Come sono cambiate le aspettative del cliente della farmacia? L’indagine Doxa Pharma

Come sono cambiate le aspettative del cliente della farmacia? L’indagine Doxa Pharma

La farmacia ha saputo rispondere in modo capillare e tempestivo ai bisogni e alle aspettative delle persone anche durante i periodi più difficili della pandemia. Si tratta di un patrimonio di fiducia che ora va mantenuto e consolidato. Come? Che cosa si aspettano gli italiani dalla farmacia nel post Covid?
La ricerca Doxa Pharma “Barometro della farmacia 2023. Il cliente della farmacia, relazione attuale e aspettative future” presentata a Cosmofarma Exhibition 2023, ha indagato il percepito ma anche i nuovi bisogni delle persone nella relazione con la farmacia.

La ricerca è stata svolta su un campione di 2000 persone e condotta nel mese di aprile 2023, quindi in un periodo molto recente.
Meno fedeltà alla farmacia più vicina
Gadi Schoenheit, vicepresidente di Doxa Pharma, nel presentare l’indagine, ha sottolineato una prima evidenza centrale che è emersa: «se nelle ricerche precedenti la maggior parte delle persone affermavano di recarsi sempre nella stessa farmacia, ora il 61% ha risposto “ho una farmacia di riferimento ma se è necessario mi reco anche in altre farmacie”. È un dato che mette in luce una novità importante: non tutte le farmacie sono uguali per il cliente che oggi dunque sceglie la propria farmacia anche in base a elementi di differenziazione che contraddistinguono una farmacia piuttosto che un’altra».

Aggiunge Schoenheit: «E se cortesia e assortimento sono elementi che i clienti si aspetta di trovare in farmacia, cresce il numero delle persone che sceglie una farmacia per la professionalità del personale. Il 70% dei rispondenti, infatti, ha dichiarato di scegliere la propria farmacia sulla base di “competenza e affidabilità”».
Quali sono i servizi che le persone cercano in farmacia?
Oltre il 50% delle persone che hanno partecipato all’indagine, ha risposto che c’è stato un cambiamento nel ruolo della farmacia a partire dall’emergenza, dunque almeno un italiano su due. Ma quali cambiamenti? Più disponibilità, più efficienza, più servizi. Le persone hanno dunque scoperto, come sottolinea Schoenheit “un mondo nuovo in farmacia”. Ma se parte di questo mondo nuovo è già in essere, quali sono le aspettative future? Quali sono i servizi che i clienti vorrebbero trovare in farmacia ora?
Servizi di check up, test e screening per la prevenzione o per il monitoraggio dell’aderenza terapeutica: il 23% vorrebbe vaccinarsi in farmacia; il 26% desidererebbe usufruire di servizi di check up, il 35% di test e screening, il 34% di servizi infermieristici, il 31% cerca un supporto nell’aderenza terapeutica, dati che puntualizza Schoenheit “non erano così rilevanti solo pochi anni fa”.
Ma il cliente cerca anche servizi di assistenza domiciliare integrata, ovvero un patient journey sempre più semplificato dalla diagnosi, al check up, all’aderenza terapia. E se più del 40% risponde che la propria farmacia si relaziona col proprio medico di famiglia, questa relazione è molto meno sviluppata col medico specialista.
«Dalla ricerca emerge nettamente che le aspettative dei pazienti su una farmacia come “terminale intelligente e integrato sul territorio” sono alte, c’è quindi da lavorare in questa direzione» afferma Schoenheit.
Tra gli altri servizi che le persone cercano in farmacia il 41% vorrebbe disporre di un locker per ritirare i farmaci o i prodotti acquistati, il 29% gradirebbe il servizio a domicilio, il 29% aspirerebbe a trovare totem (ad esempio per differenziare le code in base al servizio).
Infine, conclude Schoenheit, un punto su cui l’industria, più che la farmacia, è chiamata a lavorare: «in base alla ricerca solo il 30% dei rispondenti ricorda l’azienda dell’ultimo prodotto acquistato in farmacia, le aziende sono poco ricordate».

