di Redazione SoFarmaMorra | 31 Gennaio 2025 | Mondo Farmacia
fonte: www.pharmaretail.it
Liberare il tempo del farmacista: il Channel & Retail Lab del SDA Bocconi propone l’assistente di farmacia
Da mesi il tema dell’assistente farmacista è al centro di polemiche nel settore e molte ne ha suscitate sui social, ancora prima di essere presentata, la ricerca “La figura dell’assistente farmacia” condotta dal Channel & Retail Lab del SDA Bocconi, in collaborazione con Digital Solutions, Haleon, PHOENIX Pharma Italia, New Line Ricerche di Mercato, Teva Pharmaceuticals. Nonostante Erika Mallarini, docente SDA Bocconi e autrice della ricerca, avesse chiarito fin da subito che lo studio si riferiva a figure di back office e non a una professione sanitaria a supporto o in sostituzione del farmacista.
La ricerca è stata infine presentata il 27 gennaio in SDA Bocconi ed è stata seguita da una tavola rotonda a cui hanno partecipato Marco Cossolo, presidente di Federfarma e Stefano del Missier, Direttore Generale AMF Spa.
Perché liberare il tempo del farmacista è essenziale
Dopo i saluti di Sandro Castaldo, direttore del Channel & Retail Lab, è intervenuta Erika Mallarini (nella foto) che ha spiegato le motivazioni alla base dello studio: «Con i partner dell’area Health del Channel & Retail Lab, New Line, Teva e altri attori del settore, stavamo affrontando tematiche cruciali per il presente e il futuro della farmacia. Siamo partiti dal concetto di consulenza perché il valore aggiunto, indipendentemente dal tipo di farmacia, risiede nella capacità di rispondere alle esigenze dei clienti. Le aziende hanno bisogno che il farmacista fornisca consulenze efficaci per spiegare i prodotti. Il nostro punto di partenza non è stato quindi discutere della figura dell’assistente di farmacia: a questo tema siamo arrivati in seguito. L’obiettivo iniziale era capire come liberare tempo al farmacista per consentirgli di concentrarsi sulla consulenza e sui servizi. Il ruolo della farmacia sta cambiando, introducendo nuove proposte di servizi. La “farmacia dei servizi” non è una novità, ma non deve essere vista come un’aggiunta: è una parte integrante del modello attuale, che richiede un’organizzazione differente. La variabile “tempo” è stata quindi al centro delle nostre riflessioni. Il farmacista è un professionista altamente formato, ma persistono una serie di criticità che impediscono di raggiungere risultati ottimali nei rapporti con l’industria, la distribuzione e naturalmente i pazienti».
La centralità della consulenza
Mallarini ha sottolineato come la competenza del personale sia il primo elemento che spinge i clienti a scegliere una farmacia, superando anche la prossimità: «Oltre il 60% degli intervistati ha dichiarato di chiedere consiglio al farmacista, e subito dopo le caratteristiche del prodotto, il consiglio del farmacista emerge come determinante nella scelta».
Un focus è stato dedicato anche al farmaco equivalente: oltre l’80% dei farmacisti lo consiglia abitualmente, e i pazienti lo accettano principalmente perché convinti che il suggerimento del farmacista sia sinonimo di sicurezza. Tuttavia, il tempo a disposizione per la consulenza si è drasticamente ridotto: «Prima del Covid, i pazienti trascorrevano in media 7 minuti al banco; oggi il tempo si è più che dimezzato, riducendosi a circa 3 minuti. Questo limite incide direttamente sulle potenzialità del consiglio: il 92% dei clienti acquista solo ciò che ha pianificato».
Differenze generazionali e organizzazione del lavoro
La ricerca ha anche indagato le aspettative delle generazioni di farmacisti, evidenziando profonde differenze tra Gen Y e Z. La Generazione Y individua come principali criticità le scarse opportunità di carriera e la percezione che il lavoro in farmacia sia poco coerente con il percorso di studi, poiché troppo tempo è dedicato ad attività non legate alla consulenza. Tuttavia, aspetti come la stabilità, il contatto con il pubblico e la possibilità di specializzazione – ad esempio in dermocosmesi – sono considerati punti di forza. La Generazione Z, invece, lamenta una sensazione di isolamento e cerca maggiore collaborazione, trovando spesso più attrattive le reti strutturate.
