di Redazione SoFarmaMorra | 27 Giugno 2023 | Mondo Farmacia
Fonte: www.farmacista33.it
Durante l'incontro Agenas e Cogeaps si è parlato di revisione di contenuti e metodi di apprendimento per la formazione continua in sanità. Ecco le novità e le regole in studio
Nuovi contenuti e nuovi metodi di apprendimento si affacciano nella formazione continua in sanità. Ma l'incontro a Roma indetto da Agenas e Cogeaps - consorzio gestione anagrafica professioni sanitarie guidato dal segretario Fnomceo Roberto Monaco e preposto al la tenuta dei crediti Ecm - fa emergere anche problemi vecchi. A luglio si insedierà la nuova Commissione nazionale per la formazione continua (Cnfc) preposta a dare indicazioni sul recupero dei crediti degli anni pregressi. Ma intanto dal 1° gennaio 2026, finito questo triennio formativo 2023-25 in corso, i farmacisti, i medici e gli altri professionisti sanitari per contrarre un'assicurazione o mantenere quella che hanno dovranno aver totalizzato minimo il 70% dei punti di fabbisogno richiesti nel triennio. Molti non ci sono riusciti nemmeno con le migliori intenzioni. Ed è questo il punto dove si è concentrata, nella tavola rotonda dell'incontro dedicata alle professioni, un'importante critica della Federazione degli ordini dei farmacisti, rappresentata dal consigliere Giovanni Zorgno.
Schillaci: formazione Ecm più dinamica su competenze in ambito sanitario, veterinario e manageriale
Un'Ecm più "dinamica" - Il nuovo corso dell'Ecm annunciato dal ministro della Salute Orazio Schillaci apre la strada a «una formazione dinamica, dove il personale del servizio sanitario potrà sviluppare competenze digitali su intelligenza artificiale, medicina personalizzata, potenzialità del fascicolo sanitario, ma anche competenze manageriali e nozioni di prevenzione e controllo delle infezioni umane ed animali». Si parla anche di formazione sul campo, ne accennano la Ministra dell'Università Anna Maria Bernini e la Direttrice generale delle Professioni sanitarie e risorse umane del Ministero Mariella Mainolfi, che sottolinea come la nuova Cnfc dovrà valorizzare pure la formazione sul campo. Cioè, contenuti di audit e tratti dai confronti tratti dall'attività quotidiana. E dovrà fornire contenuti "misurabili". In pratica, gli eventi formativi saranno più accessibili, ma si alzerà l'asticella, e sempre più spesso il discente dovrà sviluppare nell'attività di tutti i giorni quanto apprende. Ma una formazione di qualità oggi è possibile?
La formazione sul campo, Zorgno (Fofi): rivedere le regole sul monte-crediti da maturare nei 3 anni
- «L'emergenza Covid - sottolinea Zorgno - ha fatto emergere qualche contraddizione nel sistema Ecm; l'esperienza quotidiana dimostra che i professionisti, a partire dai farmacisti, sono preparati alle nuove sfide e formati, dall'altra a seguire i numeri ci sarebbero un bel po' di iscritti all'Albo sotto quota rispetto al fabbisogno triennale di crediti Ecm loro richiesto». Motivo: in pandemia le ore di lavoro sono state tante da entrare in competizione con quelle di formazione. «Ora, la legge del 2010 impone sanzioni ordinistiche a chi non raggiunge il fabbisogno: come ordini però ce la sentiamo di sanzionare un collega che si è consacrato giorno e notte al lavoro non potendo dedicare tempo all'Ecm, o forse non è il caso di rivedere le regole sul monte-crediti da maturare nei 3 anni?» Zorgno sottolinea come l'attuale sistema vada cambiato, «da sanzionatorio deve diventare premiale. I meccanismi sanzionatori non servono ai cittadini-pazienti; in un contesto dove ci sono pochi professionisti che hanno poco tempo, sanzionare è un boomerang. Il professionista va a cercare il credito dove lo trova».
In merito accorre l'esempio portato da Gaetano Penocchio presidente della Fnovi, la Federazione degli ordini dei medici veterinari, che stigmatizza la norma per cui per assicurarsi la responsabilità civile un sanitario dovrà dimostrare dal 2026 il possesso del 70% dei crediti da fabbisogno, «ma dall'altra parte nessuno in questo meccanismo si cura se il veterinario che lavora a contatto con allevamenti ed aziende casearie si sia procurato i crediti, in assenza di alternative grazie a corsi su piccoli animali». Per Zorgno «occorre incentivare la formazione sul campo, sul quotidiano, sull'audit, nonché la formazione individuale e l'autoformazione del professionista. Solo così potremo dare risposte ai cittadini». Il "non detto" è che le leggi vigenti, quelle sanzionatorie, andrebbero riviste.
