Sanità digitale, in Italia crescono i servizi di telemedicina

Sanità digitale, in Italia crescono i servizi di telemedicina

Cresce la spesa in sanità digitale in Italia nel 2022, con un incremento del 7% rispetto all’anno precedente, per arrivare a 1,8 miliardi di euro di spesa. In aumento anche l’interesse dei cittadini per questo tipo di servizio, con una maggiore richiesta di App e dispositivi indossabili, secondo i risultati della ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano.

L’AI utilizzata per l’analisi delle immagini
La digitalizzazione del sistema sanitario in Italia sta proseguendo, «ma il tanto atteso cambio di passo che la Missione 6 Salute del Pnrr avrebbe dovuto imprimere agli investimenti in sanità digitale non è ancora tangibile. L’utilizzo delle risorse legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza si sta rivelando una sfida dall’esito tutt’altro che scontato», ha spiegato Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio. «La difficoltà di comprendere come realizzare concretamente questa opportunità è tra gli ostacoli più rilevanti allo sviluppo della sanità digitale secondo i principali decisori delle strutture sanitarie (49%), insieme alle limitate risorse economiche (58%)».

Un capitolo importante della digitalizzazione è quello del Fascicolo sanitario elettronico: dalla rilevazione svolta in collaborazione con Doxa Pharma emerge che nel 2023 il 35% dei cittadini ha fatto almeno un accesso al Fse (contro il 33% rilevato nel 2022) e la maggior parte di loro (53%) afferma di averlo usato solo per le funzionalità legate all’emergenza Covid (consultazione del Green Pass, dei certificati vaccinali, eccetra). Il rischio è che, essendosi affievolita la necessità di utilizzare i servizi per l’emergenza Covid, che questo strumento non guadagni ulteriore popolarità. Oltre a proseguire la realizzazione del Fascicolo Sanitario 2.0, alimentandolo in modo omogeneo e pervasivo di documenti e dati e arricchendolo di servizi utili al cittadino, per spingere sull’adozione di questo strumento sarà necessario rendere maggiormente evidenti ai cittadini i benefici derivanti dal suo utilizzo.

Tra i servizi più interessanti per il futuro ci sono la possibilità di visualizzare l’andamento dei propri parametri clinici (67%) e di consultare informazioni specifiche sulla propria patologia (65%).

I servizi di telemedicina stanno avendo, invece, una nuova ripresa: il 39% dei medici specialisti e il 41% dei Medici di medicina generale afferma di aver utilizzato servizi di televisita e rispettivamente il 30% e il 39% ha fatto ricorso al telemonitoraggio.

Infine, per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, tra le applicazioni a oggi più diffuse ci sono le soluzioni che consentono di analizzare immagini e segnali per fini diagnostici o di trattamento: il 29% delle strutture sanitarie afferma di aver avviato prime sperimentazioni in questa direzione. Si tratta delle applicazioni a oggi più utilizzate dai medici specialisti e considerate come più promettenti per il futuro (60%). Guardando, invece, ai Chatbot basati su AI e progettati per rispondere a quesiti emulando la conversazione umana, se da una parte potrebbero rappresentare una grande opportunità anche per la sanità, dall’altra non mancano preoccupazioni, soprattutto dal punto di vista etico e legale.

Loyalty in farmacia: a che punto siamo e su quali iniziative puntare?

Loyalty in farmacia: a che punto siamo e su quali iniziative puntare?

Anche quest’anno, E-fidelity ha presentato i dati dell’Osservatorio raccolti su oltre 1500 farmacie per fotografare la situazione della loyalty in Italia con l’obiettivo di offrire strumenti pratici alle farmacie per capire quali sono le azioni giuste da mettere in campo per organizzare un sistema di fidelizzazione efficace.
Marcello Genovese, Marketing Project Manager di E-fidelity, nel presentare la ricerca, che ha preso in esame dati relativi alle caratteristiche socio-demografiche dei clienti di farmacia, dati economici (come il valore del cliente, il valore dello scontrino medio, la differenza di fatturato parafarmaco su clienti con e senza card e il ritorno medio del cliente in farmacia) ha sottolineato: «per una farmacia che sta valutando di introdurre un sistema di fidelizzazione o che già lo utilizza, è importante avere una panoramica generale della loyalty, capire come si stanno muovendo le altre farmacie e quindi un benchmark di riferimento per potersi confrontare: questo è l’obiettivo del nostro osservatorio».

