Fap, da chiusura 2023 utili e dividendi per i soci. Morra: pronti a lavorare con altre cooperative

Fap, da chiusura 2023 utili e dividendi per i soci. Morra: pronti a lavorare con altre cooperative

fonte: www.pharmacyscanner.it

Fap – Farmacisti associati Piemonte, il network che riunisce oltre cento soci tra i titolari dell’astigiano e dell’alessandrino, ha chiuso il 2023 con un fatturato di oltre 71,5 milioni di euro, in crescita del 6,4% sul 2022. A comunicarlo una nota della società che ne sottolinea la rilevanza a fronte dell’instabilità e dell’incertezza che ha contraddistinto l’ultimo anno. «Un importante driver» commentano al network «è stato l’integrazione societaria con il terzo leader della distribuzione farmaceutica, So.Farma.Morra Group, che ha garantito solidità al network e consentito di ampliare le farmacie servite sul territorio».

Ai 113 farmacisti soci, infatti, il network ha aggiunto (grazie alla rete vendita del grossista) 38 farmacie clienti, che hanno beneficiato dei listini e della consegna capillare dal magazzino Fap di Solero (provincia di Asti e Alessandria). «Con la condivisione e integrazione del business del gruppo Morra» rimarca ancora la nota «Fap ha lanciato due grandi progetti innovativi: la private label Formula Farmacia e il farmaco d’importazione, frutto della sinergia con Gmm, la branch farmaceutica guidata da Gian Maria Morra».

«Siamo orgogliosi di aver chiuso il 2023 in crescita» ha commentato Gian Luca Lucarno, direttore commerciale di Fap «ciò che da sempre ci guida è la selezione dei listini, grazie alla quale ci garantiamo una crescita delle quote di mercato dei nostri partner e la qualità dei servizi ai nostri soci. La ricerca di strumenti e screening è un asset fondamentale per le farmacie, perché offre la possibilità a tutti di avere accesso anticipato ad analisi ed esami di prima istanza, e ricopre un valore sociale nell’ambito dell’assistenza sanitaria».

Per il 2024. continua il comunicato del network, «si prevede un rafforzamento del portafoglio listini e un ampliamento dei servizi, con la telemedicina che si estenderà a tutte le farmacie del network». Non è escluso, conclude Fap, un ampliamento del perimetro distributivo alle province di Vercelli e Novara.

MORRA: CON IL NOSTRO MODELLO SOLIDITÀ E PREMIALITÀ PER LE COOPERATIVE
Per So.Farma.Morra, i risultati di questo primo anno dopo l’ingresso in Fap confermano la bontà del modello. «Le cooperative dei farmacisti che vogliono affrontare il futuro con un progetto solido» commenta a Pharmacy Scanner Ettore Morra, co-ceo del gruppo «trovano in noi un partner che assicura sostenibilità economica dei bilanci e premialità/dividendi ai soci di tutto rispetto. Oggi più che mai occorrono progettualità serie, perché la distribuzione deve sostenere sé stessa e la farmacia creando valore aggiunto e questo è possibile soltanto se si dispone di un adeguato modello gestionale. Abbiamo concluso negli ultimi anni una serie di joint venture, prima con Cotafarti, poi con Corofar e ora con Fap, che hanno avuto per comun denominatore proprio questo assunto. E per tale motivo vogliamo attrarre altre aziende pronte a imboccare lo stesso percorso, senza peraltro perdere la loro identità».

