di Redazione SoFarmaMorra | 26 Settembre 2023 | Mondo Farmacia
fonte: www.farmaciavincente.it
Nel mercato sempre più competitivo delle farmacie, dove l’obiettivo non è solo vendere prodotti, ma fornire un servizio sanitario integrato alla comunità, la formula della marginalità ti permette di individuare l’area ottimale in cui una farmacia può massimizzare sia i profitti che l’impatto positivo sul benessere della comunità. Scopriamola assieme.
strategia-marginalità-farmacia
L’essenza di questa formula risiede nel trovare l’intersezione tra 4 fattori chiave:
1° FATTORE: Cosa è molto richiesto e ricercato attivamente in ambito salute e benessere nella tua zona
Comprendere le esigenze della clientela locale in ambito salute è il primo passo per offrire un servizio o un prodotto che risponde a un bisogno reale. Le ricerche di mercato, i sondaggi e l’analisi dei dati di vendita possono fornire informazioni preziose su ciò che è realmente richiesto dalla clientela.
2° FATTORE: Cosa i clienti/pazienti non smetteranno di comprare costantemente
Prodotti e servizi che godono di una domanda costante generano un flusso di cassa regolare, fondamentale per la sostenibilità a lungo termine del business in farmacia.
3° FATTORE: Cosa è molto profittevole
Il margine di profitto è un altro indicatore da non sottovalutare perché il problema alla fine dell’anno per le farmacie è proprio questo: tanto volume ma pochi margini! Il fatturato cresce costantemente ma le marginalità, quello che resta attaccato tolte le spese, è sempre di meno. Non tutti i prodotti o servizi richiesti sono altamente redditizi, pertanto è essenziale equilibrare il mix di offerte.
4° FATTORE: Cosa sai fare meglio di chiunque altro
Ogni farmacia ha una propria specialità o competenza che la distingue dalla concorrenza. Può essere un servizio di consulenza sanitaria d’eccellenza, una linea di prodotti esclusivi, o persino un design di spazio accogliente e tecnologicamente avanzato.
ECCO I PRINCIPALI VANTAGGI DI SEGUIRE LA FORMULA:
Lavorare con persone fortemente interessate
Quando tutti e quattro i fattori si allineano, attirerete una clientela che non solo ha un bisogno specifico, ma è anche disposta a pagare per soddisfarlo. Questo crea un ciclo virtuoso di domanda e offerta.
Far crescere il business della tua farmacia
Mantenere i clienti fedeli e attrarre nuovi clienti è più facile quando l’offerta è sintonizzata sulle esigenze reali del mercato. Un cliente soddisfatto è più propenso a ritornare e a diventare un ambasciatore del marchio.
Assicurare utili e cassa
La focalizzazione su prodotti e servizi altamente redditizi garantisce un flusso di cassa costante, fornendo i mezzi per investire in ulteriori opportunità di crescita e innovazione.
Sviluppare vantaggio competitivo
Quando si eccelle in qualcosa che è sia richiesto dal mercato che redditizio, si crea un vantaggio competitivo sostenibile. In un settore in cui la concorrenza è spesso a portata di clic, questo è un asset inestimabile.
La formula della marginalità in farmacia non è solo una strategia per massimizzare i profitti, ma rappresenta un impegno a migliorare costantemente il servizio alla comunità.
Ogni decisione presa sulla base di questa formula ha il potere di trasformare una semplice transazione commerciale in un’azione che contribuisce al benessere collettivo, allineando il successo dell’impresa con l’obiettivo di offrire un migliore accesso alle cure per le comunità locali.
di Redazione SoFarmaMorra | 26 Settembre 2023 | Mondo Farmacia
fonte: www.farmacista33.it
Semplificare e ridurre il carico fiscale per imprese e persone è l’obiettivo della Delega fiscale approvata ad agosto. Entro 24 mesi l’attuazione: taglio dell’Irpef al superamento dell’Irap
Riforma fiscale, cambia pressione su imprese e dipendenti. Gli effetti sulla busta paga
L'obiettivo di semplificare e ridurre il carico fiscale per imprese e persone è affidato alla Delega fiscale, approvata ad agosto, che entro 24 mesi dovrà trovare attuazione attraverso uno o più decreti legislativi. Dal taglio dell’Irpef al superamento dell’Irap, sono molte le misure indicate che hanno ricadute su imprese, lavoratori e famiglie. Ma per la tempistica occorrerà vedere la disponibilità di risorse.