Novità sul bonus e nuovi crediti per i formatori
Non è un caso che ancora quest'anno si vada avanti a colpi di bonus. Ricorda Schillaci: «Abbiamo esteso al 31 dicembre 2023 il termine per acquisire crediti non maturati nel triennio 2020-22 dai sanitari impiegati in prima linea contro il Covid. Abbiamo inoltre previsto la possibilità di recuperare i crediti non acquisiti nel triennio 2017-19. Infine, in Emilia-Romagna nelle zone colpite dall'alluvione i crediti di questo triennio 2023-25 si intendono maturati per un terzo per chi ha continuato a lavorare». Di più: il primo compito della nuova Commissione, prossima ad insediarsi, sarà di dettagliare le modalità di acquisizione dei crediti compensativi che possono essere maturati da quest'anno per i professionisti che nei trienni precedenti erano al di sotto del fabbisogno.
Vanno invece nel senso di una formazione di qualità altre modifiche già apportate con delibere, decorrenti dal 1° gennaio di quest'anno, che il presidente Cogeaps Roberto Monaco ricorda. Intanto, relatori e docenti Fad, fin qui potevano prendere un credito con mezz'ora minimo di lezione, ma molte relazioni durano 20 minuti; da quest'anno 20 minuti fanno un credito ed una relazione di un'ora vale 3 crediti Ecm. Il tutor ora ha un credito per ogni mezz'ora di coinvolgimento e non per ogni ora. Il responsabile scientifico del corso con ruolo di supporto ai discenti, che prima non totalizzava crediti, ottiene il 20% dei crediti totali dell'evento residenziale o a distanza. Il tutor d'aula degli eventi residenziali accede ad un credito/ora anziché mezzo, nella Fad il tutor può avere fino a 5 crediti al mese e totalizzare fino ad un massimo di 30 crediti ad evento; al moderatore va un credito per ogni sessione moderata.
di Redazione SoFarmaMorra | 27 Giugno 2023 | Mondo Farmacia
fonte: www.farma7.it
La Circolare di Federfarma 276/2023 richiama l’attenzione sul tema della pubblicità dei servizi della farmacia, di cui si occupa il recente Decreto “Salva infrazioni” (69/2023), nella parte in cui disciplina la materia della pubblicità nel settore sanitario. Secondo le norme approvate, le farmacie potranno pubblicizzare i loro servizi a condizione che la promozione non determini un ricorso improprio a trattamenti sanitari.
Secondo il Decreto “Salva infrazioni”, i farmacisti potranno fare la pubblicità dei servizi della farmacia, purché le promozioni non determinino un ricorso improprio a trattamenti sanitari.
Come spiega la Circolare 276 (al cui testo integrale si rimanda per approfondimenti, sul sito di Federfarma, nell’area riservata), le nuove disposizioni si allineano alla normativa europea in materia e riguardano anche i farmacisti, in quanto iscritti agli albi degli Ordini delle professioni sanitarie e alle farmacie, in quanto sono rivolte alle strutture sanitarie private di cura in qualsiasi forma giuridica svolgano la loro attività.
Secondo Federfarma, è da ritenere che la disposizione normativa di nuova introduzione abbia come campo di applicazione le attività promozionali che il farmacista titolare vorrà adottare per pubblicizzare i servizi offerti dalla propria farmacia. In particolare, la norma sottolinea la necessità di vietare “offerte, sconti e promozioni che possono determinare il ricorso improprio a trattamenti sanitari” . Questo è il principio base che deve regolare la pubblicità dei servizi della farmacia.
Federfarma fa notare che “l’effettiva applicabilità della norma non si presta a un’agevole individuazione di specifiche fattispecie e che ogni offerta andrà valutata caso per caso. Tale valutazione dovrà essere fatta allo scopo di evitare promozioni di servizi che, per esempio, nella loro ripetibilità, potrebbero essere valutate come un ricorso improprio a trattamenti sanitari”.
