La farmacia si riorganizza

La farmacia si riorganizza

fonte: www.farmacianews.it

Una survey Ipsos 2023, presentata alla terza edizione di Retail4Pharma, mostra un farmacista sempre più consapevole del proprio ruolo, pronto a dare spazio a prestazioni ancora più efficienti

Tiziana Corti14 novembre 20230
Nel corso della terza edizione di Retail4Pharma, il 5 luglio 2023, Stefania Fregosi, head of healthcare di Ipsos Italia, ha presentato i risultati di una ricerca intitolata “Il farmacista e la farmacia in continua evoluzione nel mondo della salute”.

L’indagine ha coinvolto un panel di circa 700 farmacisti, dei quali il 71% titolare di farmacia, il 15% direttore di farmacia, l’8% farmacista socio e il 5% farmacista dipendente/collaboratore.

«È il terzo anno consecutivo che Ipsos realizza questa indagine», ha dichiarato Stefania Fregosi, «con l’obiettivo di comprendere il punto di vista del farmacista sulla sua nuova funzione, le prossime sfide e le criticità. Quest’anno la survey si è focalizzata su più punti, tra i quali l’implementazione della farmacia dei servizi, un tema già indagato negli anni scorsi, ma volutamente riproposto per tracciare un trend nel tempo sia dell’evoluzione di questo processo sia di come viene vissuto dai farmacisti».

Tra le prime evidenze emerse dall’indagine, spicca l’elevata consapevolezza da parte dei farmacisti del proprio ruolo sanitario e sociale. In particolare, l’86% degli intervistati è consapevole che oggi questo professionista “svolge un ruolo di pubblica utilità in area salute attraverso l’offerta di numerosi servizi”; l’83% ritiene che sia “sempre più una figura di riferimento per il cittadino e abbia sempre più un ruolo di consiglio in area salute”; per l’81% “deve essere sempre più informato sui diversi farmaci/prodotti in modo da poter consigliare al cliente il farmaco/ prodotto più adatto”.

Inoltre, per il 65% del panel il farmacista ha sempre più un ruolo manageriale. Purtroppo, però, l’86% si ritiene “oberato da pratiche burocratiche e amministrative”, che sottraggono tempo alle funzioni principali della professione.

Il quadro delle proposte
L’indagine Ipsos ha delineato un quadro dei servizi attualmente attivi nelle farmacie italiane, ma anche di quelli che i farmacisti vorrebbero implementare nel prossimo futuro.

Tra quelli ormai consolidati nell’ambito sanitario troviamo la misurazione della pressione, presente nel 96% delle farmacie, la misurazione della glicemia (80%) e quella di colesterolo e trigliceridi (74%). Ancora poco erogati sono, invece, servizi come la spirometria (12%) e quelli legati ai network professionali, come l’assistenza infermieristica domiciliare (11%), le prestazioni infermieristiche in farmacia (10%), la consulenza dello psicologo (9%), del fisioterapista (3%) e dell’ostetrica (1%).

In merito alla dispensazione del farmaco, invece, il 92% delle farmacie dispensa farmaci in Dpc, il 69% ordina medicinali mancanti con consegna in farmacia, il 57% effettua la consegna a domicilio. C’è poi una buona percentuale di farmacie (72%) che prenota esami e visite specialistiche (Cup), che effettua servizi di telemedicina (64%) e che noleggia ausili/strumenti/apparecchiature mediche (59%). Infine, per quanto riguarda i vaccini, il 42% effettua quello antinfluenzale e il 36% quello anti Covid 19.

I servizi da implementare
Consapevoli del potenziale di molti servizi ancora poco presenti in farmacia, i farmacisti intervistati da Ipsos hanno espresso l’intenzione in futuro di implementare o potenziare diverse prestazioni.

