Farmacia “verde”

Farmacia “verde”

fonte: www.farmacianews.it
Negli ultimi anni, i consumatori hanno riconosciuto l’importanza di integratori e “botanicals” per il mantenimento della salute e del benessere. Tali prodotti sono entrati nelle abitudini degli italiani, con 200 milioni di confezioni vendute nel 2023.

Parliamo di un mercato florido su cui dobbiamo puntare, ma che richiede strategie di vendita che possono essere poco usuali per le farmacie. A mio avviso, prima di sviluppare un reparto specializzato è fondamentale procedere con investimenti strutturali nel punto vendita e dedicare tempo alla formazione.

La natura tra gli scaffali
La scelta successiva riguarda la selezione dei prodotti da proporre, basata su un’attenta valutazione dei fornitori a fronte di un’offerta troppo vasta e frammentaria, in cui è determinante la stretta collaborazione tra il banco che conosce le richieste dei propri clienti e chi si occupa degli acquisti.

Per quanto riguarda la scelta degli spazi, credo che l’opzione migliore sia quella di un reparto dedicato, come ci siamo abituati a fare nella cosmesi con ottimi risultati: la creazione di un banco riservato permette al professionista di accogliere il cliente e dedicare più tempo alla consulenza, entrando in sintonia con i suoi bisogni per consigliare il prodotto adatto. In quest’area dedicata i dettagli potranno fare la differenza: spazi e layout possono avere grande efficacia espositiva e dare visibilità al reparto del naturale giocando sui colori e sui materiali, scelti con qualità sostenibile per tenere al minimo l’impatto ambientale in coerenza con la filosofia di molte medicine complementari.

Per lo stesso motivo credo sia importante coccolare il cliente e fargli vivere un’esperienza particolare, per esempio si potrà dedicare un piccolo angolo alla tisaneria, per far conoscere la tradizione delle piante medicinali e regalare un momento di piacere e benessere alla clientela. A livello espositivo, consiglierei di mettere a scaffale solo prodotti di aziende conosciute e di qualità, tenendo nei cassetti i prodotti di servizio, ma spaziare sulla varietà dell’offerta, per formulazione e fascia di prezzo, optando per un’esposizione chiara e descrittiva che possa guidare il cliente nella scelta dei prodotti anche in caso di libera vendita.

Qualora una bella esposizione non bastasse, preparazione e passione autentica potranno costituire i punti di forza di una farmacia “verde”, così come ci insegna l’esperienza dei cugini erboristi: la capacità di consulenza nell’area salutistica e la conoscenza della tradizione speziale possono risultare vincenti in farmacia, senza per questo sminuire l’aspetto sanitario della professione che sarà enfatizzato attraverso attività di fitovigilanza. I veri nostri competitors in questo campo sono i negozi on line.

Se non potremo vincere contro le loro offerte più vantaggiose, faremo la differenza offrendo professionalità e consigli preziosi, anche a costo di perdere una vendita, se il prodotto richiesto non risponderà alle esigenze del cliente.

In arrivo l’influenza stagionale, farmacie disponibili anche agli Open Day vaccinali

In arrivo l’influenza stagionale, farmacie disponibili anche agli Open Day vaccinali

fonte: www.pharmaretail.it

Con l’avvicinarsi dell’inverno sono in aumento i contagi da virus influenzali e parainfluenzali, mentre è ancora in circolazione il Covid-19. Secondo i dati del monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità che ogni venerdì pubblica il rapporto Influnet, nella quarantasettesima settimana del 2023 l’incidenza delle sindromi simil-influenzali in Italia è in crescita e pari a 9,22 casi per mille assistiti (7,91 nella settimana precedente) e si colloca nella fascia di intensità media. Per fine anno è atteso un doppio picco di influenza e Covid-19.

Progressivo aumento di contagi
Secondo i dati Gimbe, da tre settimane consecutive si rileva la progressiva ripresa della circolazione virale di Sars-Cov-2. Infatti, dalla settimana 2-8 novembre a quella 23-29 novembre il numero dei nuovi casi settimanali di Covid-19 è aumentato da 26.855 a 52.175 (+94,3%), il tasso di positività dei tamponi dal 13,6% al 18,8%, l’incidenza settimanale da 46 casi per 100mila abitanti ha raggiunto 89 casi per 100mila abitanti, la media mobile a 7 giorni da 3.469 casi/die il 2 novembre è salita a 7.454 casi/die il 29 novembre.