Una lacuna delle nuove disposizioni è invece “la mancata previsione di una specifica sanzione per chi violasse i nuovi principi di comunicazione informativa, se si eccettuano il controllo e le relative sanzioni disciplinari in capo al competente Ordine dei farmacisti”.
di Redazione SoFarmaMorra | 20 Giugno 2023 | Mondo Farmacia
fonte: www.farmacista33.it
Prevenzione cardiovascolare e dieta: determinare l'efficacia dello schema alimentareQuando si parla di salute e prevenzione, è noto che l'alimentazione giochi un ruolo importante. La dieta, dicono i dati, è una delle principali cause di morte e malattia: a livello mondiale si attribuiscono alle abitudini alimentari sbagliate il 22% dei decessi fra le persone adulte e il 15% di disabilità (calcolata come somma degli anni di vita persi per mortalità prematura e degli anni di vita vissuti in condizioni di salute non ottimale o di disabilità). Le principali diete che riducono il rischio cardiovascolare sono quelle a basso contenuto di grassi totali o saturi, la dieta Mediterranea (o più correttamente uno stile dietetico di tipo mediterraneo) e la dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension).
Da un punto di vista delle evidenze scientifiche qual è la forza di queste affermazioni? Sulla base di quali dati è possibile trarre indicazioni terapeutiche o linee guida, in particolare in presenza di un rischio di malattia?
Efficacia su mortalità e principali eventi cardiovascolari
La maggior parte delle evidenze disponibili a carico di questi programmi, infatti, non presenta prove robuste, o perché non sono derivate da studi randomizzati o perché, anche quando tratte da meta-analisi a coppie di studi randomizzati controllati, non danno risposte certe sulla mortalità (pur suggerendo per alcuni schemi una riduzione degli eventi cardiovascolari). Un articolo pubblicato su British Medical Journal fa un po' di chiarezza perché riporta le conclusioni di un'analisi dei principali sette schemi dietetici e il rischio di mortalità ed eventi cardiovascolari gravi, eseguita sulla base della metodologia GRADE (Grading of Recommendations, Assessment, Development and Evaluation): un sistema che valuta la qualità (o la certezza) dell'evidenza e la forza delle raccomandazioni. Questo approccio, sviluppato da una collaborazione internazionale di scienziati nel 2000 è oggi considerato lo standard di sviluppo di linee guida e di raccomandazioni cliniche basate sull'evidenza. È, per esempio, il metodo utilizzato in tutte le revisioni Cochrane.
L'obiettivo dello studio è stato proprio quello di determinare l'efficacia relativa di programmi dietetici per la prevenzione della mortalità e dei principali eventi cardiovascolari in pazienti critici. Va precisato che oltre alle considerazioni sullo stile alimentare, i programmi dietetici valutati potevano includere anche esercizio fisico, supporto comportamentale e altri interventi secondari come il trattamento farmacologico.
Gli outcome e le misurazioni dell'analisi comprendevano tutte le cause di mortalità, la mortalità cardiovascolare e gli eventi cardiovascolari come ictus, infarto miocardico non fatale e interventi cardiovascolari non pianificati.
Sette schemi dietetici a confronto
I risultati dell'analisi su una platea di 35.548 pazienti che seguivano 7 schemi dietetici diversi hanno infine confermato - con un grado di certezza moderato - che i programmi che promuovono le diete di stile mediterraneo e quelle a basso contenuto di grassi, con o senza attività fisica o altri interventi, sono quelle che possono ridurre la mortalità per tutte le cause e l'infarto miocardico non fatale nei pazienti con aumentato rischio cardiovascolare (a differenza di tutti gli altri programmi valutati i cui i risultati non superavano il livello minimo).
La Dieta Mediterranea quindi, già considerata universalmente uno schema dietetico salutare grazie ad una combinazione di alimenti ricchi di antiossidanti e molecole antinfiammatorie, si conferma uno strumento di prevenzione adeguato per la salute cardiovascolare, in modo particolare per quanti sono già ad alto rischio di esiti gravi o fatali.
di Redazione SoFarmaMorra | 20 Giugno 2023 | Mondo Farmacia
fonte: www.farma7.it
Il numero dei pazienti anziani aumenta e il nostro Welfare State non riesce a dare risposte adeguate al crescere del fenomeno, come sottolinea il recente rapporto dell’Osservatorio Censis-Tendercapital sulla Silver Economy. Qui si apre un importante spazio per il ruolo delle farmacie territoriali, capillarmente diffuse dappertutto, nella presa in carico dei pazienti anziani.
Le difficoltà del nostro welfare di fronte all’aumento dei pazienti anziani possono trovare una importante risposta nel rafforzamento del ruolo della farmacia territoriale.