La ricerca ha analizzato un campione di 1519 farmacie in tutta Italia in un periodo di osservazione che ha coperto tutto il 2022 per un totale di 2.224.434 Card Attive e per un totale di 12.989.170 scontrini con card. Di queste farmacie, il 30% è rappresentato da farmacie private, il 60% da grandi circuiti, e il 10% da farmacie comunali.

Aumenta l’uso della card fra gli uomini
Una prima importante evidenza che è emersa dall’analisi degli aspetti socio demografici è che il 77% dei clienti delle farmacie che utilizza la card è donna, ma sta aumentando anche la percentuale di clientela maschile: «questo ci dà la possibilità di lavorare di un settore che fino a qui è stato poco cavalcato» osserva Genovese: «prima era la donna che faceva acquisti per entrambi, adesso la quota di uomini aumenta e merita di essere presa in considerazione, anche se parliamo ancora di due punti percentuali»

Non è cambiata invece dall’ultimo confronto l’età media del cliente con card che rimane ferma a 53-54 anni

Ma quanti sono i clienti che lasciano il proprio cellulare alla propria farmacia di riferimento? «Siamo al 63%, si tratta di un dato in aumento da cui vediamo che le farmacie hanno compreso che è molto utile chiedere i contatti del clienti, anche se un punto su cui lavorare è rappresentato dalla mail, lasciata solo dal 31% dei clienti e che invece rappresenta uno strumento utile per veicolare messaggi di massa».

Il catalogo e i premi
L’Osservatorio ha analizzato anche il sistema del catalogo e dei premi utilizzati in farmacia: «Il 68% delle farmacie decide di avere un catalogo solo buoni, il 22% inserisce anche premi» aggiunge Genovese: «Sta crescendo il gruppo che non utilizza solo strumenti tradizionali come il catalogo. Molte farmacie hanno deciso di introdurre un sistema premiante, anche semplice, per esempio un punto ogni euro. Ma sono molte quelle che ancora non utilizzano nessun sistema premiante, una scelta che rischia di essere molto penalizzante».

L’utilizzo della card in farmacia
«Dalla nostra fotografia emerge che sono mediamente 1700 le card attive per ogni farmacia. E vediamo che c’è una forte spinta da parte delle farmacie private nel proporre la card rispetto ai circuiti organizzati. Ma come e quanto vengono utilizzate? Dal nostro osservatorio vediamo che c’è una percentuale molto alta di utilizzo: ovvero l’87%. Questo ci dice che c’è una grande consapevolezza da parte del cliente nell’utilizzo della card».

Che cosa fare quando le card non vengono utilizzate
«Mediamente, negli ultimi 6 mesi, un cliente è tornato in farmacia 1 volta ogni 86 giorni. Questo dato non risulta variare particolarmente né per area geografica, né per tipologia di circuito né per fasce di fatturato di parafarmaco» prosegue Genovese: «Però all’interno di questo numero c’è una varianza molto elevata: ci sono clienti che tornano ogni 15 giorni e clienti che entrano in farmacia ogni 150. Bisogna conoscere le tipologie di clienti e lavorare diversamente a seconda della situazione. Scegliere ad esempio se puntare sul dare priorità alla frequenza e lavorare su quelli che non tornano o sull’incentivare gli acquisti per scontrino. E per questo è utile capire il transato su card, ovvero quanto fatturato parafarmaco passa su card».