«Dopo aver indagato la percezione della professione nelle diverse generazioni, abbiamo analizzato i servizi» ha detto Mallarini: «E abbiamo inoltre identificato quali attività possono essere standardizzate, digitalizzate o automatizzate, con l’obiettivo di ottimizzare il tempo e rendere i processi più fluidi, identificandone diverse come la gestione degli ordini e delle scorte, la documentazione amministrativa, l’aggiornamento di applicazioni per l’home delivery, il controllo dei prodotti scaduti e l’archiviazione delle fatture. Si tratta di attività time-consuming che, grazie alla tecnologia, l’uso dell’intelligenza artificiale e del supporto di figure di assistenza in farmacia possono essere standardizzate».
Tre figure per ottimizzare il lavoro del farmacista
In Germania e Svizzera esistono figure di assistente farmacista con percorsi formativi regolamentati, ma non sono quelle su cui la ricerca si è focalizzata, anche perché lo scenario italiano è completamente diverso dal punto di vista normativo, ma anche della sostenibilità economica. Sono state invece identificate tre figure di back office che possono contribuire a liberare tempo al farmacista e valorizzare le sue competenze professionali, mitigando anche il nodo cruciale della disaffezione alla professione: l’Assistente Esecutivo, l’Assistente Operativo, l’Assistente di punto di vendita: «Tre perché le farmacie sono molto diverse fra di loro, in base a tipologia e collocazione» ha chiarito Mallarini.
Assistente Esecutivo: laureato triennale o con esperienza gestionale, si occuperebbe di attività come supporto amministrativo al titolare, preparazione di relazioni, aggiornamento dei sistemi e gestione del personale
Assistente Amministrativo: con diploma come requisito minimo, potrebbe gestire le attività di segreteria, apparecchiature d’ufficio, fornitori e documentazione contabile
Assistente di Punto Vendita: anche qui il diploma è sufficiente; questa figura si occuperebbe di prenotazioni, gestione scorte, controllo prodotti scaduti e altre attività operative
Fare rete come risposta alla disaffezione
Nella tavola rotonda che è seguita alla presentazione della ricerca hanno dialogato Marco Cossolo e Stefano del Missier, Marco Cossolo (nella foto) ha sottolineato: «Figure di supporto al farmacista, come il magazziniere, sono sempre esistite. In una farmacia in continua evoluzione e con l’espansione dei servizi, il contributo di personale dedicato alla gestione delle attività burocratiche e amministrative può rappresentare un valore aggiunto, favorendo la crescita della farmacia e valorizzando la professione. Il tema della disaffezione è innegabile: bisogna riorganizzare il modello lavorativo, anche in termini economici, per aumentare gli stipendi dei farmacisti. Fare rete è fondamentale, anche nelle farmacie indipendenti».
D’accordo Stefano Del Missier: «La chiave è proprio quella di fare rete. Le nostre nove farmacie di Cinisello rappresentano un’azienda. Esistono sinergie economiche di scala e opportunità di carriera: per esempio, abbiamo introdotto una buyer per tutta la rete e le risorse in più sono state redistribuite, permettendo ai farmacisti un aumento del 10% in busta paga».
Digitalizzazione, AI e gestione del tempo in farmacia
«Oltre che sulle risorse umane, la ricerca ha esplorato un’altra forma di assistenza per la gestione della farmacia: quella digitale» ha spiegato Mallarini. Lo studio “L’assistente digitale” è stato presentato da Claudio Raimondi (SDA Bocconi): «L’evoluzione digitale offre strumenti come bot e sistemi deterministici che possono supportare il farmacista in diversi ambiti: dall’ottimizzazione del cross-selling alla gestione delle informazioni su effetti indesiderati dei farmaci. Anche l’ottimizzazione degli stock e delle promozioni è resa più efficiente grazie all’analisi di serie storiche, previsioni di vendita e strumenti per la gestione dello scaffale e dei panieri».