La situazione in Francia è analoga a quella italiana: secondo quanto riportato da Le Quotidien du Pharmacien, per tutte le infezioni respiratorie acute si osserva un aumento dell’attività dei medici di base e negli ospedali. L’epidemia di bronchiolite continua, la maggior parte degli indicatori Covid sono in aumento e, per la prima volta in questa stagione, tre regioni entrano nella fase pre-epidemica per l’influenza stagionale.

Commentando questi dati, Francesco Vaia, direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, ha rinnovato l’appello alle Regioni a intensificare gli sforzi organizzativi e a predisporre Open Day nei quali offrire libero accesso senza prenotazione per le vaccinazioni.

All’Open day vaccinale, organizzato della Regione Lombardia, con l’obiettivo di promuovere l’estensione delle campagne antiflu e anti-Covid a tutta la popolazione, indipendentemente da età, condizione di salute o categoria di rischio, hanno partecipato anche le farmacie. Dall’avvio della campagna vaccinale, il 16 ottobre 2023, sono già 201.307 i cittadini che hanno scelto la farmacia per proteggersi dall’influenza, superando in poco più di un mese i dati di vaccinazione della scorsa stagione.

Mentre per quanto riguarda il Covid, in Lombardia le farmacie hanno inoculato 109.976 vaccinazioni, con un’incidenza del 45% sul totale delle inoculazioni effettuate.

«I casi di influenza hanno iniziato a crescere in modo rilevante e lo vediamo anche nelle richieste dell’utenza in farmacia», ha spiegato Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia. «Le farmacie si sono messe a disposizione dei cittadini in questa giornata speciale, sicure che la loro prossimità e comodità d’accesso contribuiranno ad aumentare il numero delle vaccinazioni antiflu e anti-Covid in Lombardia».

Nel Lazio la campagna vaccinale, da lunedì 4 dicembre, si è aperta a tutti i maggiorenni, dopo aver dato priorità a pazienti fragili e over 80 e 60. I cittadini possono rivolgersi ai medici di famiglia, ai centri vaccinali delle aziende sanitarie locali e alle farmacie aderenti alla campagna di vaccinazione. Secondo l’ultimo report dei centri vaccinali, finora sono state eseguite quasi un milione di vaccinazioni tra cittadini e personale sanitario: quasi 935mila per l’antinfluenzale e circa 59mila per l’anti-Covid.

UN NUOVO MODELLO DI FARMACIA

UN NUOVO MODELLO DI FARMACIA

fonte: www.farmaciavincente.it

Nell’evoluzione del panorama farmaceutico, il valore non è più confinato entro i limiti di un prezzo competitivo. Il vero cambiamento si annida nella capacità di trasformare una farmacia in un epicentro di benessere, dove ogni prodotto e servizio è un tassello di una visione più ampia, quella di un’esperienza cliente senza precedenti.

Il farmacista contemporaneo deve essere un visionario, un pioniere che intuisce l’urgenza di rinnovarsi non domani, ma oggi. La procrastinazione è un lusso che non possiamo permetterci in un mercato che si evolve con rapidità vertiginosa. Rinnovare la farmacia e la sua strategia significa abbracciare un futuro in cui il valore percepito dal cliente supera la semplice etichetta del prezzo.

C’è una sottile ma profonda differenza tra attrarre clientela che cerca il risparmio e clientela che cerca valore. Quest’ultima è disposta a investire di più nella propria salute e benessere, ma solo se percepisce un’autentica differenza nell’offerta. E qui sta il cuore della strategia che sosteniamo: creare un ambiente che emani competenza, fiducia e innovazione.

Un ambiente che rifletta la dedizione del farmacista non solo verso i propri prodotti ma, cosa ancora più importante, verso la propria clientela. Un luogo dove la comunicazione è chiara, diretta e sempre all’avanguardia, capace di informare e coinvolgere.

Il rinnovo non è solo estetico, ma strategico. È una dichiarazione d’intenti, una promessa di eccellenza che si svela in ogni dettaglio, dal design dei locali alla selezione dei prodotti, dalla formazione del personale alle campagne di marketing.

È arrivato il momento di agire con decisione, di prendere in mano il futuro della propria attività e di scolpire una nuova realtà in cui la farmacia è molto più di un punto vendita: è un centro di eccellenza nella cura della persona.

Caro farmacista, il momento di attendere è finito. L’innovazione non bussa due volte alla stessa porta. È tempo di rinnovare, di rianimare la passione per la professione attraverso un rinnovamento strategico e strutturale che tocchi ogni aspetto della farmacia.