Su attuazione Delega fiscale si procederà in tre fasi. Precedenza a misure a costo zero
Sui prossimi passaggi ha fatto il punto il viceministro dell'Economia Maurizio Leo: «Abbiamo insediato tredici commissioni su tematiche specifiche che hanno ultimato i lavori» ha detto, intervenendo a Telefisco del Sole 24 ore, ed è stato istituito il Comitato tecnico per l’attuazione della riforma tributaria. «Analizzeremo le proposte delle Commissioni per dare vita agli schemi di decreti legislativi. Si procederà in tre fasi: la prima è quella dei provvedimenti che non richiedono copertura, come la ridefinizione dei procedimenti, accertamento e calendario delle dichiarazioni, il meccanismo del concordato preventivo per le piccole e medie imprese, che riguarderà il biennio 2024-2025, l'allargamento del meccanismo di compliance alle imprese medio grandi con fatturati fino a 100 milioni di euro», per citarne alcuni. «Poi dovremo misurare le risorse a disposizione per capire quali misure potranno entrare in vigore da gennaio 2024». D’altra parte la preoccupazione del governo è legata ai conti pubblici: «A causa dell'aumento dei tassi l'Italia avrà un'ulteriore spesa per interessi relativi ai titoli del debito pubblico per circa 14-15 miliardi e dobbiamo essere assolutamente prudenti». Infine, «il terzo momento sarà quello delle norme che richiederanno risorse più impegnative». In ogni caso, «l’idea è di mettere in consultazione i testi e, intanto, procede con l’agenzia delle Entrate il lavoro sui Testi unici in forma compilativa».
Per cuneo fiscale e rimodulazione aliquote resta nodo risorse
Tra le norme che richiedono interventi più rapidi c’è il cuneo fiscale, «che va rinnovato dal primo gennaio 2024». Su questo punto, un quadro più chiaro lo si potrà avere il 27 settembre con l'arrivo dei documenti della Nadef. È infatti la legge di bilancio 2024 che dovrà provvedere alle risorse e «se ci saranno le condizioni, potremo passare a un sistema a tre aliquote, con l'aliquota del 23% che abbraccia le prime due».
Secondo gli esperti per le due misure ci vorranno 10 e 4 miliardi di euro. A ogni modo, le aliquote Irpef erano già state ridotte da cinque a quattro dal governo Draghi nel 2022 prevedendo, fino a 15 mila euro, un’aliquota al 23%, da 15 mila a 28 euro una al 25%, da 28 mila a 50 mila euro al 38% e oltre i 50 mila euro al 43%. L’ipotesi del Governo è, come ricostruito dal Corriere Economia di oggi, “portare la prima (al 23%) per redditi fino ai 28 mila euro. Il secondo scaglione, invece, si applicherebbe sempre fino a 50 mila euro ma con una percentuale al 33%. Nessuna variazione, poi, per l’ultima aliquota che rimarrebbe al 43% per redditi oltre i 50 mila euro». Sul tappeto ci sono poi anche le altre misure annunciate, tra le quali “la detassazione delle tredicesime fino a 35 mila euro di reddito, che potrebbero slittare”.
Previsto anche un graduale superamento dell’Irap
Si attendono le modalità attuative Tra gli altri aspetti al centro della delega fiscale c’è anche il graduale superamento dell’Irap. Come ricostruito da una recente comunicazione di Federfarma, “viene prevista la revisione organica dell’IRAP volta all’abrogazione del tributo regionale e alla contestuale istituzione di una sovraimposta – determinata secondo le regole dell’IRES -, tale da assicurare un equivalente gettito fiscale atto a garantire il finanziamento del fabbisogno sanitario, nonché il finanziamento delle Regioni che presentano squilibri di bilancio sanitario ovvero che sono sottoposte a piani di rientro. Il superamento dell’IRAP dovrà essere attuato in modo graduale dando priorità alle società di persone e alle associazioni tra artisti e professionisti; in una successiva fase verrà esteso alle società di capitali. Tali interventi normativi non dovranno comportare aggravi di alcun tipo sui redditi di lavoro dipendente e di pensione”.
di Redazione SoFarmaMorra | 26 Settembre 2023 | Mondo Farmacia
fonte: www.farmacianews.it
Nell’auspicare una regolamentazione dettagliata quanto più uniforme possibile a livello nazionale, Federfarma è impegnata nel raggiungimento di standard omogenei
Il sempre più rapido sviluppo della farmacia dei servizi, che ha preso il via con l’avvento della pandemia Covid-19, rende opportuna una panoramica di quelle che sono le condizioni attualmente vigenti circa le modalità di utilizzo dei locali esterni della farmacia per l’esecuzione di alcune delle nuove prestazioni offerte.