Ha proseguito Raimondi: «Al momento, come tutti sapete, l’e-commerce in Italia è possibile solo per i farmaci senza prescrizione ma il panorama potrebbe cambiare. Viviamo in un mondo sempre più connesso, in cui il consumatore dà per scontata la possibilità di acquistare online, prenotare servizi e fissare appuntamenti. Questo potrebbe includere, in futuro, anche farmaci con ricetta e l’introduzione di sperimentazioni come figure di farmacista virtuale per far fronte a eventuali carenze di personale».
E ha concluso con una provocazione che suona come una sveglia: «L’arrivo di Amazon Pharmacy, che già vende farmaci su prescrizione negli Stati Uniti e che si appresta a entrare nel mercato italiano (con un punto in apertura a Piazza Cadorna), rappresenta una grande incognita. Questi “signori” magari non sono esperti in farmacia, ma sicuramente lo sono sull’online e sul consumatore e sono sicuramente abbastanza facoltosi anche per investire nel nostro mercato».
di Redazione SoFarmaMorra | 21 Gennaio 2025 | Mondo Farmacia
fonte: www.farma7.it
Il nuovo Codice della strada ha inasprito le pene per chi si mette alla guida in stato di alterazione da consumo di alcol, incrementando le vendite in farmacia di alcol test. Il fenomeno si è registrato soprattutto durante le festività, quando non sono mancate le occasioni per brindare, tra cene e festeggiamenti, al punto che molte farmacie hanno esaurito le scorte.
A Milano gli alcol test sono introvabili: lo riporta il quotidiano “La Repubblica” e così in tante altre città a province. Anche a Grosseto, riferisce il quotidiano “Il Tirreno”, dove in media 10-15 clienti al giorno entrano in farmacia per acquistare l’alcol test, le scorte si sono esaurite rapidamente. La conferma arriva dal presidente di Federfarma Grosseto, Alfredo Discepoli, e dal presidente dell’Ordine dei farmacisti di Grosseto, Iacopo Zanardi.
La paura di sanzioni e il timore di perdere la patente hanno fatto crescere l’attenzione di tantissimi automobilisti. Con effetti sulle forniture alle farmacie: molti esercizi hanno terminato le scorte in pochi giorni e faticano a rinnovarle, anche ricorrendo ad acquisti diretti. E oltre ai test monouso, cresce l’interesse per i modelli più professionali, verso i quali si orientano soprattutto aziende di trasporto e locali pubblici (bar e ristoranti in particolare).
Limiti e sanzioni
Per i neopatentati e i minori di 21 anni, il limite di alcol nel sangue deve essere pari a zero. Diversamente, si applicano sanzioni che vanno da 155 a 624 euro.
Chi ha esperienza alla guida non deve, invece, superare il limite di 0,5 g/l di alcol nel sangue. Se si supera questo limite, le sanzioni sono:
tra 0,5 e 0,8 g/l: multa da 573 a 2.170 euro e sospensione della patente da 3 a 6 mesi;
tra 0,8 e 1,5 g/l: arresto fino a 6 mesi, multa da 800 a 3.200 euro e sospensione della patente da 6 mesi a 1 anno;
oltre 1,5 g/l: arresto da 6 mesi a 1 anno, multa da 1.500 a 6.000 euro e sospensione della patente da 1 a 2 anni.
In caso di violazione è prevista anche la decurtazione di 10 punti dalla patente. Inoltre, chi è già stato condannato per guida in stato di ebbrezza dovrà montare un dispositivo “alcolock” e non potrà guidare se non a tasso alcolemico pari a zero, per un periodo che varia dai 2 ai 3 anni.