Anemia in donne fertili, in gravidanza e in allattamento. Counselling su carenza ferro

Anemia in donne fertili, in gravidanza e in allattamento. Counselling su carenza ferro

Anemia in donne con mestruazioni abbondanti o per maggiore richiesta di ferro per lo sviluppo del bebè in gravidanza e allattamento. Ecco i suggerimenti FIP per queste pazienti
Anemia in donne fertili, in gravidanza e in allattamento. Counselling su carenza ferro
Abbondanti sanguinamenti durante le mestruazioni nelle donne in età fertile o maggiore richiesta di ferro per lo sviluppo neurologico del feto durante la gravidanza o poi durante l’allattamento del bambino, sono alcune delle situazioni che possono portare anemia nelle donne. Per questo è importante conoscere la patologia, dai sintomi al trattamento, anche da parte dei farmacisti per poter fornire il consiglio e il supporto più idoneo. Per aiutarli nel lavoro la Federazione farmaceutica internazionale (FIP) ha condiviso il manuale “Iron deficiency anaemia: Managing symptoms and supporting self-care A handbook for pharmacists”.

Donne in età fertile con mestruazioni abbondanti

Fino al 50% di donne in età fertile sono a maggior rischio di anemia da carenza di ferro per la presenza di sanguinamenti mestruali abbondanti (SMA). Se normalmente, la perdita di sangue durante un ciclo mestruale è compresa tra 25 e 50 ml, chi presenta SMA perde più di 80 ml di sangue per ciclo. Non solo, infatti il sanguinamento eccessivo può interferire con il benessere fisico, emotivo e sociale.

Oltre a valutare i sintomi classici da carenza di ferro come debolezza, pallore, tachicardia e desiderio di mangiare prodotti non alimentari come ghiaccio o amido (Farmacista33 14 febbraio 2024), i farmacisti possono supportare l'identificazione di possibili pazienti con SMA, raccogliendo la loro storia comprendendo:
•Natura del sanguinamento, inclusi l'inizio, la frequenza, la durata;
•Altri sintomi, come sanguinamenti intermestruali persistenti, dolore pelvico e/o variazioni di pressione;
•Impatto sulla qualità della vita;
•Storia mestruale, medica, screening cervicale dei farmaci;
•Se vi è la possibilità che il paziente abbia anemia da carenza di ferro e SMA, indirizzare a un ginecologo per ulteriori test e confermare la diagnosi.

Diversi possibili trattamenti contro l’anemia per donne con SMA
Una volta confermata la diagnosi, in collaborazione con il ginecologo, è possibile iniziare il trattamento con terapia di ferro per via orale o in casi gravi, per via endovenosa. Ma è possibile anche utilizzare trattamenti combinati con i contraccettivi che riducono la perdita di sangue, in abbinamento anche ad una modifica del regime alimentare ed eventualmente integratori specifici.

Ferro orale o parenterale
L'intervento di prima linea, per pazienti con SMA diagnosticati con anemia da carenza di ferro lieve-moderata, è la terapia con ferro per via orale. In questo caso dovrebbero essere fornite informazioni riguardanti dosaggio, interazioni con sostanze che possono ostacolare l'assorbimento ed effetti collaterali come problemi gastrointestinali (stitichezza, diarrea e disturbi di stomaco), feci scure e gusto metallico. Se si verifica intolleranza, il farmaco potrebbe essere somministrato anche a giorni alterni, ma se non vi è miglioramento entro un mese di terapia, l'approccio dovrebbe essere rivalutato a favore della somministrazione endovenosa. Questa opzione è spesso utilizzata per chi sta pianificando una gravidanza, poiché è più probabile raggiungere i valori sufficienti di ferro prima del concepimento.

Contraccettivi
Sempre in collaborazione con lo specialista possono essere valutate, in aggiunta alla terapia con ferro per bocca, la terapia ormonale con i contraccettivi orali. Questi farmaci risulatano positivi per chi ha disturbi ematologici e diagnosi di anemia da carenza di ferro perché altera gli ormoni, riduce la perdita di sangue e permette la pianificazione familiare. Altri tipi di contraccettivi, tra cui IUD ormonali (no quelli in rame che aumentano la perdita di sangue in pazienti emorragici), cerotti, anelli e iniezioni, possono essere utilizzati per scopi e con benefici simili.
La combinazione di contraccettivi e integratori di ferro risultata essere benefica nella prevenzione dell'anemia. In alcuni casi il ginecologo può suggerire anche l’uso dell’acido tranexamico per chi soffre di SMA.