Il riferimento normativo sull’uso di spazi esterni
Da un punto di vista normativo, l’utilizzo degli spazi esterni alla farmacia per l’esecuzione di test diagnostici ovvero per la somministrazione dei vaccini, è regolato dall’articolo 2, comma 8-bis, del decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 maggio 2022, n.52.
La norma in oggetto è stata recepita nel Protocollo d’Intesa sottoscritto tra Governo, Regioni e Province autonome, Federfarma, Assofarm e Farmacieunite a fine luglio 2022. In tal modo veniva regolamentata la somministrazione da parte dei farmacisti dei vaccini anti-Covid-19, dei vaccini anti-influenzali, nonché la somministrazione dei test diagnostici con prelevamento del campione biologico a livello nasale, salivare o orofaringeo.
Il Protocollo d’intesa ha altresì confermato la possibilità per i farmacisti di svolgere questa tipologia di servizi sia all’interno della farmacia in spazi separati adeguati, ove possibile, sia in aree esterne ad essa, a patto che fossero collocate nell’ambito della sede farmaceutica di pertinenza prevista in pianta organica.
La condivisione di locali esterni
E’ stata inoltre introdotta la possibilità, per due o più farmacie con diversa proprietà, di condividere i locali esterni adibiti all’offerta di servizi come vaccini e test diagnostici in seguito alla stipula di un apposito contratto di rete.
Alcune regioni come: Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia e Marche hanno emanato disposizioni specifiche circa l’utilizzo di locali esterni alla farmacia per l’esecuzione di prestazioni diverse da quelle previste dalla normativa nazionale, ovvero test diagnostici e vaccini.
L’importanza di standard nazionali
Federfarma, nell’auspicare una regolamentazione specifica il più possibile uniforme a livello nazionale, è impegnata per favorire il raggiungimento di standard omogenei.
di Redazione SoFarmaMorra | 15 Settembre 2023 | Mondo Farmacia
Nel 2023 l’Aifa ha fornito un aggiornamento della Guida con le procedure da seguire e i riferimenti a cui rivolgersi che offre sugli strumenti pratici che il farmacista al banco ha a disposizione
di Redazione Farmacista33
Farmaci mancanti: casistiche, risposte e supporto a pazienti. Guida per farmacisti
In vista dell’arrivo della stagione autunnale e il probabile aumento della domanda di farmaci per le patologie respiratorie e da raffreddamento, è utile ricordare come gestire l’eventuale mancanza di farmaci, che risposte dare al paziente per rendergli chiara la situazione e quali canali attivare e azioni compiere per soddisfare il bisogno di salute della comunità. Nel corso del 2023 l’Aifa ha fornito un aggiornamento della Guida con le procedure da seguire e i riferimenti a cui rivolgersi offrendo un riepilogo schematico sugli strumenti che il farmacista al banco ha a disposizione. A ricordarlo è una circolare di Federfarma Roma inviata alle farmacie associate.
Farmaci mancanti per carenze o indisponibilità: chiarire la differenza
Un primo aspetto da gestire al banco, per dare maggiore chiarezza al paziente, sono i motivi per cui il farmaco che chiede è mancante. Può trattarsi, infatti, di una carenza, intesa come difficoltà o impossibilità nel suo reperimento, che può essere temporanea o permanente e può essere determinata da problematiche ascrivibili al Titolare AIC: Per esempio, l’irreperibilità del principio attivo, problematiche legate alla produzione, provvedimenti di carattere regolatorio, imprevisto incremento delle richieste di un determinato medicinale, o emergenze sanitarie nei paesi di produzione. Ciò può incidere significativamente sui pazienti in quanto può comportare l’interruzione totale o parziale del trattamento terapeutico o la necessità del passaggio ad un’alternativa terapeutica.
Diversamente il farmaco è considerato indisponibile quando la difficoltà di reperimento non è correlata a problematiche produttive, ma a disfunzioni della filiera distributiva, dovute a distorsioni del mercato spesso collegate alle dinamiche del circuito distributivo. In questi casi pertanto il medicinale, seppur disponibile presso i depositi del titolare AIC, non risulta disponibile presso alcuni depositi regionali e/o farmacie.