Quelli avvertiti come più urgenti sono risultati i servizi infermieristici in farmacia (41%), la spirometria (38%), la telemedicina (31%), la consulenza del fisioterapista (27%) e dello psicologo (23%) e il deblistering-riconfezionamento personalizzato di farmaci (25%).

Potenziare difese immunitarie, vademecum su integratori e stili di vita sani

Potenziare difese immunitarie, vademecum su integratori e stili di vita sani

fonte: www.farmacista33.it

Integratori & Salute in collaborazione con Unione Nazionale dei Consumatori lancia campagna informativa su sul corretto utilizzo degli integratori in autunno e inverno. Vademecum di consigli

di Redazione Farmacista33
Potenziare difese immunitarie, vademecum su integratori e stili di vita sani
Vitamina C, D e B6, zinco e probiotici possono rivelarsi alleati preziosi, unitamente a stili di vita alimentari e adeguati, per mantenere un livello ottimale di efficienza del sistema immunitario con l’arrivo dei primi freddi che lo mettono a dura prova. Lo dicono gli esperti che danno vita alla campagna informativa sul corretto utilizzo degli integratori in autunno e inverno promossa da Integratori & Salute in collaborazione con UNC - Unione Nazionale dei Consumatori che propone un vademecum di consigli, sugli stili di vita salutari, tra i quali rientra anche l’uso consapevole di integratori alimentari, su consiglio del medico o del farmacista. L’obiettivo della campagna è migliorare la consapevolezza dei consumatori verso gli integratori alimentari, spiega una nota. Secondo i più recenti dati disponibili, infatti, negli ultimi 10 anni le vendite in volume degli integratori sono aumentate del +60%, passando da 125 milioni di confezioni nel 2013 a 200 milioni di confezioni nel 2023.

Cambio di stagione: potenziare il sistema immunitario
I cambiamenti di stagione possono influenzare le condizioni climatiche e ambientali, creando un ambiente favorevole alla diffusione di virus responsabili di diverse infezioni. Mantenere dunque un livello ottimale di efficienza del sistema immunitario, anche attraverso l’adozione di stili alimentari e di vita adeguati, è essenziale. In questo scenario, vitamine e minerali possono rivelarsi alleati preziosi.
“È noto che carenze prolungate di vitamine e minerali possono compromettere diversi aspetti del sistema immunitario, portando a una serie di conseguenze negative per il nostro organismo. In alcuni casi, può dunque rendersi necessario, apportare i giusti livelli di minerali e vitamine attraverso l’integrazione. In particolare, la vitamina C è fondamentale per sostenere la funzione di barriera epiteliale, la crescita e il funzionamento delle cellule coinvolte nell'immunità innata e adattiva. Mentre la vitamina B6 è essenziale per una corretta funzione immunitaria, in particolare per l'immunità cellulo-mediata, e, in misura minore, per quella umorale. Tra i minerali, la carenza di zinco ha un impatto negativo sulla formazione, l'attivazione e la maturazione dei linfociti, disturbando la comunicazione intercellulare mediata dalle citochine e indebolendo le difese innate dell’organismo”, dichiara Andrea Poli, Presidente NFI (Nutrition Foundation of Italy).

Microbiota intestinale: probiotici per mantenere l’organismo in equilibrio
Il microbiota intestinale contribuisce allo sviluppo del nostro sistema immunitario fin dai primi istanti di vita. Mantenerlo in equilibrio è fondamentale anche per difendersi dalle infezioni; pertanto, una sana alimentazione e una costante attività fisica risultano fondamenti per contribuire a questo scopo. Tuttavia, stress, stili di vita non adeguati e un regime alimentare non equilibrato possono invece depotenziare il microbiota intestinale. In questi casi, può essere allora utile l’integrazione di probiotici, la cui somministrazione è oggetto di numerosi studi e ricerche scientifiche e il cui utilizzo è stato associato a benefici potenziali in una varietà di condizioni di salute, sia in soggetti pediatrici che negli adulti. I probiotici, infatti, svolgono un ruolo davvero importante nel sostenere il sistema immunitario e promuovere la salute generale dell'intestino: del resto, oggi in Italia li troviamo al primo posto tra le categorie di integratori più richieste, confermandosi - anche rispetto a 10 anni fa - come la tipologia più apprezzata con 26,5 milioni di confezioni vendute (+40% rispetto al 2013).