Donne in gravidanza e allattamento al seno

In gravidanza, la domanda di ferro da parte del feto diventa critica dopo le 28-32 settimane per il suo coinvolgimento nello sviluppo cerebrale fetale. Senza una gestione efficace dell'anemia in gravidanza, potrebbero verificarsi nascita prematura, basso peso alla nascita, compromissione del neurosviluppo (Farmacista33 21 febbraio 2024) fino alla morte perinatale. Anche le madri che allattano al seno devono fare attenzione alle loro riserve di ferro perché, se sono troppo basse o se l'assunzione attraverso la dieta è inadeguata, possono diventare anemiche.
Altre situazioni in cui le donne anche non anemiche hanno un rischio elevato di bassi livelli di ferro possono essere dovute a:

  • Anemie precedenti;
  • Donne che hanno avuto molte gravidanze, gravidanze gemellari o plurigemellari, intervallo intergravidico <1 anno;
  • Storia recente di sanguinamenti clinicamente significativi o alto rischio di sanguinamento durante la gravidanza/parto;
  • Adolescenti incinte;
  • Donne con povere abitudini alimentari o con diete particolari (vegetariane/vegane);
  • Donne che rifiutano i prodotti ematici (ad es. per motivi religiosi).

In questi casi si gestisce l'anemia con supplementi preventivi di ferro e acido folico per via orale, accompagnati da dieta, terapia con ferro orale o parenterale e, se necessarie, trasfusioni di sangue.

Assunzione di ferro elementare e integratori: cosa c’è da sapere

Inizialmente, la dose giornaliera raccomandata di ferro elementare, dice la FIP nel documento, per trattare l'anemia da carenza di ferro era di 100-200 mg. Tuttavia, le evidenze collettive e le raccomandazioni delle linee guida e degli esperti suggeriscono che dosi di ferro elementare da 30-60 mg possano essere efficaci nel ridurre al minimo gli effetti collaterali (come irritazione gastrica, nausea, stitichezza, disturbi della funzione intestinale). L’emoglobina dovrebbe essere monitorata a due-tre settimane per garantire una risposta adeguata al trattamento con ferro per via orale. È anche necessario assumere acido folico giornaliero (400 microgrammi) prima delle 12 settimane di gestazione per ridurre il rischio di difetti del tubo neurale.

Il ferro con integratori multivitaminici e multiminerali si dimostra efficace nella prevenzione e nel trattamento dell'anemia da carenza di ferro lieve-moderata. Uno studio ha dimostrato che un regime di 90 giorni di questa integrazione migliora significativamente i livelli di emoglobina, ferritina, qualità della vita e i sintomi dell’anemia da carenza di ferro. Inoltre, si è visto un rapido aumento dei livelli di emoglobina osservato entro il 14º giorno per i soggetti con anemia moderata e il trattamento è ben tollerato, con eventi avversi minimi.

I farmacisti, in questo caso, possono essere di aiuto alle donne in gravidanza e in allattamento nel fornire suggerimenti su come prendere correttamente gli integratori, ad esempio assumendolo a stomaco vuoto al mattino presto per via dei bassi livelli di epcidina (regolatore del metabolismo del ferro) al mattino. E consigliare di controllare i livelli di emoglobina ogni 15 giorni, anche nei point-of-care, per accertare la risposta al trattamento.

La farmacia? Il servizio più accessibile secondo l’indagine Istat

La farmacia? Il servizio più accessibile secondo l’indagine Istat

Fonte: www.pharmaretail.it

La farmacia? Il servizio più accessibile secondo l’indagine Istat
I Servizi di pubblica utilità sono sempre meno utilizzati: è in calo soprattutto la soddisfazione per gli orari di apertura, un sentimento che però non riguarda la farmacia, il servizio più accessibile secondo i cittadini.

