Prevenzione cardiovascolare e dieta: determinare l’efficacia dello schema alimentare

Prevenzione cardiovascolare e dieta: determinare l’efficacia dello schema alimentare

fonte: www.farmacista33.it

Prevenzione cardiovascolare e dieta: determinare l'efficacia dello schema alimentareQuando si parla di salute e prevenzione, è noto che l'alimentazione giochi un ruolo importante. La dieta, dicono i dati, è una delle principali cause di morte e malattia: a livello mondiale si attribuiscono alle abitudini alimentari sbagliate il 22% dei decessi fra le persone adulte e il 15% di disabilità (calcolata come somma degli anni di vita persi per mortalità prematura e degli anni di vita vissuti in condizioni di salute non ottimale o di disabilità). Le principali diete che riducono il rischio cardiovascolare sono quelle a basso contenuto di grassi totali o saturi, la dieta Mediterranea (o più correttamente uno stile dietetico di tipo mediterraneo) e la dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension).
Da un punto di vista delle evidenze scientifiche qual è la forza di queste affermazioni? Sulla base di quali dati è possibile trarre indicazioni terapeutiche o linee guida, in particolare in presenza di un rischio di malattia?

Efficacia su mortalità e principali eventi cardiovascolari
La maggior parte delle evidenze disponibili a carico di questi programmi, infatti, non presenta prove robuste, o perché non sono derivate da studi randomizzati o perché, anche quando tratte da meta-analisi a coppie di studi randomizzati controllati, non danno risposte certe sulla mortalità (pur suggerendo per alcuni schemi una riduzione degli eventi cardiovascolari). Un articolo pubblicato su British Medical Journal fa un po' di chiarezza perché riporta le conclusioni di un'analisi dei principali sette schemi dietetici e il rischio di mortalità ed eventi cardiovascolari gravi, eseguita sulla base della metodologia GRADE (Grading of Recommendations, Assessment, Development and Evaluation): un sistema che valuta la qualità (o la certezza) dell'evidenza e la forza delle raccomandazioni. Questo approccio, sviluppato da una collaborazione internazionale di scienziati nel 2000 è oggi considerato lo standard di sviluppo di linee guida e di raccomandazioni cliniche basate sull'evidenza. È, per esempio, il metodo utilizzato in tutte le revisioni Cochrane.
L'obiettivo dello studio è stato proprio quello di determinare l'efficacia relativa di programmi dietetici per la prevenzione della mortalità e dei principali eventi cardiovascolari in pazienti critici. Va precisato che oltre alle considerazioni sullo stile alimentare, i programmi dietetici valutati potevano includere anche esercizio fisico, supporto comportamentale e altri interventi secondari come il trattamento farmacologico.
Gli outcome e le misurazioni dell'analisi comprendevano tutte le cause di mortalità, la mortalità cardiovascolare e gli eventi cardiovascolari come ictus, infarto miocardico non fatale e interventi cardiovascolari non pianificati.

Sette schemi dietetici a confronto
I risultati dell'analisi su una platea di 35.548 pazienti che seguivano 7 schemi dietetici diversi hanno infine confermato - con un grado di certezza moderato - che i programmi che promuovono le diete di stile mediterraneo e quelle a basso contenuto di grassi, con o senza attività fisica o altri interventi, sono quelle che possono ridurre la mortalità per tutte le cause e l'infarto miocardico non fatale nei pazienti con aumentato rischio cardiovascolare (a differenza di tutti gli altri programmi valutati i cui i risultati non superavano il livello minimo).
La Dieta Mediterranea quindi, già considerata universalmente uno schema dietetico salutare grazie ad una combinazione di alimenti ricchi di antiossidanti e molecole antinfiammatorie, si conferma uno strumento di prevenzione adeguato per la salute cardiovascolare, in modo particolare per quanti sono già ad alto rischio di esiti gravi o fatali.

Pazienti anziani crescono: farmacie essenziali nella presa in carico

Pazienti anziani crescono: farmacie essenziali nella presa in carico

fonte: www.farma7.it

Il numero dei pazienti anziani aumenta e il nostro Welfare State non riesce a dare risposte adeguate al crescere del fenomeno, come sottolinea il recente rapporto dell’Osservatorio Censis-Tendercapital sulla Silver Economy. Qui si apre un importante spazio per il ruolo delle farmacie territoriali, capillarmente diffuse dappertutto, nella presa in carico dei pazienti anziani.