“Il Microbiota Intestinale – spiega Fabio Pace, Direttore dell’Unità operativa complessa di Gastroenterologia dell’Ospedale “Bolognini” di Seriate (BG) - è un consorzio di numerosissimi microorganismi, per lo più batteri, ma anche funghi e virus, che subito dopo la nascita, colonizza il nostro intestino. Svolge una serie di funzioni indispensabili per la nostra vita, tra cui mantenere integra la barriera intestinale, per impedire l’invasione di germi patogeni; sintetizzare sostanze utili, tra cui molte vitamine e collaborare con il sistema immunitario. Questa collaborazione è indispensabile per consentire che alcuni batteri non patogeni rimangano in simbiosi con il nostro organismo, mentre altri, potenzialmente dannosi o molto nocivi, debbano essere rapidamente localizzati ed eliminati”.

Over 65: vitamina D e B12 preziosi aiuti nella terza età
Gli anziani rappresentano la fetta della popolazione più vulnerabile durante i cambi di stagione e le variazioni climatiche, soprattutto con l'arrivo dell’inverno, caratterizzato da alti picchi di epidemie influenzali. In questi casi, per riuscire a mantenere il proprio stato di salute e benessere e rafforzare il sistema immunitario - oltre a un’alimentazione equilibrata e a uno stile di vita attivo - un aiuto importante, soprattutto in età avanzata, può essere fornito dall’uso appropriato di integratori alimentari e in particolar modo di vitamine. Secondo un recente studio condotto dal Future Concept Lab e commissionato da Integratori & Salute, negli ultimi 12 mesi, l’83% degli italiani over 65 ha utilizzato almeno un integratore (di fronte a una media nazionale del 73%).

“Negli ultimi mesi, sono apparse numerose review che evidenziano come l’assunzione di vitamina D sia molto importante nella terza età per i suoi effetti sul sistema immunitario, neurologico e sull’apparato muscolo-scheletrico”, afferma il Prof. Giovanni Scapagnini, Professore di Nutrizione clinica presso l’Università degli Studi del Molise. “Questa vitamina aiuta a preservare, inoltre, le funzioni cognitive. Per l’assunzione della vitamina D è fondamentale l’esposizione ai raggi solari, che però risulta spesso difficoltosa nei mesi invernali e per di più insufficiente nelle persone che hanno superato i 60 anni e che rischiano maggiormente la comparsa dell’osteoporosi. Altrettanto utile, soprattutto dopo i 65 anni, è l’assunzione di vitamina B12, indispensabile per la formazione dei globuli rossi e per il buon funzionamento del sistema nervoso. Nelle persone anziane, però, spesso può manifestarsi una certa difficoltà nell’assorbimento di questa vitamina, dovuta anche ai cambiamenti delle funzionalità gastriche o alla ridotta assunzione di alimenti che ne sono ricchi, come i cibi di origine animale (carne, pesce, latticini). In tutti questi casi, gli integratori alimentari possono rappresentare un valido supporto per colmare le carenze esistenti”, conclude Scapagnini.