“Nonostante le difficoltà dell’attuale fase storica, che raccoglie le conseguenze dannose di eventi come la pandemia e la guerra russo-ucraina e con l’inflazione che rappresenta una delle principali preoccupazioni per la tenuta del welfare gli anziani restano un punto di riferimento concreto nel panorama sociale e per le proprie famiglie” (Il Messaggero – 8 giugno 2023), ha infatti affermato Moreno Zani, presidente di Tendercapital, in occasione della presentazione degli ultimi dati dell’Osservatorio Censis-Tendercapital sulla “Silver Economy”.
In particolare, il rapporto rileva come i finanziamenti al welfare appaiano oggi inadeguati rispetto alle dinamiche di invecchiamento, all’aumento dei malati cronici e alla necessità di servizi per eventuali emergenze.
Secondo l’Osservatorio Censis-Tendercapital, l’84% dei pazienti anziani ha incontrato difficoltà nell’accesso alle prestazioni del Ssn nell’ultimo anno.
In ambito sanitario, per esempio, per l’84% degli anziani nell’ultimo anno è diventato più difficile accedere alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale della propria Regione, a causa di liste di attesa sempre più lunghe. Per pagare servizi e prestazioni sanitarie, cui è difficile accedere gratuitamente in tempi ragionevoli, gli anziani utilizzano i propri risparmi.
Le persone con più di 65 anni sono 14,2 milioni -ovvero 3,3 milioni (+30,6%) di individui in più rispetto a venti anni fa- e si prevede che nei prossimi venti anni gli anziani diventeranno circa 19 milioni, con un aumento del 33,7%. Dati che invitano a riflettere sull’importanza del ruolo svolto dalla farmacia nella presa in carico del paziente sul territorio, in collaborazione con gli altri professionisti della salute in un’ottica multidisciplinare.
La risorsa della telemedicina in farmacia
La farmacia è tradizionalmente un punto di riferimento sul territorio per le persone anziane, spesso affette da più patologie contemporaneamente, che trovano nel farmacista un interlocutore al quale affidarsi con fiducia. E, ancora una volta, tradizione e innovazione si incontrano e si fondono in un circolo virtuoso: pensiamo solo alle potenzialità che le nuove tecnologie e, nello specifico, la telemedicina, possono avere nel fornire un’assistenza territoriale integrata e facilmente accessibile -grazie alla diffusione capillare delle farmacie- e ai vantaggi che il cittadino potrebbe trarne, per esempio, sul piano del monitoraggio dell’aderenza alla terapia.
Per questo è importante avvalersi di tutte le risorse disponibili, a cominciare da quelle messe a disposizione dal Pnrr, per attuare un’assistenza sanitaria capace di mettere davvero il paziente al centro. (SM)
di Redazione SoFarmaMorra | 20 Giugno 2023 | Mondo Farmacia
fonte: https://www.digitalmarketingfarmaceutico.it
La figura dell’influencer comincia ad essere sempre più utilizzata anche per la comunicazione diretta al paziente.
Non è raro imbattersi in dirette sui social media dove medici trattano argomenti di salute o influencers che supportano delle campagne di disease awareness.
Quali possono essere gli impatti per la comunicazione per la salute?
Da sempre la comunicazione per essere efficace deve usare un linguaggio accessibile e per essere credibile deve arrivare da persone che si sono conquistate autorevolezza nel loro ambito, come per esempio i medici o da pari per i quali abbiamo fiducia.
I social media hanno accorciato le distanze tra le persone facendo rientrare nella categoria dei “pari” anche gli influencers, che non sono solo delle persone famose, ma molto spesso sono delle persone della vita quotidiana che hanno deciso di condividere in modo frequente e strutturato le loro esperienze ed opinioni.
Ecco perché in una campagna diretta al pubblico, gli Health Influencers, danno un contributo concreto sia nella preparazione dei contenuti che nella loro diffusione con linguaggio e modalità adatti al pubblico dei nostri giorni.
La nostra agenzia ha esperienza nell’individuazione e coinvolgimento di medici ed influencers per campagne di comunicazione al pubblico.
Tra gli altri un esempio recente è quello della campagna RaccontARTi realizzata dalla nostra agenzia per IBSA Farmaceutici.
L’influencers Georgette Polizzi, grazie alle sue esperienze personali e alla sua capacità di comunicazione è stata in grado di supportare le persone che stanno intraprendendo un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita.