di Redazione SoFarmaMorra | 21 Gennaio 2025 | Mondo Farmacia
fonte: www.farmacista33.it
Gli psicologi hanno recentemente condiviso alcune linee guida per la prevenzione della violenza di genere e la gestione delle vittime. Angela Margiotta, farmacista e presidente dell’associazione Farmaciste Insieme, in un’intervista a Farmacista33 ha messo in luce come i farmacisti possono riconoscere e supportare le vittime di violenza domestica
Vittime di violenza: i segni, la comunicazione empatica e le frasi da non dire. Indicazioni pratiche per i farmacisti
Le linee di azione per contrastare la violenza di genere si articolano in prevenzione, contrasto e recupero. Si previene costruendo una cultura non violenta e individuando precocemente i segnali di maltrattamento. Il contrasto si attua supportando le vittime e accompagnandole in un percorso di uscita dalla violenza. Infine, si promuove il sostegno psicologico delle vittime. Il tutto richiede un approccio integrato e collaborativo tra istituzioni e professionisti. Queste sono le recenti linee guida promosse dal Consiglio nazionale degli psicologi e in questa ipotetica squadra i farmacisti possono fare la loro parte, forti della prossimità che spesso hanno con le vittime. Ne è convinta Angela Margiotta, farmacista e presidente dell’associazione Farmaciste Insieme, che in un’intervista a Farmacista33 ha messo in luce come i farmacisti possono riconoscere e supportare le vittime di violenza domestica.
Nuove linee guida degli psicologi: le quattro linee di azione
Secondo gli psicologi le linee di azione ritenute necessarie si concentrano su quattro ambiti principali. La prevenzione è fondamentale per costruire una cultura non violenta verso le donne, attraverso l’individuazione precoce dei maltrattamenti nei conflitti familiari e la formazione al riconoscimento delle forme di violenza iniziali, compresa la violenza assistita. È essenziale anche contrastare la violenza imminente o iniziale, attraverso il riconoscimento dei potenziali autori di stalking, la valutazione dei fattori di rischio e l’adozione di azioni mirate per la presa di coscienza e il cambiamento.
Il contrasto alla violenza agita richiede la valutazione del rischio esistente, interventi come accertamenti sanitari, l’attivazione del Codice Rosa, l’accompagnamento della vittima per uscire dalla situazione di violenza domestica, la protezione della vittima e dei minori coinvolti, e l’applicazione di misure di limitazione nei confronti dell’autore della violenza. Inoltre, è cruciale il recupero, il sostegno e l’inclusione della vittima, con l’obiettivo di prevenire la vittimizzazione secondaria, sostenendola psicologicamente e favorendo l’acquisizione dell’autonomia. Queste azioni si basano su una visione integrata e coordinata, che richiede la collaborazione tra istituzioni, servizi pubblici e professionisti per affrontare in modo efficace il fenomeno della violenza domestica e di genere.
Ascolto e fiducia primo passo per aiutare le vittime: le frasi da non dire
È in questo contesto che le farmacie territoriali stanno emergendo come un presidio di riferimento, anche in questo ambito, grazie alla vicinanza con le comunità e al rapporto di fiducia che i farmacisti instaurano con i cittadini.
“Come associazione Farmaciste Insieme, - ricorda Margiotta - portiamo avanti da oltre 15 il Progetto Mimosa che si concretizza nella presenza di locandine informative in numerose farmacie italiane. Questi materiali, contenenti informazioni utili e numeri di aiuto come il 1522, sono spesso un primo segnale di attenzione per le donne che subiscono violenza. Quest’anno lo presenteremo in una nuova chiave, e dal 2025 inizieremo un progetto nelle scuole, un’iniziativa itinerante in tutta Italia per sensibilizzare i giovani perché purtroppo, la violenza è presente anche tra i ragazzi: atteggiamenti come controllare il cellulare o impostare la localizzazione sono forme di controllo che non devono essere normalizzate.
Il primo passo per aiutare le vittime è instaurare un rapporto di fiducia. “La vittima deve sentirsi ascoltata, accolta e mai giudicata,” sottolinea Margiotta. Il farmacista può creare un ambiente sicuro, dove la donna si senta libera di parlare, magari in un angolo riservato della farmacia in cui garantire la privacy. È fondamentale, spiega la farmacista, “evitare frasi come “Lo potevo immaginare” o “Cerchi di combattere”, che rischiano di chiudere ogni possibilità di dialogo. L’ascolto empatico e non giudicante, unito a un sorriso rassicurante, è invece essenziale per favorire l’apertura”.