Una variabile che si assesta sul 38% e che è rimasta invariata dall’ultima osservazione: «se come farmacia capisco che sono distante da questo numero è chiaro che devo migliorare. Inoltre, in base alla nostra ricerca, vediamo che il dato dello scontrino medio parafarmaco che passa su card è 24 euro circa, no card è di 16 circa e quindi diventa importante analizzare lo scontino. Se la forbice nella mia farmacia è troppo stretta posso ipotizzare che ho tanti clienti senza card che generano uno scontrino elevato e lavorare per raggiungere l’obiettivo di riuscire a distribuire tante card a chi non ce l’ha ancora e per incrementare la consapevolezza dell’acquisto del parafarmaco in farmacia».

Quali sono i reparti che hanno registrato maggiori acquisti con la card?
I reparti che hanno registrato maggiori acquisti con la card sono nell’ordine ‘’Alimentazione e Dietetica’’, ’Sanitari Dispositivi Medici’’ e ‘’Igiene e Cosmesi’. Fa notare Genovese: «il 39% nella fascia alimentazione dietetica è un dato molto importante e la quota sanitari e dispositivi ha superato igiene e cosmesi. In farmacia tradizionalmente ci si concentra molto in iniziative di marketing su igiene e cosmesi e molto meno su alimentazione e dietetica ma tenendo conto di quanto è importante sarebbe utile fare iniziative per generare vendite incrementali»

I clienti non sono tutti uguali, anzi molto diversi
Dalla ricerca emerge che i clienti hanno caratteristiche e comportamenti molto diversi: «Individuare le tipologie in base allo scontrino medio e alla frequenza di acquisto significa investire nel modo giusto» rimarca Genovese.
L’Osservatorio ha suddiviso i clienti in dieci decili, ovvero dieci gruppi di numerosità uguali: «ma se ogni decile ha la stessa numerosità vediamo che il primo 10% dei clienti apporta il 46% di fatturato parafarmaco, i primi tre decili il 75%. Un numero dirompente: se perdo percentuali nel primo decile, o comunque nei primi tre perdo moltissimo, quindi è fondamentale agire su questa fascia».

Prosegue Genovese: «Mediamente un cliente di una farmacia apporta circa 208 euro all’anno e questa percentuale non è cambiata rispetto all’anno scorso, ma quelli che abbiamo chiamato best client ne apportano circa 900 euro. Se perdo un best client perdo 900 euro, se perdo un low client 34 euro. Quindi devo concentrarmi sulle priorità e le variabili sono fondamentalmente due: lo scontrino medio e la frequenza». Dall’analisi dello scontrino medio abbiamo visto che i best client non spendono necessariamente di più, ma entrano più spesso in farmacia ed è su questo che bisogna puntare».
Su che cosa puntare
In conclusione, osserva Genovese: «dall’analisi dello scontrino medio abbiamo visto che i Best client non spendono necessariamente di più, ma entrano più spesso in farmacia ed è su questo che bisogna puntare. Lo stesso vale per il Low client: ha più senso lavorare nella direzione di farli tornare più spesso piuttosto che farli spendere di più, creare coinvolgimento e famigliarità con il punto vendita e per quanto riguarda i Best client blindare il rapporto di fidelizzazione, con attività che possano valorizzarli, come l’anticipo di vantaggi e regali, la proposta in anteprima i nuovi prodotti. Per i Middle, è necessario incrementare il rapporto fidelizzazione e infine per i Low questo rapporto va proprio creato con iniziative di massa e per fare conoscere il posizionamento della farmacia, ma non vale la pena investire troppo tempo per le ragioni che abbiamo illustrato. Poi ogni farmacia saprà declinare queste regole nelle proposte più adeguate, partendo dal presupposto che se conosco la mia farmacia e i miei clienti ma anche il contesto esterno, prenderò sempre le decisioni migliori».

Con il Progetto “Pharmacy First” in UK ricette dal farmacista

Con il Progetto “Pharmacy First” in UK ricette dal farmacista

fonte: www.farma7.it

Con il progetto Pharmacy First i pazienti inglesi avranno la possibilità di ricevere alcune ricette dal loro farmacista di fiducia: queste sono le intenzioni recentemente espresse dal Governo del Regno Unito.