È stata pubblicata pochi giorni fa l’indagine Istat “Aspetti della vita quotidiana”, una ricerca condotta nel 2023 su un campione di circa 24mila famiglie, che analizza il rapporto tra i cittadini e i servizi di pubblica utilità, come ASL, Anagrafe, Posta ma anche alcuni servizi di tipo commerciale come supermercati e anche farmacie.

Quello che emerge dall’indagine Istat è che, nel 2023, solo il 13,8% delle famiglie dichiara di avere difficoltà a raggiungere le farmacie del territorio, a fronte per esempio del 50,8% di famiglie che ha difficoltà a raggiungere il Pronto Soccorso (percentuale in aumento di 1,6 punti rispetto al 2022). La situazione è complessa anche per altri servizi come Polizia e Carabinieri, per i quali più di tre famiglie su 10 esprimono difficoltà di accesso, con un aumento significativo di 1,6 punti percentuali rispetto al 2022. Per quanto riguarda i servizi commerciali (negozi alimentari, mercati e supermercati), il 20% delle famiglie dichiara di non raggiungerli con facilità, circa due punti percentuali in più rispetto al 2022.

Gli uffici comunali sono lontani o poco accessibili per il 31% delle famiglie, un aumento di 1,2 punti percentuali rispetto al 2022.

Tornando alla farmacia, sul podio dei servizi più accessibili, dalla ricerca emergono alcune difformità sul territorio. Le criticità maggiori sono localizzate al Sud (17,8%), seguono le Isole (14,2%) e il Centro (13,8%). A livello regionale si raggiungono picchi di famiglie in difficoltà nel raggiungere una farmacia in Valle d’Aosta (24,9%), in Calabria (23,5%) e in Campania (22,5%). Esiste una differenza legata alla dimensione del comune di residenza: ci sono poco più di 10 punti percentuali tra le famiglie con difficoltà di accesso tra quelle che risiedono in Comuni Centro dell’area metropolitana (8,7%) e quelle che si trovano in Comuni al di sotto dei 2000 abitanti (19,8%).

La loyalty che crea valore

La loyalty che crea valore

fonte: www.farmacianews.it

Il 28 febbraio 2024 si è tenuto l’evento E-fidelity dal titolo “Loyalty che crea valore dal prodotto al consumatore”. L’obiettivo della conferenza è stato quello di mettere in luce l’importanza della loyalty nel mercato farmaceutico e come questa possa diventare una leva strategica per creare valore lungo l’intera filiera. Ogni intervento è stato collegato a questo tema centrale.

La giornata è stata arricchita da interventi accademici, dati forniti dall’Osservatorio E-Fidelity e prospettive provenienti dal panorama aziendale. Cristina Ziliani, Ph.D e Responsabile dell’Osservatorio Fedeltà dell’Università di Parma, ha evidenziato l’importanza della figura del farmacista nell’ambito della loyalty. Affermando, infatti, che il 100% delle aziende coinvolte nello studio ritiene fondamentale incorporare il personale nei programmi fedeltà, ma solo il 3% ha adottato una strategia formalizzata e di lungo periodo per coinvolgere i propri dipendenti.

Viky Nellas, R&D Lead di New Line Ricerche di Mercato, ha presentato dati che dimostrano come il cliente dia valore all’assortimento della farmacia rispetto ad altri canali. Nonostante ciò, solo ¼ delle farmacie italiane utilizza un programma strutturato di loyalty o una fidelity card. Un dato sorprendente considerando che i pazienti-clienti sono sempre più fidelizzati e meno nomadi. Inoltre, è emerso durante la conferenza che l’utilizzo di una fidelity card porta a un valore più elevato per ogni singola transazione poiché il consumatore che possiede la card tende ad acquistare prodotti differenziati e più costosi.