La formazione su questi temi sottolinea la farmacista “non è solo fondamentale ma indispensabile perché non è importante solo quello che diciamo, ma soprattutto quello che non dobbiamo dire mai. Perché, quando diciamo cose inappropriate le donne si chiudono e abbiamo perso un'opportunità, di dare il nostro valore aggiunto, di metterle in contatto”. Su questo fronte “abbiamo fatto un corso di formazione con Fondazione Cannavo dove proprio dove sono stati formati 10.000 farmacisti, dove tra i relatori c'era il dottor De Gioia, il magistrato che è un consigliere presso la prima sezione penale della Corte di Appello di Roma ed è un consulente giuridico della commissione di inchiesta di femminicidio. Inoltre, con la dottoressa Simonetta Mulinaro, portiamo avanti il progetto "Il farmacista informato sui fatti" che e fa formazione presso le farmacie”.
Segnali da riconoscere e comportamenti da adottare: i campanelli d'allarme
Lividi frequenti, comportamenti esitanti o atteggiamenti di paura possono essere campanelli d’allarme: “I segnali possono essere tanti. Il Progetto Mimosa porta in tutte le farmacie italiane una locandina dedicata e uno dei segnali, ad esempio, è vedere donne che la guardano con attenzione. La osservano più volte, altre volte la fotografano. È capitato che alcune donne poi rivelatesi vittime di violenza avessero fotografato la locandina”.
Un altro segnale “è la presenza di lividi. Se questi sono frequenti, possiamo è evidente che c’è un problema, un momento di difficoltà. Cerchiamo di instaurare un dialogo, con queste donne, anche se alcune donne abbassano lo sguardo. Sono comportamenti che possono indicare una situazione di disagio”.
Il farmacista deve intervenire con discrezione, offrendo informazioni sui centri di supporto e, se necessario, coinvolgendo le reti territoriali di psicologi e altri professionisti sanitari: “Fare rete tra operatori sanitari è fondamentale. Spesso veniamo chiamati dai centri antiviolenza del territorio dove rinviamo le vittime tramite il numero 1522”.
Intervenire sulla violenza è parte integrante della prevenzione
Un aspetto meno noto, ma fondamentale, è il legame tra violenza di genere e le ricadute sulla salute fisica e mentale. “Uno studio recente, - spiega Margiotta - hanno evidenziato che le donne vittime di violenza registrano un abbassamento della proteina BDNF, con conseguenze a lungo termine sulla salute psichiatrica e neurologica”.
La Brain-Derived Neurotrophic Factor è una proteina che svolge un ruolo cruciale nello sviluppo, nella sopravvivenza e nella plasticità delle cellule nervose nel cervello. Numerosi studi hanno evidenziato che le persone affette da depressione presentano livelli significativamente più bassi di BDNF, soprattutto in aree chiave del cervello come l’ippocampo e la corteccia prefrontale, che sono cruciali per la regolazione dell’umore, della memoria e dell’apprendimento. Lo studio citato dalla farmacista, condotto dall’Università di Padova, in collaborazione con della Johns Hopkins di Baltimora, ha dimostrato che la violenza reiterata porta a una riduzione significativa di BDNF in una zona del cervello. Un’evidenza che pone basi scientifiche del perché molte vittime di violenza domestica sviluppano, nel tempo, patologie neurologiche e psichiatriche gravi. In tale senso, conclude Margiotta “la farmacia, si conferma un presidio sanitario, in cui si può fare prevenzione a moltissimi livelli”.
di Redazione SoFarmaMorra | 21 Gennaio 2025 | Mondo Farmacia
fonte: www.pharmaretail.it
La manovra di bilancio 2025 ha ricevuto dal Parlamento l’approvazione definitiva prima della scadenza della fine dell’anno. Il testo della manovra è in linea con l’approccio dei provvedimenti economici approvati finora dal governo e prevede tra i numerosi provvedimenti, una serie di misure di interesse per la filiera, la farmacia e i farmacisti.