Il decalogo del farmacista: i punti cardine della professione del futuro

Il decalogo del farmacista: i punti cardine della professione del futuro

Fonte: www.farmacista33.it

La professione del futuro dovrebbe ruotare attorno ad alcuni punti cardine: Luca Pani (Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Miami) li raccoglie in un decalogo

di Luca Pani - Professore UNIMORE
Il decalogo del farmacista: i punti cardine della professione del futuro

  1. Studiare è un privilegio. Aggiorna costantemente le tue conoscenze. La farmacologia è una scienza in costante evoluzione, quindi è importante rimanere sempre aggiornati su nuovi farmaci, nuove indicazioni, interazioni farmacologiche, effetti collaterali e controindicazioni. Partecipa a convegni, workshop, corsi di formazione, consulta fonti scientifiche affidabili e rimani sempre curioso.
  2. Comunica in modo chiaro ed empatico con i pazienti: il farmacista è un professionista sanitario che ha il compito di assistere i pazienti nella scelta e nell'uso corretto dei farmaci. Per farlo al meglio è importante saper comunicare in modo chiaro e comprensibile, evitando tecnicismi e usando un linguaggio semplice e diretto. Inoltre, è importante saper ascoltare con empatia e rispondere alle domande dei pazienti. Ascolta i pazienti: ti stanno dicendo la loro diagnosi e non sbagliano quasi mai.
  3. Rispetta la privacy: come professionista sanitario, il farmacista ha accesso a informazioni sensibili sui pazienti, come la loro storia clinica, i farmaci prescritti e molto altro di personale ed estremamente sensibile. È importante rispettare la privacy e proteggere i dati personali, seguendo le leggi e utilizzando sistemi di sicurezza adeguati.
  4. Collabora con altri professionisti sanitari: il farmacista è parte di un gruppo di professionisti sanitari che lavorano insieme per la salute dei pazienti. È importante collaborare con medici, infermieri, fisioterapisti e altri professionisti sanitari, scambiando informazioni e idee e lavorando insieme per offrire il miglior servizio possibile ai pazienti che sono al centro di tutto quello che facciamo.
  5. Sii attento alla sicurezza dei farmaci: il farmacista ha il compito di garantire la sicurezza dei farmaci dispensati ai pazienti. Per farlo, è importante controllare attentamente le prescrizioni, verificare le interazioni farmacologiche e informare i pazienti sugli effetti collaterali e le controindicazioni dei farmaci. Inoltre, è importante segnalare eventuali reazioni avverse ai farmaci alle autorità competenti.
  6. Promuovi uno stile di vita sano: il farmacista non si occupa solo di farmaci, ma può anche fornire informazioni e consigli su uno stile di vita sano, come una dieta equilibrata, l'esercizio fisico regolare, il controllo del peso, il controllo dello stress e l'igiene del sonno. In questo modo, il farmacista può contribuire alla prevenzione di molte malattie e alla promozione della salute dei suoi pazienti.
  7. Non aver paura di chiedere aiuto: la professione può essere molto impegnativa e complessa, e ci saranno momenti in cui potresti sentirti sopraffatto. Non aver paura di chiedere aiuto ai tuoi colleghi, a chi è più esperto o ad altri professionisti sanitari coinvolti nella cura dei tuoi pazienti. Anche per questo devi partecipare a corsi di formazione e seminari per rimanere aggiornato sulle ultime tendenze e scoperte nel campo.
  8. Lavora per migliorare la salute della comunità: la salute pubblica è un aspetto importante nel ruolo di un farmacista. Collabora con altre organizzazioni e professionisti sanitari nella tua comunità per promuovere la prevenzione delle malattie e per migliorare la qualità globale della vita dei tuoi pazienti.
  9. Rimani etico e professionale: il lavoro di un farmacista richiede una forte impronta etica professionale. Assicurati di rispettare i diritti dei tuoi pazienti, di proteggerli e di mantenere gli standard di condotta richiesti dal tuo ordine professionale. Inoltre, sii sempre trasparente e onesto nei confronti dei tuoi pazienti e dei tuoi colleghi.
  10. Mantieni un equilibrio tra lavoro e vita privata: il lavoro di un farmacista può essere stressante e impegnativo, ma è importante ricordare di dedicare del tempo a te stesso e alla tua vita privata. Cerca di mantenere un equilibrio tra lavoro e vita sociale e di dedicare del tempo alle attività che ti piacciono e che ti aiutano a rilassarti. Ciò ti aiuterà a mantenere una buona salute mentale e fisica e a essere un professionista più efficace e soddisfatto.
Come valorizzare la micro-territorialità nella nuova era del retail