In conclusione, l’evento E-fidelity ha messo in luce l’importanza della loyalty nel mercato farmaceutico e ha evidenziato come un corretto utilizzo di programmi fedeltà possa portare vantaggi sia alle aziende che ai consumatori.

Rapporto sulla farmacia: il rapporto di fiducia e la preferenza per i farmaci equivalenti

Rapporto sulla farmacia: il rapporto di fiducia e la preferenza per i farmaci equivalenti

fonte: www.pharmaretail.it

VI Rapporto sulla farmacia: il rapporto di fiducia e la preferenza per i farmaci equivalenti
Un cittadino italiano su due sceglie sempre la stessa farmacia, grazie al rapporto di fiducia che ha instaurato. E il livello di fidelizzazione è ancora più solido tra le persone affette da patologia cronica. Per quanto riguarda l’utilizzo di farmaci, più di uno su tre fra i cittadini intervistati dichiara di preferire «abitualmente» i farmaci equivalenti. Sono alcuni dei risultati emersi dal VI Rapporto sulla Farmacia, a cura di Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma.

Il Rapporto di quest’anno è focalizzato sul ruolo della farmacia in una dimensione strutturale di servizi di prevenzione e screening, sull’attività core della dispensazione del farmaco e in particolare del farmaco equivalente, sul supporto all’aderenza alle terapie, sul contrasto all’antibiotico-resistenza e sull’impegno delle farmacie in tema di sostenibilità (Esg).

Farmacia come supporto del Ssn nelle realtà locali
I dati raccolti testimoniano il processo evolutivo verso la Farmacia dei servizi ma anche, nel breve termine, la capacità delle farmacie di mettersi a disposizione delle comunità locali come supporto del sistema sanitario. In questo quadro emerge la necessità di un potenziamento ulteriore della Farmacia dei servizi – a partire dalla valorizzazione del rapporto di fiducia tra cittadini e farmacie – e del rafforzamento del ruolo di queste ultime sia in termini di personalizzazione delle cure sia nella prevenzione e tutela della salute di comunità, attraverso gli screening, mentre cresce la diffusione dei farmaci equivalenti.

«Quest’anno, tra i servizi più apprezzati emerge la telemedicina, utile per superare le diseguaglianze di accesso ai servizi sul territorio e alleggerire il carico delle strutture pubbliche», ha affermato Marco Cossolo, presidente di Federfarma. «La telemedicina è fondamentale anche ai fini della prevenzione, soprattutto in ambito cardiovascolare, e implementa le attività di prevenzione e screening già svolte in farmacia. Sul fronte dell’antimicrobico-resistenza la farmacia interviene non solo con la somministrazione di tamponi, ma anche con la formazione e l’informazione nei confronti dei cittadini».

La raccolta dei dati per il VI Rapporto, a cui hanno partecipato 1.500 farmacie e 4.000 cittadini (il 42,6% di essi è affetto da almeno una patologia cronica), si è svolta da luglio a settembre 2023. Tra la popolazione coinvolta prevalgono di gran lunga le donne (72,5%), mentre le fasce di età maggiormente rappresentate sono quella degli adulti dai 31 ai 50 anni e quella appena successiva (51/63 anni). Poco più di un terzo dei farmacisti interpellati (34,7%) ha indicato che la propria farmacia si trova in una zona rurale. Di queste, l’80% si colloca in un Comune con meno di 3000 abitanti.

Ben il 71,8% delle farmacie ha dichiarato di aver svolto negli ultimi dodici mesi campagne di screening per individuare soggetti a rischio.

Le altre attività svolte in questa direzione sono principalmente la consegna di materiale informativo (71,9%), l’esecuzione di test/esami diagnostici attraverso la telemedicina (60,7%), la misurazione di parametri vitali (50,0%) e la compilazione di questionari (47,5%).