Il Governo del Regno Unito, con il progetto “Pharmacy First”, intende consentire il rilascio al paziente da parte del farmacista di alcune prescrizioni per sette patologie minori.
Secondo quanto recentemente riportato dal Financial Times, il primo ministro del Regno Unito Rishi Sunak ha dunque annunciato di voler a breve permettere ai pazienti che soffrono di una serie di patologie minori di poter ottenere le proprie ricette direttamente dalla loro farmacia di fiducia. Nelle intenzioni del premier inglese, il progetto, denominato Pharmacy First, fa parte di una serie di misure volte a tagliare le liste d’attesa del Nhs, il servizio sanitario nazionale.

L’idea è di far prescrivere ai farmacisti territoriali medicinali per 7 patologie minori (otiti, mal di gola, sinusite, infezioni da punture d’insetti, impetigine, herpes zoster, infezioni non complesse del tratto urinario nelle donne) in modo che i pazienti non intasino gli studi dei propri medici di famiglia. Se clinicamente appropriato, ai farmacisti sarà permesso di dispensare antibiotici e antivirali.

Sunak, che è sotto pressione dopo che i conservatori hanno perso ben 1.000 seggi nelle recenti elezioni locali, ha promesso a inizio anno di ridurre le liste d’attesa e ora ha annunciato che questa è, tra le sue cinque priorità politiche, quella più vicina a essere introdotta. “Trasformare l’assistenza primaria è il prossimo passo rispetto alla promessa fatta dal mio Governo di tagliare le liste d’attesa del Nhs”, ha infatti affermato Sunak.

Contraccettivi direttamente dal farmacista
Il portavoce del National health service ha contemporaneamente dichiarato che il nuovo servizio che permetterà alle donne di ottenere i contraccettivi direttamente dal farmacista, senza passare dal medico di base, prenderà forma dal prossimo inverno.

Tali cambiamenti saranno supportati dallo stanziamento di 645 milioni di sterline, che serviranno per aumentare i nuovi servizi in farmacia con l’obiettivo di diminuire la pressione sugli studi medici. Oltre alla prescrizione di contraccettivi, si sa già che parte dei soldi verranno stanziati per potenziare i servizi in farmacia di monitoraggio dell’ipertensione. Obiettivo finale è la cancellazione di 2 milioni di visite dal medico di base in un periodo di 2 anni.

La difficoltà di fissare una visita dal proprio medico è una delle maggiori lamentele inoltrate dai pazienti inglesi. Secondo una recente indagine, i due terzi degli intervistati hanno messo in cima alla lista delle loro insoddisfazioni i lunghi tempi di attesa per avere un appuntamento dal proprio medico di base o in ospedale.

Secondo una recente inchiesta, mancano all’appello in Inghilterra 4.200 medici di base che dovrebbero arrivare a 9.000 alla fine di questo decennio. Il Governo ha anche ammesso che la promessa fatta nel 2019 di assumere 6.000 medici di base entro il 2025 non potrà essere mantenuta.

Una decisione da tempo attesa dai farmacisti
Mark Lyonette, direttore generale di Npa (l’Associazione delle farmacie indipendenti), ha salutato con favore la decisione -lungamente attesa- di Sunak, una misura che potrà riportare le farmacie, dopo anni di declino economico, lungo un percorso di attività remunerate dal Nha, in quanto giustamente focalizzate sui servizi clinici. (ML)

Amoxicillina, le indicazioni terapeutiche nelle infezioni batteriche

Amoxicillina, le indicazioni terapeutiche nelle infezioni batteriche

fonte: www.farmacista33.it

L'amoxicillina è un antibiotico che trova indicazione d'uso in diverse infezioni acute e croniche delle vie respiratorie, otorinolaringoiatriche e stomatologiche; dell'apparato urogenitale, enteriche e delle vie biliari; dermatologiche e dei tessuti molli; di interesse chirurgico e nell'eradicazione dell'Helicobacter pylori. Lo ricorda una nota di Sifo e Sifap che in risposta alla carenza di questo antibiotico, molto prescritto in ambito pediatrico a causa del picco di infezioni da Streptococco fuori stagione, con infezioni che tornano anche due o tre volte sullo stesso bambino, hanno realizzato e pubblicato l'Istruzione Operativa per l'allestimento di Amoxicillina sospensione orale.