Questo è l’invito che rivolgiamo a ogni farmacista titolare: agire ora per costruire la farmacia di domani.

Scritto da: Luca Sartoretto Verna

Per i farmacisti francesi accesso aperto alla cartella clinica condivisa

Per i farmacisti francesi accesso aperto alla cartella clinica condivisa

fonte: www.farma7.it

Da ottobre in Francia i professionisti sanitari, e in particolare i farmacisti francesi, hanno accesso a tutte le informazioni incluse nella cartella clinica condivisa (Dmp, Dossier médical partagé) dei pazienti.

I farmacisti francesi hanno, da ottobre, la possibilità di accedere al Dossier médical partagé, la cartella clinica condivisa dei pazienti.
In Francia, il Dossier farmaceutico (Dp, Dossier pharmaceutique) è stato creato nel 2008 dall’Ordine dei farmacisti e ha rappresentato per la categoria un utile strumento per migliorare il monitoraggio dei farmaci assunti dai pazienti ed evitare pericolose interazioni tra farmaci. Accedendo a tale dossier, i farmacisti in farmacia possono fornire un’assistenza sicura e facilitare la continuità del trattamento, in uno spazio digitale protetto dal punto di vista informatico ed etico. Oggi più di 40 milioni di utenti in Francia hanno un Dossier farmaceutico attivo.

La novità del momento è che, dallo scorso mese di ottobre, i professionisti sanitari, e in particolare i farmacisti, hanno accesso alle informazioni contenute nella cartella clinica condivisa (Dmp).

Un decreto del 26 ottobre ha infatti stabilito che i farmacisti francesi hanno accesso, al momento della dispensazione, alle seguenti categorie di informazioni presenti nel Dmp: referti medici (biologia, anestesia, referti ospedalieri eccetera), prescrizioni (infermieristiche, fisioterapiche, assistenziali eccetera), piani e protocolli di cura (protocolli di cura Ald eccetera), lastre.

Rimangono ancora inaccessibili solo alcune informazioni, come la griglia di valutazione medico-sociale, la valutazione psicologica, la sintesi psichiatrica, la valutazione della salute e della prevenzione del bambino, il certificato di residenza e il certificato di dimissione ospedaliera.

Questo decreto, per il quale l’Unione dei sindacati delle farmacie territoriali (Uspo) si è molto battuta, è importante per i farmacisti poiché “conferma il loro status di professionisti della salute e consente loro di agire con piena consapevolezza e responsabilità. Condividendo le informazioni con gli altri operatori sanitari, i farmacisti svolgono un ruolo essenziale nella cura del paziente e nel coordinamento delle cure“.

Il confronto con la situazione italiana
In Italia, i contenuti del Fascicolo sanitario elettronico sono stati fissati dal decreto approvato lo scorso 7 settembre, che stabilisce, altresì, i limiti di responsabilità e i compiti dei soggetti che concorrono alla sua implementazione.

Finora le informazioni contenute nel Fse relativamente ai farmaci non consentivano di assolvere alle funzioni del Df stabilite dalla legge, ossia favorire la qualità, il monitoraggio, l’appropriatezza nella dispensazione dei farmaci e l’aderenza alla terapia.

Il nuovo decreto di settembre, stabilendo che faranno parte del Df tutte le prescrizioni e i dati di erogazione del farmaco sia a carico sia non a carico del Ssn, consentirà a tutte le farmacie di verificare l’aderenza alla terapia ed eventuali interazioni tra farmaci all’atto della loro dispensazione. Tuttavia, per poter attuare il Df, un futuro decreto stabilirà le modalità di acquisizione ai dati del sistema Ts.

Per quanto riguarda le informazioni accessibili, il farmacista potrà consultare solamente i dati di prescrizione e di erogazione dei farmaci, mentre non potrà accedere ai dati vaccinali (salvo le vaccinazioni da lui effettuate) e al profilo sanitario sintetico.

Per quanto riguarda le vaccinazioni pregresse, l’accesso a tali informazioni da parte del farmacista potrebbe svolgere un ruolo di fondamentale importanza per l’aderenza del cittadino al calendario vaccinale e per il farmacista che effettua le vaccinazioni al fine di verificare se il soggetto sia vaccinabile.