I servizi maggiormente offerti in farmacia sono: monitoraggio dei parametri (misurazione della pressione: 97,7%; misurazione del peso: 83,2%); prenotazione di farmaci e altri prodotti da ritirare (88,5%); test/analisi di prima istanza quali l’esame della glicemia (81,6%), del colesterolo (78,4%), dei trigliceridi (73%); Cup (77,4%); telemedicina (65,5%). Per quanto riguarda i cittadini, i servizi a maggiore fruizione sono la prenotazione di farmaci e altri prodotti da ritirare in farmacia (86,5%), il tampone Covid-19 (76,8%), il monitoraggio dei parametri (46,3%), il Cup (38,7%) e le preparazioni galeniche (34%).

Per quanto riguarda i farmaci equivalenti più di uno su tre dei cittadini intervistati (36,5%) dichiara di preferirli «abitualmente». Nello specifico, la preferenza per l’equivalente è nettamente superiore tra i pazienti con patologia cronica (43,4% rispetto al 31,4%). Tra le motivazioni addotte troviamo al primo posto la possibilità di risparmiare (52,1% dei rispondenti), seguita dalla fiducia della proposta fatta dal farmacista (44%) e dalla prescrizione ricevuta dal medico (20,1%). Anche a detta dei farmacisti il risparmio rappresenta la leva principale che spinge le persone a scegliere il farmaco equivalente.

In tema di antimicrobico-resistenza, i farmacisti intervistati dimostrano un livello di consapevolezza abbastanza (63,8%) o molto buono (15,3%); c’è, comunque, spazio anche per ulteriori sforzi formativi, specialmente tra coloro che si sentono poco (20,1%) o per nulla (0,7%) informati sul tema. Proprio la partecipazione dei farmacisti a eventi formativi è un aspetto da incentivare, visto che il 66,1% dei rispondenti ha dichiarato di non averne preso parte negli ultimi tre anni. Per quanto riguarda i cittadini, più della metà (53,8%) dichiara di essere ben informato sull’argomento, il 13% ammette invece di non sapere cosa sia; a questo dato si abbina un ulteriore 33,1% che riferisce di averne sentito parlare, ma di non conoscerne i dettagli, tantomeno le implicazioni.

Su aspetti ambientali e sostenibilità̀, le principali tipologie di pratiche o iniziative messe in atto dalle farmacie sono: riduzione consumi energetici (76,7%); iniziative di riciclo o riduzione dei rifiuti (65,5%); riduzione dell’uso della carta (64,0%); utilizzo di confezioni riciclabili o biodegradabili (44,9%).

In occasione della presentazione del Rapporto sono stati resi noti anche i risultati della campagna “Cuore di donna in farmacia”, che ha coinvolto, attraverso un questionario di valutazione del rischio cardiovascolare e un elettrocardiogramma con i servizi di telemedicina, oltre 1.500 donne dai 40 anni in su in 3 regioni italiane (Lombardia, Marche e Sicilia), che hanno svolto lo screening completo, rispondendo al Questionario indicizzato volto a valutare il loro grado di rischio cardiovascolare e sottoponendosi, tramite servizi di Telemedicina, a un elettrocardiogramma (Ecg) gratuito.

Sulla base di 22 parametri presi in considerazione, tra patologie pregresse e stili di vita, per 1 donna su 5 il rischio cardiovascolare è risultato alto (17,3%) o molto alto (3,6%). Tra le donne che hanno dichiarato di essere in terapia antipertensiva (30,5%) si sono riscontrati valori alti della pressione in ben il 38,6% dei casi e valori medio-alti nel 18,7% dei casi; di fatto, in oltre la metà delle donne già in terapia, i valori della pressione si discostano da parametri normali.