Rappresentazione grafica del flusso di azioni da intraprendere per supportare i pazienti in caso di mancanza di farmaci, come descritto in dettaglio in questo documento.
Rappresentazione grafica del flusso di azioni da intraprendere per supportare i pazienti in caso di mancanza di farmaci, come descritto in dettaglio in questo documento.
Elenco Aifa fornisce informazioni e suggerimenti per indirizzare il paziente
Quando il medicinale è mancante, è necessario dare supporto al paziente. Aifa ha quindi schematizzato le azioni da intraprendere e il primo step è verificare la presenza del medicinale mancante nell’Elenco dei medicinali carenti pubblicata sul portale dell’Agenzia, aggiornato almeno due volte ogni settimana. Se è presente nell’Elenco il paziente va indirizzato in base alle informazioni e ai suggerimenti presenti nella lista Aifa. Le opzioni sono tre.
Lo si può indirizzare a un trattamento alternativo consigliandogli di rivolgersi allo specialista o al Mmg che può scegliere tra medicinali equivalenti o alternative terapeutiche.
In situazioni specifiche e motivate, in cui il medico ritiene necessaria l’importazione del medicinale carente, è possibile attivare la procedura di importazione. L’opzione di autorizzare da parte di Aifa, le strutture sanitarie all’importazione di un analogo autorizzato all'estero prevede procedura di importazione possa essere attivata dal medico specialista o dal Mmg ed è successivamente gestita dalle farmacie ospedaliere o ASL competenti per territorio. La terza opzione è il rilascio di una Determinazione per l’importazione al titolare Aic. In questo caso il medicinale carente è stato importato dal Titolare AIC e viene dispensato nel periodo di carenza dalla farmacia ospedaliera o ASL competente per territorio dietro presentazione della prescrizione del medico e, in alcuni casi, di una dichiarazione di insostituibilità del medicinale. In entrambi i casi, le confezioni importate, seppur destinate alla terapia domiciliare, non potranno essere dispensate dalle farmacie convenzionali, salvo indicazioni specifiche della Regione che nel caso delle confezioni importate dal titolare può attivare la distribuzione per conto (DPC). Il paziente, quindi deve individuare la struttura competente per la distribuzione dei medicinali importati per carenza che in alcuni casi è demandata alle farmacie ospedaliere.
Importazione di farmaci non in elenco: distribuzione diretta e Dpc
Se il farmaco mancante non è nell’Elenco Aifa il farmacista dovrà contattare almeno tre grossisti tra quelli a disposizione nel suo territorio per verificare la reale indisponibilità del medicinale in questione. Se confermato che il medicinale è indisponibile, per molti farmaci è possibile utilizzare i contatti messi a disposizione dai titolari AIC per le richieste in emergenza di cui Aifa fornisce un elenco. Nel caso di medicinale non disponibile nella rete distributiva, spiega Aifa, può essere attivata la procedura di fornitura diretta: la norma prevede che il titolare Aic sia obbligato a fornire, entro le 48 ore, su richiesta delle farmacie, anche ospedaliere, o parafarmacie, un medicinale che non è reperibile nella rete di distribuzione regionale”. Nel caso in cui il titolare di Aic, “non desse seguito all’ordine diretto, si prega di inviare una segnalazione a farmacicarenti@aifa.gov.it, preferibilmente documentando la mancata fornitura, per permettere le azioni di verifica e intervento da parte di Aifa”.
di Redazione SoFarmaMorra | 15 Settembre 2023 | Mondo Farmacia
Per poter assolvere al debito formativo ECM – anche pregresso – è stata data l’opportunità ai professionisti sanitari non in regola di sanare il proprio stato di aggiornamento obbligatorio
Fino al 31 dicembre 2023 si avrà l’opportunità di recuperare i crediti ECM mancanti all’assolvimento del debito formativo del triennio 2020-2022 attraverso i crediti acquisiti nell’arco del 2023: potranno, infatti, essere spostati a copertura di quelli mancanti del triennio 2020-2022 ma – ovviamente – non potranno essere validi anche per il nuovo triennio 2023-2025.
Inoltre, la Commissione Nazionale per la Formazione Continua dovrà indicare le modalità di recupero anche del debito formativo dei trienni 2017-2019 e 2014-2016.