Farmacisti oltre il bancone, indagine Ca’ Foscari: le sfide degli imprenditori della farmacia del futuro

Farmacisti oltre il bancone, indagine Ca’ Foscari: le sfide degli imprenditori della farmacia del futuro

fonte: www.farmacista33.it
La farmacia e il farmacista del futuro devono saper cogliere la rivoluzione tecnologica della telemedicina e della digital healthcare, guardarsi con un occhio esterno confrontandosi con altri imprenditori e avere il coraggio di riconoscere e risolvere i punti deboli che si trovano. Questi sono i concetti chiave contenuti nella ricerca presentata da Farmacieunite, Consorzio Farmarca insieme ad Università Ca' Foscari di Venezia, Strategy Innovation Srl e Labomar al convegno nazionale "La Farmacia: quale futuro? Il business tra informazione e tradizione" che si è svolto a Treviso.
Adeguarsi alle novità trasformandole in opportunità
Il progetto di ricerca, spiega la nota, ha richiesto oltre 6 mesi di lavoro nelle farmacie, il monitoraggio di 9 tendenze socioculturali, 120 ore di osservazione etnografica sul campo da parte di un team di 12 esperti di biologia, farmacologia, immunologia, marketing e comunicazione e psicologi ambientali. Il risultato è un dossier di oltre 500 pagine che analizza lo stato attuale e poi proietta la farmacia nel futuro identificando quali saranno i cambiamenti che verranno e, soprattutto, come adeguarsi alle novità trasformandole in opportunità sia per titolari di farmacia che per l'utenza. In particolare, Farmacieunite e Farmarca hanno scelto di rivolgersi ad una università che non ha un corso di laurea in farmacia proprio per recepire un punto di vista esterno, critico, non autoreferenziale.

Tre i punti principali messi in evidenza da Gian Paolo Lazzer di Strategy Innovation, che ha realizzata l'indagine: «Primo punto è una certezza, la farmacia del futuro deve cogliere la rivoluzione tecnologica che ci porterà alla telemedicina ed alla digital healthcare. Questo non significa pensare alle apparecchiature o a cosa comprare per adeguarsi a questo, bensì acquisire nozioni o competenze per arrivare a questo». «Il secondo punto è fondamentale abbiamo rilevato che non viene fatto invece il farmacista deve uscire dal bancone e trovare del tempo per guardare dall'esterno la propria attività, per rinnovarsi e confrontarsi anche con imprenditori di altri settori perché possono dare importanti spunti. Il farmacista è l'imprenditore della propria attività, deve avere il tempo per farlo e non può restare solo dietro al banco. Terzo punto ogni farmacia ha uno o più punti deboli, sono convinto che ciascuno di voi sappia qual è, ebbene dovete fare un po' di autocritica ed avere il coraggio di migliorarli o risolverli».
Uscire dalla comfort zone per evolvere
«Abbiamo la fortuna di essere considerati dei professionisti presenti e apprezzati sul territorio - ha spiegato Livio Patelli - ma emerge anche che la nostra professione deve necessariamente incontrare un cambiamento che arriverà presto, dovremo confrontarci con un mondo in continua evoluzione sempre rimanendo vicini al paziente, ma la ricerca dice anche che dovremo metterci in discussione cambiando le nostre regole e sicurezze, uscire insomma dalla nostra comfort zone». Carlo Bagnoli, professore di innovazione strategica all'Università Ca' Foscari, ha sottolineato come un'azienda sia destinata al declino ed alla chiusura qualora non attui il processo di innovazione parallelo al trascorrere del tempo.
L'esempio, invece, di chi ha saputo andare oltre all'attività svolta dietro un banco di farmacia è quello di Walter Bertin, fondatore e presidente di Labomar, azienda di produzione di dispositivi medici e integratori. Bertin ha spiegato che l'innovazione delle attività deve passare attraverso la creazione di un ambiente idonei per chi ci sta all'interno, sia il personale «che deve arrivare alla mattina felice e deve sentisti proprio agio» ma anche per l'utente «che quando entra in farmacia deve sentirsi un po' come a casa propria»

Perché fa bene svegliarsi presto

Perché fa bene svegliarsi presto

fonte: Pensa Pharma

Sono diversi gli studi che affermano che svegliarsi presto faccia bene a mente e corpo ma, quanti riescono ad essere più attivi la mattina presto?
I disturbi del sonno sono molti e possono, non solo compromettere il riposo, ma anche posticipare l’orario della sveglia, impedendo quindi di alzarsi presto.
Abbiamo già parlato di come affrontare i disturbi del sonno in questo articolo e ricordate che stati di stress, ansia possono impedire di riposare bene; in questi casi noi di Pensavital vi consigliamo sempre di rivolgervi al vostro medico curante.
Dunque, se avete un sonno costante, sapete come essere più attivi la mattina appena svegli?