Come valorizzare la micro-territorialità nella nuova era del retail

fonte: www.mark-up.it

Sempre più italiani fanno fatica a fare la spesa mentre il retail deve cercare soluzioni per star dietro alle nuove esigenze dei consumatori
Gli italiani spendono il 16% in più rispetto al 2021 per il settore del largo consumo confezionato, ma con volumi in calo (un trend che destinato a continuare nel 2024, con una contrazione prevista del 6,3% sul 2023). Lo mette nero su bianco la ricerca dedicata alla valorizzazione della micro-territorialità per supportare il futuro delle aziende e soddisfare i bisogni dei consumatori, presentata da Stefano Cini, Head of Consumer & GeoMkt Intelligence di NielsenIQ in occasione della 23esima edizione del Forum retail organizzato da Ikn Italy. Cini commenta come “la variabile principale che avrà il maggior impatto nella gestione presente e futura delle aziende del retail sarà l’evoluzione del comportamento dei consumatori. Ecco perché la segmentazione tradizionale basata su elementi geografici come aree, regioni e province o le metrature dei canali distributivi come iper, super o discount non è più sufficiente per spiegare le dinamiche del largo consumo confezionato. Diventa quindi fondamentale adottare una nuova visione che valorizzi le segmentazioni micro-territoriali e le caratteristiche degli acquirenti”.

Il tutto in un quadro di difficoltà
Una famiglia italiana su quattro fa fatica. Le cause? Economia in rallentamento e potere d’acquisto in diminuzione. In questo quadro, l’attenzione dei consumatori si concentra su scelte strategiche contro il carovita. Più attenzione alla selezione dei prodotti, tenendo conto del luogo dove fare acquisti. Italiani in cerca di convenienza, comprano solo l’indispensabile, riducendo gli sprechi. Le famiglie sono meno fedeli all’insegna ma non alla marca del distributore. Inoltre vanno sempre più spesso a fare la spesa (comprando e spendendo meno).

Copertura vaccinale: fare rete per aumentarla

Copertura vaccinale: fare rete per aumentarla

fonte: www.pharmaretail.it

Copertura vaccinale: fare rete per aumentarla
Aumentare la copertura vaccinale di alcune vaccinazioni, soprattutto quelle per adulti, attraverso una migliore comunicazione e facendo rete tra gli operatori sanitari, anche attraverso le farmacie. Se ne è parlato in due recenti convegni in Italia, mentre in Francia è in corso una protesta degli infermieri contro l’allargamento del numero di vaccini che possono fare i farmacisti e della possibilità di farli fuori dalla farmacia.

Aumentare la comunicazione e le campagne
Sul tema dell’informazione e della cultura della vaccinazione si è espressa Roberta Siliquini, presidente della Società italiana d’igiene, medicina preventiva e sanità pubblica, in occasione dell’incontro “Prevenzione: la sfida delle vaccinazioni” al Centro Studi Americani di Roma: «Il Piano nazionale vaccinale approvato in agosto dalla conferenza Stato-Regione si apre a due importanti novità: una straordinaria attenzione alle persone fragili e la necessità di comunicare l’atto vaccinale come un valore per l’individuo e la comunità. Dobbiamo promuovere formazione, informazione e comunicazione anche sui giovani, su cui registriamo tassi di copertura vaccinale bassi. Dobbiamo sviluppare campagne di comunicazione nazionali e azioni di informazione preventiva nelle scuole».