Il debito formativo nei trienni sopraindicati è:
2020-2022 – 100 crediti ECM
2017-2019 – 150 crediti ECM
2014-2016 – 150 crediti ECM
Si offre, quindi, la possibilità ai professionisti sanitari NON in regola con il debito formativo dei precedenti trienni di recuperare i crediti mancanti nell’arco del 2023, come definito dal Decreto milleproroghe dello scorso 8 febbraio.
Compito del professionista è quello di verificare, sul portale Co.Ge.A.P.S il proprio stato formativo ECM a partire dal 2014 e attivarsi per sanare il debito formativo pregresso.
Chi assolve il proprio debito formativo ECM triennale ottiene per ogni triennio la certificazione ECM che – a partire dal 2026 – sarà “obbligatoria” per avere la copertura assicurativa sulla base di quanto di seguito indicato.
L’art. 38 bis del Decreto 152 del 2021, convertito in Legge n. 233/2021, recante in tema di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha stabilito che, a decorrere dal triennio formativo ECM 2023-2025, chi non è in regola con almeno il 70% dell’obbligo formativo previsto dal programma ECM, non sarà protetto dalla copertura assicurativa in caso di contenzioso e relativo risarcimento.
Le nostre brevi video pillole chiariranno alcuni aspetti normativi utili a comprendere l’importanza della certificazione dell’assolvimento del debito formativo a tutela professionale di ogni operatore sanitario.
di Redazione SoFarmaMorra | 15 Settembre 2023 | Mondo Farmacia
Tutti i clienti sono uguali? Come trovare e attrarre il paziente ideale? Come lo si può descrivere? Per avere successo in un mercato sempre più competitivo si deve ripensare
il modo di fare promozione all’interno della comunità
Allo stesso modo di come sono cambiate nel corso degli anni le abitudini e le aspettative di acquisto dei consumatori, anche l’approccio di marketing della farmacia dovrebbe evolvere per attrarre e mantenere i clienti.
Non fare marketing significa doversi impegnare maggiormente per far percepire al cliente/paziente il valore della propria offerta, soprattutto per quelle farmacie che cercano di crescere nell’ambito dei servizi clinici ai pazienti.
Un’efficace promozione è importante anche per sviluppare e implementare strategie di espansione della professione e di supporto ai servizi proposti in modo che questi possano essere più facilmente fruiti dai pazienti e che rappresentino un valido supporto alla comunità sanitaria. Pertanto, le farmacie dovrebbero indirizzare i propri sforzi di marketing in una direzione che consenta di presentare un tipo di attività in linea con le proprie passioni e le aspettative dei pazienti. Ne trarranno grande vantaggio i profitti.
Il cliente al centro
Il punto di partenza dovrebbe essere la considerazione che, in un mercato sempre più competitivo come quello attuale, è fondamentale un approccio customer centric. Il cliente deve essere al centro di ogni strategia, a partire da quella marketing. La segmentazione e la personalizzazione del cliente sono tecniche essenziali che aiutano a sviluppare strategie di marketing mirate che migliorano, al contempo, l’esperienza in negozio e la soddisfazione del cliente.
Per attirare più clienti nella propria farmacia, è essenziale identificare il pubblico di destinazione in base a dati demografici, problemi di salute e posizione sul territorio. Questo può essere fatto conducendo semplici analisi di mercato come sondaggi, interviste o gruppi di discussione, per comprendere le preferenze, le necessità e le aspettative. In pratica, si tratta di creare quelle che chi opera nel marketing chiama personas, ovvero rappresentazioni fittizie di clienti ideali, sulle quali prendere decisioni che si avvicinino il più possibile alle aspettative dei clienti reali.
Con queste informazioni, la farmacia può creare profili di clienti target specifici. Analizzando i dati delle vendite e la cronologia dei clienti su un Pos, si possono identificare modelli e tendenze. Strumenti disponibili online come Google Analytics permettono anche di monitorare il traffico del sito web e il coinvolgimento sui social media.
Dopo aver identificato il proprio pubblico target, è importante capirne necessità e desideri in termini di esigenze sanitarie e di servizi clinici di cui vorrebbero poter fruire. In tal senso, analizzando i dati relativi alle vendite e allo storico dei clienti della farmacia si possono identificare quali prodotti e servizi sono più richiesti. Anche un’analisi dei concorrenti può essere utile. Infatti, permette di identificare le lacune nel mercato e le aree in cui ci si può differenziare.