Perché fa bene svegliarsi presto
Svegliarsi presto fa bene al corpo e alla mente; è una buona abitudine che si può far propria a qualsiasi età e in qualsiasi condizione. È un vero toccasana perché permette di attivare l’organismo, di ritagliarsi delle ore solo per se stessi prima di andare al lavoro o a scuola.
Pensate al tempo che potremmo dedicare a preparare la colazione o uscire per fare una passeggiata, a leggere, a prenderci cura del nostro corpo con una skin routine o una serie di esercizi da fare comodamente a casa propria…
Il ciclo del sonno è qualcosa di molto personale, che varia da persona a persona e che permette al nostro corpo di ricaricare le energie nelle modalità migliori per ognuno di noi. Eppure possiamo intervenire per modificare le nostre abitudini di veglia e sonno: basterà anticipare di volta in volta l’ora in cui si va a dormire e l’ora in cui ci si sveglia, mantenendo sempre un minimo indispensabile di ore di sonno.

Come essere più attivi la mattina
Abbiamo raccolto 6 consigli per essere più attivi la mattina, per alzarsi ed avere la sensazione di essere pronti ad affrontare la giornata con entusiasmo e vitalità.
Idratarsi
La prima cosa che vi consigliamo di fare è idratarsi appena svegli. Sappiamo tutti che si devono bere almeno 2 litri di acqua al giorno, ma non tutti vi diranno di bere appena svegli.
Che sia acqua, tè caldo o una tisana, è bene idratarsi per attivare il metabolismo, l’intestino e recuperare i Sali Minerali persi durante la notte.
Fare esercizio fisico
Avete letto il nostro articolo sugli orari migliori in cui fare esercizio fisico? Ebbene, fare sport la mattina presto potrebbe essere un buon modo per svegliarsi: lo sport infatti scatena le endorfine, sostanze chimiche che aumentano il benessere riducendo lo stress.
Sì alla luce
Molti non riescono a dormire se la propria stanza non è completamente al buio, ebbene lasciare che sia la luce del sole a svegliarvi lentamente è un buon modo per attivarsi velocemente.
La luce del sole, infatti, è uno di quegli elementi che, secondo gli esperti, fa sì che il nostro corpo smetta di produrre melatonina (l’ormone del sonno).

Sentire la musica
Quanto è bella la musica? E se vi dicessimo che è un rimedio facile, piacevole e velocissimo per sentirsi subito vivaci?
Ascoltare la musica appena sveglia aiuta a limitare ed eliminare lo stress, a favorire la concentrazione e la produttività.

Che sia classica, rock o pop non ha importanza: basta che vi piaccia!

Pianificare la giornata la sera prima

Infine, pianificate la vostra giornata la sera prima di andare a dormire. Questo è un trucco che permette di far aumentare la voglia di svegliarsi presto in modo da portare a termine tutte le attività che ci siamo prefissati.

Noi di Pensavital vi suggeriamo di pianificare tutto, anche di avere un’idea di cosa vorreste cucinare per pranzo e cena, o per colazione; in questo modo vi sveglierete con un obiettivo preciso.

Le cause di una circolazione sanguigna cattiva

Le cause di una circolazione sanguigna cattiva

fonte: Pensa Pharma

Per predisposizione naturale, le donne risultano soffrire maggiormente degli uomini di problemi di circolazione: circa 4 donne su 10, infatti cercano modi per riattivare la circolazione.
In questo articolo vi proponiamo qualche esercizio per riattivare la circolazione ma vogliamo ricordarvi che questi sono solo esercizi indicativi, se soffrite di circolazione è sempre bene rivolgervi al vostro medico curante per affrontare l’argomento da un punto di vista medico e professionale.