Le difficoltà del nostro welfare di fronte all’aumento dei pazienti anziani possono trovare una importante risposta nel rafforzamento del ruolo della farmacia territoriale.
“Nonostante le difficoltà dell’attuale fase storica, che raccoglie le conseguenze dannose di eventi come la pandemia e la guerra russo-ucraina e con l’inflazione che rappresenta una delle principali preoccupazioni per la tenuta del welfare gli anziani restano un punto di riferimento concreto nel panorama sociale e per le proprie famiglie” (Il Messaggero – 8 giugno 2023), ha infatti affermato Moreno Zani, presidente di Tendercapital, in occasione della presentazione degli ultimi dati dell’Osservatorio Censis-Tendercapital sulla “Silver Economy”.

In particolare, il rapporto rileva come i finanziamenti al welfare appaiano oggi inadeguati rispetto alle dinamiche di invecchiamento, all’aumento dei malati cronici e alla necessità di servizi per eventuali emergenze.

Secondo l’Osservatorio Censis-Tendercapital, l’84% dei pazienti anziani ha incontrato difficoltà nell’accesso alle prestazioni del Ssn nell’ultimo anno.
In ambito sanitario, per esempio, per l’84% degli anziani nell’ultimo anno è diventato più difficile accedere alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale della propria Regione, a causa di liste di attesa sempre più lunghe. Per pagare servizi e prestazioni sanitarie, cui è difficile accedere gratuitamente in tempi ragionevoli, gli anziani utilizzano i propri risparmi.

Le persone con più di 65 anni sono 14,2 milioni -ovvero 3,3 milioni (+30,6%) di individui in più rispetto a venti anni fa- e si prevede che nei prossimi venti anni gli anziani diventeranno circa 19 milioni, con un aumento del 33,7%. Dati che invitano a riflettere sull’importanza del ruolo svolto dalla farmacia nella presa in carico del paziente sul territorio, in collaborazione con gli altri professionisti della salute in un’ottica multidisciplinare.

La risorsa della telemedicina in farmacia
La farmacia è tradizionalmente un punto di riferimento sul territorio per le persone anziane, spesso affette da più patologie contemporaneamente, che trovano nel farmacista un interlocutore al quale affidarsi con fiducia. E, ancora una volta, tradizione e innovazione si incontrano e si fondono in un circolo virtuoso: pensiamo solo alle potenzialità che le nuove tecnologie e, nello specifico, la telemedicina, possono avere nel fornire un’assistenza territoriale integrata e facilmente accessibile -grazie alla diffusione capillare delle farmacie- e ai vantaggi che il cittadino potrebbe trarne, per esempio, sul piano del monitoraggio dell’aderenza alla terapia.

Per questo è importante avvalersi di tutte le risorse disponibili, a cominciare da quelle messe a disposizione dal Pnrr, per attuare un’assistenza sanitaria capace di mettere davvero il paziente al centro. (SM)

Health influencers e comunicazione diretta al paziente

Health influencers e comunicazione diretta al paziente

fonte: https://www.digitalmarketingfarmaceutico.it

La figura dell’influencer comincia ad essere sempre più utilizzata anche per la comunicazione diretta al paziente.
Non è raro imbattersi in dirette sui social media dove medici trattano argomenti di salute o influencers che supportano delle campagne di disease awareness.

Quali possono essere gli impatti per la comunicazione per la salute?

Da sempre la comunicazione per essere efficace deve usare un linguaggio accessibile e per essere credibile deve arrivare da persone che si sono conquistate autorevolezza nel loro ambito, come per esempio i medici o da pari per i quali abbiamo fiducia.

I social media hanno accorciato le distanze tra le persone facendo rientrare nella categoria dei “pari” anche gli influencers, che non sono solo delle persone famose, ma molto spesso sono delle persone della vita quotidiana che hanno deciso di condividere in modo frequente e strutturato le loro esperienze ed opinioni.

Ecco perché in una campagna diretta al pubblico, gli Health Influencers, danno un contributo concreto sia nella preparazione dei contenuti che nella loro diffusione con linguaggio e modalità adatti al pubblico dei nostri giorni.