Ricette dematerializzate e quote di spettanza
In generale, per quanto riguarda il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, la manovra stanzia ulteriori risorse che si aggiungono a quelle già assegnate dalla legislazione vigente: nel complesso, il livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale passerà dai 136,5 miliardi del 2025 ai 141,3 miliardi del 2027.
La legge di bilancio 2025 prevede l’introduzione dell’obbligo di dematerializzare tutte le ricette mediche per la prescrizione di farmaci a carico del Servizio sanitario nazionale con l’obiettivo di migliorare il monitoraggio dell’appropriatezza prescrittiva e garantire un aggiornamento completo del Fascicolo sanitario elettronico.
La stessa norma rivede le quote di spettanza sul prezzo di vendita al pubblico delle specialità medicinali di classe A, che – fermo restando quanto già previsto relativamente alla quota minima spettante ai farmacisti – a decorrere dall’anno 2025, sono fissate per le aziende farmaceutiche e per i grossisti, rispettivamente, nella percentuale del 66 per cento e del 3,65 per cento. La maggiorazione dello 0,65 per cento spettante ai grossisti, rispetto a quanto stabilito nel 2010, è da intendersi quale quota non contendibile e non cedibile a titolo di sconto ad alcun soggetto appartenente alla filiera del farmaco. È riconosciuta, a favore degli stessi, una quota pari a euro 0,05 per ogni confezione di farmaco di classe A distribuita a favore delle farmacie territoriali, nel limite di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027. Secondo quanto riportato nella legge, questo trasferimento “intrafiliera” non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, rimanendo invariato il complesso delle risorse pubbliche destinate al rimborso dei farmaci di cui trattasi.
In un comunicato stampa congiunto inviato il 9 gennaio, ADF (Associazione Distributori Farmaceutici) e Federfarma Servizi accolgono con favore le misure introdotte, che però vengono definite “prime importanti misure”: “riteniamo che gli interventi previsti in finanziaria siano soltanto il primo passo di un percorso che, grazie ad una visione strategica di politica sanitaria di questo Governo, rafforzerà l’intera catena logistico-distributiva del farmaco”.
«Da numerosi anni i Distributori Intermedi attendevano misure tangibili a supporto delle loro Aziende per garantire la sostenibilità del servizio pubblico essenziale svolto e che solo ora, con la Manovra del 2025 e grazie ad una visione strategica del Ministero della Salute, iniziano finalmente a realizzarsi. Si tratta di un importante segnale di attenzione da parte del Governo per la nostra categoria, che trova oggi un primo, concreto sostegno a beneficio anzitutto del bisogno di salute dei cittadini» – afferma nel comunicato Walter Farris, presidente ADF.
«Con questa manovra finanziaria la catena logistico-distributiva del farmaco trova un primo, reale sostegno. Auspichiamo che questo si configuri come l’avvio di un percorso strutturale di attenzione e valorizzazione del servizio pubblico svolto quotidianamente dai Distributori Intermedi. Il nostro comparto, a differenza di altri operatori, ha patito l’assenza di qualsiasi intervento a sostegno dell’indispensabile ruolo avuto anche durante l’emergenza sanitaria generata dal Covid, pur avendo continuato a garantire il servizio alla collettività con margini che da molti anni non coprono neanche i costi operativi delle aziende», dichiara Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi.
Farmacia dei servizi
Con la manovra viene prorogata la sperimentazione della farmacia dei servizi anche per l’anno 2025: è prevista, infatti, la prosecuzione anche per l’anno corrente la copertura degli oneri per l’erogazione di tali servizi da parte delle farmacie, già oggi previsti a carico del Ssn, per un ammontare pari a 25,3 milioni di euro. La norma dispone inoltre che, entro il 30 settembre 2025, il Comitato paritetico ed il Tavolo tecnico effettuino la valutazione degli esiti della sperimentazione, finalizzata in particolare alla rendicontazione delle spese e dell’eventuale stabilizzazione dei nuovi servizi erogati in base al D.Lgs. n. 153/2009.