L’attenzione ai vaccini è diminuita, anche per gli over 65, «per i quali sarebbe fondamentale l’aderenza ai vaccini antinfluenzali, per l’herpes zoster e anti-pneumococco. Anche sul fronte Covid, per cui le persone fragili come gli immunodepressi dovrebbero sottoporsi al richiamo ogni 4-6 mesi, c’è scarsa adesione. È una sfida che va vinta sul piano dell’organizzazione e della comunicazione capillare e su tutti i livelli possibili», ha spiegato Beatrice Lorenzin, Coordinatrice dell’Health & Science Bridge e promotrice del convegno.

Di copertura del vaccino anti-Herpes Zoster si è parlato in occasione dell’evento dal titolo “Il valore della prevenzione vaccinale per il sistema economico e di welfare in Lombardia – Le prospettive per la vaccinazione anti-Herpes Zoster”, realizzato da The European House-Ambrosetti.

«È fondamentale una campagna vaccinale in collaborazione con i tanti stakeholders, enti del territorio, distretti della salute che guidano questo lavoro insieme a Regione Lombardia, e i medici di medicina generale, le farmacie e tutta la rete di servizi del territorio che lavora insieme mettendo al centro la prevenzione e la vaccinazione», ha affermato Emanuele Monti, presidente della commissione Welfare di Regione Lombardia. «È fondamentale fare comunicazione, un aggancio attivo della popolazione. Si è parlato tantissimo di vaccini per il periodo post pandemico e chiaramente dobbiamo ritornare a spiegare alle persone e dare un ruolo alle case di comunità».

La strategia di diversificazione dei canali di somministrazione vaccinale introdotta da Regione Lombardia può rappresentare una soluzione per ampliare la popolazione vaccinale. Infatti, in Lombardia la vaccinazione anti-Herpes Zoster è offerta gratuitamente ai soggetti di età superiore ai 65 anni di età o ai 18 anni con patologie croniche, ma, «ha una copertura bassa in tutte le regioni italiane. Parliamo tra il 10 e il 15%, difficile anche da quantificare perché non ci sono dati, ma si sa che sono tassi veramente bassissimi, molto lontani dai target» spiega Daniela Bianco, Partner e Responsabile Area Healthcare di The European House-Ambrosetti, aggiungendo che da una loro ricerca «è emerso che i cittadini lombardi hanno sentito parlare di questa vaccinazione, ma solo il 20% si dichiara ben informato. Quindi emerge l’esigenza di rafforzare la comunicazione sulla malattia, ma anche sui benefici della vaccinazione». Il problema non è solo di regione Lombardia ma di tutte le regioni italiane. La Lombardia però sta introducendo un’attività di rafforzamento e utilizzo di più canali, come i medici di medicina generale, i centri vaccinali e le Rsa, per creare un’azione congiunta che può aumentare le coperture vaccinali.

Intanto in Francia il sindacato degli infermieri ha mandato un comunicato di protesta, dopo l’annuncio sulla possibilità per i farmacisti di vaccinare a domicilio e nelle case di cura. Il comunicato degli infermieri sottolinea che «con la professione infermieristica non è stata effettuata alcuna consultazione o, almeno, riflessione sulle conseguenze di tale misura. Se ora i farmacisti saranno autorizzati a recarsi a domicilio si creerà una concorrenza che non ha motivo di esistere, per non parlare della perdita di motivazione, che ciò causerà tra gli infermieri. Questa decisione riflette una mancanza di fiducia negli infermieri e nella loro capacità di contribuire in modo significativo al miglioramento della copertura vaccinale».

