministrative può rappresentare un valore aggiunto, favorendo la crescita della farmacia e valorizzando la professione. Il tema della disaffezione è innegabile: bisogna riorganizzare il modello lavorativo, anche in termini economici, per aumentare gli stipendi dei farmacisti. Fare rete è fondamentale, anche nelle farmacie indipendenti».

D’accordo Stefano Del Missier: «La chiave è proprio quella di fare rete. Le nostre nove farmacie di Cinisello rappresentano un’azienda. Esistono sinergie economiche di scala e opportunità di carriera: per esempio, abbiamo introdotto una buyer per tutta la rete e le risorse in più sono state redistribuite, permettendo ai farmacisti un aumento del 10% in busta paga».

Digitalizzazione, AI e gestione del tempo in farmacia
«Oltre che sulle risorse umane, la ricerca ha esplorato un’altra forma di assistenza per la gestione della farmacia: quella digitale» ha spiegato Mallarini. Lo studio “L’assistente digitale” è stato presentato da Claudio Raimondi (SDA Bocconi): «L’evoluzione digitale offre strumenti come bot e sistemi deterministici che possono supportare il farmacista in diversi ambiti: dall’ottimizzazione del cross-selling alla gestione delle informazioni su effetti indesiderati dei farmaci. Anche l’ottimizzazione degli stock e delle promozioni è resa più efficiente grazie all’analisi di serie storiche, previsioni di vendita e strumenti per la gestione dello scaffale e dei panieri».

Ha proseguito Raimondi: «Al momento, come tutti sapete, l’e-commerce in Italia è possibile solo per i farmaci senza prescrizione ma il panorama potrebbe cambiare. Viviamo in un mondo sempre più connesso, in cui il consumatore dà per scontata la possibilità di acquistare online, prenotare servizi e fissare appuntamenti. Questo potrebbe includere, in futuro, anche farmaci con ricetta e l’introduzione di sperimentazioni come figure di farmacista virtuale per far fronte a eventuali carenze di personale».

E ha concluso con una provocazione che suona come una sveglia: «L’arrivo di Amazon Pharmacy, che già vende farmaci su prescrizione negli Stati Uniti e che si appresta a entrare nel mercato italiano (con un punto in apertura a Piazza Cadorna), rappresenta una grande incognita. Questi “signori” magari non sono esperti in farmacia, ma sicuramente lo sono sull’online e sul consumatore e sono sicuramente abbastanza facoltosi anche per investire nel nostro mercato».