Allestimento di sospensioni per uso orale a base di amoxicillina
"Ancora una volta le nostre società scientifiche intervengono tempestivamente in un periodo in cui le terapie vivono un momento di difficoltà - sottolinea Arturo Cavaliere, presidente Sifo. - Crediamo sia essenziale continuare ad assicurare insieme alle Agenzie e alle Istituzioni, questo tipo di interventi a supporto di tutto il SSN e dei colleghi, perché i cittadini non devono mai avere la sensazione di essere lasciati soli con le loro problematiche di salute".

"L'urgenza di una istruzione specifica sull'Amoxicillina è stata da noi colta in quanto la carenza di un medicinale indispensabili in alcune patologie pediatriche mette le famiglie in difficoltà - aggiunge Paola Minghetti, presidente SIFAP. I farmacisti sono pronti a preparare i medicinali prescritti dal medico e le nostre società scientifiche possono aiutarli in modo da avere preparati di buona qualità e uniformi su tutto il territorio nazionale".
L'Istruzione operativa - redatta da Sifap e Area Scientifico-culturale Galenica Sifo -riguarda l'allestimento di sospensioni per uso orale a base di amoxicillina, da allestire in caso di carenza del medicinale di origine industriale. L'allestimento del preparato deve avvenire presso il laboratorio della farmacia, nel rispetto delle Norme di Buona Preparazione-NBP.

Le indicazioni terapeutiche dell'amoxicillina
Il documento precisa "che la molecola è attiva su numerosi microorganismi Gram-positivi e Gram-negativi intervenendo efficacemente su infezioni acute e croniche delle vie respiratorie, infezioni otorinolaringoiatriche e stomatologiche; infezioni dell'apparato urogenitale, infezioni enteriche e delle vie biliari; infezioni dermatologiche e dei tessuti molli; infezioni di interesse chirurgico. La amoxicillina è poi indicata nell'eradicazione dell'Helicobacter pylori".

Nelle Istruzioni, il gruppo di lavoro SIFO e SIFAP indica l'esatta composizione e formulazione del prodotto, il metodo di preparazione nel caso di utilizzo di materia prima di grado farmaceutico, ed in alternativa l'allestimento a partire dalle compresse. Vengono poi indicati i dispositivi e le attrezzature necessarie all'operazione di allestimento al fine di evitare contaminazioni ed i controlli da realizzare sul prodotto finito per garantire la massima sicurezza dei pazienti (verifica della correttezza delle procedure eseguite, controllo dell'aspetto, del pH, del confezionamento, della corretta compilazione dell'etichetta, della ridispersibilità delle fasi), oltre a precisare la tempistica di stabilità del preparato (massimo 14 giorni tra 2-8°C). Ora il documento è a disposizione di tutte le farmacie ospedaliere sul territorio e di tutto il Ssn. Vale la pena ricordare che spesso nel recente passato le Istruzioni Sifo-Sifap sono diventate riferimento nazionale e regionale in ambiti di intervento particolarmente urgenti e salvavita.

Le 10 migliori strategie di merchandising in farmacia

Le 10 migliori strategie di merchandising in farmacia

di Luca Sartoretto Verna

Fonte: www.farmaciavincente.it

Vuoi attirare l’attenzione dei clienti, migliorare l’esperienza d’acquisto e stimolare le vendite?