Sarebbe, infine, utile, per il farmacista, poter accedere anche a determinate informazioni contenute nel profilo sanitario sintetico come, per esempio, la presenza di eventuali reazioni avverse ai farmaci o ad alimenti, allergie, terapie farmacologiche seguite, che gli consentirebbero di svolgere al meglio la sua funzione di consulenza professionale. (EP)

Locali separati della farmacia: le linee guida sui servizi

Locali separati della farmacia: le linee guida sui servizi

fonte: www.farma7.it

Federfarma ha messo a disposizione sul proprio sito, allegato alla Circolare 527, nell’area riservata, un documento contenente le linee guida per l’utilizzo, da parte delle farmacie, di locali separati per l’erogazione dei servizi, che, qualora non ancora adottato a livello regionale, costituisce un utile strumento per agevolare i farmacisti nell’erogazione delle prestazioni della farmacia dei servizi. Riportiamo qui la parte del documento specificamente dedicata alle linee guida.

Linee Guida per l’erogazione da parte delle farmacie dei servizi sanitari di cui al Decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153.
Esecuzione dei servizi in locali esterni distaccati dalla sede della farmacia
Ferma restando la circostanza che il Protocollo d’intesa del 28 luglio 2022 prevede espressamente che la somministrazione da parte del farmacista in farmacia dei vaccini anti-Covid-19, dei vaccini antinfluenzali e dei test diagnostici possa essere eseguita anche in locali distaccati con mera comunicazione, cui deve seguire, entro 60 giorni, apposita richiesta di autorizzazione, l’utilizzo degli stessi locali distaccati per svolgere gli altri servizi contemplati dal decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153 è subordinato al rilascio di apposita autorizzazione da parte dell’amministrazione sanitaria territorialmente competente.
L’autorizzazione è rilasciata, previa visita ispettiva, entro e non oltre 60 giorni dalla data di pubblicazione della domanda nell’Albo dell’Azienda Unità Sanitaria locale e in quello del Comune ove ha sede la farmacia, ai sensi dell’articolo 1 della Legge 8 novembre 1991, n. 362. Decorso inutilmente tale termine, l’autorizzazione si intende rilasciata.
Nella richiesta di autorizzazione all’utilizzo dei locali esterni il titolare/direttore della farmacia allega apposito disciplinare tecnico riportante i servizi che si intendono svolgere, gli spazi destinati ai servizi stessi, le procedure operative per l’esecuzione dei servizi.
L’utilizzo dei locali esterni in assenza di autorizzazione per l’esecuzione dei servizi contemplati dal D.lgs. 153/2009, diversi dalle vaccinazioni e dai test sopra citati, comporta l’immediata chiusura dei locali stessi e l’irrogazione delle relative sanzioni da parte delle Amministrazioni competenti.
L’esecuzione dei servizi sanitari nei locali esterni è soggetta a controllo da parte dell’amministrazione sanitaria competente che verifica che i locali stessi abbiano i requisiti di idoneità igienico-sanitaria già previsti per l’esercizio farmaceutico nelle farmacie di comunità; siano idonei ad assicurare il rispetto della riservatezza degli utenti; ricadono nell’ambito della sede di pertinenza prevista in pianta organica e che siano situati ad una distanza non inferiore a 200 metri dalle altre farmacie e dai locali ove sono svolti i servizi sanitari di pertinenza di altre farmacie. La distanza è misurata per la via pedonale più breve tra soglia e soglia.
L’amministrazione sanitaria verifica altresì che i locali esterni abbiano superficie ed apprestamenti logistici sufficienti per il corretto e funzionale svolgimento dei singoli servizi lì prestati (a titolo esemplificativo e non esaustivo: per l’esecuzione dei servizi di telemedicina quali holter cardiaco, holter pressorio, elettrocardiogramma e spirometria i locali esterni saranno di superficie idonea a consentire il funzionale posizionamento di lettino/chaise-longue/poltrona – di apparecchi per la conduzione delle indagini strumentali: elettrocardiografo-spirometro – di presidi medico chirurgici).
Nei locali esterni alla farmacia è comunque presente materiale sanitario, presidi sanitari e farmaci di pronto intervento, periodicamente controllati nelle scadenze e funzionalità.
Nei locali separati destinati in via esclusiva all’esecuzione dei servizi sanitari di cui al decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153 è vietato il ritiro delle prescrizioni mediche e qualsiasi dispensazione o vendita di farmaci o di altri prodotti;
Al fine di consentire ai cittadini un’immediata identificazione dei servizi sanitari offerti nei locali separati, i soggetti titolari di farmacia appongono presso i locali stessi, oltre alla croce verde identificativa della farmacia, un’insegna riportante la denominazione “Farmacia dei servizi” e forniscono idonea informazione sui servizi lì svolti, sulla esatta identificazione dei soggetti titolari di farmacia che offrono i servizi, sull’eventuale presenza di altri professionisti sanitari (es: infermiere, fisioterapista).
Due o più farmacie, di proprietà di soggetti differenti, possono esercitare in comune i servizi sanitari di cui al Decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153, anche utilizzando i medesimi locali separati previa stipula del contratto di rete di cui all’articolo 3, comma 4-quater, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33. L’autorizzazione all’utilizzo dei locali separati da parte delle farmacie che hanno stipulato il contratto di rete è rilasciata al rappresentante di rete.
Esecuzione dei servizi all’interno della sede della farmacia
L’esecuzione dei servizi sanitari di cui al D.lgs. 153/2009 è comunque praticabile in area interna alla farmacia, purché separata dagli spazi destinati all’accoglienza dell’utenza e allo svolgimento delle attività di dispensazione del farmaco.
Le aree destinate all’esecuzione dei servizi sanitari devono avere superficie sufficiente per il corretto e funzionale svolgimento dei singoli e puntuali servizi lì prestati in relazione alle specificità delle prestazioni da eseguire (a titolo esemplificativo e non esaustivo: per l’esecuzione dei servizi di telemedicina quali holter cardiaco, holter pressorio, elettrocardiogramma e spirometria i locali esterni saranno di superficie idonea a consentire il funzionale posizionamento di lettino/chaise-longue/poltrona – di apparecchi per la conduzione delle indagini strumentali: elettrocardiografo-spirometro – di presidi medico chirurgici).
L’esecuzione dei servizi sanitari è soggetta a controllo da parte dell’amministrazione sanitaria competente che verifica che i locali stessi abbiano i requisiti di idoneità igienico-sanitaria e dimensionale funzionali al corretto svolgimento delle prestazioni lì svolte e siano idonei ad assicurare il rispetto della riservatezza degli utenti.
Nei locali della farmacia è comunque presente materiale sanitario, presidi sanitari e farmaci di pronto intervento, periodicamente controllati nelle scadenze e funzionalità.
Al fine di consentire ai cittadini un’immediata identificazione dei servizi sanitari offerti nei locali della farmacia il titolare/direttore della farmacia appone apposito avviso riportante i servizi lì svolti e l’eventuale presenza di altri professionisti sanitari (es: infermiere, fisioterapista).
Qualora la farmacia non possegga i requisiti dimensionali e logistici idonei a destinare apposite aree per l’esecuzione dei servizi sanitari è comunque possibile eseguire i servizi sanitari stessi a farmacia chiusa, fermo restando il rispetto dei requisiti sopra individuati in termini di: presenza di materiale sanitario, presidi sanitari e farmaci di pronto intervento; rispetto della riservatezza degli utenti; esposizione dell’avviso riportante i servizi sanitari svolti e la presenza di altri professionisti sanitari.