La nostra agenzia ha esperienza nell’individuazione e coinvolgimento di medici ed influencers per campagne di comunicazione al pubblico.

Tra gli altri un esempio recente è quello della campagna RaccontARTi realizzata dalla nostra agenzia per IBSA Farmaceutici.

L’influencers Georgette Polizzi, grazie alle sue esperienze personali e alla sua capacità di comunicazione è stata in grado di supportare le persone che stanno intraprendendo un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita.

I suoi interventi sono stati accompagnati dalla divulgazione più scientifica effettuata con il contributo di medici e psicologi.

ANTIBIOTICO RESISTENZA. SCREENING, TEST, DOSE: LE RACCOMANDAZIONI PER I FARMACISTI

ANTIBIOTICO RESISTENZA. SCREENING, TEST, DOSE: LE RACCOMANDAZIONI PER I FARMACISTI

Antibiotico resistenza. Screening, test, dose unitaria di farmaci: le raccomandazioni per i farmacisti
Antibiotico resistenza (AMR): il PGEU condivide le raccomandazioni per i farmacisti di comunità. Ecco su cosa si deve intervenire

I farmacisti di comunità svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle infezioni e nella promozione della gestione antimicrobica attraverso un'ampia gamma di servizi professionali: screening, consulenza sull'uso prudente di antibiotici e altri antimicrobici, corretto smaltimento, vaccinazioni ecc… Sono operatori sanitari qualificati nell'esecuzione di point-of-care test per individuare i primi segni di malattie infettive e distinguere tra infezioni virali e batteriche. In alcuni Paesi i percorsi clinici integrati hanno mostrato risultati positivi nella dispensazione basata sul protocollo di antimicrobici a seguito di un test effettuato in farmacia. Inoltre, l'accesso da parte dei farmacisti di comunità alle cartelle cliniche elettroniche può contribuire al monitoraggio della carenza di antimicrobici. Lo afferma l'Unione farmaceutica europea (PGEU) attraverso il position paper all'antimicrobico resistenza (AMR), nel quale viene raccomandato un maggiore coinvolgimento dei farmacisti nel contribuire a contrastare l'AMR.

Maggiore coinvolgimento dei farmacisti territoriali per contrastare l'AMR
Il documento invita i responsabili politici, a livello nazionale ed europeo, a coinvolgere i farmacisti di comunità nei piani d'azione nazionali e nello sviluppo di politiche per contrastare efficacemente questa emergenza sanitaria pubblica.
Infatti, le farmacie sono i contesti in cui si svolgono la maggior parte delle consulenze con i pazienti sull'uso prudente di antibiotici e altri antimicrobici e, per questo, possono essere utilizzate come strutture sanitarie per efficaci campagne di sanità pubblica sulla resistenza antimicrobica (AMR).

Le aree di intervento contro AMR
Ecco le principali raccomandazioni indicate nel position paper suddivise in 5 macroaree di interesse:

Pratica di farmacia

  • Espandere e premiare i servizi di farmacia su rinvio e prescrizione razionale, uso e smaltimento di antibiotici
  • Sviluppare nuovi servizi e protocolli sulla gestione responsabile dei disturbi più comuni evitando visite mediche non necessarie e diminuendo la pressione nei pronto soccorso
  • Promuovere i point-of-care test per lo screening delle infezioni microbiche nelle farmacie • Ampliare i servizi di vaccinazione in farmacia
  • Consolidare la formazione degli studenti e dei professionisti con programmi sull'AMR nell'ambito One Health • Implementare e mantenere le misure di prevenzione e controllo delle infezioni attraverso programmi di formazione per i farmacisti territoriali
  • Garantire che i protocolli di smaltimento e raccolta guidati dalle farmacie, ove implementati, siano adeguatamente finanziati

Prescrizione e confezionamento

  • Semplificare e armonizzare la prescrizione e la dispensazione di antimicrobici in confezioni secondo la durata del trattamento
  • Promuovere standard in modo che sia sempre specificata chiaramente l'indicazione per i farmaci antimicrobici
  • Promuovere l'uso responsabile e razionale degli antimicrobici attraverso campagne di promozione della salute nelle farmacie