I suoi interventi sono stati accompagnati dalla divulgazione più scientifica effettuata con il contributo di medici e psicologi.
di Redazione SoFarmaMorra | 16 Giugno 2023 | Mondo Farmacia
Antibiotico resistenza. Screening, test, dose unitaria di farmaci: le raccomandazioni per i farmacisti
Antibiotico resistenza (AMR): il PGEU condivide le raccomandazioni per i farmacisti di comunità. Ecco su cosa si deve intervenire
I farmacisti di comunità svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle infezioni e nella promozione della gestione antimicrobica attraverso un'ampia gamma di servizi professionali: screening, consulenza sull'uso prudente di antibiotici e altri antimicrobici, corretto smaltimento, vaccinazioni ecc… Sono operatori sanitari qualificati nell'esecuzione di point-of-care test per individuare i primi segni di malattie infettive e distinguere tra infezioni virali e batteriche. In alcuni Paesi i percorsi clinici integrati hanno mostrato risultati positivi nella dispensazione basata sul protocollo di antimicrobici a seguito di un test effettuato in farmacia. Inoltre, l'accesso da parte dei farmacisti di comunità alle cartelle cliniche elettroniche può contribuire al monitoraggio della carenza di antimicrobici. Lo afferma l'Unione farmaceutica europea (PGEU) attraverso il position paper all'antimicrobico resistenza (AMR), nel quale viene raccomandato un maggiore coinvolgimento dei farmacisti nel contribuire a contrastare l'AMR.
Maggiore coinvolgimento dei farmacisti territoriali per contrastare l'AMR
Il documento invita i responsabili politici, a livello nazionale ed europeo, a coinvolgere i farmacisti di comunità nei piani d'azione nazionali e nello sviluppo di politiche per contrastare efficacemente questa emergenza sanitaria pubblica.
Infatti, le farmacie sono i contesti in cui si svolgono la maggior parte delle consulenze con i pazienti sull'uso prudente di antibiotici e altri antimicrobici e, per questo, possono essere utilizzate come strutture sanitarie per efficaci campagne di sanità pubblica sulla resistenza antimicrobica (AMR).
Le aree di intervento contro AMR
Ecco le principali raccomandazioni indicate nel position paper suddivise in 5 macroaree di interesse:
Pratica di farmacia
- Espandere e premiare i servizi di farmacia su rinvio e prescrizione razionale, uso e smaltimento di antibiotici
- Sviluppare nuovi servizi e protocolli sulla gestione responsabile dei disturbi più comuni evitando visite mediche non necessarie e diminuendo la pressione nei pronto soccorso
- Promuovere i point-of-care test per lo screening delle infezioni microbiche nelle farmacie • Ampliare i servizi di vaccinazione in farmacia
- Consolidare la formazione degli studenti e dei professionisti con programmi sull'AMR nell'ambito One Health • Implementare e mantenere le misure di prevenzione e controllo delle infezioni attraverso programmi di formazione per i farmacisti territoriali
- Garantire che i protocolli di smaltimento e raccolta guidati dalle farmacie, ove implementati, siano adeguatamente finanziati
Prescrizione e confezionamento
- Semplificare e armonizzare la prescrizione e la dispensazione di antimicrobici in confezioni secondo la durata del trattamento
- Promuovere standard in modo che sia sempre specificata chiaramente l'indicazione per i farmaci antimicrobici
- Promuovere l'uso responsabile e razionale degli antimicrobici attraverso campagne di promozione della salute nelle farmacie
Evitare e gestire la carenza di medicinali antimicrobici
- Introdurre misure a livello nazionale che garantiscano ai farmacisti territoriali una maggiore flessibilità nel trovare alternative adeguate quando un medicinale non è disponibile
- Garantire la sicurezza dell'approvvigionamento degli antimicrobici esistenti, attraverso una fornitura tempestiva e adeguata, compresi schemi dinamici di stoccaggio a livello nazionale ed europeo
- Combattere le vendite online extra-UE incoraggiando l'uso di farmacie "fisiche"
Comunicazione
•Implementare l'uso fascicolo sanitario e cartelle cliniche elettroniche condivise per aumentare la sicurezza del paziente e una collaborazione senza soluzione di continuità tra gli operatori sanitari
- Implementare la prescrizione elettronica per facilitare la raccolta di dati per monitorare l'uso di antimicrobici
- Continuare a coinvolgere e sostenere i farmacisti di comunità nei piani d'azione AMR sviluppati a livello europeo, livello nazionale, regionale e locale
- Aumentare la collaborazione e la comunicazione tra i farmacisti e le altre parti interessate avvalendosi dei farmacisti territoriali per sensibilizzare e migliorare l'accesso alla vaccinazione
Innovazione
•Costruire nuovi modelli di business/incentivi per stimolare lo sviluppo di nuovi antibiotici, in particolare attraverso incentivi push and pull, partenariati pubblico-privato, consentendo finanziamenti per società di ricerca in fase di avvio e un'adeguata scalabilità.