i risultati della telemedicina in farmacia

i risultati della telemedicina in farmacia

fonte: www.farmacianews.it

Idee, progetti, sfide e sogni, contraddistinguono l'essere umano. A volte si tratta di ambizioni personali, a volte di progetti condivisi, a volte ancora di necessità contingenti

Francesco Gamaleri28 novembre 20230
In ogni contesto organizzativo, sia professionale sia sociale, la programmazione risulta non secondaria al raggiungimento degli obiettivi prefissati. È certo che, inoltre, la programmazione debba svilupparsi secondo criteri e investimenti funzionali al traguardo da raggiungere e che, nel contempo, l’analisi di tutte le fasi di processo (sviluppo, svolgimento, in fase finale) siano fondamentali per migliorare e semplificare le performance di risultato.

Già, proprio il risultato, l’outcome per dirla all’inglese, dell’attività professionale del farmacista di comunità, vuole essere l’oggetto di alcune riflessioni che desidero proporre. L’operosità del farmacista è storicamente nota. Si è sviluppata massimamente negli anni recenti con la realizzazione pratica delle prestazioni professionali previste dalla legge n. 69/2009 (farmacia dei servizi e successivi decreti attuativi), creando a sua volta le fondamenta per l’ampliamento dell’assistenza sanitaria territoriale con la profilassi vaccinale (prevenzione primaria) e l’esecuzione dei tamponi oro-faringei (orientamento diagnostico virus Sars-Cov-2 e batterio streptococco).