Evitare e gestire la carenza di medicinali antimicrobici

  • Introdurre misure a livello nazionale che garantiscano ai farmacisti territoriali una maggiore flessibilità nel trovare alternative adeguate quando un medicinale non è disponibile
  • Garantire la sicurezza dell'approvvigionamento degli antimicrobici esistenti, attraverso una fornitura tempestiva e adeguata, compresi schemi dinamici di stoccaggio a livello nazionale ed europeo
  • Combattere le vendite online extra-UE incoraggiando l'uso di farmacie "fisiche"

Comunicazione
•Implementare l'uso fascicolo sanitario e cartelle cliniche elettroniche condivise per aumentare la sicurezza del paziente e una collaborazione senza soluzione di continuità tra gli operatori sanitari

  • Implementare la prescrizione elettronica per facilitare la raccolta di dati per monitorare l'uso di antimicrobici
  • Continuare a coinvolgere e sostenere i farmacisti di comunità nei piani d'azione AMR sviluppati a livello europeo, livello nazionale, regionale e locale
  • Aumentare la collaborazione e la comunicazione tra i farmacisti e le altre parti interessate avvalendosi dei farmacisti territoriali per sensibilizzare e migliorare l'accesso alla vaccinazione

Innovazione
•Costruire nuovi modelli di business/incentivi per stimolare lo sviluppo di nuovi antibiotici, in particolare attraverso incentivi push and pull, partenariati pubblico-privato, consentendo finanziamenti per società di ricerca in fase di avvio e un'adeguata scalabilità.

Il ruolo dei farmacisti per la sostenibilità ambientale

Il ruolo dei farmacisti per la sostenibilità ambientale

Il report della Fip sulla sostenibilità riassume quanto emerso da una tavola rotonda di esperti sul tema tenutasi lo scorso 21 febbraio. Ai farmacisti viene riconosciuto un ruolo importante per quanto attiene alla sostenibilità ambientale, che deve essere favorita e sostenuta dall’uso delle tecnologie, da strategie di misurazione degli outcome e da una formazione continua dei professionisti

Il ruolo dei farmacisti rispetto all’ambiente è duplice: da una parte contribuiscono nella loro pratica quotidiana alla sostenibilità ambientale, mentre dall’altra si occupano di pazienti colpiti da patologie determinate da fattori ambientali, come l’inquinamento.

È quanto emerge dal report “Sustainability in health care: the role of the pharmacist and pharmacy practice” pubblicato dalla Fip (International pharmaceutical federation). Il report riassume quanto emerso nel corso di una round table di esperti riunitisi sul tema lo scorso 21 febbraio.

«I farmacisti sono fondamentali nella gestione delle cure respiratorie e nella promozione di cambiamenti pratici tra i pazienti delle loro comunità. Possono migliorare i risultati di salute dei pazienti consentendo diagnosi tempestive attraverso meccanismi di screening precoce, ottimizzando la scelta dei farmaci e fornendo istruzione e consulenza ai pazienti. Possono anche sostenere in modo proattivo i pazienti nell’adozione di misure preventive contro l’inquinamento atmosferico, in modo che possano respirare meglio» si legge nel documento.

La tavola rotonda ha cercato di:

identificare e mappare programmi educativi e processi di valutazione per sostenere la forza lavoro in farmacia;
comprendere e dare priorità alle strategie che le farmacie possono adottare per favorire la sostenibilità sociale, ambientale ed economica;
identificare le opportunità per la farmacia di sostenere e contribuire allo sviluppo e all’avanzamento delle politiche sull’inquinamento atmosferico e sulla salute.
I farmacisti, figure di riferimento per i cittadini e non solo
L’importante ruolo dei farmacisti per la sostenibilità è un tema cruciale emerso dalla tavola rotonda, che ha evidenziato la necessità che i farmacisti assumano un ruolo proattivo nella promozione della sostenibilità. Come professionisti di fiducia per i cittadini, possono svolgere un ruolo nell’educare il pubblico e gli altri operatori sanitari alle pratiche sostenibili.