La manovra, inoltre fissa al 1° gennaio 2026 l’entrata in vigore del Programma nazionale di Health technology assessment (HTA – Valutazione delle tecnologie sanitarie) e per la definizione di una nuova codifica dei dispositivi medici, da parte del Ministero della salute. Le disposizioni intervengono, sui compiti dell’Osservatorio nazionale sui dispositivi medici, il quale assume questa nuova denominazione, e sulle incombenze delle regioni in merito al sistema di governo del settore dei dispositivi medici. Alle regioni, anche ai fini della verifica dell’adempimento, il compito di elaborare annualmente una relazione relativa al proprio sistema di governo del settore dei dispositivi medici e assegnano il budget aziendale per i dispositivi medici agli enti del Servizio sanitario regionale ai fini del rispetto del relativo tetto di spesa regionale.
Infine, agli specializzandi farmacisti (oltre che veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi) a decorrere dall’anno accademico 2024-2025 è corrisposta una borsa di studio per tutta la durata legale del corso, di importo parti a 4.773 euro lordi annui.
di Redazione SoFarmaMorra | 23 Dicembre 2024 | Mondo Farmacia
Appena arrivano i primi freddi si inizia a parlare di propoli, ma quali sono i benefici della propoli? A cosa serve e qual è la sua storia?
Iniziamo con qualche piccola curiosità.
La propoli è una sostanza prodotta dalle api, che funge per loro da materiale di costruzione e da isolante termico. Strano a dirsi, ma le api la usano per rinforzare la struttura dell’alveare e isolarlo dal caldo estivo o dal freddo invernale.
Inoltre, avendo proprietà antimicrobiche, è usata per rivestire l’alveare e proteggere quindi la colonia da malattie e ospiti poco graditi.
Le caratteristiche della propoli si conoscono da migliaia di anni. La sua scoperta risale a circa 6000 anni fa: gli antichi egizi la usavano per mummificare i faraoni e i medici greci la sfruttavano per trattare infezioni, ferite e cicatrici.
Allo stesso modo, anche gli Incas la usavano per curare la febbre e in Russia era sfruttata per curare le patologie dentali.
Dunque, la storia di questa sostanza incredibile è molto affascinante e antica, ma quali sono i benefici della propoli e cos’è propriamente?
LA PROPOLI
La propoli è una sostanza naturale prodotta dalle api, ha l’aspetto di una resina gommosa, appiccicosa, insolubile nell’acqua. Il colore varia dal marrone scuro, al giallo brillante, passando per il rosso e il color ambra. Ha un profumo fortemente aromatico.
Non tutti lo sanno, ma questa sostanza è costituita da oltre 200 composti, tra cui resine, cera, oli essenziali, polline e flavonoidi. La composizione, però, è molto variabile perché dipende dalla vegetazione e dai fiori che le api trovano.
Sappiamo tutti che le api hanno una struttura interna molto rigida, tanto che esistono dei veri e propri “lavori” che le api svolgono per l’alveare. Le api bottinatrici sono quelle che vanno di fiore in fiore o di albero in albero per raccogliere la propoli.
Una volta raccolte le diverse resine, le api bottinatrici, le trasportano con apposite sacche fino all’alveare. Nell’alveare inizia la lavorazione della propoli e la sua produzione varia da 50 gr a 100 gr all’anno.
QUALI SONO I BENEFICI DELLA PROPOLI?
Come abbiamo visto, questa sostanza benefica per il nostro organismo è composta da diversi elementi. È ricca di Sali Minerali (magnesio, calcio, iodio, potassio, zinco, manganese, ferro), flavonoidi e vitamine (B1, B2, B6, C, E), ma anche enzimi e acido caffeico.
Allo stesso tempo è ricca anche di aminoacidi, steroli e polisaccaridi.
Non dobbiamo stupirci se molti ritengono che sia un vero antibiotico naturale!
Non dimentichiamo, infatti, che tutti questi elementi che la compongono svolgono diverse funzioni, come quella antibatterica, antivirale, antifungina, cicatrizzante, antinfiammatoria, immunostimolante.