Ecco alcune strategie di merchandising che potresti considerare di implementare nella tua farmacia:

1- Ambiente di vendita
Crea un ambiente di vendita pulito, ordinato e accogliente che incoraggi i clienti a soffermarsi e esplorare l’offerta di prodotti

2- Organizzazione per categorie
Raggruppa i prodotti correlati insieme in base alla categoria o all’uso previsto. Ciò rende più facile per i clienti trovare ciò che stanno cercando e scoprire prodotti simili

3- Disposizione degli scaffali
Posiziona i prodotti più venduti e di alto valore a livello degli occhi dei clienti, in modo che siano facilmente visibili e accessibili. I prodotti meno popolari o a rotazione più lenta possono essere posizionati sugli scaffali superiori o inferiori

4- Esposizioni accattivanti
Crea esposizioni visivamente accattivanti e ben organizzate che mettano in evidenza nuovi prodotti, offerte speciali o prodotti stagionali. Utilizza segnaletica chiara e informativa per attirare l’attenzione dei clienti

5- Promozioni e sconti
Offri promozioni e sconti su prodotti selezionati per stimolare le vendite e incoraggiare i clienti a provare nuovi prodotti. Assicurati di comunicare chiaramente le offerte ai clienti attraverso la segnaletica e il personale di vendita

6- Educazione del cliente
Fornisci informazioni sui prodotti e sul loro utilizzo attraverso materiali educativi, come brochure, poster o video. Ciò può aiutare i clienti a prendere decisioni informate e a sentirsi più a proprio agio nell’acquisto di prodotti farmaceutici

7- Cross-merchandising
Posiziona prodotti complementari vicino l’uno all’altro per incoraggiare gli acquisti correlati. Ad esempio, potresti posizionare i prodotti per la cura della pelle accanto ai prodotti per la protezione solare o gli integratori alimentari vicino ai prodotti dietetici

8- Rotazione dei prodotti
Aggiorna regolarmente le esposizioni e l’assortimento di prodotti per mantenere l’interesse dei clienti e garantire che gli scaffali siano sempre riforniti con prodotti freschi e attuali

9- Personalizzazione
Offri servizi personalizzati, come consulenze farmaceutiche o programmi di fidelizzazione, per coinvolgere i clienti e incoraggiarli a tornare.

10- Formazione del personale
Assicurati che il personale sia ben formato sui prodotti e in grado di offrire assistenza e consulenza ai clienti

Monitorare regolarmente l’efficacia delle tue strategie di merchandising e adattarle in base ai feedback dei clienti e ai dati di vendita può aiutarti a massimizzare il successo della tua farmacia.

Telemedicina. Scontrino, Iva e detraibilità: indicazioni per la corretta gestione fiscale in farmacia

Telemedicina. Scontrino, Iva e detraibilità: indicazioni per la corretta gestione fiscale in farmacia

fonte: www.farmacista33.it

In farmacia sempre più farmacisti intendono offrire prestazioni di telemedicina in futuro l'esigenza è anche quella di indicazioni in merito alla gestione, anche fiscale
Le prestazioni di telemedicina hanno visto una spinta in modo particolare durante la pandemia, ma nell'ultimo anno, secondo dati recenti, l'utilizzo da parte dei medici è calato significativamente. In farmacia, la situazione si presenta in crescita, con sempre più professionisti che intendono offrire il servizio in futuro, e da parte delle farmacie l'esigenza è anche quella di indicazioni in merito alla gestione, anche fiscale, della prestazione.