LE CAUSE DI UNA CIRCOLAZIONE SANGUIGNA CATTIVA
Prima di vedere gli esercizi per riattivare la circolazione, è bene capire come mai si hanno problemi al sistema circolatorio.
I problemi al sistema circolatorio colpiscono più le donne che gli uomini e sono dovuti a una riduzione dell’afflusso di sangue. Uno dei principali campanelli d’allarme è la stanchezza, il gonfiore degli arti superiori o inferiori, crampi, mani e piedi freddi, formicolio alle estremità.
Quali sono le cause?
Le cause possono essere svariate, possiamo dire che in linea generale una vita sedentaria e problemi di peso sicuramente contribuiscono a peggiorare la circolazione sanguigna. Anche eccessivo consumo di sale, aumento del colesterolo, diabete, fumo, problemi con l’alcool sono fattori aggravanti.

GLI ESERCIZI PER RIATTIVARE LA CIRCOLAZIONE
STRETCHING APPENA SVEGLI
Appena svegli è bene eseguire qualche esercizio per sgranchire i muscoli, le ossa e riattivare la circolazione. Noi di Pensavital vi consigliamo di fare qualche minuto di stretching: vi ricordate il nostro articolo? Eccolo!
FLESSIONI
Per i più allenati, perché non fare qualche flessione? Le flessioni danno vigore e carica e aiutano a stimolare la circolazione!
SLANCI
Stando in posizione eretta, sistematevi a fianco a una parente e, appoggiandovi con una mano al muro, portate avanti la gamba più esterna e fatela oscillare con uno slancio in avanti e indietro. Alternate le gambe e ripetete l’esercizio per 30 secondi per parte.
CAMMINARE
Camminare è un esercizio ottimo per riattivare la circolazione perché pompa il sangue in tutto il corpo. Noi vi consigliamo di iniziare con brevi passeggiate 2 o 3 volte a settimana, per aumentare gradualmente i km camminati. Allo stesso tempo vi consigliamo di evitare l’ascensore e fare le scale!
NUOTARE
Abbiamo parlato dei benefici del nuoto in questo articolo [link]! Nuotare fa bene al corpo e alla circolazione perché migliora le prestazioni del cuore e il flusso di ossigeno verso cuore e polmoni.
YOGA
Praticare Yoga, leggete qui se siete interessati, è rilassante, tonificante e anche ottimo per migliorare la circolazione del sangue!
BALLARE
Danzare è un modo sicuramente divertente e dinamico per riattivare la circolazione! Poco importa se siete coordinati o se sapete andare a tempo con la musica: ballare libera la mente, combatte lo stress, riattiva la circolazione e vi farà sentire bene!

Cos’è una casa della salute?

Cos’è una casa della salute?

fonte: Pensa Pharma

Vi è mai capitato di sentire il termine “casa della salute”? Le case della salute non sono case di riposo, non sono ospedali o cliniche, sono centri particolari che vale la pena conoscere.

Pensavital è sempre stato attivo sull’argomento “salute”: tramite il nostro blog e i nostri canali social diamo informazioni utili su questo tema e siamo sempre attenti a ricordare quanto la salute (fisica e mentale) sia importante per ognuno di noi.

In questo articolo abbiamo pensato di parlarvi di cos’è una casa della salute, quali obiettivi si pone e quali servizi mette a disposizione degli utenti.

Cos’è una casa della salute?

Il Ministero della Salute definisce la casa della salute così: “La Casa della salute è da intendersi come la sede pubblica dove trovano allocazione, in uno stesso spazio fisico, i servizi territoriali che erogano prestazioni sanitarie, ivi compresi gli ambulatori di Medicina Generale e Specialistica ambulatoriale, e sociali per una determinata e programmata porzione di popolazione”. Inoltre, nelle case della salute “si realizza la prevenzione per tutto l’arco della vita e la comunità locale si organizza per la promozione della salute e del benessere sociale”.