Le proprietà benefiche sono moltissime! Vogliamo anche sottolineare che è un’ottima alleata dell’apparato respiratorio, cutaneo e del sistema immunitario, tanto che è molto consumata durante l’autunno e l’inverno per curare influenza e mal di gola.
di Redazione SoFarmaMorra | 20 Dicembre 2024 | Mondo Farmacia
Inizia il periodo dell’influenza e quindi è giusto parlare di vaccino antinfluenzale!
In questi ultimi mesi abbiamo tutti sentito parlare di vaccino contro il Covid-19 e, con il passare del tempo e il bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti, ci siamo dimenticati di prendere in considerazione la possibilità di fare anche il vaccino antinfluenzale.
Approfondiamo meglio questo argomento!
• Perché è importante?
• Cos’è il vaccino antinfluenzale?
• Quando e chi deve farlo?
• Ci protegge dal Covid-19?
PERCHÉ È IMPORTANTE
È una tra le più importanti armi di prevenzione contro l’influenza stagionale, una patologia che ogni anno colpisce milioni di persone in tutto il mondo ed è dovuta ai virus influenzali.
È grazie al vaccino antinfluenzale che moltissime persone, specialmente anziane, possono vivere con serenità la stagione invernale; senza correre il rischio di fastidiose febbri, mal di testa, raffreddore e altre patologie.
COS’È IL VACCINO ANTINFLUENZALE
In Italia il vaccino usato è detto “trivalente”, ciò significa che contiene (e neutralizza) tre tipi diversi di virus: H1N1, H3N2 e di tipo B.
Esiste anche un vaccino quadrivalente.
La somministrazione avviene tramite una semplicissima iniezione intramuscolare fatta sul braccio o, se si tratta di bambini piccoli, sulla coscia.
Un’operazione molto semplice che dura in tutto pochi secondi.
Dobbiamo sapere che il vaccino antinfluenzale viene scelto in base ai virus isolati l’anno precedente, ciò significa che la sua efficacia dipende dalla corrispondenza tra i virus che hanno circolato la scorsa stagione e quelli che circoleranno in questa.
Significa che fare questo tipo di vaccino è inefficace? Assolutamente no, anzi, è molto importante, specialmente per la categorie che il Ministero della Salute.
QUANDO E CHI DEVE FARLO?
In Italia è possibile sottoporsi al vaccino nel periodo autunnale, infatti la campagna vaccinale è iniziata a metà Ottobre e proseguirà fino alla fine dell’anno.
Diversi studi e ricerche hanno stabilito che questo è il periodo migliore per il vaccino, anche in base al clima italiano e all’andamento delle epidemie influenzali.
In ambito europeo si concorda sul fatto che i principali destinatari del vaccino antinfluenzale debbano essere le persone di età pari o superiore ai 65 anni e quelle con patologie di base che possono complicare una semplice influenza. Nonostante ciò tutti possono richiedere il vaccino antinfluenzale, che è gratuito.
Chi sono quindi le persone che dovrebbero sottoporsi al vaccino?
• Over 65
• Bambini oltre i 6 mesi, ragazzi e adulti con patologie che possono portare a complicazioni importanti in caso di influenza. Ad esempio malattie croniche dell’apparato respiratorio, malattie cardiocircolatorie, tumori o malattie metaboliche.
• Donne in dolce attesa che, all’inizio dell’influenza, si trovano al secondo o terzo trimestre di gravidanza.
• Categorie di lavoratori come polizia, vigili del fuoco, chi è a contatto con pazienti e animali.
CI PROTEGGE DAL COVID-19?
Ecco due domande che interessano tutti noi.
Il vaccino antinfluenzale sostituisce quello per il Covid-19? La risposta è NO.
Il vaccino antinfluenzale protegge dal Covid-19? La risposta è NO.
L’influenza e il virus del Covid-19 sono due virus diversi, per cui è indispensabile vaccinarsi contro il Covid-19 per non essere soggetti a rischi.