Promuovere una formazione continua
Un secondo tema importante emerso dalla tavola rotonda è quello relativo alla necessità di una formazione continua dei farmacisti. Poiché il panorama sanitario continua a evolversi e l’impatto dell’inquinamento atmosferico e della sostenibilità diventano sempre più rilevanti, è fondamentale che i farmacisti si mantengano aggiornati sugli ultimi sviluppi e sulle migliori pratiche in materia di sostenibilità, cambiamenti climatici e altre aree correlate. Programmi di istruzione e formazione continua possono contribuire a garantire che i farmacisti siano dotati delle conoscenze e delle competenze necessarie per fornire cure di alta qualità, riducendo al minimo l’impatto ambientale della loro attività.

Un aspetto importante in tal senso è relativo al corretto smaltimento dei farmaci, un aspetto non noto a tutti i professionisti di settore. «Attraverso l’istruzione e la formazione continua, i farmacisti possono essere resi edotti sui modi adeguati per smaltire i medicinali e su come questo aspetto vada a impattare sulle emissioni di carbonio» si legge nel report.

Misurare la sostenibilità e implementare le tecnologie
Altri due aspetti considerati cruciali dai partecipanti alla tavola rotonda sono stati l’esigenza di monitorare e misurare i progressi in termini di sostenibilità ambientale. «La misurazione dell’impatto è un aspetto cruciale di qualsiasi progetto o iniziativa perché consente di valutare sistematicamente se i risultati previsti sono stati raggiunti o meno” recita ancora il rapporto FIP. Infine, largo spazio alle tecnologie, il cui ricorso risulta comunque favorevole anche per aspetti legati all’ambiente.

COMUNICARE I SERVIZI IN FARMACIA: GUIDA PRATICA

COMUNICARE I SERVIZI IN FARMACIA: GUIDA PRATICA

di Luca Sartoretto Verna

Con l’evoluzione delle esigenze dei pazienti e le innovazioni tecnologiche, il ruolo della farmacia si sta rapidamente espandendo per includere una serie di #servizi come la #telemedicina, le #medicalSpa e le #autoanalisi.

Da architetto specializzato in farmacie, vorrei condividere alcuni consigli su come pubblicizzare efficacemente questi nuovi servizi, creando un ambiente accogliente, funzionale ed intuitivo.

  1. Segnaletica:
    La segnaletica gioca un ruolo cruciale nella guida dei pazienti attraverso la farmacia. Creare segnaletica chiara e visibile per i nuovi servizi, utilizzando un linguaggio semplice e immediatamente riconoscibile. Posizionate i cartelli in punti strategici: vicino all’entrata, nelle zone di attesa, nelle vetrine e nelle zone di passaggio.
  2. Tone of Voice:
    Il modo in cui comunichiamo con i clienti è fondamentale. Il tono deve essere professionale, ma anche cordiale e accessibile. Per esempio, “Scopri la nostra nuova Medical Spa. Un luogo dedicato al tuo benessere, con trattamenti personalizzati per te”.
  3. Approccio al paziente:
    L’approccio al paziente dovrebbe essere proattivo. Educate i collaboratori su come presentare i nuovi servizi ai pazienti. La chiave è capire le esigenze e suggerire il servizio appropriato.
  4. Gestione delle Informazioni:
    È essenziale gestire con cura le informazioni relative ai nuovi servizi. Creare dei volantini informativi e assicurarsi che il personale sia ben informato per rispondere a tutte le domande dei pazienti.
  5. Prenotazioni e pagamenti:
    Fornire più opzioni per le prenotazioni e i pagamenti. Ad esempio, potete offrire prenotazioni tramite telefono, e-mail, sito web o app dedicata. Per i pagamenti, considerate l’opzione del pagamento online o tramite app, oltre ai metodi tradizionali.
  6. Approccio alla Vendita:
    L’approccio alla vendita deve essere orientato al servizio. Mostrate ai pazienti come questi nuovi servizi possono migliorare la loro salute e il loro benessere.
  7. Segnaletica in Vetrina:
    Usate la vetrina per pubblicizzare i nuovi servizi. Una vetrina ben progettata può attirare l’attenzione dei passanti e invitarli a entrare per scoprire di più.

Insomma, pubblicizzare efficacemente i nuovi servizi in farmacia richiede una comunicazione chiara, un ambiente ben progettato e un approccio al servizio orientato al cliente. Con questi suggerimenti, siete pronti per portare la vostra farmacia al prossimo livello.