Ferie e pause dal lavoro, modalità organizzative e gestione del tempo dei dipendenti di farmacia

Ferie e pause dal lavoro, modalità organizzative e gestione del tempo dei dipendenti di farmacia

Fonte: www.farmacista33.it

Sul funzionamento del computo delle ferie, organizzazione del tempo, gestione delle pause nel turno di lavoro non mancano dubbi da parte dei farmacisti. Ecco alcuni spunti di chiarimento
Ferie e pause dal lavoro, modalità organizzative e gestione del tempo dei dipendenti di farmacia
Il Contratto nazionale del lavoro delle farmacie private stabilisce che i lavoratori hanno diritto a un periodo di 26 giorni di ferie annuali. Ma in merito al funzionamento del computo, alle modalità in cui vengono organizzati e stabiliti i periodi, così come alla gestione delle pause nel turno di lavoro non mancano dubbi da parte dei farmacisti. A fare un quadro sulla necessità di coordinare e gestire al meglio ferie e pause sono due recenti approfondimenti proposti dallo Studio Bacigalupo Lucidi.

Computo delle ferie e settimana lavorativa: il punto degli esperti
«Il periodo di ferie per il dipendente di farmacia privata» si legge nell’approfondimento di settimana scorsa «è stabilito dal Ccnl in 26 giorni annuali». Un aspetto che spesso suscita domande da parte dei farmacisti riguarda le modalità di conteggio, in particolare all’interno della settimana. «Indipendentemente dalla distribuzione settimanale dell’orario di lavoro, la settimana, proprio al fine del computo delle ferie, viene considerata di sei giorni lavorativi, cioè dal lunedì al sabato compreso, escludendo quindi le domeniche e le altre festività».

Pianificazione delle ferie: è compito della farmacia coordinare il processo
Ma in che maniera possono essere organizzate le ferie in modo da garantire la continuità del servizio? «Un elemento di cui occorre sempre tener conto» spiegano ancora gli esperti «è che la farmacia è chiamata a garantire un servizio pubblico affidato dal sistema normativo». Alla luce di questo, «l’assegnazione del periodo di ferie al singolo lavoratore resta una competenza della farmacia stessa». Certamente, si tratta di un tema «delicato, anche perché la farmacia deve prendere in considerazione le esigenze manifestate dai singoli dipendenti. Questo delicato equilibrio richiede una corretta gestione e per questo è opportuno che nello stabilire i periodi di ferie il titolare raccolga preventivamente - e in tempo utile rispetto al periodo dedicato alla fruizione delle ferie - i vari desiderata del personale». In questo modo, «diventa più agevole raggiungere una organizzazione condivisa, anche se l’effettivo coordinamento tra le esigenze e opzioni di tutti spesso è laborioso e richiede di mediazione».

Gestione delle pause tra paletti normativi e esigenze organizzative
Anche la gestione delle pause, soprattutto quando la farmacia osserva un orario continuato, «non sempre è facile». Un paletto di cui occorre tenere conto è che, «se l’orario di lavoro eccede le sei ore giornaliere, il collaboratore ha diritto a un intervallo di almeno dieci minuti, e questo a prescindere dalla pausa pranzo contemplata per il dipendente a tempo pieno e tutelata dal D.lgs. 66/2003, che stabilisce appunto che dopo sei ore di lavoro consecutive tale pausa sia obbligatoria. Da par suo, il CCNL delle farmacie private non si occupa espressamente della questione e neppure di un autentico diritto del lavoratore alla pausa pranzo. È nostro parere che la durata di quest’ultima debba essere gestita in rapporto alle esigenze organizzative e produttive della farmacia e alle esigenze espresse dai dipendenti».
Anche per questo aspetto «è di nuovo compito del datore di lavoro prendersi in carico l’organizzazione delle turnazioni lavorative dei collaboratori, in modo che tutti possano usufruire della pausa pranzo». È, cioè, necessario «arrivare ad articolare l’orario giornaliero – sia in termini di ore effettive sia di turni tra i dipendenti appartenenti alla stessa area lavorativa -, in modo da garantire che il personale possa nel concreto veder soddisfatto quello che è un vero diritto soggettivo».