Rinuncia alle prestazioni sanitarie e ruolo della farmacia
Durante l'emergenza sanitaria, "la quota di persone che hanno dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie ritenute necessarie", emerge dal Rapporto civico sulla salute 2023 di Cittadinanzattiva presentato ieri, "era quasi raddoppiata, passando dal 6,3% nel 2019 al 9,6% nel 2020, sino all'l'11,1% nel 2021". Le stime più recenti relative al 2022 "attesterebbero un recupero", ma i dati del periodo "mostrano però alcune peculiarità: nel confronto tra il 2022 e gli anni pregressi della pandemia, emerge un'inequivocabile barriera all'accesso costituita dalle lunghe liste di attesa, che nel 2022 diventa il motivo più frequente (il 4,2% della popolazione), a fronte di una riduzione della quota di chi rinuncia per motivi economici (era 4,9% nel 2019 e scende al 3,2% nel 2022). Altro aspetto che potrebbe evidenziare una maggiore difficoltaÌ di accesso alle cure è che per soddisfare il bisogno di prestazioni sanitarie è stato necessario un maggior ricorso all'"out of pocket" o a spese sanitarie garantite da copertura assicurativa". In questo contesto, tende ad assumere ancora più importanza la spinta alla telemedicina, che trova un inquadramento anche nel Pnrr, "cosiÌ come dimostrato dalla componente 1 della missione 6 assistenza territoriale e telemedicina che pone come obiettivo la presa in carico della cronicità. Obiettivo di questa trasformazione digitale sarà fornire ai pazienti, anche a distanza, un servizio più accessibile, riducendo le liste di attesa e diminuendo i costi dovuti alle ospedalizzazioni".
Dal rapporto, va detto, emerge anche un altro elemento: "nell'ultimo anno, l'utilizzo della Telemedicina da parte dei medici è calato significativamente, seppure ci si assesti su percentuali di utilizzo raddoppiate rispetto a quelle pre-pandemia. La riduzione nei livelli di utilizzo dei vari servizi di Telemedicina va colto come segnale di esigenza di un'innovazione più strutturale, un passaggio a un modello nel quale questa non rappresenti più una soluzione di emergenza, ma un'opportunità per migliorare il sistema di cura".

Cresce propensione verso la farmacia
Sulla base della survey riportata da Cittadinanzattiva (fonte Osservatorio SanitaÌ Digitale del Politecnico di Milano) emerge che "l'interesse verso i servizi di Telemedicina rimane elevato da parte dei diversi attori: oltre la metaÌ dei medici e degli infermieri e circa l'80% dei pazienti (cronici o con problemi di lunga durata) vorrebbero utilizzarli in futuro". In questo contesto, anche i servizi di telemedicina in farmacia hanno visto uno sviluppo e vale la pena ricordare la recente indagine Ipsos sul percepito relativo al ruolo di farmacista e farmacie che ha messo in luce una sempre maggiore disponibilità dei farmacisti a prendere in considerazione queste prestazioni: per il 52% si tratta di un servizio già presente tra quelli attivi, con Ecg, holter cardiaco, holter pressorio, e il 19% del campione lo vorrebbe offrire in futuro.
Come ricordato da Federfarma, "le Linee di indirizzo nazionali sulla telemedicina, pubblicate dal Ministero della Salute, richiamano la farmacia come possibile player" anche per l'accessibilità ed equità del servizio. In una recente comunicazione, viene rilevato per altro come la farmacia in questo ambito abbia "l'opportunità di compiere un ulteriore passo", grazie alle interlocuzioni in corso con le istituzioni, nella direzione di "un inserimento della farmacia nei progetti di telemedicina in corso di attivazione sul territorio grazie ai fondi stanziati dal PNRR".

La gestione in farmacia: aspetti fiscali e detraibilità
Da parte dei farmacisti vengono segnalati dubbi su alcuni aspetti gestionali del servizio. In una circolare di ieri, Federfarma ricapitola alcune indicazioni di cui tenere conto, in particolare in relazione alla gestione fiscale del servizio. Un primo punto riguarda la detraibilità: "la spesa sostenuta dall'utente per la prestazione, qualora sia certificata mediante documento commerciale parlante, vale a dire contenente la specificazione della natura, qualità e quantità dei servizi prestati ed il codice fiscale del destinatario, potrà essere detratta dall'imposta in sede di dichiarazione dei redditi. A tale proposito, così come per i test e tamponi, la spesa resta detraibile anche se regolata attraverso i contanti". Per quanto riguarda l'Iva, "alla luce della vigente normativa in materia e della prassi dell'Amministrazione finanziaria, nell'ambito delle Analisi di I^ istanza, i Servizi di Telemedicina (Holter pressorio, Holter cardiaco, Spirometria, ECG), rientrano tra le prestazioni di supporto all'utilizzo di dispositivi strumentali per i servizi di secondo livello e, quindi, appare soddisfatto il duplice requisito oggettivo e soggettivo posto dall'Agenzia, con la conseguente applicabilità dell'esenzione IVA".