Dunque, cos’è una casa della salute? Una struttura che eroga servizi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali ai cittadini. Solitamente, qui l’assistenza sanitaria è garantita 24 ore su 24 grazie alla cooperazione tra diversi operatori sanitari, come infermieri, ostetriche, fisioterapisti, assistenti sociali, medici generici, etc.

Il modello Casa della salute nasce per far fronte ad alcuni problemi: invecchiamento della popolazione e di persone non più autosufficienti; professioni sanitarie sempre più autonome, possibilità di sfruttare tecnologie all’avanguardia per monitorare la salute dei pazienti anche a domicilio.

Quali sono gli obiettivi e quali servizi offre?

Tutte le case della salute sono accomunate da un obiettivo comune: far fronte ai bisogni assistenziali e sanitari del territorio su cui operano.

Da questo grande concetto centrale si diramano poi altri obiettivi che dimostrano l’importanza di queste strutture:

  • Centralità al paziente
  • Essere un punto di riferimento per l’assistenza territoriale, aperto tutto il giorno, tutti i giorni.
  • Decongestionare gli ospedali trattando i codici bianchi
  • Accogliere le dimissioni protette e seguire il percorso di cura dei pazienti cronici, pazienti con patologie complesse e con problemi di salute mentale
  • Promuovere la prevenzione
  • “Sfruttare” le professionalità che lavorano presso di essa e fare assistenza sanitaria specifica Pertanto, è presente:
  • Area di Accesso con CUP (Centro unico di prenotazioni) e PUA (Punto unico di accesso)
  • Area servizi sanitari con medicina di base, prestazioni di primo soccorso, servizi specialistici ambulatoriali, diagnostici, terapeutici, day hospital, ospedale di comunità,
  • Area servizi e attività sociali, con assistenza sociale, centro diurno, attività associative
  • Area dei servizi sociosanitari, come consultorio, assistenza domiciliare, riabilitazione
Perché fare attività fisica per digerire?

Perché fare attività fisica per digerire?

fonte: Pensa Pharma

Quando la digestione è lenta, fare attività fisica per digerire è un’ottima idea, ma che tipo di attività fare?

Sbadigli frequenti, sensazione di pesantezza, gonfiore, bruciore, mal di testa, acidità di stomaco, sono tutti segnali che il nostro stomaco ci invia per farci capire che non è nelle migliori condizioni e che ha bisogno di “una pausa”.

Perchè fare attività fisica per digerire?

Fare attività fisica per digerire non è un falso mito anzi, è una pratica che allevia le tensioni quotidiane e accelera lo svuotamento gastrico e normalizza la produzione degli acidi necessari per digestione.

Allo stesso tempo, favorisce la motilità intestinale.

È però interessante capire che tipo di esercizi e attività fisica fare per digerire bene.

Consigli per digerire meglio 

Avete presente quando, dopo un pasto più abbondante del solito, qualcuno dice “faccia una passeggiata digestiva”? Anche in questo caso non si tratta di una leggenda metropolitana: fare una passeggiata a passo spedito, all’aria aperta aiuta a stimolare la digestione: bastano 30 minuti.

Si deve, invece, evitare di dormire subito dopo aver mangiato perché la posizione sdraiata favorisce il reflusso di succhi gastrici e conseguente bruciore.

Qual è quindi l’attività fisica per digerire meglio che possiamo fare?

  • Evitare di prendere l’ascensore e fare le scale
  • Cercare di usare meno mezzi di trasporto possibile e prediligere una passeggiata o la bicicletta per spostarsi da un posto all’altro
  • Bastano 30 minuti al giorno di camminata per aiutare il nostro organismo
  • Tra gli sport più utili troviamo bicicletta, cyclette e corsa
  • Se non amate la palestra potete sfruttare i benefici del pilates e yoga
  • Sport di squadra e nuoto sono veri toccasana

Ovviamente, è bene non sforzarsi oltre il necessario e tenere sempre in considerazione le necessità di ognuno di noi: uscite a fare una passeggiata dopo aver mangiato ma copritevi bene e non eccedete nel movimento, ad esempio. 

Noi di Pensavital da sempre promuoviamo uno stile di vita il più attivo possibile, praticando sport e facendo movimento: sul nostro blog dedicato allo sport trovate tanti esercizi e consigli utili.