Pazienti in farmacia, valore dell’esperienza nell’acquisto e nella cura: raccogliere e valutare i dati

Pazienti in farmacia, valore dell’esperienza nell’acquisto e nella cura: raccogliere e valutare i dati

fonte: www.farmacista33.it

Nell’ambito dei lavori congressuali di FarmacistaPiù 2023 durante il simposio dal titolo “Il valore dell’esperienza nell’acquisto e nella cura”, curato da Edra
Pazienti in farmacia, valore dell’esperienza nell’acquisto e nella cura: raccogliere e valutare i dati
La letteratura scientifica internazionale sottolinea che al fine di ottimizzare il livello di assistenza ricevuto dai pazienti, è essenziale prestare maggiore attenzione all’esperienza che vive il paziente. C’è, infatti, il riconoscimento che i pazienti stessi sono i più qualificati a fornire informazioni su ciò che conta per loro e su come percepiscono i vari elementi delle loro interazioni con gli operatori sanitari. La trasformazione in atto della farmacia, con l’orientamento crescente ai servizi, accresce la prossimità del farmacista al cittadino e aumenta il ruolo dell’esperienza in farmacia. Se ne è parlato nell’ambito dei lavori congressuali di FarmacistaPiù 2023 durante il simposio dal titolo “Il valore dell’esperienza nell’acquisto e nella cura”, curato da Edra.

Parlare di esperienza conviene ai pazienti e agli stakeholder
“Perché oggi parlare di progettazione dell’esperienza? In sintesi, perché è uno di quei temi di cui ci conviene parlare, un’occasione per tutti. Conviene ai pazienti, che ottengono servizi più utili, più facili da usare, aderenti effettivamente alle loro esigenze. E conviene alle aziende e organizzazioni che forniscono loro questi servizi, e che vengono quindi premiati nella competizione. Una competizione che non si basa solamente sul prezzo e sull’ottimizzazione dei costi, ma sulla creazione di valore, così come viene percepito dalle persone. Come ottenere questi risultati? Con team multidisciplinari che credono nella ricerca come vantaggio competitivo, nella progettazione orientata dai dati, di soluzioni, in un processo iterativo di miglioramento continuo. Progettare per le persone, con le persone” afferma Emmanuel Mazzucchi, Partner & Head of UX Conflux.

"E' fondamentale oggi giorno raccogliere e gestire i dati per alimentare una interazione personalizzata che è ciò di cui le persone sentono di più il bisogno, combinare i vari momenti e occasioni di contatto dimostrandosi informati, pro attivi, propositivi e ricchi di facilitazioni di servizio

  • commenta Giovanni Siri, Professore ordinario di Psicologia competente nelle metodologie di ricerca sociale, nei processi cognitivi e di comunicazione presso l'Università San Raffaele di Milano. - Insomma estendere ciò che la farmacia è da sempre, andando oltre la soglia fisica, e gestire la relazione su più canali. Segmentando i propri clienti anche secondo la loro diversa cultura della salute, come di sicuro lo è quella delle sei generazioni che formano l’attuale composizione psico-socio culturale. E utilizzando i diversi momenti-canali per coprire ora l’ascolto, ora il servizio, ora la consulenza interattiva, ora la offerta di stimoli e servizi. Avendo in mente che coltivare la credibilità, allevare la fiducia, gestire il capitale relazionale è altrettanto importante dell’offrire servizio e convenienza di per sé."

HEILAB e il ruolo dell’esperienza
“Per progettare per le persone e con le persone è nato HEI!Lab, un ambiente collaborativo e creativo in cui professionisti della salute, designer e sviluppatori lavorano insieme per trasformare il settore sanitario attraverso l'innovazione e il miglioramento dell'esperienza di tutti gli attori coinvolti, siano essi pazienti o HCP. Attraverso una metodologia consolidata studiamo bisogni, processi, contesto e modelli relazionali al fine di progettare e co-progettare soluzioni, strumenti e servizi per la salute. Con tale modello abbiamo creato sistemi gestionali e di supporto per le decisioni cliniche, pill reminder, app per il contatto fra i diversi attori, strumenti di screening o di formazione, così come campagne e nuovi approcci organizzativi. Ma non vogliamo che tale approccio resti isolato ai grandi investimenti: ciascuno nella sua farmacia può muoversi con il giusto mindset: osservare senza pregiudizi, ascoltare i bisogni delle persone e coinvolgerle sia per la generazione di soluzioni che per testarle, misurando i risultati” afferma Davide Andriolo, Head of Experience - EDRA