Da attività professionali normate come esclusivamente emergenziali in fase pandemica, grazie all’instancabile impegno (formativo ed esecutivo) di tutti i colleghi e secondo l’orientamento della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani e dei rappresentanti di categoria, sono divenute prestazioni professionali ordinarie e strutturate nella cornice legislativa approvata dal Ministero della Salute. Tra i servizi di II livello effettuabili in farmacia, desidero porre attenzione al crescente sviluppo di quelli connessi con l’e-health e la telemedicina in ambito cardiologico.

Proprio in questo ambito, la presentazione dei dati del progetto di “Prevenzione primaria e secondaria delle patologie cardiovascolari”, nato dalla collaborazione tra Università di Brescia, Istituto superiore di sanità e Federfarma, in occasione del recente Congresso nazionale di cardiologia “Cardio-Brixia”, tenutosi presso l’Università degli Studi di Brescia nel mese di settembre scorso, è motivo di rilevante interesse.

Nell’attuale contesto demografico ed economico (aumento dell’età media, delle patologie croniche, incremento dei costi per l’assistenza sanitaria), la necessità di trasferire molte attività dall’ospedale al territorio, potenziando l’assistenza di prossimità, vede la farmacia di comunità come presidio sanitario estremamente performante, ancor più che in passato, anche nell’ambito della telemedicina cardiologica.

I risultati
Al recente Congresso di Brescia, spiccano sia i dati elaborati sul totale delle prestazioni sanitarie erogate in farmacia sia quelli relativi allo studio di un sottogruppo di Ecg registrati nel periodo febbraio 2022 – febbraio 2023.

Le prestazioni di telemedicina erogate dalla rete Federfarma-HTN (oltre 7.000 farmacie sull’intero territorio nazionale) ammontano, ad agosto 2023, a 1.313.634; di queste, si contano 839.211 elettrocardiogrammi (8,6% anomalie inaspettate di traccia Ecg non compatibili con dati anamnestici riferiti), 191.615 holter pressori (38% trend pressori anomali) e 282.808 holter cardiaci (31,3% aritmie maggiori come fibrillazione atriale, aritmie ventricolari minacciose, blocchi atrio-ventricolari avanzati con 5,9% dei pazienti da codice rosso, che ha richiesto invio immediato in pronto soccorso).

Tutte le persone a cui sono state rilevate anomalie significative (ma non critiche), attraverso la prestazione di telemedicina refertata in tempo reale da uno specialista cardiologo in remoto, sono state invitate dal farmacista a contattare il proprio medico curante per ulteriori valutazioni e/o approfondimenti diagnostici.

Di particolare rilievo, lo studio relativo a un sottogruppo di 266.602 Ecg (con raccolta da parte del farmacista di anamnesi, terapia e sintomi), di cui è stata valutata l’appropriatezza delle azioni intraprese nei confronti di prestazioni effettuate in particolare per prevenzione/screening (89%), dolore toracico (2,6%), dispnea (0,5%), cardiopalmo (1,2%). In 4.601 casi di questi 266.602 soggetti, sono state rilevate anomalie della traccia Ecg non compatibili con i dati anamnestici riferiti e tali da suggerire l’esecuzione di indagini supplementari (valutazione cardiologica, prescrizione esami strumentali, invio al pronto soccorso).

Invece, 1.987 pazienti su 266.602 sono stati inviati direttamente al pronto soccorso per situazioni di emergenza (986 per fibrillazione atriale non nota e 588 per ischemia miocardica in atto o Ecg non dirimente in paziente con rischio cardiovascolare elevato).

In aggiunta, la farmacia in cui è stata svolta la prestazione di telemedicina cardiologica ha potuto raccogliere, per ognuno di questi pazienti, sia la documentazione relativa alla dimissione ospedaliera sia un’analisi retrospettiva, la quale a sua volta ha consentito all’Università di Brescia di documentare, per quanto attiene al sintomo dolore toracico, un’appropriatezza nell’invio al pronto soccorso pari al 71,2%.

Risulta impressionante l’accuratezza dei dati generati, come pure la capacità della farmacia territoriale di svilupparsi, formarsi e attrezzarsi per proporsi realmente come presidio sanitario di facile accesso, a elevata specificità professionale, nel percorso di continuità bidirezionale ospedale-territorio. La volontà e lo sforzo di categoria è costante da parte di tutti i colleghi. La richiesta reale da parte della popolazione è in continuo aumento e gradimento. L’attenzione delle amministrazioni e degli assessorati regionali per sviluppare anche la telemedicina cardiologica in convenzione non è più un miraggio lontano.