L’esperienza positiva del paziente migliora gli esiti di salute
Lo scopo dichiarato della raccolta dei Patient Reported Experience Measures (PREM) nei programmi nazionali e internazionali è proprio quello di misurare – e quindi contribuire a migliorare – l’esperienza del paziente come obiettivo meritevole di per sé e per contribuire a creare sistemi sanitari più incentrati sulla persona, per fornire servizi e risultati migliori sui pazienti e per migliorare la qualità e la sicurezza. Questi sforzi sono supportati da un insieme di prove di associazione tra l’esperienza positiva del paziente (misurata dai PREM) e una serie di esiti di salute, tra cui migliori risultati clinici, migliore aderenza ai farmaci e tassi di riammissione ridotti.

I feedback dei pazienti in farmacia permettono di effettuare azioni di quality improvemet
Uno studio pilota, condotto in Italia nel 2019, dalla Sifac, ha validato e adattato uno strumento psicometrico come il Communication Assessment Tool (CAT) nel contesto delle farmacie di comunità per valutare la percezione e l’esperienza del paziente riguardo alle capacità comunicative del farmacista in seguito alla dispensazione di un farmaco prescritto dal medico o nella gestione di un minor disease. Lo studio è stato condotto su 11 farmacie, distribuite in maniera eterogena su tutto il territorio italiano, e reclutando circa 130 pazienti di età pari o superiori a 18 anni, da intervistare in base alla tipologia di servizio fornito. I risultati hanno permesso di osservare che i pazienti considerano eccellenti l’atteggiamento rispettoso e l’accoglienza del farmacista, ruoli confermati anche in altri studi. Tuttavia, emergono dati che devono far riflettere nella versione Minor Disease Management solo il 47% dei pazienti ha ricevuto incoraggiamento dal farmacista a porre domande sul disturbo e/o sulla terapia consigliata e il 41% vorrebbe maggiori informazioni su come gestire gli eventuali effetti indesiderati. Dall’adherence test, invece, emerge che meno della metà dei pazienti reputa adeguata ed eccellente la comunicazione sugli interventi futuri, compresi visite di follow-up ed eventuali esami. “Il feedback può essere così utile per intraprendere azione correttive per migliorare la qualità del servizio o durante la consulenza per la gestione dei minor disease e per l’implementazione di una gestione ottimale delle malattie croniche per ridurre al minimo la mancata aderenza al trattamento e di conseguenza gli esiti negativi sulla salute del paziente” afferma Paolo Levantino, Segretario Fenagifar e farmacista clinico.

Utilizzo dei Prem e dei Prom all’estero
All’estero, si assiste ad un’evoluzione della raccolta dei dati dell’esperienza e non solo. Vi sono infatti applicazioni sanitarie di monitoraggio remoto dei pazienti che non solo li guidano nell’assunzione dei farmaci, e nella gestione degli effetti avversi, ma permettono anche agli operatori sanitari di ottenere PROM (che valutano la qualità della vita correlata alla salute e la capacità funzionale, informazioni su affaticamento, ansia, paura, funzionamento fisico) e PREM (che valutano la soddisfazione del paziente nei confronti dei professionisti, la soddisfazione per i tempi di attesa, la qualità della comunicazione, il supporto nella gestione) vitali dai loro pazienti, per migliorare il monitoraggio e l’aderenza stessa.

In conclusione, l’impiego di questionari validati per valutare i PREM, l’utilizzo di piattaforme digitali, l’associazione con i PROM, ci permetteranno in un futuro prossimo di identificare sempre più i punti critici nel percorso del paziente al fine di ottenere un'esperienza clinica più sicura, più efficace, altamente personalizzata, soddisfacente e di alta qualità.